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lavoro pubblicato giovedì 22 agosto 2013
ultima lettura mercoledì 18 ottobre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Insieme senza pensare (parte 6)

di momo3196. Letto 542 volte. Dallo scaffale Amore

Sei e mezza, la sveglia del cellulare riproduceva la canzone di Avril Lavigne ,Here's to Never Growing up, è una canzone che ti dà energia. Presi il mio cellulare, spensi la sveglia e ricominciai a dormire. Sei e cinquanta, entrò m...

Sei e mezza, la sveglia del cellulare riproduceva la canzone di Avril Lavigne ,Here's to Never Growing up, è una canzone che ti dà energia. Presi il mio cellulare, spensi la sveglia e ricominciai a dormire. Sei e cinquanta, entrò mia madre " Giulia è tardi, svegliati!" scattai, come se avessi appena sognato di cadere da un precipizio, e sbattei la testa sulla tegola dell'armadio che avevo sopra il letto. Mi alzai, presi il cellulare e vidi che era tardissimo. Mi feci la doccia in due minuti, mi misi i vestiti che mi ero preparata il giorno prima, presi la cartella e uscii da casa. Salii sull'autobus e cominciai a leggere un fumetto che mi ero portata.

Arrivai a scuola. Come sempre, prima di entrare, aspettai Candice al cancello. Arrivò con dieci minuti di ritardo "Perché arrivi sempre in ritardo?" le chiesi sorridendo, lei mi sorrise, salutammo i suoi genitori che se ne andarono a lavoro in macchina ed entrammo a scuola.

Lo scopo di quel giorno era capire il cognome di Fabrizio. Ormai se volevi conoscere una persona senza parlaci, bastava andare su facebook. Per mia sfortuna, come al solito, lui non c'era. Eravamo solo al secondo giorno di scuola e lui già si era assentato; pensai che era destino. Mi dissi che non dovevo più cercarlo.

A ricreazione Flavio mi si avvicinò e mi chiese se volevo un pezzo del suo panino. Lui si comprava sempre la merenda a scuola e sapeva che lo invidiavo, perché quei panini erano ripieni di ketchup, ed io amavo il ketchup. Gli diedi un morso e fissai il vuoto, " a che pensi?" mi chiese Flavio " niente mi ero solo incantata " risposi , "oggi sei strana... in classe ti ho visto! Sei cupa, che ti è successo?". Una cosa sola mi dava fastidio di Flavio, voleva sapere tutto di te. Ma io ero più una persona che si teneva tutto dentro , così gli risposi a tono duro che non avevo niente e me ne ritornai al mio posto.

La verità era che non facevo che pensare a Fabrizio. Fissavo il suo posto in continuazione, Leo se ne accorse e mi sorrise. Pensava che stessi guardando lui! Cosi gli feci credere ciò, in modo di non darla vinta al suo amico.

Ritornai a casa e mi preparai la borsa per andare a nuoto. Erano 11 anni che lo praticavo, senza acqua io non riuscivo a resistere e poi quando nuotavo mi sfogavo. A volte mi era capitato anche di sorridere mentre facevo rana o stile libero; ripensavo hai ricordi più imbarazzanti o divertenti che avevo. Quest'anno al corso con me ci sarebbe stato anche mio fratello. Uffa! Non lo sopportavo già a casa, pensa se lo potevo sopportare pure in un posto dove per me era libertà? Lui doveva fare calcio, era la sua passione. Ma un giorno un cretino, gli aveva detto che se praticava nuoto avrebbe sviluppato più velocemente, e fu cosi che decise di venire a rompere nel mio luogo di "meditazione".

Quest'anno eravamo molto pochi nel gruppo, oltre a mio fratello ed io, c'erano altre tre persone: Sara, Luke e Adam. Sara già la conoscevo, era nel gruppo con me l'anno scorso. Luke e Adam erano fratelli. Adam aveva 17 anni, mentre Luke 14.

Ci tuffammo e cominciammo a nuotare. Non c'era mai tempo per fare amicizia se non negli spogliatoi , ma più guardavo Adam e il mio respiro si faceva sempre più affannato. Incrociammo gli sguardi più di qualche volta, ma da nessuno dei due usci una parola.

Finiti gli allenamenti , andammo tutti negli spogliatoi. Parlai con Sara di come aveva passato le vacanze, mi disse che era andata con un'associazione in Francia e che si era divertita molto; aveva conosciuto tante persona tra cui Marc che adesso era diventato il suo ragazzo.

Uscita dai spogliatoi incontrai Adam seduto sul bancone dove si ritiravano le borse. Feci finta di non vederlo e feci per andarmene, quando lui mi disse : " Piacere Adam" allungò la mano; gli diedi la mia e gli dissi il mio nome. "Giulia!" disse facendo finta di odorare qualcosa nell'aria " E' un bellissimo nome."

"Grazie!" Arrossii " Da quanto è che pratichi il nuoto?"

" Diciamo che per 5 anni ho fatto agonismo poi mi sono stufato e ho continuato solo ad allenarmi. E questo è l'ottavo anno nell'insieme. Tu?"

"Mmmm... Allora ti ho battuto!" dissi sorridendo "Il mio è l'undicesimo, ma non ho mai fatto agonismo."

"Com'è?"

"Perché non mi è mai piaciuto e non mi andava di passare tutti i pomeriggi ad nuotare."

"Quindi... Nuotare non ti piace molto?"

"No! Non fraintendermi... Io amo l'acqua! Solo che non mi va di deludere me stessa e le persone per me più care."

"Diciamo che hai paura di fare le gare." Disse facendomi l'occhiolino. Mi stava mettendo in soggezione così gli sorrisi e prima che dicesse qualcos'altro, lo salutai e me ne andai.

Di fuori ad aspettare Fabio e me, c'era mio padre. Lui era sempre molto disponibile con me e mio fratello, non ci aveva mai fatto mancare niente. Certo quando si arrabbiava te la facevi un po' addosso, ma era molto gentile! Salimmo in macchina ed andammo a casa dove ad aspettarci c'era mia madre che aveva preparato la cena. Mangiammo tutti e quattro insieme e poi subito ha letto; eravamo molto stanchi.



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