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lavoro pubblicato sabato 31 agosto 2013
ultima lettura mercoledì 17 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The devil is not so black as he is painted

di Writter1994. Letto 458 volte. Dallo scaffale Fantasia

CAPITOLO 3  Quando Tristan aprì gli occhi si trovava in una stanza dorata su un letto a baldacchino. << Decisamente meglio dell'Ospedale>> pensò. Si posò la mano sull'addome. Il dolore era svanito ma la macchia blu...

CAPITOLO 3

Quando Tristan aprì gli occhi si trovava in una stanza dorata su un letto a baldacchino. << Decisamente meglio dell'Ospedale>> pensò. Si posò la mano sull'addome. Il dolore era svanito ma la macchia bluastra persisteva. Si guardò attorno sorpreso, non per il fatto di essere vivo, ma per l'eleganza della stanza.
Le pareti dorate, facevano da cornice a quel luogo stranamente confortevole.
Sul soffitto un lampadario di cristallo si rifletteva nel pavimento in marmo.
In fondo alla stanza vi era una specie di piccolo altare anch'esso dorato sul quale, posto su un leggio, si trovava un'enorme libro rilegato in pelle. S'alzò e s'affacciò alla finestra. Fuori il panorama era bruciante. Letteralmente.
Lingue di fuoco biforcute come quelle dei serpenti s'estendevano voraci e fameliche mentre un tramonto rosso incendiava il cielo cupo e nuvoloso.Eppure non faceva caldo. Tutt'intorno vi erano fiamme, ma l'erba e la foresta che circondavano quel luogo erano perfettamente integre, come se fossero loro stesse ad essere fatte di fuoco. Mentre osservava quello strano panorama, lontano da ogni razionalità o legge della fisica, il suo unico pensiero era rivolto alla ragazza dagli occhi verdi e i capelli lisci come seta. Chi diavolo era? Cos'era stato quell'impulso che aveva sentito? Era stato fortissimo... Non sapeva darsi una spiegazione a quanto gli era capitato. Poteva sperare che si trattasse solo di un sogno ma non voleva crederci fino in fondo. Una ragazza così bella non poteva averla sognata. Si chiese dove fosse in quel momento e che cosa avesse a che fare con quel gigante che li aveva interrotti.
Le loro labbra si stavano sfiorando... Poi di colpo la sentì, la vita che piano piano gli veniva risucchiata da quelle stesse labbra. Labbra omicida. Labbra carnose e allettanti come l'oro per un avido. Qualunque cosa gli stesse capitando era sicuramente meglio che stare rinchiusi in quell'Ospedale. Aveva pensato varie volte di andarsene ma non aveva mai immaginato che qualcuno l'avesse potuto rapire. Forse avrebbe dovuto ringraziare quella ragazza e magari chiederle anche quale fosse il suo nome. Continuò a girovagare per la stanza fino a quando la sua attenzione fu colpita dall' imponente armadio vicino all'altare. Preso dalla curiosità decise d'aprirlo. Al suo interno vi erano tute di pelle completamente nere, spade affilate come artigli e un gruppetto di ossa ammucchiate in fondo agli angoli. Si sporse in avanti, nel tentativo di osservarle meglio.
<< Giù le mani>> tuonò il gigante dagli occhi azzurri entrando nella stanza.
Dietro di lui la ragazza faceva capolino. Tristan si sedette sul letto a baldacchino lanciando un'occhiata furtiva alla ragazza.
<< Sei sveglio>> la sue voce era seducente proprio come se la ricordava.
<< Grazie per non avermi ucciso>> rispose Tristan guardandola dritta negli occhi. Eccoli di nuovo. Quegli occhi grigi cupi e penetranti. A Kaleido si rizzarono i peli delle braccia. Senza riflettere disse: << Mi sembrava di aver detto che mi dispiaceva>>
Darren le mollò una gomitata. << Ha fatto il suo lavoro>>
<< Già. E qual è il tuo lavoro?>> chiese Tristan sdraiandosi sul letto.
