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lavoro pubblicato martedì 20 agosto 2013
ultima lettura mercoledì 11 dicembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

L'ultima Isola

di Tamarindo. Letto 586 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Solita mattinata a New Seelik , solito caffè , solita corsa a lavoro , solito traffico . D’altronde il lavoro del detective era il lavoro della sua vita ed il nostro detective Joshua Servett  era da più di vent’anni che r...

Solita mattinata a New Seelik , solito caffè , solita corsa a lavoro , solito traffico . D’altronde il lavoro del detective era il lavoro della sua vita ed il nostro detective Joshua Servett era da più di vent’anni che ripeteva questo adorato tran tran . Aveva il suo bell’ufficio , con pile di scartoffie accatastate sulla scrivania , la sua poltrona di pelle marrone , la moquette che , col tempo, aveva preso lo stesso colore del suo caffè del mattino . Quella mattina , come molte altre , Servett cominciò il suo turno leggendo i vari quotidiani, non amava dare peso alle bazzecole che scrivevano quei ciarlatani in politica , lui sapeva il fatto suo , sapeva fiutare quando una situazione era poco convincente e , in questi casi , il naso gli prudeva da matti.

“Joshua guarda un po’ qua” , Grant , il capo commissariato lo salutò schiaffandogli sulla scrivania un fascicolo, Joshua lo fissò annoiato e sorseggiando il suo caffè , lesse il contenuto.

“Bah” commentò scettico , “dai troppo peso a questa ragazzina , Pliè? .. guardala! Avrà come minimo 15 anni ..” Grant che nel frattempo si era acceso un sigaro , lo squadrò e tirando il sigaro rispose “ Pensala come ti pare , ma la ragazzina la affido a te , vedi di fartelo piacere ..” Grant si appoggiò alla boccia dell’acqua e mentre Joshua ridacchiava quest’ultimo ribatté “ dopo vent’anni di lavoro assieme , mi affidi ancora queste bazzecole? Si vede che non mi conosci ..” Grant massaggiandosi la nuca fece per uscire ma prima di chiudere la porta , disse queste parole “ Proprio perché ti conosco affido il caso a te”.

La frase non suscitò , almeno per il momento , un grande interesse verso il nostro detective , che continuò il suo lavoro , come di norma . A lui interessava raggiungere la tanto desiderata pensione, per poi vivere in santa pace la sua vecchiaia , non che il suo lavoro non gli piacesse più, anzi , ma si arriva ad un certo punto nella vita , dove si desidera solo un po’ di tranquillità, aveva avuto un passato burrascoso , un sacco di nemici lo avrebbero voluto morto , era normale che volesse trovare un po’ di pace per sé stesso .

Anche quella giornata di lavoro era finita , il sole era già calato e Servett aveva una voglia matta di mettersi in poltrona e scaldarsi al suo camino, peccato che il destino aveva deciso diversamente per lui.

Non appena fece cenno di aprire la macchina , sentì un boato provenire dal fondo del viale e un allarme cominciare a suonare incessantemente, “ Al diavolo..!” si avviò di corsa verso la zona del boato , con la pistola carica , ed eccola là , Pliè , cosi c’era scritto sul fascicolo; Era una ragazzina bionda , sui 15-17 anni , che sorrideva spavalda con un sacchetto pieno di refurtiva sulla spalla , persino quando i suoi occhi azzurri incrociarono quelli di Servett , non smise di sorridere , “Buonasera Agente!” Servett puntò la pistola verso la ragazzina seppur non le sembrava armata , non vedeva che fumo e la vetrina della gioielleria sfondata , con cosa aveva piegato le sbarre di sicurezza? La risposta la ebbe poco dopo , quando la ragazzina mostrò l’altro braccio dove teneva una sorta di mitra modello Vulcan , ma al contrario dei soliti mitra , quello della ragazza era collegato al braccio , era troppo lontano per vedere meglio ed avvicinarsi non era affatto saggio. Arrivarono due pattuglie a sirene spiegate , la ragazzina puntò l’arma verso le auto , poi un altro boato e le auto ,con meraviglia del povero detective , volarono a circa 5 metri da terra. Sorridente la ragazzina riprese il sacco della refurtiva e si avviò a corsa verso la metropolitana, Servett non perse altro tempo e la seguì da solo. Diversamente da come si aspettava ,la ragazzina non prese la metro , ma si avviò verso il centro , Servett cosi era in svantaggio , non avrebbe potuto sparare , altrimenti avrebbe rischiato di ferire un civile.

Cosa fare? La ragazzina era piuttosto veloce e da solo era un’impresa tenerla d’occhio fra la folla , erano giunti fino alla piazza centrale , correndo a perdi fiato , quando la ragazzina si fermò sorridente, “ Basta correre Agente , le fa male” “Smetterò di correre solo dopo averti presa !” a queste parole la piccola ladra si mise a sghignazzare , “OOOOH Jimkie!?!?” Pliè poggiò i piedi sull’arma e dicendo queste parole sparò sollevandosi in aria e provocando un cratere a terra , cosi sparì , ridente , fra i tetti dei palazzi , lasciando Servett senza parole.

La serata per la nostra piccola ladra non poteva andare meglio , era riuscita a deridere uno di quei tanti poveri poliziotti che si atteggiano a grandi condottieri , scappando con la refurtiva in grande stile , non restava ora che trovare un nascondiglio. Peccato però , che c’erano pattuglie ovunque , che fare? Meglio restarsene in un angolo e aspettare che si calmino le acque ..

-Tap-..

“Chi è Là??” Sthud!

Pliè fu colpita alla nuca , ricordò solo quello , poi .. il sonno .

