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lavoro pubblicato sabato 17 agosto 2013
ultima lettura venerdì 15 marzo 2019

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Vizio Capitale - Lussuria

di GiornoFragile. Letto 575 volte. Dallo scaffale Fantasia

- Buongiorno, mi manda la dottoressa Starling, sono qui per suo marito Frank. - disse l’uomo che aveva bussato alla porta dell’appartament...

- Buongiorno, mi manda la dottoressa Starling, sono qui per suo marito Frank. - disse l’uomo che aveva bussato alla porta dell’appartamento dei signori West. Sembrava un venditore porta a porta: i capelli lunghi, pettinati con la riga che gli coprivano le sopracciglia, un completo grigio fumo di Londra con camicia bianca e cravatta blu ed infine ventiquattrore scura.
Wanda West, una donna di cinquanta anni, scrutava l’uomo con aria dubbia. Conosceva la dottoressa Starling e sapeva che avrebbe ricevuto la visita di un uomo che avrebbe aiutato suo marito, ma la figura davanti a lei la faceva sentire a disagio.
- Lei è il sig. Fragile, l’amico della dottoressa? Aiuterà mio marito? - chiese con voce bassa.
- Mondo, Piacere. - disse l’uomo chinando il capo, - farò tutto il possibile per aiutarlo. - Una risposta ben impressa nella sua mente. La sua voce non conteneva la minima esitazione e sul volto apparve un sorriso rassicurante. La signora lo fece entrare in casa.
- Franklin è in salotto, sta dormendo sulla poltrona, lo devo svegliare? -
- Non serve signora, ci penserò io. Le chiedo un grosso favore però, dovrebbe uscire. - La signora West si preoccupò ulteriormente.
- Purtroppo non riesco a praticare il mio lavoro in presenza di “spettatori”. - cercò di scusarsi Mondo, -potrebbe gentilmente uscire e lasciarmi con suo marito? Inoltre avrei bisogno che lei rientri tra 5 minuti esatti, ma prima di entrare bussi, non suoni il campanello. E’ molto importante che sia puntuale. -
Wanda era allibita. Continuava a fissare il sig. Fragile stupita e preoccupata dalla sua richiesta.
- Capisco perfettamente i suoi dubbi, un estraneo le chiede di andarsene da casa sua lasciando il marito nelle sue mani. Se vuole essere rassicurata, la prego di contattare la dottoressa Juliet. Vorrei portare a termine questo lavoro nei migliori dei modi possibili. -
La signora West, senza rispondergli, prese la borsa e si avviò verso l’uscita dicendo - La chiamerò, dopo averlo chiuso in casa, così non potrà scappare se lei mi ha mentito e dovrò chiamare la polizia. -
- Faccia pure, signora West. La fiducia nelle persone è tutto. - Le rispose l’uomo, sfoggiando nuovamente il suo sorriso rassicurante.
“Devo seriamente valutare l’idea di procurarmi un biglietto da visita” pensò Mondo, dopo essere rimasto da solo con il signor West. Entrato nel salotto, vide Frank che dormiva seduto sulla sua poltrona. Le gambe erano magre, dal busto in su, invece, sembrava una persona sovrappeso.
“Lussuria, in questo periodo è la maggior parte dei casi.” pensava mentre si arrotolava le maniche della camicia fin sopra i gomiti, dopo aver posato la giacca su di una sedia.
- E’ ora di iniziare - disse sbattendo le mani e svegliando Frank.
- Chi sei tu? e perché sono fuori dalla porta di casa? - chiese allarmato Frank.
- Non si preoccupi è tutto sotto controllo, ho parlato con sua moglie, se ne è appena andata. Mi manda la dottoressa Starling. Possiamo entrare a parlare? - chiese Mondo mostrando il solito sorriso.
Franklin West si era trovato di fronte un estraneo, vestito in maniera elegante, che gli chiedeva di entrare in casa, - Va bene... - gli rispose dubbioso. Aprì la porta di casa e lo precedette.