Darren contrasse i muscoli del collo. Quando lo faceva significava che chi aveva di fronte non gli era particolarmente simpatico. Accadeva più meno con la maggior parte dei demoni e delle persone.
Kaleido avanzò. Il sorriso accattivante e diabolico stazionava sul viso candido. << Sono una ladra>> disse, ma non poté far a meno di notare il fisico scolpito di Tristan. L'attrazione che aveva provato la prima volta tornò, prepotente ed impetuosa.
<< Ah si?>> domandò Tristan ridendo << E che cosa ruberesti?>>
<< Le anime degli uomini>> tagliò corto Darren. Kaleido si voltò verso di lui
<< Mi hai rovinato il divertimento>>
<< Non è la prima volta che lo fa>> commentò Tristan. Darren dovette trattenere tutta la sua forza distruttiva per non esplodere.
<< Kaleido, diamoci una mossa. Non vedo l'ora di assaggiare la sua anima>> il tono di voce di Darren era cupo e minaccioso. Tristan non fece una piega.
<< Kaleido? È così che ti chiami?>> le domandò dopo un po'. La ragazza annuì. << Bel nome>>
<< Anche il tuo non è male. Tristan>>
Rimasero a guardarsi sotto l'occhio vigile di Darren. Che cosa aveva di così strano quel ragazzo?
<< Quindi voi rubate le anime>> disse di colpo Tristan improvvisamente serio.
<< La cosa dovrebbe spaventarti>> rispose Darren.
<< Chi siete? O forse dovrei dire... Cosa siete?>>
<< Finalmente una domanda sensata>>
Kaleido accennò ad un sorriso. Questo colloquio l'avrebbe portato avanti Darren.
Lei sarebbe rimasta a guardare. Il suo compito non era quello di fare domande.
Non per il momento almeno.
<< Siamo demoni>> continuò Darren << e per sopravvivere ci servono anime umane>>
<< Vi siete sbagliati>> rispose Tristan fingendosi dispiaciuto.
<< Perché?>> chiese Kaleido. Parlò senza nemmeno rendersene conto.
<< Io non ho un anima>>
<< Qui ti sbagli ragazzo>> disse Darren << Hai esattamente l'anima che vogliamo>>
Tristan rimase in silenzio per un po'. << E allora per quale motivo non me l'avete ancora presa?>>
<< Bella domanda>> rispose Darren lanciando una breve occhiata a Kaleido.
<< Ci vuole tempo>> rispose la ragazza.
<< Davvero?>> chiese Darren ironico.
<< Li trattate bene i vostri prigionieri>> affermò Tristan stiracchiandosi sul letto.
<< Posso ucciderlo?>> bisbigliò Darren visibilmente irritato dall'atteggiamento del ragazzo.
<< Non credo che ti converrebbe>> le sussurrò Kaleido. La ragazza si avvicinò ai piedi del letto a baldacchino. Tristan aveva lo sguardo rivolto verso il soffitto.
<< Riserviamo un trattamento speciale per le anime più importanti>> disse la ragazza.
<< Quindi sono importante>>
<< Certo che lo sei>>
<< Per te?>> chiese sfrontatamente Tristan voltandosi di colpo verso di lei.
Kaleido s'irrigidì. Uno strano formicolio le attraversò la schiena. Una sensazione di piacevole fastidio.
<< Per il mio popolo>> rispose mostrandosi il più naturale possibile.
<< Cos'è quel libro?>>
<< Lo vuoi sapere?>> domandò Darren con troppo entusiasmo. Avanzò verso l'altare e prese il libro dal leggìo poi lo aprì davanti agli occhi di Tristan.
Il ragazzo si mise a sedere.