Sembrò passare una vita , da quando riprese i sensi , sentiva un ronzio , “maledette zanzare” le duoleva la testa , tastando il terreno , cercava il sacco della refurtiva, ma al tatto sentì solo..Erba?? Riaprì di scatto gli occhi , il paesaggio che ricordava la sera prima si era trasformato tutto di un colpo in un paesaggio amazzonico , “Ma .. MA CHE DIAVOLO SUCCEDE??” si rialzò di scatto , la testa le duoleva da impazzire , non riusciva neppure ad orientarsi, come mai era li? Chi ce l’aveva portata? Quanto aveva dormito?

Si avviò senza meta alla ricerca di un qualsiasi punto di riferimento , ma niente , solo alberi , alberi e piante . Di questo passo , se continuava cosi avrebbe trovato Tarzan o magari chissà, riusciva a trovare Mougli e Balù, “Assurdo” era tutto semplicemente assurdo . Niente , non trovò nessuno ,neppure un animale .

Così col poco che riuscì a trovare , si costruì una tenda e con un po’ di legnetti si accese un fuocherello.

La notte fu lunga e insonne , la nostra piccola ladra non riusciva a rilassarsi neppure un secondo , inoltre, la presenza di suoni e versi abbastanza sinistri , non aiutava .

Aggirarsi per la zona di notte era un’idea da suicida , anche perché avrebbe potuto incontrare chissà quale pericolo, però l’idea di aspettare ferma in un posto che qualcuno l’aggredisca le piaceva ancor meno della prima ipotesi, cosi armata di coraggio si avviò verso Sud , si aiutò a dirigersi con quelle poche cognizioni da scout che aveva ricevuto da piccola , non aveva mai pensato che un giorno le sarebbero servite .

Giunse con sua sorpresa ad una spiaggia, continuò per svariati metri rendendosi conto che si trovava su un’isola , per di più di enormi dimensioni . Si fermò su uno scoglio vicino ad una sorta di molo semidistrutto, la situazione stava divenendo ancora più confusa e lo sarebbe diventato ancora di più fra pochi istanti.

FFrrrrsh..

Pliè si voltò di scatto e si vide una sagoma enorme venirle incontro , non aveva parvenze umane ma era troppo buio per riuscire a distinguere cosa fosse

La cosa correva veloce e Pliè presa dal panico partì in fuga verso la vegetazione , il cuore le batteva all’impazzata , cosa diamine era quella cosa?! Era troppo grossa per essere un gorilla e correva a due zampe, il che escludeva qualsiasi altro animale che gli potesse somigliare. Che fare? Correre già lo stava facendo , non riusciva a ragionare per la paura e oltretutto era disarmata , l’unica possibilità di sfuggirgli era nascondersi e sperare che la creatura non avesse un buon fiuto.

Trovò una cavità fra due tronchi semi interrati e ci si nascose, per disperazione afferrò un ramo a mò di mazza, sperando con tutta sé stessa che quella cosa non la trovasse.

Sbagliò su tutta la linea, infatti la creatura la trovò in meno di 5 secondi facendole prendere un letterale colpo.

BUH!

Urlante Pliè colpì la creatura sul naso , facendola incredibilmente fuggire .

L’essere durante la sua fuga emetteva una sorta di guaito lamentoso , come se stesse piagnucolando.

Alla povera Pliè non restò che rimanere in quel buco attendendo l’alba.

Finalmente al mattino uscì tremante dal buco , in guardia per qualsiasi cosa si muovesse , temendo il ritorno dell’essere della notte precedente.

Era ovvio , quel coso le aveva parlato , ma non aveva un aspetto umano , né tantomeno le movenze da umano , allora.. Cos’era??

Qualcosa non tornava , avrebbe capito magari un rapimento da parte della polizia e magari l’arresto , ma non era un po’ esagerato addirittura la caccia all’uomo? Non le sembrava una criminale di così grande fama.

Tutta indolenzita per il luogo scomodo dove aveva passato la notte, Pliè si avviò per sgranchirsi un po’ le gambe , questa volta però, si avviò ad ovest.

Fu più fortunata stavolta, infatti trovò una cassa mezza spaccata con dentro dello scatolame , fra cui fagioli in scatola e del caffè , era poco, ma i morsi della fame aiutavano a farsi gradire anche quel poco.

Prese più scatole possibili e si avviò verso la tenda, quella sera avrebbe mangiato!

Il pomeriggio lo passò a render più vivibile il suo “alloggio” e con l’arrivo del buio Pliè si allontanò di qualche metro , per posizionare alcune trappole.

Tornando però , trovò un Grosso Problema infilato nella sua tenda .

FERMO LA’!!!

Stavolta Pliè non si fece prendere dal panico , credendo che era di nuovo il bestione dell’altra notte partì subito all’offensiva .

La sagoma all’udire quelle parole si drizzò in piedi , con le braccia alzate, stavolta però Pliè non ebbe a che fare con una strana creatura , infatti la sagoma era di un essere umano.

“P-Per favore non farmi del male! Volevo solo del cibo , non pensavo qui ci vivesse qualcuno..”

La sagoma si voltò e alla vista di Pliè fece un’ espressione un po’ sorpresa, effettivamente era piuttosto alta in confronto alla nostra piccola ladra.

Pliè si avvicinò leggermente , illuminando con un ramo del focolare la sagoma .

Era un ragazzone di colore, palestrato ,anche lui come lei sembrava piuttosto spaventato.

A rompere la tensione fu il ruggito dello stomaco di entrambi , facendo scappare una risata generale.

Visto che nessuno dei due aveva cattive intenzioni , Pliè invitò l’energumeno a mangiare con lei , si chiamava Getcha e anche lui era arrivato sull’isola da poco.

Pliè si sentì subito sollevata dal fatto che non era l’unica persona rapita e portata su quell’isola sperduta e parlando con il suo nuovo amico scopri cose molto interessanti ,soprattutto sulle cose strane che accadono la notte .

“Ma dimmi, come mai una ragazza cosi graziosa è finita in questo postaccio?”