Anziché in casa, Frank entrò in un locale affollato dalle luci soffuse. Alla sua destra era ubicato un lungo bancone di legno scuro. A sinistra un palco formato da tre piste, alla fine di ognuna vi era un palo di ferro lucido che raggiungeva il soffitto. I tavolini che contornavano le tre piste erano neri, per ogni tavolo c’erano 4 sedie.
Frank si sentiva spaesato, era convito di essere entrato in casa, seguito da un uomo... si voltò ma dietro di lui non c’era nessuno. Iniziò a convincersi di essere nel bel mezzo di un sogno e pensava che un goccio non gli avrebbe fatto male. Si sedette al bancone.
- Salve, cosa le posso servire, sig. West? - gli chiese il barista, un uomo sulla trentina, indossava una camicia bianca con le maniche arrotolate e una cravatta blu.
- Mi dia un bicchiere di gin, con ghiaccio. Monkey 47. - Il barista gli porse il bicchiere che stava asciugando, vi introdusse due cubetti di ghiaccio e poi lo riempì fino all’orlo.
- Le lascio qui la bottiglia se ne vuole ancora. -
Frank alzò la testa per ringraziare e lo riconobbe. Era l’uomo che voleva entrare in casa sua.
- Tu sei quello di prima! Cosa mi hai fatto? Perché sono in questo posto invece che a casa mia? - chiese Frank alquanto adirato.
- Calmati Franklin, sono qui per aiutarti. Lei è sotto l’influsso di una presenza maligna. Ora ci troviamo in un posto non fisico, l’unico posto dove la voce che sente può essere affrontata. Vuoi essere aiutato, Frank? -
Il signor West abbassò lo sguardo sul bicchiere, - la voce... la sento continuamente, quella maledetta voce femminile, nella mia testa. Prima mi parlava solo quando guardavo mia moglie. Cercava di convincermi a tradirla e lasciarla, mi ripeteva quanto fosse diventata vecchia e brutta, finché non riuscì più a guardarla come prima. La voce a quel punto diventò più insistente. Quando mi guardo allo specchio, mi lusinga e mi diceva che mi meritavo più di quello che avevo. Ogni volta che vedo una giovane donna o una ragazza, mi sussurrava di tradire Wanda, di approfittare di quei giovani corpi, mi suggeriva cosa che avrei potuto fare con loro.
Cercavo di ignorarla ma lei iniziò a parlarmi anche nel sonno, condizionando i miei sogni. Ogni notte sognavo una donna diversa e i rapporti che avevo con loro diventavano sempre più estremi, fino a farmi provare piacere mentre le uccidevo. -
Frank smise di parlare, ingurgitò il whisky che rimaneva nel suo bicchiere e Mondo glielo riempì nuovamente.
- Non riesco più a sopportare ne la vita reale, ne i miei sogni. - il secondo bicchiere di whisky sparì come il primo, - non voglio che quei sogni possano diventare realtà. -
- Frank, ascoltami bene. Adesso le spiego cosa dovrà fare, tra poco sul palco dietro di lei inizierà lo spettacolo. Non devi per nessun motivo voltarti. Pensi di farcela? - gli disse Mondo che continuava a fissarlo. La sua espressione era tremendamente seria.
Frank alzò lo sguardo, - Certo, con chi credi di aver a che fare? Adesso riempimi il bicchiere. - e abbozzò un sorriso. Era terrorizzato ma cercava di nasconderlo. Mondo capì che in lui vi era ancora speranza e decisione. Preferì non dirgli cosa sarebbe successo se si fosse voltato, e nemmeno Frank lo voleva sapere.
Le luci nel locale si abbassarono, si accesero due fari che illuminarono la pedana centrale, l’altoparlante inizio ad urlare: - Buonasera a tutti voi, innanzitutto oggi abbiamo un ospite speciale, Franklin West! un applauso signori!!! - un faro illuminò Frank seduto sul bancone, tutti i presenti applaudirono, lui continuò a fissare il suo bicchiere.
L’altoparlante continuò: - E’ arrivato il momento che tutti aspettavate! Come già sapete, lo spettacolo a cui assistere è una rarità, la sua presenza su questo palco è un evento più unico che raro, quindi preparatevi a sacrificarvi per lei. Miei cari, ecco a voi... Succube!!! - la folla iniziò ad urlare e fischiare, sembra di essere ad uno stadio.