<< Questo è il libro nel quale il nostro Oracolo scrive il nome delle anime che dobbiamo cacciare. Ora ti trovi nel Limbo. Un luogo in cui resterai fino a quando non ti succhieremo l'anima>> Gli occhi di Darren brillavano mentre pronunciava l'ultima frase. << Guarda>> disse mostrando al ragazzo una pagina bianca. Dopo pochi secondi sulla pagina comparve un nome: il suo.
<< Tristan Philips>> lesse il ragazzo ad alta voce.
<< Mi sa che sei tu>> la voce di Kaleido era così soave e profonda al tempo stesso. Darren rise. Adorava quando assumeva quel tono di voce. Era perfido e subdolo, proprio come piaceva a lui. Nel libro comparvero altri nomi.
<< Da quanto tempo cacciate anime umane?>>
<< Da sempre>> rispose Kaleido << ma le cose ultimamente sono peggiorate>>
<< E come mai? Ci sono ancora tanti umani nel mondo. Non vi piacciono?>>
<< Non sono esattamente il nostro cibo preferito>> rispose secco Darren.
<< I demoni si nutrono solo di anime malvagie ma da quando è stata scatenata l'Apocalisse sono tutte apatiche. Senza ricordi, senza vita. Noi ci nutriamo di vite>> spiegò Kaleido in modo ammaliatore.
<< Quindi avete preso me>>
<< Sei l'anima più forte che io abbia mai visto>> rispose Kaleido lasciando scorrere un dito sul petto di Tristan. Darren alzò gli occhi al cielo.<< Non abbiamo tutta la giornata>>
<< Infatti abbiamo un mese>> lo ammonì Kaleido.
Un brontolio cupo e profondo risuonò nella stanza. I due demoni si guardarono.
La fame. Detestavano quella sensazione. Guardarono il ragazzo.
<< Ce l'avete del cibo? Che non siano anime però?>>
<< Hai fame?>> gli chiese Kaleido ridendo << È esattamente così che ci sentiamo noi. Affamati>> i suoi occhi brillarono d'una luce vorace. << Darren>>
<< Sì?>>
<< Dovresti portargli da mangiare>>
<< Fallo tu>>
<< Hai capito cos'ha detto? Portami da mangiare. Ho fame>>
Darren si avventò su di lui. Lo prese per il collo e lo sbatté contro il muro.
Era furente. I suoi occhi azzurri, iniettati di sangue. Tristan non batteva ciglio, aveva solo il respiro un po' affannato ma non c'era nessuna paura nei suoi occhi.
Iniziò a mancargli l'aria nei polmoni e cominciò a tossire.
<< Lascialo andare>> gli ordinò Kaleido << se lo uccidi Joel ti concerà per le feste>>
Darren lasciò la presa sul ragazzo che continuò a tossire.
<< Vagli a prendere da mangiare>>
Darren uscì dalla stanza imprecando a gran voce. Tristan si rialzò a fatica. Si sentiva debole. Il collo gli faceva male e per un secondo giurò di aver sentito uno scricchiolio provenire dalle sue ossa. Kaleido gli si avvicinò, lo sollevò e lo aiutò a stendersi sul letto.
<< La sai fare bene l'infermiera>> disse Tristan tossendo.
<< Sta zitto>>
<< Quel tipo è molto aggressivo>>
<< Lo è se lo tratti male>>
<< Ho l'anima nera. Non sono gentile per natura>>
Kaleido si sedette sul letto accanto a lui. Il ragazzo tossì ancora. Iniziò a sudare.
<< Che hai?>> chiese Kaleido.
<< Niente>> rispose. Sapeva bene che cosa aveva. Stava male. Il dottore gli aveva dato giusto un mese di vita. Il suo tumore lo stava divorando dall'interno fino ad ucciderlo. Aveva bisogno di cure mediche ma dubitava che la ragazza lo potesse aiutare visto che in pratica lo voleva morto. Si sistemò sul letto. Kaleido gli passò un asciugammo e un po' d'acqua che si trovavano su un mobiletto accanto al letto.