Pliè sbuffò e sorridente gli rispose:

“Beh , la mia vita è stata piuttosto burrascosa, quando avevo pochi mesi fui trovata dalla monaca Luise, che mi ospitò al suo orfanotrofio. Mi chiamò lei Pliè , proprio perché quando mi trovò avevo delle pantofole simili a le scarpe delle ballerine ..Poi a 12 anni l’orfanotrofio fu chiuso e da quel momento cominciò la mia vita da piccola criminale..E tu?Che storia hai?”

Getcha la fissava mentre stava mangiando i fagioli in scatola, dopo aver ingoiato una manciata di fagioli le disse :

“Ero un pugile, beh , non proprio professionista però mi pagavano abbastanza bene, un giorno un mio compagno negli spogliatoi mi arriva e dice “ehi amico guarda quanta roba!” e mi mostra un sacchettino pieno di cocaina, li per li rimasi basito, non gli dissi niente a parte il fatto che non mi interessava questo genere di cose ,poi una sera, dopo gli allenamenti , mi trovo la polizia sotto casa che arresta sia me che il mio amico, cercai di spiegare ai poliziotti che ero innocente , ma trovarono nel mio borsone un sacchettino uguale a quello del mio amico , il bastardo ce l’aveva infilato per deviare i sospetti. Mi dettero 6 mesi di carcere , mia madre , pace all’anima sua, se fosse stata ancora in vita mi avrebbe difeso con tutte le sue forze,invece, eccomi qua.”

Getcha finì i fagioli e gettò il barattolo nel fuoco,Pliè stiracchiandosi gli disse “ Yaawn sarai stanco , perché non vai a dormire? Potremmo rivederci domattina..”

Getcha a udir quella frase si voltò per guardarsi attorno , aveva un ‘ espressione leggermente preoccupata.

“M-ma con questo buio?..” deglutì piuttosto rumorosamente.

Pliè lo fissò mentre il ragazzo si agitava , “Non mi dirai che hai paura del buio …Vero?”

Il ragazzone arrossì violentemente , lasciando capire a Pliè la risposta al suo quesito.

AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAH!!!!

Pliè non potè resistere dal ridere , scatenando una reazione isterica al povero Getcha.

“Guarda che non è divertente!! Proprio per niente! Smettila di ridere! Cosi ci sentiranno!”

Pliè stava letteralmente rotolandosi a terra dal ridere , finchè , per via dei crampi , non si rialzò a prender fiato.

“HAHAH..Ehm…Chi ci dovrebbe sentire?”

Getcha che ancora era piuttosto offeso , gli rispose accigliato “ Gli abitanti dell’isola , è Ovvio!”

Pliè si sedette di nuovo , ricomponendosi i capelli , “Lo sapevo! Quindi non siamo da soli!”

“Lo sapevi già?..” Getcha la fissò un po’ sorpreso

“Si! Ti dico che ieri notte Qualcuno o Qualcosa mi ha inseguito per mezza isola , credimi, non era umano!”

Getcha , per quanto Pliè cercasse di avvertirlo della faccenda , non battè ciglio , “Lo sapevo già che qui ci vivevano creature strane , mi aveva già avvertito il mio amico ,Jin.”

“Jin ?..Senti un po’.. Da quanto tempo siete arrivati voi sull’isola?”

“Io una settimana circa, il mio amico invece , se non ricordo male un annetto..”

“EEEEEH? , ma …ma!! È un tempo sconfinato !”

“Non preoccuparti vedrai che domani quando te l’avrò presentato ti sarà tutto più chiaro”

Detto questo Getcha si sdraiò di schiena vicino al fuoco , salutandola .

Pliè entrò in tenda, non sapeva se fidarsi o meno del ragazzone , ma perlomeno gli faceva da guardia, si sdraiò pensierosa e dopo poco si addormentò.

Il mattino dopo Pliè si svegliò tardi, lo capì dal sole già abbagliante in cielo che filtrava della tenda .

Uscendo dalla tenda vide Getcha sorridente salutarla ,aveva una sorta di cappello fatto di foglie di palma.

“Buongiorno! Dormito bene?” ,lei gli annuì , sbadigliante.

“Oggi andiamo a conoscere il mio amico eh !” Getcha alzandosi, quasi non inciampò .

Dopo l’essersi sistemati e aver smontato la tenda improvvisata, i due si avviarono verso una zona a sud /sud est dell’isola , circa una mezz’ora dopo l’esser partiti , Pliè cominciò a sentire delle voci in lontananza, sembrava che i suoni della foresta stessero pian piano mutando in voci , canti e suoni meccanici .

“Eccoci arrivati !”

Lo scenario che si propose agli occhi di Pliè era un misto fra un ‘officina e un gigantesco accampamento militare, c’erano armi , molte armi , miste ad oggetti di uso comune , scatolame,coperte ,vestiti.

Un tizio comparso da dei teli fra le tende , salutò rigorosamente Getcha,

“EHILAAA , cioccolatino! Ma dove diamine eri finito? Esci a cercare del cibo e mi sparisci cosi? Mi hai fatto preoccupare!”

L’ometto era piuttosto magrolino , anche se , nonostante la sua altezza,aveva le braccia piuttosto muscolose. Aveva i capelli rossicci, ispidi con un unico ciuffetto ricciolo che gli cadeva sul naso piuttosto pronunciato. Notò inoltre che in mezzo alla fronte , aveva un chakra indiano.

“Ah Jin! Scusa per stanotte ,è successo un piccolo intoppo .Ti presento Pliè , è nuova dell’isola .”

“Hem… Piacere” Pliè non sapeva che dire , il tipo , la fissò squadrandola e sorridente disse ad alta voce

“Apperò! Getcha ti manderò più spesso a trovare del cibo” ci fu una risata generale , anche se Pliè non era molto divertita.

