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lavoro pubblicato sabato 31 agosto 2013
ultima lettura venerdì 29 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The devil is no so black as he is painted

di Writter1994. Letto 497 volte. Dallo scaffale Fantasia

 CAPITOLO 4 Kaleido uscì dal Limbo arrabbiata come non lo era mai stata nella sua vita demoniaca o terrena. Si era controllata solo perché la posta in gioco era troppo alta e perdere il controllo le avrebbe costato una bella sfuriata...

CAPITOLO 4

Kaleido uscì dal Limbo arrabbiata come non lo era mai stata nella sua vita demoniaca o terrena. Si era controllata solo perché la posta in gioco era troppo alta e perdere il controllo le avrebbe costato una bella sfuriata da parte di Joel. Odiava quell'insulso ragazzino e il poco controllo che aveva su di sé quando gli era vicino. Era la seconda volta che la coglieva impreparata e non poteva sopportarlo. La prima volta era stata spinta ad avvicinarsi a lui dalla fame, ma adesso? Non era affamata. Allora cosa gli impediva di resistere a quel ragazzo dagli occhi grigi, profondi e cupi come la notte? Non sapeva darsi una risposta. L'unica cosa che sapeva era che non aveva più alcuna intenzione di commettere altri errori. Lei non era abituata a farne. Era sempre stata una ragazza precisa, una di quelle che a scuola quando combinava un guaio non veniva mai beccata perché sapeva come non lasciare alcuna traccia, sapeva come muoversi: con agilità e velocità. Ma davanti a quel ragazzo diventava improvvisamete fiacca e ridicola e per questo si malediceva e malediceva anche Tristan. A Kaleido piaceva essere cattiva, le piaceva il male, la tortura e l'omicidio. Adoreva le cose più scabrose e immorali perché davanti alla sofferenza e alla crudeltà si sentiva invincibile. Di sicuro una volta entrata nell'Inferno la sua umanità l'aveva abbanodnata per sempre. In effetti da umana era molto diversa. Ribelle e fuori controllo, sì, ma aveva anche degli amici e delle emozioni. Come tutte le ragazze della sua età aveva sofferto per i ragazzi che aveva amato e per le amiche che non si erano rivelate tali, aveva pianto quando suo padre l'aveva abbandonata all'età di tredici anni e si era infuriata quando sua madre aveva deciso di risposarsi.
Si era afflitta per coloro che l'avevano abbandonata e ferita e per molti anni il suo cuscino era stato bagnato dalle sue lacrime. Un giorno aveva semplicemente deciso che non avrebbe più voluto stare male. Aveva deciso che le cose sarebbero cambiate e che non si sarebbe mai più sentita debole o sperduta. Il giorno in cui era stata assassinata aveva cercato in tutti modi di vendicarsi e non c'era riuscita. Questo le aveva fatto male, molto male. Aveva deciso che sarebbe stata felice, infischiandosene di tutto e di tutti. Il suo desiderio era stato brutalmente spezzato. Era per questo che adesso le piaceva essere un demone. Emozioni come l'amore, l'affetto e la fiducia, tutti quei sentimenti che in vita l'avevano fatta soffrire adesso non sapeva nemmeno cos'erano. Ora era forte, indistruttibile e per lei era fondamentale essere così e di certo non sarebbe stato un ragazzino a rovinare tutto. Quando raggiunse la sesta bolgia desiderava solo andarsene nella sua casetta putrida e malandata. Camminava per la strada infuocata con gli occhi iniettati di sangue, gli artigli affilati lasciavano dietro di lei una scia color rosso cremesi. Attorno a lei, demoni si sbranavo tra loro a causa della fame. Per la prima volta Kaleido non sentiva questo bisogno, ne era insorto un altro più feroce e distruttivo. Uccidere. Avrebbe scaricato di sicuro la sua rabbia se avesse squartato qualcuno, non importava chi fosse. Le sue fantasie assassine furono interrotte dalle grida che provenivano dalla locanda. Sembrava più movimentata del solito. Si avvicinò e vide una serie di demoni entrare tutti eccitati. Il buttafuori dell'ingresso le fece segno d'entrare. Sorpassò la fila e mostrò il polso. Il buttafuori lo scrutò attentamente. Se doveva far passare qualcuno avanti doveva almeno assicurarsi che ne valesse la pena.
<< Andiamo Spencer, lo sai chi sono>> disse la ragazza al buttafuori.
Il demone annuì << Pura formalità>> le lasciò il polso sul quale vi erano due fori profondi e neri. Il simbolo dell'armata demoniaca guidata da Joel << Sei ancora nell'armata>> osservò Spencer << Joel non si è ancora stancato di te?>>_
<< Io gli servo e lui lo sa bene. Tu piuttosto, perché non ti arruoli? Sei grande e grosso e al mio capo farebbero proprio comodo i tuoi muscoli>>
Spencer rise << Ognuno ha un compito qui. Tu lo dovresti sapere meglio di chiunque altro>>
<< Il suo è quello di farci entrare così possiamo ubriacarci>> gridò un demone dietro di lei.
Kaleido sorrise << Come mai tutto questo fermento?>>
<< Hanno riaperto le gabbie. Indovina chi sta combattendo?>>
<< Halana>>
Spencer annuì e la fece entrare. Il locale era un vero caos. Il lungo balcone nero era stracolmo di demoni che chiedevano da avidamente da bere.
