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lavoro pubblicato venerdì 16 agosto 2013
ultima lettura venerdì 10 gennaio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Heavy - Chapter IV The morning after.

di JeffMG. Letto 674 volte. Dallo scaffale Amore

"Siamo persone nuove" disse Chris, squarciando il silenzio "questo mattino ci ha battezzato e ci ha ridato la vita, quando tutto sarà perfettamente illuminato non saremo più gli stessi" ....



Chapter IV - The morning after.
Si guardò attorno, erano tutti fatti o ubriachi o ubriachi e fatti.
Decise di buttare giù quell'amaro intruglio nero, era davvero disgustoso e lo sentiva tornare su,
ma tappò la bocca e strizzò gli occhi cercando di farlo restare nello stomaco.
"Ti senti bene?" gli chiese Molly.
"Si, il drink faceva schifo... Ma passamene un altro"
L'ingorgo nel corridoio si era stappato e Chris non fece in tempo a prendere il drink.
Furono trascinati dalla massa in quella che una volta doveva essere stata una sala.
I cuscini di poltrone e divani erano stati squartati da futuri assassini,
le lampade e un orologio di legno erano stati buttati a terra, alcuni sopravvissuti all'impatto e altri no.
Ma quello che più colpiva Chris erano le scritte alle pareti, pensò ancora una volta di non voler essere nei panni dei proprietari di casa, anche se i suoi recentemente non erano dei migliori.
"Avanti, Chris!" Molly lo trascinò nella folla di adolescenti urlanti.
"Allora, ti diverti?"
"Non ti sento!" disse Chris, cercando di sovrastare le frequenze di altre voci.
"Ti diverti?" ribattè ancora più forte Molly, superando le capacità delle sue corde vocali.
"Da morire" rispose sarcastico con una smorfia in volto.
"Ti ci vuole altro alcool, vado a prenderlo"

Molly scomparve, risucchiata da mille corpi e Chris smise di ballare, sentendosi di troppo in quel luogo
di gente apparentemente superficiale.
Decise di sparire, di andare in macchina e filarsela con dietro tutti i sensi di colpa per aver lasciato
Molly senza un passaggio per il ritorno a casa.
Non sopportava più quel posto, era troppo sobrio per quel casino e quella felicità compressa in una pillola di casa.
In mezzo alla folla di teste anonime ne comparì una color platino.
Chris deglutì un blocco di saliva e cercò di restare calmo.
Era lei, la proprietaria di casa: Rachel.
Cercava di non pensare alle conseguenze di quell'immediato incontro, una collisione tra pianeti,
ma si stava già preparando alle mille domande che di lì a poco gli sarebbero state fatte
"Dov'è Kate? Come state tu e Kate? Davvero vi siete lasciati?"
Doveva fuggire ed evitare un imbarazzante scena di commiserazione.
"Chris!"

Si voltò verso la soave voce che l'aveva chiamato.
Rachel era una bella ragazza e bastava metà del suo volto per illuminare la stanza di quelle giovani anonime.
Aveva lunghi capelli biondi che le incorniciavano un volto roseo e in salute.
Sotto i grandi occhi verdi vi era un piccolo naso alla francese, che sembrava essere stato creato su misura per la sua persona.
L'aveva sempre trovata affascinante e perfetta nel suo essere una piccola barbie, ma il suo carattere era irritante e fastidioso.
Osava sparlare di tutti per riempire la sua vita di capricci e ansie da prestazione in locali troppo affollati e caldi.
Chris sapeva a cosa stava andando incontro e non gli piaceva affatto,
nel giro di qualche ora tutto il paese avrebbe sabuto che un tale era stato lasciato da Kate Smith.

"Hey, Rachel! Come va?"

Cercò di restare impassaibile, di non mostrarsi assolutamente triste o imbarazzato.
Era lì per divertirsi, non c'era niente di sospetto.
"Dov'è Kate? Non la vedo..."

La bionda si guardò attorno in cerca della vecchia amica e non trovò nessuna testa rossa e tanto meno un muso
lentigginoso immerso in qualche whisky.

"Allora, dov'è?"

Chris aveva perso l'uso della parola e nella sua mente mille rotelle stavano creando una fabbrica di scuse e balle galattiche.
Si sentì toccare la spalla, Molly.
"Rachel!"
"Molly, che piacere" disse con una smorfia.
Competizione tra bionde, persino i grandi film hanno insegnato questa regola al cervello di Chris, mai far incontrare due super bionde.

"Dov'è Kate?" ribadì Rachel, questa volta alla sua acerrima nemica.
"Sta male, non l'hai saputo? Febbre... E' a casa, proprio non se la sentiva di venire"
"Immagino, beh salutatela da parte mia."
Girò le spalle e sparì tra la folla, facendo cessare il battito acellerato di Chris.
"Grazie" riuscì a dire a Molly, riprendendo la calma che aveva perso dopo quell'incontro.
La giovane gli passò un drink, giusto in tempo per farlo affogare nella consolazione di un alcolico potente e devastante.