“Ahahaha Jin , mi ha ospitato per la notte, è nuova dell’isola, pensavo che un tour veloce dell’isola potesse esserle d’aiuto…”

Jin rivolse lo sguardo verso Pliè, sorridente “Aaah quindi sei nuova.. D’accordo vieni ti spiego come funziona qui”

Jin prese con sé Pliè , accompagnandola per l’accampamento.

“Bene , mia cara , qui c’è un ‘ unica regola , Sopravvivere, c’è chi lo fa in modo umano e chi ,ahimè ,si abbandona allo sconforto e perde il senno , uccidendo i suoi simili .”

“Per quanto riguarda la conformazione dell’isola , qui ci sono zone off limits , per evitare pericoli e soprattutto guai , la notte evita assolutamente di uscire o di farti trovare da sola nella vegetazione , ci sono creature ben più pericolose dei normali predatori.”

Pliè a sentir questo discorso si ricordò della bestia incontrata la scorsa notte,

“S-Si! Ne ho vista una due notti fa! Non sembrava una persona e neppure un’animale , tu sai cosa siano?!”

Jin , cambiò espressione , si era incupito e sedendosi su una cassa la guardò e disse:

“A quanto pare sai quasi più di me , in fatto di avvistamenti, ..Beh che dirti..Quest’isola è stata creata per un motivo specifico..Non ne sono cosi sicuro ma qui , succedono cose molto strane,persone spariscono e non tornano più. Qui è un anno che sto in questa merda di posto , fuggire è impossibile , chi ci ha provato l’ho trovato il giorno dopo morto , spiaggiato . Dietro quest’isola dev’esserci qualcosa di grosso , troppo grosso ; Lo si intuisce dal numero di persone che sono qui e che arriveranno..”

A Pliè la notizia fu come un getto d’acqua gelata , come avrebbero fatto ad andarsene , cosa stava succedendo in realtà?

“Hai…..parlato di andare a cercare del cibo a Getcha…?”

Jin annuì continuando a fissarla , “Si … qui da quanto ho capito , il cibo arriva in scatolame , una volta a settimana , molto probabilmente trasportato da aerei e lanciato qui dall’alto”

“Una volta a settimana ? Sembra di essere in un film dell’orrore!” Pliè si alzò in piedi , solitamente non si agitava mai quando doveva affrontare situazioni difficili , però stavolta era davvero un caso eccezionale.

Sospirante Jin , indietreggiò leggermente la schiena , alzando la testa verso Pliè “ Capisco la tua angoscia , ma vieni , il tour non è ancora finito” alzatosi dalla cassa , Jin porse il braccio a Pliè che lo prese a braccetto .

Si avviarono verso Ovest , Jin le indicò la palude , dove la mattina era sempre presente una massa considerevole di Mosquitos , zanzare piuttosto aggressive , pericolose perché portatrici di malaria.

Le indicò una strana spaccatura nella roccia , che divideva la montagna in due parti separate, “Là è meglio non entrare , credimi”.

La “passeggiata” durò all’incirca un’ora, però proprio quando Pliè credeva fossero finite le curiosità,notò nella alta vegetazione un promontorio roccioso , quasi come un piccolo terrazzamento in roccia ,là, nella fitta vegetazione , proprio come un fungo , compariva un capannone. Pliè parve essere subito come attratta da quel luogo , una domanda le sorse spontanea “E quello?....” Indicando con la mano il capannone .

Jin alla vista corrucciò le sopracciglia e accigliato disse “ Quello mia cara , è forse il luogo più pericoloso che sia presente sull’isola , dai retta a me , è da li che provengono le stranezze dell’isola. Parecchi ci sono entrati e ancor più parecchi non ne sono mai usciti” Ma Pliè nonostante le parole di Jin , rimase affascinata da quel luogo , chissà quali misteri nascondeva?

Jin continuò il discorso , sebbene aveva notato la poca attenzione di Pliè, “Quel posto è forse l’unico posto di cui sono certo della Pericolosità, soprattutto il capo dei tizi che ci vivono…”

Pliè continuando a guardare in alto “Il capo…?”

“Già..Là ci vivono i deçaparecidos, una sorta di Clan , da quel che ho sentito, girano storie raccapriccianti su quel Clan e non sarò certo io ad andare a smentirle!”

“Davvero? Che tipo di storie?” Pliè stavolta si girò verso Jin con un’espressione incuriosita.

Jin , che non voleva parlarne , si trovò costretto a soddisfare la curiosità della ragazzina “Beh..Non so quanto siano attendibili ,in quanto sono solo delle voci , però..Un mio amico , tempo addietro si addentrò di nascosto nel loro covo,cercava del cibo, riuscì per puro miracolo ad uscire , era in fin di vita quando tornò qui all’accampamento, sembrava fosse stato sbranato.”

Jin , nel parlare lasciò trasparire un velo di rabbia dalla voce “ Prima che morisse passarono due giorni , in quei giorni mi parlò di Chi e soprattutto Cosa aveva visto … Mi parlò di mostri con sembianze animali , c’è qualcosa di oscuro là dentro , non smetterò mai di ripeterlo ai miei compagni .”

Con quelle parole Jin concluse il giro , c’era inquietudine nell’aria. Erano vere quelle voci su quel luogo? Come mai Pliè si sentiva cosi affascinata da quel luogo? Che stia per succedere qualcosa alla nostra piccola ladra?

Passarono mesi da quel giorno e la nostra piccola ladra pian piano si abituò a quella nuova vita, le era quasi passato di mente il tanto affascinante capannone, almeno fino a quella sera.

Quel giorno passò di nuovo l’aereo delle provviste , ma stavolta la cassa volò in un luogo ben preciso e tutti videro con sgomento il cadere della cassa proprio all’interno del capannone.