Quella non era una semplice locanda, era più un luogo di perdizione e perversione. Somigliava ad un night club, solo più aggressivo e violento. C'erano tavolini in legno e divanetti neri sparsi ovunque, candele fiammeggianti poste sulle mensole accanto a piccoli teschi, ragnatele che scendevano dal soffitto come stelle filanti e demoni che facevano a gara a chi beveva più sangue nel minor tempo possibile affiancati da ragazze che ancheggiavano godendosi la scena. Se i demoni non potevano togliersi l'anima a vicenda potevano però avere libero accesso al loro sangue. Una volta morti essi perdevano la loro anima per sempre e questo li privava di qualsasi emozione positiva, senz'anima erano freddi e spietati, brutali e senza alcun rimorso. Ma il loro sangue continuava a circolare nel corpo anche una volta che il cuore aveva smesso di battere, questo perché una volta diventati demoni il sangue permetteva loro di "vivere" mentre le anime di cui si nutrivano rinforzavano il loro potere e li dava l'energia per andare avanti. Ogni volta che un essere umano uccideva qualcuno in vita il sangue di qel poveretto diventava automaticamente una parte del demone in cui si era trasformato, perciò bere il proprio sangue equivaleva a bere quello delle proprie vittime e questo rendeva il tutto più eccitante perché il momento dell'omicidio veniva rivissuto. Il sangue dava però alla testa e se ne si abusava troppo si rischiava di uccidersi. Il locale era diviso in due zone: in quella ad ovest era situato un palco nel quale giovani demoni dall'aspetto audace si divertivano ad intrattenere i clienti con giochi di prestigio ed esebizioni attorno a un palo. Erano tutte ragazze molto giovani, vestite in abiti succinti e senza alcun freno inibitore, ubriache perse non avevano neppure idea di dove si trovassero. La locanda aveva uno stile del tutto fuori dal comune: dal soffitto scendevano lingue infuocate di vari colori che si riflettevano in tutto il locale come le luci delle discoteche, le pareti blu intenso davano al luogo un tono cupo e misterioso. Quello non era l'unico locale della zona, c'enerano altri sparsi nelle bolgie ma quello era l'unico in cui si svolgevano regolarmente le lotte nelle gabbie; Joel lo aveva fatto costruire per regalare ai suoi demoni lo svago e il divertimento che si meritavano e il suo popolo non poteva che venerarlo per questo. La musica metallica e robotica dalle sfumature tetre rimbombava nell'intero locale. Chiunque vi fosse entrato, se non fosse stato un demone, ci avrebbe di sicuro rimesso l'udito e la vista. Le lingue di fuoco erano incadescenti e zampillavano di continuo, alle volte divenivano così abbaglianti che ti mandavano in confusione, la musica echeggiava profonda: s'insinuava nelle orecchie, fino ad arrivare all'incudie e al martello, fino a far vibrare il timpano e romperlo del tutto. Ai demoni piaceva la sensazione di smarrimento che ne derivava, adoravano sballarsi fino a non capire più niente. La cosa davvero interessante, il pezzo forte del locale si trovava nella zona est. Kaleido seguì un gruppo di demoni completamente ubriachi. La condussero davanti ad una masnada di creature diaboliche che si accavallavano l'uno sull'altro.
<< Non si vede niente>> brontolò un demone accanto a lei.
<< Voglio vedere come la biondina lo stende>> disse un altro.
Kaleido si fece l'argo tra la folla e arrivò nelle prime file. All'interno di una gigantesca gabbia di ferro i demoni si sfidavano ad un combattimento all'ultimo sangue. L'obbiettivo ovviamente era di fare fuori l'altro ma non in maniera definitiva. Bisognava colpirlo al cuore per vincere, anzi bisognava strapparglielo. Insomma, una bella dose di umiliazione pubblica. Non c'era un limite di tempo. A volte si andava avanti anche giornate intere senza fermarsi. I demoni avevano una resistenza fisica molto buona. Specialmente Halana che era diventata la Regina indiscussa delle gabbie. Era nota per la sua abilità e la sua velocità nello schivare ogni colpo.
Ma soprattutto era nota per il modo in cui si prendeva il suo premio. Halana non si limitava soltanto a strappare il cuore del suo avversario, se lo gustava per benino.
<< Scommetto che Halana lo fa secco>> disse un demone ridendo compiaciuto. L'eccitazione era viva nei suoi occhi.
<< Chi è lo sfidante?>> chiese Kaleido.
<< Il povero Darren>>
<< Darren?>> Il demone sorseggiò del fuoco con gli occhi incollati sulla figura di Halana che si muoveva all'interno della gabbia come una scimmia. << Darren non dovrebbe essere qui>>
<< Infatti non credo che ci resterà per molto>>
Kaleido seguì lo sguardo del demone verso la gabbia. Halana s'arrampicò in cima ad essa, Darren la raggiunse e quando le fu abbastanza vicino Halana gli graffiò il viso con gli artigli.
<< Perderai. Ti conviene dare forfè>> gli disse Halana passandosi la lingua sulle labbra. Darren le balzò addosso. L'afferrò per il collo << Io non do mai forfè>>
La ragazza conficcò i suoi artigli affilati nel braccio di Darren poi lo spinse giù con ferocia. Il demone cadde a terra. Vide la figura sinuosa di Halana muoversi velocissima da una sbarra all'altra. Si rialzò. La ragazza era in piedi dal lato opposto della gabbia. Rideva. Si tolse la tuta di pelle nera che aveva e rimase in top e pantaloncini corti, mostrando a tutti il suo fisico tonico e scolpito. Grida di approvazione si scatenarono nella sala. I demoni erano in visibilio. Perdizione e lotta. La serata perfetta per ogni demone. Darren non poté fare a meno di notare che Halana aveva un bel corpo: ben fatto e poi sporco di sangue e polvere era ancora meglio.
<< Sei uno schianto!>> gridò qualcuno dal fondo della sala.
<< Finiscilo bellezza!>> urlò qualcun'altro.
<< Mi sa che ti vogliono morto>> la voce di Halana era estremamente seducente.
Darren era un demone e per quanto potesse odiarla non poteva resistere al suo fascino, perché prima di essere una creatura dell'Inferno era anche un uomo e non gli dispiaceva apprezzare un bel corpo. Sapeva anche però che era così che Halana catturava le sue prede e non gliel'avrebbe data vinta. Voleva strapparle il cuore.
Il demone si scaraventò su di lei. La ragazza s'aggrappò ad una sbarra con una agilità sorprendete. Piombò alle spalle di Darren che la bloccò scaraventandola dall'altro lato della gabbia. Gli si avvicinò, deciso a finirla. Quando fu vicino alla ragazza, tirò fuori gli artigli e la colpì all'addome. La ragazza gridò. Darren era così vicino a strappargli il cuore... Ma Halana all'improvviso gli spezzò gli artigli con una forza brutale.
<< Gli ha spezzato gli artigli>> disse sbalordito il demone accanto a Kaleido << Quella ragazza me la sposo>>
Con gli artigli ancora conficcati nell'addome Halana diede una calcio dritto in faccia a Darren che volò per terra. Si passò un braccio sulla bocca piena di sangue.
Halana aveva un forza straordinaria, il demone dagli occhi azzurri lo doveva riconoscere. Il suo respiro era sempre più irregolare mentre Halana si avvicinava a lui. Camminava con gli artigli conficcati nella carne come se niente fosse.
Darren scattò in piedi, le si scagliò contro e la sbatté con forza contro le sbarre.
<< Mi sto divertendo un sacco>> le sussurrò all'orecchio mentre spingeva gli artigli a fondo. La ragazza gli sputò sangue in faccia. Darren lo assaporò con la lingua.
