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lavoro pubblicato giovedì 8 agosto 2013
ultima lettura martedì 24 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Insieme senza pensare (Parte 5)

di momo3196. Letto 562 volte. Dallo scaffale Amore

Seduta sull’auto, con le cuffiette e la musica a palla aspettando che partisse, ripensai a ciò che mi aveva detto; mi ripetei che era solo un cretino, ma più ci pensavo e più mi saliva una rabbia dentro che se qualcuno mi ave.....

Seduta sull’auto, con le cuffiette e la musica a palla aspettando che partisse, ripensai a ciò che mi aveva detto; mi ripetei che era solo un cretino, ma più ci pensavo e più mi saliva una rabbia dentro che se qualcuno mi avesse chiesto qualcosa lo avrei disintegrato. Dal mio posto vidi salire Flavio che correndo mi si sedé vicino, “Perché non mi hai aspettato?” mi chiese “Scusa me ne sono completamente dimenticata” mentii. Si prese una cuffia e ascoltammo per tutto il tragitto la musica, poi lui scese e due fermate dopo feci lo stesso. Andai a casa, mangiai e mi vidi un po’ di TV, poi, quando mi resi conto che mi ero abbastanza riposata, presi la chitarra e mi esercitai. Non sapevo ancora suonarla , ma strimpellavo qualche accordo. Alle sette e mezza , arrivò mia madre e come al solito urlò a mio fratello “ Fabio! Vieni immediatamente qui”- lui aveva ancora 14 anni,faceva il primo superiore e ultimamente era diventato pesante in tutto. Parlava sempre, anche quando mangiava e non dava una mano nelle faccende di casa. I miei erano separati da quando avevo 5 anni e Fabio quasi 3, quindi mio padre non c’era e mia madre era sempre stanca. Di recente io mi ero “svegliata” e facevo quello che potevo, ma la baby-sitter a mio fratello non mi andava di farla, perciò lui faceva come gli pareva – usci dalla sua camera e andò in cucina da mamma “ Che c’è?” gli chiese scocciato, “ Ti avevo detto di scaricare la lavatrice e invece i piatti sono ancora tutti qui, cosa devo fare con te? Perché non mi dai una mano?” mio fratello, alzando il tono della voce gli disse “ Sono stanco non mi puoi chiedere sempre di fare tutto!” “Tu non fai mai niente perché? Perché Fabio?” lui se ne andò facendo finta di non sentirla , entrò nella sua camera e continuò a giocare con la PSP. Dopo aver cenato, me ne andai al letto, accesi la TV e mentre guardavo dei programmi, il cellulare mi squillò. Risposi, era Lavinia.

Lei era la mia più vecchia amica, ci conoscevamo dalla prima media e insieme avevamo condiviso molte avventure e molti litigi; “Come è andato il primo giorno di scuola” mi disse, “Diciamo bene..” gli risposi, “Perché? Che è successo?” chiese preoccupata. Le raccontai tutto e ridendoci sopra mi disse di lasciarlo perdere, era solo un cretino che si voleva mettere un po’ in mostra. Le diedi la buonanotte e ci salutammo. Prima di andare a letto mi venne un’idea. Accesi il computer ed entrai su Facebook, volevo vedere se ci fosse Fabrizio, però, non subito dopo, mi ricordai che non sapevo il cognome… così spensi tutto e mettendo la sveglia per il giorno dopo me ne andai a dormire.



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