“MALEDIZIONE!” urlò Jin , “sono settimane che non passa e adesso che c’è del cibo è finito proprio in quel covo di matti!”per la rabbia , calciò un sasso.

Pian piano le voci si unirono in un tutt’uno di lamenti e preoccupazioni , come avrebbero fatto per mangiare?

“Vado io” una voce , spuntò dal gruppo, era Pliè.

“NON FARMI RIDERE” fece Jin “Ti ammazzerebbero ancora prima di entrare! Scordatelo!”

“Non c’è altro modo! Moriremo di fame se non facciamo qualcosa” Pliè guardò verso gli altri membri del gruppo, poi con voce solenne disse “Chi viene con me?!”

Si alzarono molte più mani di quanto potesse sperare , cosi arresosi all’evidenza e alla fame , Jin accettò di accompagnarli per la strada per il capannone.

Attesero la notte, per agire indisturbati, cosi da poter confondersi nella vegetazione in un’ eventuale fuga d’emergenza.

Arrivati al capannone , si resero conto che quello che sembrava essere un capannone normale era in realtà un hangar , lo dedussero dal soffitto e dall’entrata molto alti e ampi.

Le porte erano state tranciate via , cosi da rimanere solo una sagoma buia che lasciava trapelare la luce della luna,entrarono col massimo silenzio , Jin era a capo del gruppetto. C’era un silenzio opprimente, che rendeva ancor più snervante la ricerca del cibo. Sapevano benissimo a cosa sarebbero andati incontro se avessero svegliato uno degli abitanti dell’hangar,ne sarebbe bastato uno solo per scatenarli tutti.

Vagarono per alcuni minuti fra le varie “stanze” dell’hangar,perlomeno lo sembravano , dato che erano fatte con pezzi di metallo a mò di separè ; c’erano abiti , alcuni pezzi di mobilia e tante , tantissime cianfrusaglie , solo una cosa mancava, dove diavolo erano i desaparecidos?

“EHI L’HO TROVATA!!” la voce di Getcha fece per un istante sobbalzare il povero Jin, che per poco non sparò un colpo verso il ragazzone, accorsero verso una stanza a parte . A differenza di quelle trovate nella stanza centrale , questa era una vera e propria stanza, con moltissimi monitor , alcuni incredibilmente ancora funzionanti , che fissavano le stanze che avevano attraversato i ragazzi.

“Guardate qua” fece Getcha , “era dietro questo mucchio di cianfrusaglie,mi chiedo come abbiano fatto a spostarla, pesa un quintale” disse sottosforzo il ragazzone. Pliè però era distratta , aveva notato lo strano mucchio di cianfrusaglie con sopra una sedia da ufficio, sulla quale era seduto un pupazzo, uno spaventapasseri forse , vestito come una persona.

“Andiamocene di qui … Questo posto mi da i brividi!” fece Pliè , ma quando tutti si voltarono per poi uscire finalmente da quel posto inquietante , i tre sentirono qualcuno o qualcosa parlare dietro le loro schiene.

“Ve ne andate già?”

Per la paura Pliè per poco non cadde in ginocchio mentre i due si voltarono di scatto indietreggiando, quello che sembrava uno spaventapasseri si era alzato e tranquillamente li aveva raggiunti alle spalle.

Quello che doveva essere uno spaventapasseri non lo era affatto, si trattava infatti di un ragazzo dagli occhi color piombo parzialmente coperti da una mascherina ricavata dalla parte superiore di un’antiquata maschera antigas . I capelli , rosso acceso parevano vibrare con la poca luce dei monitor.

“Siete appena arrivati , restate ancora un po’..” l’individuo allargò le braccia in un gesto di benvenuto, però ai nostri amici non fu affatto di conforto, dato che , nonostante il tono caloroso, l’aspetto del ragazzo dava i brividi. Indosso aveva una giacca fatta con numerosissimi pezzi di vestiario , tutti diversi , con un paio di maniche strette che lasciavano alla vista i polsi ossuti e le mani affusolate. Jin parve indemoniato quando fece per caricare il fucile e sparargli , ma a bloccarlo furono le migliaia di lucine rosse che puntarono lui e gli altri membri del gruppetto.

“Non abbiate paura..Amiamo le visite ….”

Centinaia e centinaia di volti , umani e non, comparirono al di sopra delle loro teste, Pliè si sentì quasi mancare , a vedere tutte quelle creature terrificanti, Jin non sapeva cosa fare , sparare sarebbe equivalso ad un suicidio ma anche il restare fermi a farsi catturare non portava ad esito migliore.

Il ragazzo alzò la testa verso i mostri e sorridente , quasi commosso disse “ABBIAAAAAAMO VISITEEEEE”

A quella frase riecheggiarono ruggiti, grida animali , grida umane , risate sguaiate fra cui quelle dell’individuo fermate da un gesto di mani di quest’ultimo.

“Orsù … Non siate timidi , diteci i vostri nomi, da dove venite ?” Jin concluse che il loro interlocutore era niente popodimeno che il capo dei Mostri , l’uomo su cui giravano le peggiori voci di tutta l’isola.

“Nessuno mi risponde? … Non mordo mica ….Non io … HAHAHA!” Il capo notò la cassa del cibo e parve molto divertito, “Oooooh allora eravate venuti per quella … che disdetta , non è vero miei cari?!”

Il gruppo di mostri fece per avvicinarsi lentamente alla stanza , non abbastanza però da uscire totalmente dal buio.

Pliè notò che adesso lui la stava fissando, si era accorto forse che era caduta per lo spavento della vista dei suoi sottoposti?

“Tu … come ti chiami?” Pliè si sentì un tuffo al cuore , perché gli interessava tanto il suo nome? Li avrebbe comunque uccisi appena ne avrebbe avuto voglia.

“Pliè” sussurrò con un alito di voce la ragazza,avrebbe voluto distogliere lo sguardo da quello del ragazzo , ma le faceva troppa paura.