<< Anche io mi sto divertendo>> disse Halana. I suoi occhi fissi in quelli di Darren. Rise. Con gli artigli della mano sinistra ferì il braccio di Darren. Un taglio profondo. Si strappò un artiglio e gettò il demone a terra. Conficcò un artiglio nel petto di Darren. Si strappò un altro artiglio e glielo conficcò nel cuore. Darren gridò. I demoni esultarono ma fu quando Halana squartò lentamente in due il cuore di Darren che tutti persero la testa. Il cuore putrefatto di Darren era in bella mostra. Halana vi immerse la mano e lo mostrò al suo pubblico che l'acclamò trionfante. Darren si rialzò a fatica, con il petto squarciato e sanguinante. Un demone aprì la gabbia. Il combattimento era finito.
<< Per questa sera basta>> disse un demone entrando nella gabbia. Ne arrivarono altri con una specie di barella.
<< Non sono ferito>> protestò Darren.
<< Joel ti vuole intatto. Devi farti ricucire>> disse il demone strattonandolo fuori dalla gabbia. Halana seguì Darren fuori dalla gabbia e quando vide Kaleido esultò.
Le venne incontro con il cuore di Darren in mano.
<< Come mai non te lo sei mangiato?>> le chiese Kaleido osservandola mentre si pavoneggiava con gli altri demoni.
<< Questo penso che me lo conserverò. Sarà molto divertente umiliare il tuo amico>>
Kaleido scoppiò a ridere. Si avvicinarono al bancone e ordinarono due bicchieri colmi di fuoco bollente.
<< Interessante camminare per la gabbia con gli artigli conficcati nell'addome>> commentò Kaleido.
<< Oh è il momento che ho preferito di più>> disse il barista porgendo ad Halana un foglio. << Fammi un autografo>>
<< Subito>> la ragazza firmò tutta eccitata << Hai scoperto qualcosa sul ragazzo?>>
Il bicchiere che Kaleido aveva in mano si frantumò in mille pezzi. Halana sorrise. << Vederti arrabbiata mi diverte un sacco>>
<< Non mi va di parlarne. Oggi l'ho catturato. Domani cerco di capire che diamine ha commesso>> rispose brusca Kaleido.
Darren si se sedette accanto a Kaleido completamente ricucito. Diede un'occhiata al suo cuore.
<< Ti manca?>> gli chiese Halana fingendosi triste.
<< Ero a tanto così da staccarti il collo>>
<< Peccato che non hai vinto>>
Il barista intervenne offrendo a Darren un bicchiere fiammeggiante << Ubriacati. Ti conviene>>
<< Non è il solito>> disse dopo averlo annusato << Che diamine è?>>

Il barista rise << Questo è il Bloody. L'ho inventato stamattina, è come il drink normale solo che c'ho messo un po' di sangue>>
<< Vuoi farmi sballare eh?>> Darren prese il bicchiere e se lo scolò in un secondo. << Fammene un altro>>
<< Poi oltre al cuore perderai anche la testa>> commentò Halana.
<< Sta zitta>> disse Darren afferrando il bicchiere. << Questo Bloody è una forza>>
<< Posso sapere per quale motivo sei ancora qui? Dovevi essere nella tua bolgia già da un pezzo>> Kaleido volse uno sguardo di rimprovero a Darren che per tutta risposta mandò giù il suo drink incandescente. Kaleido attendeva una risposta << Stavo per andarmene quando ho sentito che avevano riaperto le gabbie>>
<< E ha voluto sfidarmi. Pessima mossa>> intervenne Halana soddisfatta.
<< Credo che tu debba andare>> disse Kaleido notando lo sguardo furente di Darren. << Sì, è meglio che vada. Domani pensiamo al ragazzo>>
Darren uscì dal bar e Kaleido rimase in silenzio. Domani. Troppo vicino per lei, che di rivedere Tristan non aveva la ben che minima voglia.
<< Me ne vado anche io>> disse dopo un po'. Si diresse verso casa sua e una volta arrivata vide la porta aperta. Entrò con gli artigli sguainati. I demoni si introducevano nelle case altrui o per gioco o per fame. Lei non aveva più alcuna riserva ma questo gli altri non lo sapevano. Un odore di putrefazione aleggiava nella casa. Avanzò verso la sua stanza e lo trovò lì: il demone stava conficcando i suoi denti in un corpo ormai marcio. Kaleido restò a guardare la scena. C'era disperazione e rabbia nello sguardo di quel demone. Quella crautura diabolica doveva essersi resa conto che continuare a mordere quella carne ormai avvizzita era del tutto inutile così iniziò a rovistargli dentro come un forsennato alla ricerca di chissà cosa visto quel corpo ormai era del tutto fuori uso. Un pezzo di qualche interiora cadde ai piedi della ragazza.
Kaleido si avvicinò al demone. Era un ragazzo sui sedici anni. Occhi marroni e capelli biondi. Aveva il volto denutrito e scarno ma avrebbe potuto cavarsela ancora per un po'.Non lo riconobbe subito ma quando parlò si rese conto di chi aveva di fronte.
<< Kaleido>> la sua voce era aggressiva << Avevo tanta fame>>
<< Sì Ezra, lo immaginavo>>
Ezra era il fratello minore di Halana. Lui non era un Dannato, era finito all'Inferno perché aveva deciso che la vita sulla Terra non gli piaceva più. Dopo l'assassinio della sorella la sua vita si era tramutata in uno strazio completo. Il giorno del suo compleanno aveva deciso di farsi un regalo. Togliersi la vita. Si era tagliato le vene e aveva lasciato un biglietto di addio alla madre nel quale confessava che sarebbe andato a stare in un posto migliore. Ed era stato così infatti. Fino adesso. L'Apocalisse aveva portato una carestia che nessuno si sarebbe mai immaginato.
Ezra abitava nella seconda bolgia, quella dei dei suicidi.
Kaleido si avvicinò al ragazzo. << Halana ha vinto alle gabbie>>
Ezra sorrise << Resto qui>> annunciò e si sdraiò per terra in posizione fetale.