"Sai che non potrai tenerlo nascosto a lungo, vero? Voglio dire e se Kate tornasse?
Lei lo andrebbe a dire in giro oppure potrebbe aver trovato qualcun'altro da sfoggiare come una borsetta..."
"Mi sfoggiava come una borsetta?"
Si sentì offeso.
Anche se quello era solo un pensiero di Molly in parte lo percepiva come vero e uscì di corsa da quella confusione,
desideroso di cambiare aria.
Aprì una porta e si trovò in un'altra sala. Sembrava più uno studio ma non c'era alcuna scrivania, solo delle pareti coperte di librerie
piene di classici della letteratura e manuali medici.
Sentiva un forte odore di citronella e una finestra a piano terra lo separava dal giardino,
dove continuavano ad approdare macchine e giovani in attesa di divertimento.
Accostò le tende e si appoggiò all'unico pezzo nudo di muro.
Diede un pugno alla parete e scivolò a terra, corroso dal pianto.
Teneva in mano un amore che forse l'aveva solo che oppresso e lentamente riusciva a vedere come la sua amata l'avesse solamente tenuto stretto in pugno, mentre lui crollava in un amore sempre più folle e lei in un comportamento che le faceva vedere Chris come una macchinetta usa e getta.

"Sei qui?" la voce di Molly interruppe i pensieri del giovane.
Non rispose, non voleva farsi trovare.
Doveva pensare al suo rapporto e a come liberarsi da quel laccio emostatico che era diventato il ricordo della sua amante.

"Eccoti! Non sai che fatica cercarti tra tutta quella gente."
"Meglio se non mi trovavi, giusto?"
Molly si avvicinò piena di grandi speranze nel far rivivere di piena gioia il suo amico.
"Non volevo dire che ti sfoggiava come una borsetta, eravate davvero una bella coppia.
Ma dico che bisogna essere stronzi per lasciare un ometto come te, dopo tutti questi anni."
"Hai detto ciò che pensavi, niente scuse."
"Sai che io e Kate non andavamo molto d'accordo a volte, ma so di certo che non ti stava usando e che se ti ha lasciato ci siano dei motivi molto più seri che un altro con cui uscire"
Chris restò in silenzio, facendo scorrere sulla tenda le dita gelide e bagnate di lacrime.
"Credo che...Sto per vomitare"

Molly prese il primo oggetto a portata di mano, un vaso in stile giapponese
e il suo amico esplulse l'anima proprio in un quel pezzo d'antiquariato.
"Grazie, Chris"
"Di cosa?" la guardò incredulo, non aveva fatto niente, tranne che vomitare persino i polmoni.
"Di aver vomitato nel vaso del padre di Rachel. Spero che se ne accorga e che la sbatta fuori di casa.
Il karma, spero che glie la faccia pagare per la sua lingua lunga"
Risero entrambi e Chris si accese una sigaretta, strappando dalle mani di Kate un drink pieno di ghiaccio.

"Vacci piano, bello!" lo riprese.
"Hey, sono maggiorenne! Lasciami morire come Poe e fammi dimenticare quello che sto passando"

Molly si inginocchiò e si mise faccia a faccia con il suo folle compagno di avventure notturne.

"Sei proprio idiota, Chris"
"Lasciami dimenticare..."
Cadde a terra, con la faccia spalmata sul tappeto persiano e il drink versato sui capelli.
Molly si sdraiò accanto a lui, osservando quel volto provato dal dolore e quell'innocenza nascosta tra ciuffi di capelli e accenni di barba. Chris si svegliò acceccato e con l'alito che sapeva di vodka, fece scivolare la mano nella tasca dei pantaloni e afferrò il telefono.
Guardò l'ora, le cinque della mattina e tutto era immerso nel silenzio e nell'ultima ora di buio.
Il cielo si stava già rischiarando e la porta dello studio socchiusa, gli faceva vedere la mano
di una ragazza che si era addormentata sul pavimento.

"Molly..." sussurrò, scuotendo l'amica.

Si svegliò aprendo lentamente gli occhi arrossati e parlò con voce impastata.

"Che vuoi?"
"Andiamocene, potrebbero arrivare i genitori di Rachel."

La giovane sorrise, al pensiero che la sua acerrima nemica avrebbe avuto la peggio sulla sua famiglia perfetta.

"Non sarebbe male assistere alla scena..."
"Io avevo altri piani"
"Quali piani? Avanti, confessa"
"Volevo andare a vedere le prime luci della mattina"
Molly si alzò, facendo tintinnare gli orecchini e la collana.
Gli porse la mano e lo fece alzare con tutte le sue forze.