“Ah si? Carino..E da dove vieni?” Pliè deglutì sebbene avesse la gola secchissima, “New Seelik” .

Fu sorpresa al vedere che il ragazzo a udire quella frase cambiò espressione diventando quasi cupo.

Ci fu qualche istante di silenzio , in seguito ai quali il ragazzo alzò una mano , come per chiamare a sé l’attenzione dei suoi seguaci.

“PORTATELI VIA , NON FATE LORO ALCUN MALE , SE NON PER MIO PRECISO ORDINE” poi afferrando il braccio della nostra piccola ladra disse “Tu vieni con me”.

Cosa le sarebbe successo? Perché proprio lei? Cosa aveva detto per renderlo tanto serio? Aveva condannato tutti i suoi compagni? O forse li aveva salvati? Cos’era quel luogo? La piccola si sentiva schiacciare dalla paura.

Il ragazzo la condusse per un corridoio , sparendo dalla vista di Jin e Getcha , i quali furono spintonati , assieme al resto del gruppo, verso delle scalinate.

Due dei seguaci dello spaventapasseri si appostarono al gruppo . Uno dei due era una sorta di terribile ibrido fra una salamandra e un essere umano . Jin si perse nell’osservare quanto fosse spaventoso , ma allo stesso tempo affascinante, quello scherzo della natura.

Il gruppo, sebbene di soli umani, era piuttosto numeroso,perché mai solo due guardie? Avevano in mente qualcosa. Ne era certo .

Cercò con lo sguardo Getcha , era poco più indietro; c’erano abbastanza uomini da poterli stendere, Gibson era bravo a scassinare le manette , gli sarebbe bastato un attimo..Oppure quella nuova..Aveva preso parte al gruppo da poco , però a Jin non piacque fin da subito. C’era qualcosa di per niente convincente nel suo modo di fare e persino in quel momento di bisogno se ne stava con quel sorriso sornione stampato sul volto…

D’un tratto Jin si accorse che la donna lo stava fissando a sua volta, quasi come volergli dire qualcosa.

Jin si voltò , credendo che la guardia lo avesse visto, quando un colpo di pistola per poco non lo colpì alla tempia , qualcuno di loro aveva sparato! Com’era possibile!? Nessuno era armato!

Il colpo finì per uccidere l’uomo-salamandra che fu colpito alla testa .Jin si voltò incredulo e con quasi orrore vide il braccio della donna come mutato, deformato dall’avambraccio fino al polso , quasi ad assumere la forma di una pistola.

La seconda guardia fece per colpirli, ma fortunatamente Jin lo stese . Subito si sentirono versi animali dirigersi verso di loro.

Dovevano correre.

Ben presto si ritrovarono alle calcagna una decina di mostri armati da ogni lato, cosa dovevano fare?

Dove diavolo era Pliè!?

Se dal resto del gruppo si era scatenato l’inferno , non si poteva dire la stessa cosa di Pliè , che incredibilmente si ritrovò a sorseggiare tè di fronte all’inquietante sconosciuto.

Ovviamente non era un Normale Tea Party, Pliè era tesissima , al contrario del ragazzo.

“Quindi…..vieni da New Seelik, hai detto….”

Il tono di lui era calmo, piuttosto pacato. Sembrava quasi un incontro di lavoro : Pliè si sentiva quasi in una candid, non capiva niente di quello che le stava accadendo.

“S-si….” Non riusciva a mascherare la paura.

Il “servizio da tè” che il ragazzo le aveva porto non erano altro che oggetti modificati o adattati alla meno peggio per essere usati come tazze.

La teiera era un elmetto incrinato a martellate , era incredibile quanto questa gente avesse fatto di tutto pur di rendere la loro vita più “umana”.

Pliè volle azzardare una domanda . “ci ucciderai tutti, non è vero?”

“Dipende da te” Pliè si aspettava questa frase come risposta ,o meglio ,la temeva.

“Perché mai dovrei farlo? Non mi avete recato alcun danno fino ad adesso ….”

Rimase basita.

“Non … vuoi ucciderci?” Il tono di lei era quasi comico

“No.. mi era parso di esser stato chiaro , non sono un assassino, non necessariamente” Dalla voce Pliè dedusse che il ragazzo non doveva essere troppo più grande di lei, anche se di corporatura era un fuscello.

“E allora … perché … portarmi.. qui?”

“Mi interessava il fatto che fossi di New Seelik , tutto qua , arrivano pochissimi umani ultimamente …”

Il ragazzo con fare solenne si avviò verso il “balcone” in realtà una zona atterraggio per elicotteri, si poggiò al bordo e fece cenno alla ragazza di avvicinarsi. Da quell’altezza si godeva di una vista meravigliosa .

La folta vegetazione sembrava un gigantesco mare verde, pullulante di vita , era davvero bellissimo.

Notò anche un corso d’acqua , che passava sotto di loro, doveva esserci una cascata sotto al balcone improvvisato , dato che a cambiar direzione del vento Pliè si sentì raggiungere da una fresca brezzolina .

“Perché ti interessa cosi tanto New Seelik…?” A questo punto , parve intuire che c’era dell’altro oltre alla normale curiosità, il ragazzo sapeva forse qualcosa?

Sorridente lui fissò ancora per qualche secondo il paesaggio , poi voltandosi fece per parlare ….

Ma …

Un rumore assordante , come quello di uno sparo assordò la povera Pliè , che vide il ragazzo cadere all’indietro , oltre il balcone .

“NO!!” la ragazza afferrò il braccio di lui , ma era troppo pesante e finì anche lei per cadere nel vuoto .

Per un attimo , Pliè vide chi aveva sparato al ragazzo, era una donna , piuttosto bella , ma con un sorriso inquietante ed un braccio deforme, stava sorridendo alla loro morte.

Tutto ciò che ricordò Pliè , fu acqua , acqua , acqua .