Era così che i demoni "dormivano". Di fatto non è che dormissero, più che altro chiudevano gli occhi ma restavano quasi sempre svegli a vigilare su se stessi. Erano molto egoisti. Kaleido annuì. Non gli importava di chi si fermasse a casa sua, aveva gli occhi sempre aperti e non si preoccupava che qualcuno potesse aggredirla, specialmente adesso che era così piena di energie. <<L'anima di Tristan è davvero forte. Non sento la fame e ho un'energia più malvagia del solito. Mi sento cattiva. Molto cattiva e anche arrabbiata>> Per tutta la notte i suoi pensieri furono rivolti alla forza distruttiva che sentiva. Alla rabbia. All'odio. E a Tristan. Il pensiero di rivederlo la intimoriva e non era un sensazione che avrebbe dovuto provare. Non avrebbe dovuto sentire nulla ma da quando aveva incontrato quel ragazzo sembrava provare cose nuove. Quando Kaleido aprì gli occhi il rgazzo era ancora ranicchiato su se stesso.
Per svegliarlo dovette lanciarli un paio di calci violenti alle gambe e alla schiena.
<< Muoviti>> gridò al ragazzo.
Ezra scattò in piedi. Diede una breve occhiata al cadavere del demone che aveva torturato la sera prima poi disse: << Halana dice che hai l'anima>>
<< L'ho catturata ma non ce l'ho ancora>>
<< Io non ce la faccio più. Vado sulla Terra adesso. La colazione mi aspetta>>
<< Non ci sono anime>>
<< Non abbiamo mai tentato con quelle mutate dall'Apocalisse>>
<< Vorresti provare con una di quelle?>> chiese sua sorella entrando nella stanza.
<< Tentar non nuoce>>
<< E cosa dirai a Joel?>> domandò Kaleido.
<< Non deve saperlo per forza>> disse il ragazzo malvagiamente.
<< Ma lui sa sempre tutto. Ci tiene monitorati e poi è difficile uscire da qui con quegli uccellacci che ci girano intorno>> gli fece notare ancora la ragazza dagli occhi verdi.
<< Gli Angeli non sono un problema. Non ci stanno sempre addosso e poi con Joel ho già parlato della mia idea>>
Kaleido rise << Scommetto che non ti ha dato retta>>
<< Lui da retta solo all'Oracolo>>
Kaleido non poté fare a meno di scoppiare a ridere<< E se in questa tua impresa morissi?>>
<< Uno in meno all'Inferno>> disse Halana intromettendosi nel discorso.
<< Giusto>> rispose Ezra uscendo di casa.
<< Vuole farlo davvero?>>
<< A quanto sembra sì. Era stupido prima e lo è anche adesso>>
Uscirono dalla casetta di Kaleido. Fuori le fiamme della sesta bolgia erano più calde e divoratrici che mai.
<< Qualcosa non va>> disse Halana.
<< Le fiamme>> annunciò Kaleido << si stanno espandendo>>
Un turbinio violento di fuoco sbalzò le ragazze con una forza violenta. Sbatterono contro un edificio bruciante. Le fiamme dell'Inferno erano diverse da quelle del Limbo: erano acido, estremamente corrosive se non gestite potevano distruggere una bolgia intera.
<< L'Inferno si sta rivoltando contro di noi>> disse Halana.
<< Si nutre di anime, come noi. Se non mangiamo non può farlo nemmeno lui>>
Kaleido intravide una massa di demoni che si accalcavano per raggiungere il portone d'uscita della bolgia. Le fiamme crescevano sempre di più e l'odore di carne bruciata penetrò nelle narici delle due ragazze.
<< Cosa può aver scatenato una cosa simile?>>
<< Una ribellione>> disse Kaleido. << Credo che venga dalla prima bolgia>>
<< Gli avidi. I demoni peggiori>> affermò Halana << Dobbiamo raggiungere l'uscita>>
<< Non credo che sia possibile>>
<< Vuoi restare bruciata?>>
<< Halana. Siamo spacciati comunque>>
Le due ragazze si guardarono negli occhi un momento. Sentirono delle grida. Una bufera di fuoco incandescente aveva bruciato vivi quattro demoni.
<< Si scatenerà presto un tornado di fuoco>> la voce di Halana era cattiva.
Volse rapida lo sguardo verso il portone. Kaleido fece lo stesso. Scrutarono attentamente la situazione. C'erano demoni ovunque.
<< La porta si è bloccata>> Ezra comparve alle spalle delle ragazze.
<< Colazione rapida?>> gli chiese la sorella.
<< Ma che dici, nemmeno sono uscito>>
<< Che cosa diamine è successo?>> chiese Kaleido con gli occhi rabbiosi. Detestava quello che stava succedendo.
<< Non lo so con esattezza. Ora dobbiamo andarcene>> Ezra strattonò le ragazze e le condusse all'interno della locanda.
<< Abbiamo poco tempo prima che la bufera si tramuti in tornado e ci spazzi via>>
<< Spero che tu abbia un piano>>
<< Beh sfortunatamente sono troppo occupato a salvarmi la pelle per pensare ad un piano>> Halana trafisse suo fratello con lo sguardo.
<< Sentite. L'unico modo per arrivare al portone è quello di passare attraverso la bufera>> disse Kaleido. I demoni la guardarono mentre scoppiavano in una risata macabra.
<< Vuoi attraversare quel fuoco corrosivo. Piano suicida insomma>> Ezra non sembra affatto convinto.
<< Dovresti essere un esperto in questo>> gli disse Kaleido mostrandogli gli artigli.
<< Il tornado si formerà tra poco>> annunciò Halana.
Nel locale fecero irruzione un altro paio di demoni con il loro stesso intento: ripararsi e nel frattempo trovare un modo per non morire.
<< Vi gettate nelle fiamme con noi?>> chiese Ezra.
<< Il vostro piano sarebbe questo?>> chiese uno dei due demoni.
<< Non ne abbiamo altri>> affermò Halana.
<< Raggiungere il portone è impossibile. Siamo chiusi dentro>> disse l'altro demone.
<< Perché non ci aprono?>> domandò furiosa Halana.
<< I demoni non aiutano. Osservano in disparte mentre gli altri muoiono. È divertente fino a quando non ci capiti dentro>> disse un demone.
<< Non credo che siano gli unici a godersi lo spettacolo>> Ezra era nervoso. Sguainò gli artigli. Non era un buon segno.
<< Maledetti Angeli>> brontolò uno dei due demoni.
Ezra si diresse verso il bancone del bar. Spezzò in due il bancone con gli artigli, prese una bottiglia di fuoco bollente e se la scolò tutta.
<< La bufera si sta trasformando in tornando. Dobbiamo uscire da qui>> disse Halana. << Forse qualcuno dovrebbe verificare che il piano funzioni>>
Uno dei due demoni si avvicinò all'uscio. La bufera infuocata avanzava e tutto quello che toccava diventava terra bruciata. Halana gli si avvicinò. La bufera era diventato un tornado.
