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lavoro pubblicato giovedì 29 agosto 2013
ultima lettura sabato 10 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Gita A Gerace II

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 513 volte. Dallo scaffale Viaggi

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GITA A GERACE

Tetra terra all'ombra di nodosi alberi immersa nel silenzio dei secoli immemore nel flusso delle onde marine vagabonde da un capo all'altro della penisola ,sollevando la gonna all'estate dolcemente morente nel febbrile viaggio intrapreso, nella pace dei borghi di montagna sfiorati da un vento profumato , cullati da un pallido idioma , eco di neologismi greci e siculi ,arabi , albanesi ,bianche nubi pendule sulle minute case. Assolate abitazioni pensose dagli occhi socchiusi in attesa di una lieta novella . Stradine che s’arrampicano lunghe le colline chine , nere. Figure erranti che ritornare indietro nel tempo brandendo la spada contro i saraceni invasori. Corre il pensiero s'arrampica sulle nuvole ,viaggia nel tempo nell'ore calde ,diritto alla meta ,mitici idilli ,gioie silenti ,che lasciano emergere ricordi lontani. E la mente si addormenta , nell'immagine di un paesaggio leggendario, terra che bacia il mare ,cielo che si confonde con esso e nel verde si nascondono case ,città ,paesi ,tradizioni . Vorrei entrare , ascoltare il mio cuore battere sotto questo vostro tetto ? mi rincorrono mille interrogativi,mille incertezze cruenta questa mia battaglia contro etiche ed estetiche , vorrei confondermi per un attimo in questo spirito ,scivolare in questa storia millenaria. Ma tarda a venire in mio soccorso la gioia , lasciva sorte mi trascina fino all' inferno . Facendomi sprofondare nell'ade ove dimorano antichi spiriti anime inquiete, ove dimora , Persefone , Hera e Nosside. Il viaggio prosegue tra scenari balneari ,delucidazioni dialettiche intransigenze razziali , terroni imbevuti di ideologie nazionali ,ma in questo non c'e nulla di male continua a dire il capotreno con l'aria di chi la sa lunga .Lui mi guarda mi sorride mostrandomi il suo dente d'oro .Ed io che ho regalato un po’ della mia speranza ad uno zingaro ,perché non ho bevuto alla fonte dell'eterna giovinezza per così ritornare alla mia mesta innocenza ? Percorrendo la costa , salendo verso il nord il sole riscalda una terra gialla ed ingrata , una terra di emigranti che ritornano d'estate a bagnarsi nella loro antica storia con tutte le loro contraddizioni, dubbi acquisiti. Con malanni vecchi e nuovi , stuoli di figli , nipoti a seguitocorrono felici verso gli infiniti lidi pronti a nuotare ad amare , assaporare il gusto di questa meravigliosa vita. Poi giunge la sera ed il minuscolo treno continua ad andare avanti ad attraversare un mistero ,un sogno ,una dimensione senza tempo ,un passato che ci ha reso grandi, invincibili ,soli , diversi ,divisi , uniti da un susseguirsi di stagioni d'ideali economici confini.



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