Riemersa dal tuffo di circa 300 metri , vide che a differenza sua , il ragazzo stava affondando ed era privo di sensi. Si immerse per riprenderlo e con immane fatica lo tirò fuori dal torrente.

Il ragazzo sanguinava , fortunatamente però non c’erano coccodrilli o altri predatori , altrimenti Pliè non avrebbe saputo come difendersi, dove diavolo erano finiti? Chi era quella donna?

Il ragazzo tossì , facendo tornare Pliè alla realtà.

Non respirava bene con quella sorta di maschera, doveva togliergliela , altrimenti sarebbe soffocato .

Slacciò un lato della maschera , quando il ragazzo la bloccò d’improvviso , facendola gridare dallo spavento.

Drizzandosi a sedere il ragazzo perse la maschera , Pliè avrebbe voluto descriverlo , descriverne i lineamenti, gli zigomi … Il fatto che è niente di tutto ciò era presente.

Il volto era completamente piatto , non c’era alcun naso,non c’erano zigomi, solo due sottili labbra e due occhi color piombo che la fissavano doloranti. Sul volto, forse per ironia , aveva disegnati delle decorazioni di una maschera .

Chi può ridurre cosi delle povere persone?

Pliè smise di fissarlo e strappando parte del suo pantalone si offrì di bendarlo.

“è solo un graffio” alzandosi le rispose scontroso, “dobbiamo andarcene velocemente , altrimenti avremo problemi ben peggiori che le ferite”.

“Ma stai sanguinando! Perlomeno lasciami vedere se posso fare qualcosa!”

Il ragazzo si fermò per qualche attimo , forse si rese conto che era più debole di quanto credesse, sedendosi a terra.

Pliè ne approfittò per avvicinarsi e accertarsi della gravità della ferita.

Era una ferita , per fortuna , superficiale , Pliè la fasciò stretta mentre il ragazzo la guardava silenzioso.

“Hai paura?” Le chiese.

“Di cosa?” Gli rispose senza guardarlo.

“Di me” Pliè non batté ciglio e impassibile gli disse queste precise parole .

“Non vedo niente in te di cui aver paura.”

Dopo aver fatto un nodo alla bendatura improvvisata Pliè fissò ancora per un attimo il ragazzo , che era rimasto in silenzio nell’attesa che avesse finito.

“Beh? Che facciamo adesso?” L’aiutò a rialzarsi , non sembrava avere altre ferite né tantomeno capogiri o niente del genere.

“Dobbiamo tornare al mio rifugio , a sentir dal rumore di spari , sta succedendo un gran caos…”

“Che cosa? Chi era quella donna? Perché ti ha colpito?”

“Non lo so . Non sono molto gradito sull’isola..” Detto questo vagarono per circa un’ora in mezzo alla vegetazione , al contrario di lei , lui era come se passeggiasse per un prato , doveva viverci da molto tempo , forse anche di più di Jin.

Inizio a calare la sera e questo non parve rallegrarli.

“Dobbiamo trovare un riparo. È da pazzi avviarsi di notte per l’isola e se lo dico io , è vero.”

“E dove?...Non c’è che erba qui , inoltre siamo fradici !”

“Non agitarti..Dietro quella collinetta c’è un incavo , un tempo c’era una costruzione , ma a lungo andare è stata distrutta da alcuni idioti..”

Scese il buio , Jin e Getcha erano ancora chiusi in quel dannato hangar, quei mostri non si vollero arrendere facilmente , inoltre erano molto più numerosi di loro,dovevano scappare e in fretta.

Pliè era in pericolo e loro dovevano a tutti costi salvarla.

Improvvisamente fra le varie pallottole , Getcha scorse una granata , tempo due secondi e i due si ritrovarono a gambe all’aria a due metri da terra . Dolori e lividi a parte , la granata aprì uno squarcio nel muro che gli permise di fuggire a gambe levate, provarono a cercare la loro amica, ma di lei e dell’inquietante tipo, nessuna traccia.

La temperatura normalmente sull’isola raggiungeva la temperatura massima di 40 C °, di giorno, la notte,purtroppo,per i poveri precipitati era molto più fredda. Tanto che il ragazzo, nonostante Pliè si fosse accorta che non si sentiva molto bene, andò a recuperare della legna per accendere un fuoco.

Era una situazione a dir poco Bizzarra, sola , con un perfetto estraneo per di più capo di pericolosi mostri , in una caverna , a nascondersi da chissà quale pericolo.

Il silenzio era davvero opprimente.

“….Va … Meglio?...” Pliè tentò di abbozzare un discorso , guardando la fasciatura ormai tinta di sangue secco.

Era veramente magrissimo, ora che lo vedeva alla luce del fuoco, notò meglio il suo aspetto.

“Si…Non mi fa quasi più male.”Sembrava piuttosto scocciato, come se quello che gli era successo non fosse niente di nuovo. Le tornò alla mente la disinvoltura con cui si addentrò poco prima nel fitto della foresta, che potesse aiutarli a fuggire …?

“Domattina dobbiamo assolutamente raggiungere il mio covo,prima che ci attacchino di nuovo.”

“O-Ok…”

Entrambi stavano aspettando che l’altro andasse a dormire, Pliè era troppo agitata e sinceramente ancora non si fidava troppo.

“Ah…. Che stupido.. Non mi sono presentato..Il mio nome.. è KjL..” Pliè si sentì avvampare al volto, che diamine le prendeva ? Proprio adesso doveva farsi venire strane idee?

“Piacere…..” gli sorrise. Arresosi all’evidenza , Kjl si appoggiò alla parete della caverna , addormentandosi dopo poco. Pliè lo imitò dopo pochi minuti.

Doveva aver dormito veramente pesante dato che per svegliarla il ragazzo dovette scostarla forte con entrambe le braccia.