Il Limbo era un posto rispettabile. Dotato di tutti i confort che si potevano desiderare. Era sicuramente l'aspetto più dolce dell'Inferno.
<< Va meglio?>>
<< Ho fame>> rispose Tristan.
<< Dovresti sdraiarti>> disse Kaleido riponendo l'acqua e l'asciugamano al loro posto.
<< Lo vedi che sei una brava infermiera>>
<< E tu sei un cattivo paziente>>
<< Rimedio subito>> disse Tristan coricandosi sotto le coperte.
<< Quando Darren tornerà potrai mangiare>>
<< Se tornerà. Sai non credo che mi servirà ostriche e caviale per cena>>
Dall'angolo destro della bocca di Kaleido spuntò un sorriso. Innocente, per niente cattivo o con un doppio fine. Tristan rimase a guardarla sorridere. Era proprio bella.
<< Non ti lascerà morire di fame. Anche se non gli sei simpatico tiene molto alla sua vita e non la metterebbe mai a rischio per così poco>> disse Kaleido riacquistando subito il controllo di sé. Tristan annuì e nel farlo il dolore allo stomaco si fece più intenso. Sotto le coperte si portò la mano sull'addome.
<< Perché ci vuole un mese per rubarmi l'anima? Non potete semplicemente prendermela?>>
<< Non funzionano così le cose. Prima bisogna che l'anima si confessi>>
<< Sono ateo. Non ci vado in Chiesa>>
<< Bella battuta ma dovrai rivedere la tua posizione e confessare i tuoi peccati>>
<< Se non lo faccio?>> lo sguardo di Tristan era di sfida.
<< Abbiamo mezzi molto efficaci per far confessare un'anima>> affermò Kaleido.
<< E nel frattempo? Che succederà?>>
Il giovane demone inspirò profondamente. Un'altra bella domanda. Che cosa sarebbe successo nel frattempo? I demoni avrebbero continuato ad estinguersi, a disintegrarsi come stava per succedere ad Halana.
<< Lotteremo per la sopravvivenza>> disse infine Kaleido.
<< E come? Le anime che volete le avete già rubate tutte>>
Kaleido rimase in silenzio. Tristan guardò il soffitto. << Mi piace questo posto.
È una bella prigione>>
<< L'Inferno non è tanto male come dicono>>
<< E com'è?>> chiese Tristan incuriosito.
<< Dovresti essere un demone per capirlo>> rispose piano Kaleido. Il ragazzo ruotò piano la testa verso di lei e la invitò a sdraiarsi accanto a lui. Kaleido non era sicura di
volersi avvicinare . Stava per alzarsi dalla sedia quando Darren piombò nella stanza.
<< È tutto quello che ho trovato>> disse poggiando bruscamente nelle mani di Kaleido un vassoio con acqua, una vaschetta di riso con del tonno, un tozzo di pane, dell'insalata e una mela.
<< Primo, secondo, frutta. E il dessert?>> commentò Tristan strappando il vassoio dalle mani di Kaleido.
<< Spero che il pane ti vada di traverso>> rispose Darren strattonando Kaleido fuori dalla stanza.
<< Rubagli l'anima. Ho fame e non lo posso sopportare>>
<< Darren>> disse Kaleido appoggiandogli una mano sulla spalla << Cerca di non farti venire un altro esaurimento nervoso. È per questo che hai fatto fuori il ragazzo di tua sorella>>
<< Era insopportabile>>
<< E le dieci persone che hai assassinato al ristorante?>>
Darren rise malvagiamente ripensando a quel momento. << È stato molto liberatorio>>
<< Beh con Tristan devi trattenerti. Se lo uccidi ci rovini tutti quanti>>
<< Sì, Joel>>
Kaleido gli mollò un pugno sulla spalla << Non fare lo spiritoso>>
Darren la guardò dritto negli occhi << Prendigli l'anima>>
<< Lo farò>> disse Kaleido. Darren annuì << Ci vediamo domani>>
Voltò le spalle alla ragazza e sparì tra il fumo dell'Inferno. Kaleido rientrò chiudendo dietro di sé la porta. Osservò Tristan impugnare una bella forchettata di riso.
