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lavoro pubblicato venerdì 30 agosto 2013
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

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The devil is not so black as he is painted

di Writter1994. Letto 546 volte. Dallo scaffale Fantasia

CAPITOLO 1 L'Oracolo era fermo, immobile. Davanti al suo altare aspettava l'arrivo di Joel. Uno. Due. Tre. Joel aprì la porta del tempio nel modo più rispettoso che conosceva. Fece un breve inchino poi si diresse verso l'Oracolo.<< ...

CAPITOLO 1

L'Oracolo era fermo, immobile. Davanti al suo altare aspettava l'arrivo di Joel. Uno. Due. Tre. Joel aprì la porta del tempio nel modo più rispettoso che conosceva. Fece un breve inchino poi si diresse verso l'Oracolo.
<< Attendevo il tuo arrivo con ansia, capo supremo dell'armata demoniaca>>
<< Troppi onori, mio Oracolo. Troppi onori>>
L'Oracolo sorrise. << Non essere tanto duro con te stesso>>
<< Il popolo...>>
<< Lo so. Ma presto tutto cambierà>> disse l'Oracolo scendendo dall'altare. Joel vide il suo Oracolo, quella donna ancestrale vestita di nero scendere gli scalini dell'altare con una grazia tutta demoniaca. Inspirò profondamente e trattenne il fiato. L'Oracolo era una donna-demone. Metà umana e metà demone. Si diceva che era stata la prima donna sedotta da Lucifero e che per questo le era stato affibbiato il nome di Satana. In realtà nessuno sapeva il suo nome. Di lei si sapeva poco: la vista le era stata tolta per vedere gli eventi futuri, non aveva bisogno di conoscere quelli presenti perché era abbastanza abile da coglierli anche senza occhi. Nessuno sapeva che aspetto avesse. Era sempre vestita di nero e portava una maschera bianca sul viso.
Joel avrebbe tanto voluto sapere chi si nascondesse dietro quella maschera.
Essendo metà umana era l'unica dotata di emozioni e l'unica che non aveva bisogno di succhiare anime per sopravvivere. Joel e tutti gli altri demoni la invidiavano e la veneravano. La cosa insolita dell'Oracolo era che amava. Sì, lei sapeva farlo e nessuno si spiegava come, nemmeno gli Angeli. Era una creatura piuttosto singolare che destava la curiosità di tutti. Joel ne era affascinato, totalmente.
<< Kaleido sta arrivando. C'è Darren con lei. Hanno l'anima>>
Joel le prese le mani. << Finalmente la carestia finirà>>
<< L'anima non è integra>>
Joel sbarrò gli occhi << Che significa?>> un ringhio cupo uscì dal fondo della sua gola << Kaleido sene è cibata prima di me?>>
<< Non è stata colpa sua. È stata l'anima a volerlo>>
<< Non capisco>>
<< Quest'anima è molto forte. È un ragazzo giovane ma cose orribili gravitano attorno a lui. >>
<< Cosa vuol dire che è stata l'anima a volerlo? Le anime ci ubbidiscono, si sottomettono, non è così?>>
<< Questa volta è andata diversamente>>
Joel rifletté su quanto l'Oracolo gli avevo detto. Un'anima capace di scegliere spontaneamente a chi concedersi? Era una cosa possibile? O solo un caso isolato? Si rifiutava di pensare che un'anima umana potesse avere un potere e una forza simile. Doveva aver commesso cose davvero gravi per avere tale forza. Ma era solo un ragazzo...
<< Sono arrivati>> annunciò l'Oracolo. Dopo pochi secondi bussarono alla porta. << Entrate>>. Kaleido entrò per prima. S'inchinò e raggiunse Joel ai piedi dell'altare.
<< Ho l'anima>>
Joel la guardò con rabbia << Cos'è successo?>>
<< Non è questo il momento>> la voce dell'Oracolo paralizzò il capo dell'armata demoniaca. << Voglio vederla>>
Kaleido annuì. << Darren>>
Darren entrò nella stanza con in braccio Tristan. Era ancora svenuto a causa del colpo paralizzante di Kaleido. Quando l'Oracolo vide il ragazzo trasalì.
Era proprio lui: Tristan Philips, il ragazzo della visione. Pensò che fosse bello e sotto la maschera le guance le si colorarono d'un rosso vivo.
Darren s'inginocchiò d'innanzi all' Oracolo e al suo capo. Joel rimase ad osservare quell'esemplare di essere umano con stupore. Aveva gli occhi chiusi e il petto nudo, nella zona addominale un livido bluastro trionfava. I capelli disordinati gli ricadevano sul viso. Sembrava un ragazzo normale che non aveva nulla di malvagio.
Però l'energia sprigionata dalla sua anima dimostrava il contrario. C'era sicuramente qualcosa di oscuro in lui e Joel voleva sapere di cosa si trattasse. Senza rendersene nemmeno conto si avvicinò al ragazzo sotto gli occhi attenti di Darren e Kaleido. Quando gli fu vicino gli scostò i capelli dal viso. Passò in rassegna ogni centimetro di quel corpo umano studiandolo, cercando di capire in che modo avrebbe potuto aiutare i demoni. Ad un tratto si fermò, colpito da qualcosa d'insolito. Afferrò i polsi del ragazzo e vide dei tagli, profondi e regolari incisi sulla pelle.
<< E questo? Ci sono dei tagli sul suo polso. Ha tentato il suicidio?>>