“Ehi , dobbiamo andare, forza.”

“Mmmh.. ancora 5 minuti…” L’espressione di Kjl lasciò trapelare un vago nervosismo.

“Ehi , non c’è da scherzare, alzati.” Alzatasi si vide prendere e portare fuori in meno di 5 minuti, dopo neppure mezz’ora erano già in piena foresta. Camminarono per delle lunghissime ore , nonostante fosse mattina era già molto caldo , c’era un qualcosa però di molto diverso rispetto alle altre volte che era finita a doversi avventurare per la vegetazione, adesso di versi animali , ce n’erano eccome, che siano gli aggressori di ieri? Dal passo affrettato del ragazzo , Pliè dedusse che aveva centrato il problema.

Sorpassarono un torrente, dove si fermarono a bere e a rinfrescarsi . Avrebbe voluto chiedergli della ferita, ma temeva in una reazione nervosa, vedendo come guardava saettante ogni movimento sospetto proveniente dalla vegetazione.

“Resta qui un secondo..Io risalgo il fiume , voglio controllare se la direzione è giusta..” Pliè sentì come una vocina nella testa che le diceva di non fargli notare che aveva una paura da matti , cosi concentrò tutte le forze e rispose il più sfacciato possibile.

“Nessun Problema”

Fissandola un po’ stranito il ragazzo si diresse verso est, lasciandola sola.

“Complimenti Pliè , hai fatto la figura della scema! Potevi dire qualcosa di sensato? No ..! Solo imitare un film Western , che idiota!” Perché si sentiva cosi presa? Non poteva semplicemente dirgli Ok? Perché fare tutti questi ragionamenti sul far colpo? Arrossì violentemente , sapeva bene la risposta.

Purtroppo era cosi presa dal litigare con sé stessa che la nostra biondina non si accorse che qualcuno o meglio..Qualcosa si era avvicinata al torrente.

“Rrrr…” Pliè sperò con tutte le sue forze che quello che aveva appena sentito fosse lo stomaco del ragazzo, ma voltandosi scoprì per sua sfortuna che non lo era affatto. Una pantera, o perlomeno un animale che gli somigliava parecchio le si stava sempre più avvicinando, e non per fare una partita a domino.

“AAAAAAAHHHH!!!!!” L’urlo riecheggiò per mezza isola, tanto da esser sentito anche da Kjl, che corse subito a vedere cosa diamine fosse.

Arrivò al punto dove aveva lasciato la ragazzina ma non vide nessuno solo un tronco tranciato, seguì i rumori e arrivò in tempo per vedere la pantera intenta a mangiarsi la povera Ladruncola.

“EEEEHI!!! Bestiaccia! Vieni qui!!!”

“!!??” era Kjl? Cosa diamine stava facendo? Voleva attirare il bestione a sé?

“UOOOH!!” gesticolò facendo innervosire la bestia che gli saltò addosso con un balzo.

Pliè presa dal panico non riuscì neppure a gridare , vide solo quel bestione avventarsi addosso a Kjl, graffiandogli schiena e braccia.

“AAAAaahhhgh!” con un calcio all’addome riuscì a divincolarsi dalle zampe anteriori della pantera, che indietreggiò stordita.

Sanguinante il ragazzo si rialzò in piedi , ma , cosa che sbalordì Pliè, la pantera al contrario di attaccarlo di nuovo, scappò a corsa. Cosa l’aveva spaventata cosi tanto? Non importava, ora doveva vedere come stava Kjl . Il povero ragazzo si accasciò sulle sue stesse ginocchia , i tagli sanguinavano vivacemente e Pliè non potè fare a meno di prenderlo in spalla e dirigersi il più veloce possibile verso il capannone.

“Cerca di resistere!!!” Pliè sentiva il sangue dei tagli sulla pelle, ignorò la terribile sensazione e risollevò verso di sé il ragazzo, che a stento camminava.

Camminarono per qualche decina di metri , non sapeva dove dirigersi inoltre la paura che la pantera potesse tornare non la faceva ragionare come avrebbe voluto.

Kjl non parlava più , aveva la bocca digrignata , a denti stretti ; stava soffrendo molto.

Dalla boscaglia improvvisamente spuntarono dei compagni di gruppo di Pliè, non li notarono li per li erano come in fuga da qualcuno o qualcosa, quando scorse Jin.

“Jin!!! Jin!! Sono io!”

“Pliè!! Ma che diavolo…??” Jin notò il povero Kjl, guardando Pliè come a voler dire “Sei stata tu?”
“Non c’è tempo per spiegare , ho bisogno di aiuto è ferito!!”

Arrivò anche Getcha , invitando gli altri , con un gesto molto trafelato a fuggire dai colpi di mitragliatrice che lo stavano inseguendo.

I quattro trovarono riparo dietro una collinetta scavata da delle vecchie radici di palma, Getcha si avvicinò al capo dei mostri, con aria circospetta .

*Guardando le ferite* “ Se solo potessimo andarcene … è un inferno qui!”

“Non dire idiozie Getcha –rispose irritato Jin, che nel mentre stava rispondendo al fuoco-Sono anni che proviamo a fuggire , è impossibile!”

D’un tratto , come svegliato da un sonno profondo Kjl interruppe i loro ragionamenti.

“Io conosco un modo..ma non sono mai riuscito a farlo funzionare..”

I quattro lo fissarono esterrefatti.

Raggiunsero fra la fitta vegetazione una zona particolarmente riparata, Kjl si fece trasportare da Getcha , guidando il gruppetto fino al luogo.

“È qui…” Scese dalle spalle di Getcha , barcollante si inginocchiò a terra e con le mani raschiò via dell’erbaccia cresciuta sopra a qualcosa che sembrava essere una porta scorrevole.

“La scoprii anni fa , ma dev’essere bloccata dall’interno …Non sono mai riuscito ad aprirla.”



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