Le luci si spensero, la folla si ammutolì in attesa di vedere la loro dea. Per alcuni secondi l’intero locale trattenne il fiato. Frank continua a sorseggiare il suo terzo bicchiere di whisky, senza ghiaccio.
Si sentì la macchina del fumo soffiare e Succube finalmente apparve, le luci si riaccesero e illuminarono il suo corpo cosparso di brillantini, il locale diventò un eccitato inferno. Le frasi pronunciate dagli spettatori diventarono sempre più esagerate, urla e fischi di approvazione si sovrapponevano. Uno degli spettatori colpì Frank con il gomito per attirare la sua attenzione, - Ehi amico! Guarda che roba! Mai visto una così gran fica! e guarda come è vestita, se fosse nuda non sarebbe così eccitante! - apostrofò l’uomo a Frank, che nonostante le sue parole continuò a sorseggiando il suo whisky, fissando il nulla dietro al bancone. Il barista era sparito. Franklin si rese conto che era da solo, e da solo dove salvarsi.
D’un tratto, la folla riprese fiato solo per poter poi esplodere in un boato ancora più prepotenze. Le urla sovrastavano la colonna sonora dello spettacolo. Frank ascoltò di nuovo il suo vicino esclamare: - Cazzo, avete visto cosa ha fatto con la coda! Venderei l’anima per spassarmela con quella! -
Frank si chiese: “una coda? ma cosa sta succedendo alle mie spalle?”. La curiosità lo stava tentando, ma doveva resistere, per se stesso e per la sua famiglia.
Mentre lo spettacolo continuava, lo speaker riprese il microfono: - E ora signori chi di voi vorrebbe salire sul palco a saggiare le doti della nostra dea tentatrice? - Frank si aspettava l’ennesimo boato di eccitazione invece la folla si era calmata. Tutti stavano attendendo in silenzio. L’uomo vicino a Frank gli parlò ancora: - Guarda che tutti stanno aspettando che tu salga sul palco -. Frank gli rispose: - Non mi interessa, vacci pure tu al mio posto -.
A quella risposta, si sentì diverse mano addosso che iniziarono a strattonarlo, la folla voleva portarlo a forza sul palco. Frank si appese prontamente al bancone. Il suo vicino gli sussurrò all’orecchio, questa volta con la familiare voce femminile: - smettila di opporre resistenza, sali sul palco, e concediti a lei. Tutto diventerà molto più semplice, poi -.
- Scordatevelo! - urlò Frank con decisione. Il suo peso aumentò facendo sprofondare lo sgabello nel pavimento e le sue mani nel legno del bancone. Il pubblico che lo stavano strattonando, lasciò la presa.
Una mano si posò gentilmente sulla sua spalla, - Frank ora puoi aprire gli occhi - disse una voce maschile, poi Frank udì bussare alla porta.
Wanda West era rientrata in casa. Aveva eseguito la richiesta di Mondo bussando prima di entrare. Il marito e il loro ospite erano in cucina, Frank seduto sulla sedia con le mani che tenevano il tavolo sul quale vi era un bicchiere e una bottiglia d’acqua mezza vuota. Mondo dietro di lui che gli appoggiava una mano sulla spalla. Wanda si chiese cosa stavano facendo.
- Salve signora. Un tempismo perfetto. - le disse Mondo, con il solito sorriso rassicurante. - Signor West, ora non sentirà più quella voce. Mi complimento con lei, era da molto che non vedevo persone così determinate. - tolse la mano dalla spalla di Frank e andò a prendere la giacca che aveva appoggiato in salotto.
La signora West, raggiunto il marito, si accorse che era in un bagno di sudore, quando però incrociò il suo sguardo lo vide sereno e felice, come non lo era da ormai molto tempo.
Si voltò per ringraziare Mondo, ma era già uscito e stava chiudendo la porta di ingresso alle sue spalle.


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