<< Perché non provi a vedere se il piano funziona?>> Lo spintonò senza alcun riguardo fuori dal bar. Le fiamme infuocate lo corrosero all'istante. Tutto ciò che si udì prima della sua morte furono il suono della carne che si lacerava e le grida d'imprecazione contro gli Angeli.
<< Musica per le mie orecchie>> disse Kaleido sorridendo all'amica.
L'altro demone rise. << Morire con voi è divertente>>
Ezra gli si avvicinò << Tu non morirai con noi>> disse. Il demone non ebbe il tempo di replicare. Ezra lo scaraventò fuori dal bar colpendolo con gli artigli affilati.
Il suono della sua carne era meno piacevole.
<< Ora che vi siete divertiti, possiamo uscire?>>
<< Sì, guastafeste>> risposero i due fratelli all'unisono.
Kaleido si diresse verso il retro del bar. Il piano di passare attraverso la bufera era ormai del tutto sfumato.
<< Se passiamo dal retro, dovremmo raggiungere il portone in fretta>> disse Kaleido.
<< Non abbiamo altra scelta>> concluse Ezra.
I tre demoni avvertirono l'aria farsi satura di fuoco. Sfondarono la porta e uscirono dal retro. Le fiamme dilagavano verso di loro.
<< Okay. Dobbiamo correre più in fretta di quanto abbiamo mai fatto>> disse Kaleido.
<< E come pensi di evitare le fiamme e la calca di demoni?>> il tono di Halana era provocatorio.
<< Facile>> rispose Kaleido con un sorriso malvagio in volto << Mostrando gli artigli>>
<< Ottima risposta>> disse Ezra. I tre demoni sguainarono gli artigli e al segnale di Kaleido schizzarono fuori dal bar. Le fiamme ardevano e ogni volta che sfioravano il terreno era un dolore lancinante ai piedi. Halana era la più agile di tutti. Era abituata a saltare da una parte all'altra quando combatteva nelle gabbie quindi per lei era un gioco da ragazzi. Ezra e Kaleido cercavano di starle dietro come meglio potevano.
La bufera era ormai diventata un tornado che stava distruggendo l'intera bolgia.
I demoni rimasti cercavano di buttare giù il portone, imprecando e maledicendo chiunque.
<< Siamo quasi arrivati>> annunciò Halana.
<< Resta il fatto che poi dobbiamo buttare giù il portone>> la voce di Kaleido non era del tutto tranquilla. La sesta bolgia era ormai perduta e presto tutto l'Inferno sarebbe andato allo scatafascio. Che cosa ne sarebbe stato di loro?
Un grido inferocito la riscosse dai suoi pensieri. Si voltò di colpo.
<< Che stai facendo?>> le chiese Halana.
<< Dov'è Ezra?>>
<< Ti ha appena sorpassato>> le disse Halana << e se non ti muovi finirai stecchita>>
Kaleido gridò. Le fiamme bruciavano terribilmente sotto i suoi piedi.
<< Raggiungiamo il portone>>
Arrivarono davanti al portone e si mischiarono con la folla cercando invano di abbatterlo. Alcuni demoni erano morti, corrosi dalle fiamme. Il tornando si stava avvicinando verso di loro.
<< Sblocchiamo questa cosa, dannazione!>>
I demoni erano impazziti ed infuriati. Gli artigli affilati colpivano con rabbia il portone senza alcun successo.
<< Buttiamolo giù>> disse Ezra dando una spallata contro la porta.
<< Se lo facciamo, il tornado si estenderà ovunque>> disse un demone dal fondo.
<< Allora dobbiamo fermarlo>> Kaleido sembrava convinta di quello che diceva anche se non aveva la più pallida idea di cosa fare.
<< Sei pazza Kaleido>> un demone la strattonò con forza. La costrinse a guardare il tornando infuocato che si avvicinava vorace verso di loro. << È un idea stupida>>
Ezra continuò a scaraventarsi selvaggiamente contro la porta seguito dagli altri demoni. Le fiamme stavano diventando sempre più corrosive.
Ad un tratto il portone si aprì. Le truppe dell'armata demoniaca mostrarono gli artigli. Kaleido si voltò e vide il volto contratto di Joel che diede l'ordine di far uscire tutti.
Tuttavia Kaleido non riusciva a muoversi. Sentiva le fiamme che le bruciavano i piedi. Era doloroso almeno quanto quello che aveva davanti. I suoi occhi caddero su un demone semivivo che la guardava con rabbia. Più della metà del suo corpo era stato divorato dalle fiamme. Sarebbe morto di lì a poco. Ezra le mollò un pugno sulla spalla. << Filiamocela>>
Kaleido spostò lentamente lo sguardo dal demone. << Per essere un buttafuori Spencer, se tu quello che è stato buttato>> Il demone mugugnò qualcosa che Kaleido non capì. Uscì in fretta e furia un momento prima che il tornando la travolgesse nel suo turbine incandescente. Il corpo di Spencer venne travolto. Carne bruciata. Tutto quello che restava della sesta bolgia era soltanto carne bruciata. Il portone venne chiuso. Il tornando s'abbatté contro di esso con forza. I demoni rimasero in silenzio. Il tornado continuava ad infrangersi come un'onda contro il portone.
<< L'hanno costruito affinché resistesse a questo tipo di... incidenti>> disse Joel.
<< Incidenti?>> il tono dei demoni non era amichevole. Il capo dell'armata demoniaca si voltò verso i demoni rimasti.
<< Vogliamo sapere cos'è successo>> dissero i demoni digrignando i denti.
<< A questo proposito avrei una risposta>> intervenne Ezra. Joel ruotò la testa verso di lui. << Sarebbe?>>
<< Sommosse popolari. Tipo l'assalto ai forni ne "I promessi sposi". E dalla brutalità delle fiamme direi che tutto è partito dalla prima bolgia. Le fiamme poi si sono estese fino alla seconda raggiungendo la quinta che ben protetta ne è rimasta immune.
Ha colpito la sesta bolgia perché in fondo i Dannati non sono così importanti visto che non sono veri e propri demoni. Sono solo Angeli Vendicatori falliti>>
<< Davvero uno studente modello>> commentò Joel.<< Ma non è del tutto vero. Tutti i demoni hanno un ruolo qui e anche i Dannati non sono da escludere. Le fiamme si sono alimentate molto anche nelle altre bolge ma siamo riusciti a domarle e abbiamo risistemato le cose. Quando siamo arrivati qui era troppo tardi>>
Ezra continuò dicendo: << Siamo affamati, tutti quanti. Se non troviamo al più presto una soluzione finiremo per estinguerci. Questo non è stato un'incidente.