"I tuoi capelli sanno di vodka, Chris. Sei messo peggio di un barbone ubriaco"
"Pensa alla chiazza di alcool che hai sul tuo bel vestito di pizzo"
Molly abbassò lo sguardo a livello dei fianchi e vide un enorme macchia rossa ricoprire i complicati intrecci
di pizzo bianco del suo vestito costoso. "No!" urlò.
La mano della ragazza fuori dallo studio si mosse, si sentì un mormorio e di nuovo il silenzio.

"Vuoi svegliare mezza casa?"
Chris la prese per mano ed uscirono fuori come due ladri alle prime armi.
Il pavimento non era più un pavimento, ma un tappeto di corpi umani e abbellimenti di cicche e bottiglie di alcolici.
La proprietaria di casa era appoggiata al muro vicino alla porta e stringeva una bottiglia di liquore che per metà si era versata addosso. Portava un cappello da giullare e sulla fronte aveva scritta una moderna parolaccia con rossetto.
Molly le diede un calcio per vendetta e il sangue di Chris si congelò nelle vene,
sperando che non si svegliasse e che non incominciassero a litigare.

"Ma che fai? Sei impazzita? Se si sveglia?"
"Quante domande! E' andata, è completamente ubriaca, non si sveglierà.
Era solo un innocente calcio per sfogare la tensione nervosa che ho addosso contro di lei"

Prima di uscire Molly si concesse un altro calcio dritto alle cosce di Rachel e una scompigliata a quei perfetti capelli biondi.
Salirono in macchina e Molly rimise quell'insopportabile musica asiatica.
"No! Questa musica no!" disse deciso Chris.
"Sei uscito dal letargo, Chris? Stai facendo valere il tuo carattere da vichingo represso?"
"Niente vichingo represso, ma basta con questa roba!"

Mise una vecchia cassetta di Jimi Hendrix, che suo padre gli regalò al compleanno e le note di quel mago della chitarra,
fluirono per tutta la vettura.
"Dove stiamo andando?"
"Al mare, vedremo l'alba lì"
"Scherzi? E' inverno, al mare farà un freddo orrendo"
"Se vuoi scendi dalla macchina e fai l'autostop fino in città. E' un problema?"
"Preferisco il gelo a questi punti, metti che mi capita un maniaco"
Molly abbassò lo sguardo e frugò nella borsetta, ne estrasse un pacchetto di sigarette e da quello estrasse una sigaretta smilza e bruciacchiata.
"Uno spinello?" rise Chris.
La giovane sorrise e lo accese, passandolo nelle mani del guidatore.
"Sono tre anni che non ne accendo uno, sai?
Io e Kate eravamo fin troppo seri per lasciarci andare a queste cose,
li avevamo vietati in casa e nella nostra vita. Ma a quanto pare non si finisce mai con qualcosa di buono. Dove l'hai trovato?".
"La sigaretta che aveva tra la mani Rachel, non era una sigaretta!" esplose in una risata e si coprì il volto arrossato.

Il paesaggio scorreva dal finestrino, una campagna oscurata dagli ultimi minuti di oscurità e i primi versi di un gallo che si accinge a compiere il suo mestiere.
Quando arrivarono al mare erano fatti, si tenevano per mano per non perdersi in quella ilarità che li trascinava in risate poco mature.
Le prime luci della mattina presero posto nel cielo e Chris restò a bocca aperta.

"Ecco il bello della vita, il sapore puro della terra.
Un mare calmo, una sottile linea che ricopre l'orizzonte, la sabbia sotto i piedi nudi" si tolse le scarpe e le gettò lontane
"il profumo dell'aria mattutina e l'intreccio dei miei desideri incastrato nel sole nascente.
Tutto è ancora possibile, tutto deve ancora nascere e tutto tace nelle prime luci della mattina"
Il sole stava prendendo posto nel cielo e una gradevole luce rossastra ricopriva i loro volti.
"In questo momento, qual'è il tuo più grande desiderio, Chris?"
Lui tacque, si accese una sigaretta e deglutì il fumo, facendolo uscire dalle narici.
Si girò con il volto pallido per il freddo e le labbra che componevano un sorriso.
"Sparire dietro il mare, dietro quella linea che non ha apparentemente fine"
Intrecciò le dita con quelle di Molly e si avvicinò cauto, togliendole i capelli dal volto e sfiorando la pelle cerulea del suo volto.
Osservò quegli occhi spaventati e posò le labbra sulle sue, con fare incerto.
Molly abbandonò una posa rigida e si lasciò andare sul corpo di Chris, sentendo il calore del suo cappotto di cotone,
affondò il volto nell'incavo del suo collo e guardò il sole ormai sorto.
Chris si sentì girare la testa e crollò nella sabbia ridendo e tenendo stretta la mano di Molly, che era stata colpita dalla stessa ilarità.
"Siamo persone nuove" disse Chris, squarciando il silenzio "questo mattino ci ha battezzato e ci ha ridato la vita, quando tutto sarà perfettamente illuminato non saremo più gli stessi"
Continua...


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