Si domandò che sapore avesse e se in vita le fosse piaciuto. A Tristan sembrava piacere molto, ma probabilmente doveva solo essere spinto dalla fame per apprezzare quell'intruglio di riso e tonno.
<< Ti siedi accanto a me sì o no?>> le domandò il ragazzo con la bocca piena di riso. La ragazza avanzò incerta. Voleva bloccarsi, voleva che i suoi piedi si fermassero all'istante ma pareva che fossero guidati da una forza che li spingeva ad andare avanti, a camminare indipendentemente dalla sua volontà. Arrivò accanto al ragazzo e con cautela si sedette affianco a lui. Il ragazzo terminò il suo pasto e le passò il vassoio. Kaleido l'appoggiò sul mobile. Le sue mani tremavano.
<< Dove mi ha trovato da mangiare il tuo amico?>> chiese il ragazzo incrociando le braccia dietro la testa.
<< Sulla Terra>>
<< Voi demoni potete andarci quando vi pare?>>
Kaleido rise << A dire il vero non potremmo ma siamo demoni e facciamo sempre quello che vogliamo>>
<< E siete intorno a noi tutto il tempo? Voglio dire, venite sulla Terra durante il giorno e ci osservate?>>
<< Più o meno>> disse la ragazza divertita << La cosa ti spaventa?>>
Dall'angolo destro della bocca di Tristan spuntò un sorriso. Fece cenno di noi con la testa poi le chiese che ore erano.
<< Non lo so>> rispose la ragazza sincera << qui il tempo non passa mai>>
<< Una bella rottura>>
<< C'è di peggio>>
<< La fame?>>
<< Tra le altre cose>>
Tristan rimase in silenzio un secondo poi chiese: << Avete parlato dell' Apocalisse prima. È per colpa sua che la gente si è rimbecillita? Insomma, se ne vanno in giro con il sorriso stampato in faccia come degli idioti. Se ne stanno nel loro bel mondo e sono tutti felici. C'è qualcosa che non quadra>>
<< Allora l'hai notato?>>
<< Come si potrebbe non notarlo? Un giorno ti svegli e niente più risse, niente più criminali, niente più ingiustizie. Come se il mondo fosse stato ripulito dal male>>
<< Infatti è così>> Kaleido spostò lo sguardo fuori dalla finestra. Osservava quelle fiamme che circondavano il Limbo pensando che la colpa di tutto era solo degli Angeli. << Stupidi esseri alati>> pensò << Stupidi esseri alati>>
<<
Allora perché io non sono diventato come loro?>>
Il demone spostò rapidamente lo sguardo sul ragazzo. << Le sai fare proprio belle le domande>>
<< Quindi deduco che tu non lo sappia>> rispose con ovvietà il ragazzo.
Kaleido punta sul vivo disse: << Il mio compito è solo quello di trovare le anime che mi indica l'Oracolo. Non faccio domande e non ti devo alcuna risposta>>
<< Mi sembra giusto>> il ragazzo rise. Era molto più bella quando s'innervosiva.
Da quando aveva iniziato ad avere pensieri così puliti per qualcuno? << Chi è questo Oracolo?>>
<< Come ho detto poco fa, non ti devo dare alcuna spiegazione>>
<< Potresti fare uno sforzo, visto che ti devo consegnare la mia anima>>
<< Cos'è un ricatto?>>
<< Un consiglio direi>> negli occhi del ragazzo balenò una luce malvagia.
Kaleido si avvicinò a lui senza nemmeno rendersene conto.
<< Non ti dirò chi è l'Oracolo perché credo che presto l'incontrerai>> Tristan portò avanti le braccie e si scrocchiò le dita, nel farlo Kaleido intravide i tagli che aveva sui polsi.