È successo per una ragione. La fame. Siamo fuori controllo, non c'è più ordine e senza ordine, siamo perduti>>
<< Ezra ha ragione. Moriremo tutti>> il tono di Halana era profetico e cattivo.
<< Ma una soluzione c'è>> intervenne un demone << l'anima. Si vocifera sia molto forte>>
<< Abbiamo in tasca la soluzione che ci salverà tutti>> lo interruppe Joel in modo violento e brusco << Vi chiedo di avere pazienza. Tutto questo presto finirà>>
Ezra incrociò le braccia sul petto << E che facciamo adesso? La sesta bolgia è andata>>
<< A questo proposito, i demoni della sesta bolgia si trasferiranno nella quinta>> annunciò Joel.
<< Quella è la bolgia dell'armata>> disse Kaleido.
<< Non più. Ho deciso di dividere l'armata in gruppi. Ogni gruppo si trasferirà in una bolgia e la sorveglierà. In questo modo cercheremo di evitare altre sommosse e poi non ti è mai importato della quinta bolgia. Hai scelto tu di stare nella sesta>>
<< Sono una Dannata. Il mio posto è quello>>
L'armata non sembrava felice di fare da baby-sitter all'Inferno intero, ma gli ordini del capo non si discutevano.
<< Portate i demoni nella loro nuova bolgia>> disse Joel alla sua armata che obbedì all'istante. Kaleido si apprestò a seguire la massa di demoni.
<< No>> Joel le afferrò il braccio. << Tu e i tuoi amichetti venite con me>>
Halana e Ezra si scambiarono un'occhiata complice.
<< Dove ci porta capo?>> chiese Halana.
<< Dal nostro Oracolo>> disse Joel svelto. Un'espressione dura e crudele stazionava sul suo viso. La perdita di una bolgia era una cosa grave. Ci sarebbero voluti giorni prima che il tornado si placasse del tutto e in ogni caso una parte dell'Inferno se ne era andata per sempre. Joel temeva che si potessero scatenare altre sommosse.
Pensò che in questo momento gli Angeli stavano festeggiando la loro distruzione in grande stile con spumante e aperitivi. Giunti al tempio, Darren li aspettava d'innanzi alla porta.
<< Certo che al tempio ammettono proprio tutti>> disse Halana non appena lo vide.
Il demone stava per saltarle addosso quando Joel intervenne dicendo: << Ho chiesto a Darren di venire non appena sono stato informato di quanto era successo alla vostra bolgia. Volevo impedire che accadesse qualcosa all'Oracolo>>
<< Perché ci stai dicendo questo?>> chiese Kaleido fissando il suo capo dritto negli occhi << Non ti sei mai preso la briga di darci spiegazioni per le tue azioni>>
<< Infatti non l'ho mai ritenuto necessario, prima di adesso>> Joel aprì la porta del tempio. L'Oracolo era in piedi, di fianco al suo altare. Joel e gli altri si inchinarono al suo cospetto.
<< Come state?>> chiese Joel baciandole la mano.
<< Bene>> la voce dell'Oracolo non era mite come al solito.
<< Avrei dovuto fare come mi avevate detto>> disse Joel.
<< Certo che avresti dovuto>>
<< Che cosa significa?>> domandò Halana.
<< L'Oracolo mi aveva avvisato della sommossa>> Joel abbassò lo sguardo.
<< Avevo consigliato al capo dell'armata di lasciarmi parlare con il suo popolo ma non ha voluto>>
<< Se vi fosse accaduto qualcosa sarebbe stata la nostra rovina>> disse Joel crudelmente.
<< Il popolo non si sarebbe mai ribellato contro l'Oracolo>> disse Kaleido.
<< Ne sei sicura?>>
<< Guidati dalla fame possiamo fare cose davvero diaboliche>> disse Ezra ridendo << Come eliminare una bolgia oppure gettare demoni nel fuoco>>
<< Io l'ho fatto per divertimento>> intervenne Halana.
<< Ho capito dove vuoi arrivare. Siamo incontrollabili>> Kaleido si passò una mano tra i capelli. Nelle situazioni critiche lo faceva spesso. Quand'era viva però.
<< Magari era proprio così che dovevano andare le cose>> la voce dell'Oracolo era più serena e calma.
<< La prima bolgia deve essere punita lo stesso>> disse Darren.
<< Su questo hai ragione. Violare ordine ed equilibrio è oltraggioso. Tra Angeli e demoni ci sono sempre state guerre ma questo non ha mai sconvolto l'equilibrio dell'Universo. Il mondo non può vivere o nel bene o nel male, questi due principi devono coesistere>> la voce dell'Oracolo era interrotta e spezzata.
<< Sappiamo di chi è la colpa>> disse Ezra.
<< Ma non sappiamo cosa fare>> gli fece eco Halana.
<< Voglio che la prima bolgia chieda perdono>> disse l'Oracolo << Gli Angeli fanno il loro lavoro, o almeno ci provano, e ci sono delle gerarchie che rispettano rigorosamente. Sono disciplinati, per questo motivo sopravvivono. Nessun Angelo si sarebbe mai permesso di rivoltarsi contro il proprio popolo. È questo quello che vi distingue da loro. Rispettano le regole, voi noi. È nella vostra natura e va bene però so quanto siete egoisti. La vostra vita è più importante di qualsiasi altra cosa, avete riguardo per me perché vi mostro il futuro, non vi sono altri motivi. Se tenete alla vostra vita, rispettate le regole>> L'Oracolo aveva ragione su tutto. Infrangere le regole è sempre stata una prerogativa dei demoni, avevano creduto che ciò che li distinguesse dagli Angeli fosse lo scopo per cui agivano: bene contro male; le parole dell'Oracolo mostravano un'altra realtà. Gli Angeli cercavano di agire per il bene e rimanevano intatti perché il loro codice morale gli imponeva di essere fedeli a Dio e alle gerarchie da lui imposte. I demoni non avevano un codice morale perciò per loro era molto più facile disobbedire e autodistruggersi. Aveva ragione anche sul loro egoismo e se volevano salvarsi la pelle dovevano fare esattamente quello che aveva detto.
<< Farò chiedere perdono alla prima bolgia>> disse Darren.
<< Non è una cosa che farai tu>> disse Joel guardando l'Oracolo. << Ci penserà Halana>>
<< Io non faccio parte dell'armata>> ringhiò la ragazza.