L'Oracolo non disse nulla. Una fitta violenta trafisse il petto di Kaleido. Si sentiva estremamente vulnerabile. Perché? Per quale motivo aveva addosso quella sensazione di fragilità? Darren le diede una forte gomitata e Kaleido abbandonò i suoi pensieri.
<< Cosa facciamo Oracolo?>> domandò Darren.
<< Dobbiamo trovargli un posto sicuro>> rispose la donna voltandosi.
<< Le celle sono l'unica cosa che è rimasta intatta>> disse Joel senza staccare gli occhi da Tristan.
<< No>> La voce dell'Oracolo rimbombò in tutto il tempio.
<< Ma è lì che di solito mettiamo le anime>> Darren lanciò un occhiata a Kaleido.
<< Non questa volta>>
<< E allora dove lo vuoi?>> chiese Joel.
<< Il Limbo>> disse la donna. Nella stanza cadde il silenzio. Il Limbo era il luogo nel quale venivano relegate le anime di scorta dei demoni. Era la dispensa personale dell'Inferno ed era anche l'unico luogo, dopo le celle, ad essere sopravvissuto del tutto all'Apocalisse. Ma non per questo si poteva definire sicuro, anzi era sotto stretto controllo da parte degli Angeli che temevano potessero ancora esserci nascoste delle anime dannate.
<< Credete davvero che sia il luogo più sicuro?>> domandò Joel perplesso.
Per tutta risposta la donna fece un cenno con il capo.
<< Ma è sotto stretta sorveglianza degli Angeli>> protestò Darren preoccupato che la fonte di cibo potesse essere facilmente individuata.
<< Gli Angeli non possono oltrepassare il Limbo, perciò non possono sapere cosa vi celiamo. Fino a quando non scopriranno della sua esistenza saremo al sicuro. Adesso è il momento migliore per nascondere Tristan>>
<< Molto bene. Allora lo porterete subito lì>> disse Joel. Ma ancora una volta il suo ordine fu interrotto dal << No>> secco pronunciato dall'Oracolo.
<< Soltanto tu e Darren porterete Tristan al Limbo, io devo parlare con Kaleido>>
Il demone dai capelli neri e gli occhi verdi trasalì.
<< Farò come ordini>> disse Joel rassegnato. Non poteva contraddire l'Oracolo anche se alcune volte avrebbe voluto farlo. La donna lo sapeva per questo cercava di agire nel modo più giusto, senza minacciare la sua autorità di capo. Però anche lei aveva un compito da svolgere. Joel e Darren uscirono dalla stanza con il corpo di Tristan. Il ragazzo stava ancora dormendo, del tutto ignaro di quanto gli stava capitando attorno. Rimaste sole nel tempio, la donna si voltò. Kaleido non le era mai stata così vicina. Stava per genuflettersi quando l'Oracolo la interruppe con un cenno della mano.
<< Immagino che tu non abbia alcuna idea del perché abbia voluto parlarti in privato>>
<< Infatti, ma deve essere importante. È la prima volta che mi convocate>>
<< Prima non vi è mai stato alcun motivo per farlo>> il tono dell'Oracolo era calmo e pacato del tutto in contrasto con i toni cupi e ammaliatori dei demoni.
<< Adesso invece sì?>> chiese sfrontatamente Kaleido. Si morse il labbro inferiore fino a farselo sanguinare.
<< Ho un compito per te>>
<< Di cosa si tratta?>>
<< Di Tristan>>
Kaleido s'irrigidì << Joel vuole già che me ne occupi>>
<< Questo lo so ma c'è altro che voglio che tu faccia>>
<< Cosa esattamente?>>
L'Oracolo si bloccò di colpo. La visione stava arrivando. << Non adesso>>
<< E quando allora?>>
<< Sarò io a convocarti>>
Kaleido annuì piuttosto confusa. La donna le fece cenno di lasciare il tempio e il demone eseguì senza repliche. Mentre si avvicinava alla porta il pensiero martellante che qualcosa non andava l'assillava. Comunque non poteva occuparsene. Joel la stava sicuramente aspettando e non poteva tardare.
Uscì dal tempio chiudendo piano la porta. L'Oracolo rimasto solo, si posizionò in attesa della visione. La testa iniziò a pulsarle violentemente. La visone era arrivata. Tutto nella stanza si fece buio. Poi un fascio di luce. L'anima di Tristan era all'interno di un urna. I demoni litigavano per averla poi tutto divenne silenzioso. L'anima uscì dal vaso e ritornò nel corpo del suo proprietario, disteso accanto al vaso. Un demone si avvicinò a Tristan, era una donna ma non riusciva capire chi fosse. Il male alla testa si fece più intenso.
Tristan aprì gli occhi. Non erano grigi ma completamente neri. Il demone si sedette accanto a lui, era voltato di spalle. Gli occhi di Tristan tornarono del suo colore originario. Il demone si sporse in avanti e il ragazzo le venne incontro. Tutto tornò buio. La visione era svanita nel nulla. Che fosse stata interrotta? Impossibile. Allora come mai non era riuscita a vederne il finale? Chi era quel demone e che cosa era accaduto a Tristan e alla sua anima?
E al resto dei demoni? Per la prima volta l'Oracolo aveva domande alle quali non sapeva dare risposta. Si sentì girare la testa. S'accasciò a terra.
Il pavimento del tempio era freddo e duro sotto la sua pelle diafana. Si vide riflessa in esso. Da sotto la maschera un lacrima color indaco le rigò le guance.
Prima di allora non aveva mai pianto.



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