<< Come te li sei fatti?>> gli chiese prendendogli con forza il braccio. << Spero che non ci provi nemmeno ad uccidersi>>
Tristan si liberò dalla sua presa << Sei preoccupata per me?>>
<< Mi preoccupo...>>
<< ... del tuo popolo. Sì lo so>>
<< Allora? Come te li sei fatti?>> gli chiese ancora Kaleido. Il ragazzo le fece cenno d'avvicinarsi. Non sapeva nemmeno lui esattamente cosa stesse facendo. Sapeva solo che l'impulso era tornato. Bramava di nuovo quella ragazza e le sue labbra mortali. L'attirò a sé e la baciò di nuovo. Con forza e rabbia. I suoi denti s'infransero contro le lebbra di Kaleido. L'energia dell'anima era forte. Ma sta volta il demone non si sentì attraversare da essa. Kaleido intrecciò le mani nei capelli di Tristan premendo con forza le sue labbra su quelle del ragazzo. Era ancora piena da prima quindi non sentiva alcuna necessità di assorbire la sua anima.
A dire il vero non è che ci stesse pensando più di tanto . Né all'anima né al fatto che quello che stava facendo era sbagliato. Il ragazzo la strinse forte a sé.
Una voce nella sua testa le sussurrava di smettere mai lei la ignorava sistematicamente. Fece scorrere le mani sulle braccia nude di Tristan mentre le loro bocche si muovevano all'unisono. Sentì i denti del ragazzo infrangersi violentemente contro le sue labbra. Proprio una bella sensazione. Le mani della ragazza scivolarono fino alle spalle per poi arrivare al collo. Le vene pulsavano e fiumi di sangue caldo scorrevano sotto la sua carne viva. Tristan iniziò a sentire che gli mancava l'aria.
Ma se si fosse staccato da lei temeva che non avrebbe più avuto l'occasione di sfiorare quelle labbra. Aprì gli occhi. Kaleido era davanti a lui furente.
Aveva uno sguardo malvagio che non le aveva mai visto. Per un istante si rese conto di chi aveva di fronte. Non era un gioco. Quella ragazza era un demone per davvero. Era spietata e maligna. Un mostro. Tristan non ne aveva alcuna paura. La ragazza lo fissò un istante. Il ragazzo capì che di lì a poco sarebbe accaduto qualcosa. Gli artigli della ragazza questa volta non lo colpirono allo stomaco. Il demone lo sollevò.
I suo artigli affilati si conficcarono nel viso di Tristan. Il ragazzo gridò. Si avvicinò a lui.<< Questo non si deve ripetere mai più>> sibilò. Poi lo lasciò andare e s'allontanò. Tirò un sospiro di sollievo. Si era fermata in tempo, c'era voluto un grande sforzo ma ce l'aveva fatta. Aveva di nuovo la padronanza di se stessa. Tristan si passò una mano sulla guancia sanguinante.
<< Farò come vuoi>> disse mettendosi sotto le coperte << Ma credimi. Ricapiterà. Ne sono sicuro>>
Kaleido si morse il labbro inferiore fino a che qualche pezzetto di carne non si staccò. Adesso iniziava a capire perché Darren non lo sopportava. Era un ragazzo sfacciatamente arrogante e presuntuoso. Gli lanciò un'occhiata di fuoco.
Tristan rimase a fissarla. L'espressione sul viso di Kaleido s'ammorbidì, da malvagia divenne pacata e non bisogna mai fidarsi d'un demone tranquillo.
<< Mi piacciono le anime che si divertono, rende il dopo più interessante>>
<< Dovrei avere paura?>>
Kaleido scoppiò in una risata macabra << L'avrai. Ti assicuro che l'avrai eccome>>
La ragazza si diresse verso la porta e la chiuse bruscamente. Tristan si girò su un lato mentre il sangue continuava a gocciolargli dalla guancia.



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