<< Comunque esegui i miei ordini>> lo sguardo di Joel era minaccioso.
<< Tu e Ezra vi recherete nella prima bolgia e gli direte di chiedere perdono, direte che è un ordine imposto dall'Oracolo>> la donna-demone giunse le mani al petto. << Farete questo per me anche se non appartenete all'armata>>
Ezra annuì e sua sorella lo seguì sbuffando. Quando uscirono dalla porta Kaleido chiese: << Io e Darren che facciamo?>>
<< Il vostro unico compito è quello di pensare a Tristan>> disse Joel.
<< Ho avuto una visione su di lui>> confessò l'Oracolo.
<< Quando?>> chiese Joel.
<< Ieri. Non so dire molto però di ciò che mi è stato mostrato>>
<< Cosa significa?>> chiese Darren.
<< Che la visione che ho avuto su Tristan non era... chiara>>
Kaleido trasalì.
<< Cosa avete visto?>> chiese Joel confuso.
<< Ricordo solo che la sua anima era in un vaso e che c'era un demone con lui, una donna ma non so chi>> l'Oracolo si strinse in se stessa. Ripensò a quella visione e quasi le mancò il respiro. Un dolore fortissimo al petto la fece quasi vacillare.
<< Dovete riposarvi>> disse Joel. L'Oracolo avvertì un forte mal di testa.
Cercò di ignorarlo sperando che non si trattasse dell'arrivo di una visione ma di una semplice emicrania tipicamente umana.
<< Avete visto il ragazzo, ieri?>> chiese l'Oracolo con voce stanca.
<< Sì, è in buone condizioni>> rispose Kaleido.
<< Vi ha fatto domande?>>
<< Le solite. Ci ha chiesto chi siamo e non credeva di avere un'anima>> disse Kaleido trattenendosi dal nervoso. Parlare di Tristan le faceva tronare in mente i suoi momenti di debolezza con lui. I suoi occhi grigi e le sue labbra. Quelle meravigliose labbra...
<< Non credeva di averne una?>> chiese Joel << Davvero molto strano>>
<< Avrà sicuramente bleffato. Dovresti vedere quanto è pieno di sé quel moccioso. Voleva attirare l'attenzione >> la voce di Darren ruppe i pensieri di Kaleido.
<< Bleff o no dovete scoprire il più possibile su di lui>> il tono di Joel era severo << e dovete farlo al più presto>>
<< Iniziate ora. Voglio incontrare presto quel ragazzo>>
<< Certo Oracolo>> disse Kaleido. Lei e Darren uscirono dal tempio lasciando Joel solo con l'Oracolo.
<< Cosa pensi che confabuleranno quei due?>> chiese Darren.
<< Non confabulano. Loro sono...una squadra>> rispose Kaleido.
<< L'Oracolo aveva sempre avuto visioni nitide>> rifletté Darren << Tristan deve essere qualcosa di più>>
<< Cioè?>>
<< Non lo so ma se gli Angeli sapessero della sua esistenza sarebbe la fine>>
<< Sorvegliano il Limbo di continuo e non possiamo tenerlo chiuso lì dentro per sempre>>
<< Vorresti che se ne andasse a spasso per l'Inferno?>> Darren scoppiò in una risata fragorosa << Verrebbe assalito da un mandria di demoni affamati in meno di un secondo>> Kaleido rimase in silenzio. << Ce la farai>>
<< Oh questo lo so>> rispose. Davvero? Era davvero sicura di riuscire a farcela?
<< Darren, potresti ripetermi per quale motivo Joel ha scelto me per questo incarico?>>
<< Credo che fosse per il fatto che sei in prova>>
<< Cosa? Non sono in prova. Faccio parte dell'armata quanto te!>>
<< Per lui non è così>>
<< Mi chiedo perché>>
Darren aspettò un secondo prima di rispondere << Sa che sei brava. Ma lui vuole che tu sia la migliore. Halana è la Regina delle gabbie e lui vuole che tu sia la Regina dell'armata>>
<< Quindi è un test?>>
<< Joel ama vedere la gente crogiolarsi. È il suo bello>>
<< Siamo arrivati>> annunciò Kaleido. L'enorme porta dorata del Limbo si ergeva imponente davanti a loro.
<< Vediamo come sta l'anima più potente del mondo>> Darren aprì la porta. Kaleido fece un respiro profondo prima di entrare. Tristan era seduto sul letto e dava le spalle ai due demoni. Goccioline di sudore scendevano dalla nuca del ragazzo fino alla sua schiena nuda. Darren diede un'occhiata al letto.
<< Che cavolo è successo qui?>> chiese afferrando il cuscino insanguinato.
<< Niente>> disse Tristan senza voltarsi.
<< Senti, tu sei un maschio vero? Non è che per caso sei una ragazza e non lo sapevamo?>>
<< Ho detto che non è successo niente>> Tristan scandì lentamente ogni singola parola. Il tono della sua voce era cupo e aggressivo. I piedi di Kaleido erano impuntati a terra. Era colpa sua se Tristan aveva perso tanto sangue. Normalmente era una cosa che le piaceva. Essere causa di spargimenti di sangue ma adesso...
Avvertiva una strana sensazione allo stomaco, come se si sentisse... in colpa?
Darren afferrò il ragazzo per una spalla e lo costrinse a voltarsi. La guancia destra di Tristan era ricoperta di tre graffi profondi. Darren capì all'istante chi glieli aveva procurati. Si voltò con furia verso Kaleido, quando le fu abbastanza vicino la spinse violentemente contro il muro. Il suo braccio possente si posò sullo sterno di Kaleido. Iniziò a colpirla all'addome.
<< Che cosa hai fatto? Okay che non lo sopporto ma cavolo! Gli hai massacrato la faccia! Che c'è adesso che ti presa un po' della sua anima volevi anche il resto? È così che è andata?>> Darren era fuori di sé. Il cuore di Tristan iniziò a battere all'impazzata. Il gigante dagli occhi azzurri continuava a colpire Kaleido con rabbia. Ogni pugno che la ragazza riceveva era come se lo ricevesse anche lui. Scattò in piedi con una rabbia molto più pericolosa di quella di Darren.
<< Lasciala andare!>> gridò. Darren lo ignorò.
<< La colpa è mia. Le ho detto che mi sarei ucciso piuttosto che darvi la mia anima. Le ho detto che ero felice se vi estinguevate e che non vedevo l'ora di vedervi crepare>> Gli occhi grigi del ragazzo incontrarono quelli verdi di Kaleido.
Subito pensò che fossero occhi freddi poi vi intravide qualcosa. Brillavano?
Darren lasciò andare Kaleido.
<< Che cosa volevi dire prima?>> chiese la ragazza massaggiandosi lo sterno.
<< Quando?>> Darren la guardava ancora con rabbia. Era agitato e nervoso.
<< Quando la stavi soffocando!>> esclamò Tristan fuori di sé. Darren gli lanciò uno sguardo torvo.
<< Hai detto che ho assaggiato la sua anima>> Kaleido mostrò gli artigli. Un ringhio gutturale uscì dal fondo della sua gola. Darren si mise in posizione di difesa.
<< Non è forse vero? In ospedale. Vi ho visti>>
<< La colpa è di nuovo mia>> intervenne Tristan incrociando le braccia al petto con naturalezza. << Sono stato scaricato due settimane fa e lei è una bella ragazza.
Sono un uomo e ho delle esigenze. Non credo che tu possa capire>>
<< Okay, senti moccioso...>>
<< Piantala Darren>> lo interruppe Kaleido con voce fredda e distaccata. Ritirò gli artigli ma l'espressione che aveva in volto era terribilmente malvagia. L'iride dei suoi occhi si fece più accesa che mai. Tristan capì cos'era quel luccichio che prima le aveva visto negli occhi. Odio. Rovistò nel mobiletto accanto al letto e prese acqua e asciugamani. << Pulisciti la ferita>>
<< Bisogna disinfettarla>> disse Tristan sedendosi sul letto.
<< Ho detto di pulirti la ferita>> il tono di Kaleido non ammetteva repliche.
Tristan iniziò a pulirsi la ferita bagnando l'asciugamano. Kaleido non gli staccava gli occhi di dosso. Darren fece un passo verso di lei. Kaleido mostrò di nuovo gli artigli.
<< Una bella reazione>> disse la ragazza accennando un sorriso.
<< Se il moccioso non fosse intervenuto avrebbe assistito ad un bello spettacolo.
Due demoni che combattono non è roba di tutti i giorni>>
<< Hai già perso alle gabbie. Forse è meglio che sia intervenuto>>
Darren rise. Tristan li guardava senza capire.
<< Vado a vedere come stanno le cose hai piani bassi>> annunciò Darren << Ti lascio sola con lui>>
<< Stai facendo quello che ha detto l'Oracolo>> Kaleido era sorpresa.
<< Ci sto provando>>
<< Impresa piuttosto difficile>>
<< Ci vediamo dopo>> Il demone uscì dalla stanza sospirando.
Kaleido si avvicinò al ragazzo. << Hai pulito la ferita?>> Lui annuì.
Gli posò una mano sulla guancia. Le ferite si rimarginarono.
<< Come hai fatto? Sei un angelo travestito da demone?>>
<< Non fare queste battute con me>> le rispose la ragazza fulminandolo.
<< Te l'ho chiesto solo perché è una cosa molto insolita>>
Kaleido sbuffò. << E va bene. È un potere che mi ha dato l'Oracolo>>
<< E perché te l'ha dato?>>
<< Pensa che io sia buona>> disse Kaleido ridendo.
<< Come mai lo pensa?>>
<< Non lo so. Per metà è umana, ha delle emozioni forse è per questo che pensa una cosa del genere>>
Tristan fissò il pavimento un secondo. << Però sappiamo entrambi che le cose non stanno così. Tu non sei buona>>
<< No infatti, non lo sono affatto>> disse la ragazza allontanandosi. Kaleido si fermò ad una distanza di almeno tre metri da Tristan che la guardava sorridendo.
<< Che hai da sorridere?>> chiese il demone incrociando le braccia.
<< Niente, io...>> rise << stavo solo pensando a quello che è successo prima>>
<< Senti, ti ho guarito perché mi servi vivo non per altro>>
<< Non mi riferivo a questo>>
<< E allora a cosa?>>
<< Alla rissa. Quella tra te e il tuo amichetto. Funziona sempre così fra voi?>>
<< La maggior parte delle volte sì>>
<< Ma stava quasi per ucciderti>> le fece notare il ragazzo.
<< Non l'avrebbe mai fatto>>
<< Come puoi esserne certa? >>
<< Perché ci sono regole che dobbiamo rispettare>> tagliò corto Kaleido.
<< I demoni hanno regole? Questa non l'avevo mai sentita>>
<< Ci sono molte cose che non sai>>
<< Allora dimmele>>
Dall'angolo destro della bocca di Kaleido spuntò un sorriso. << Adesso tocca a me fare le domande>>
Prima che potesse porre una qualsiasi domanda al ragazzo, Ezra entrò nella stanza.
<< Ezra! Che cosa ci fai qui?>>
<< Sono solo venuto ad avvisarti. Quella è l'anima?>>
<< Sì, è quella. Avvisarmi di cosa?>>
<< Beh ecco... >>
<< Non ho molto tempo da perdere quindi muoviti!>>
<< Okay. Non puoi stare nella quinta bolgia>>
<< E perché non posso scusa?>>
<< Non c'è più posto>>
<< Come sarebbe a dire che non c'è più posto?>> Kaleido era fuori di sé.
<< Già, quelli della sesta bolgia sono andati nella quinta e una truppa di demoni è rimasta a sorvegliarla mentre le altre si sono sistemate nel resto delle bolge>>
<< La sesta bolgia è stata dimezzata! Come fa a non esserci posto per me?>>
<< La truppa è molto numerosa e comunque Joel vuole che tu resti di guardia all'anima>>
Kaleido ringhiò furiosamente. << Hanno già distrutto la mia casa non possono anche tenermi fuori da una bolgia>> Ezra fece spallucce. << Per quanto tempo devo restare?>>
<< Fino a quando non gli avrai preso l'anima, suppongo>>
<< Un mese?>> chiesero Kaleido e Tristan all'unisono.
Ezra si limitò ad annuire. << Molto bene, adesso che lo sai il mio lavoro è finito>>
E così dicendo uscì dalla stanza. Kaleido emise un grido di rabbia.
<< Cosa c'è? Non sei felice di stare in stanza con me?>>
Il demone si avvicinò a passi spediti verso il ragazzo. << Ascoltami bene, se credi che questo sia un gioco ti stai sbagliando. Ho molte domande da farti e non esisterò a scoprire ogni verità su di te, chiaro?>>
<< Chiaro>> disse Tristan fissandola dritta negli occhi. << Soltanto una cosa>>
<< Sarebbe?>>
<< Preparati delle belle domande>>
<< Lo farò>> rispose fredda Kaledio << Stanne certo>>



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