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lavoro pubblicato mercoledì 24 luglio 2013
ultima lettura venerdì 22 novembre 2019

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Il corvo e il bruco

di janainaboin. Letto 1263 volte. Dallo scaffale Fiabe

Chi indovina la morale? Un bel giorno di sole, un corvo nero se ne volava tristemente sopra i prati verdi. – Quanto vorrei qualcosa di buono da mettere nel becco! – pensò tra sé e sé...

Un bel giorno di sole, un corvo nero se ne volava tristemente sopra i prati verdi. - Quanto vorrei qualcosa di buono da mettere nel becco! - pensò tra sé e sé.
Tutti gli uccelli mi prendono sempre in giro per il mio brutto aspetto e per la mia voce gracchiante, e quando ho fame, mi rubano da sotto il becco tutte le bacche e i frutti più gustosi! -
E mentre volava sconsolato sopra i prati verdi, ad un certo punto notò un piccolo puntino verde luccicare sopra il ramo di un albero. Incuriosito si avvicinò e si accorse che era niente di meno che un bel bruco verde smeraldo, che se ne stava pigramente sdraiato a dormire.
- Quale fortuna inaspettata è capitata ad un animale sfortunato come me! - pensò soddisfatto il corvo, pregustando il succulento pranzetto.
Stava già per lanciarsi addosso al bruco quando quest'ultimo si svegliò improvvisamente e, facendo un sobbalzo alto così, scappò via, nascondendosi in una piccola cavità nell'albero.
- Bruco! Vieni fuori subito!- gracchiò il corvo indispettito. - Ho tantissima fame, e tu sei il pranzetto perfetto! Sei bello verde e ciccione, ho già l'acquolina in bocca! -
- Ti prego, non mangiarmi! - lo supplicò il bruco tremante dal buco nell'albero.
- Perché non dovrei? - replicò il corvo. - Saresti una prelibatezza da gustare con una bella foglia di insalata! E poi se mi lasciassi sfuggire un'occasione come questa, tutti gli animali avrebbero un motivo in più per ridere di me! -
Il bruco, che era un bruco davvero speciale e molto intelligente, decise di giocare d'astuzia. - Perché mai dovrebbero ridere di te? Sei grande e grosso, potresti ignorare facilmente le cattiverie che dicono! -
- E' facile per te! - piagnucolò il corvo - La tua vita è così semplice! Passi tutto il giorno sdraiato su un ramo a sgranocchiare le foglie e come se questo non bastasse, un giorno diventerai una bella farfalla, e potrai pavoneggiarti quanto vuoi! Al contrario di me che sono brutto, stonato e non ho nessuna qualità! -
- Tu credi che la mia vita sia così semplice? D'accordo, facciamo un patto. Se tu decidi di non mangiarmi, io ti farò un regalo che ti piacerà moltissimo! Un dono che non potrai rifiutare! - gli disse astutamente il bruco.
- Cosa ti fa pensare che io sia interessato ai tuoi giochetti? - rispose il corvo appollaiato sul ramo.
- L'hai detto tu stesso di quanto la tua vita sia misera e piena di insoddisfazioni, perciò non hai nulla da perdere! Se mi risparmierai, farò in modo che la tua vita cambi completamente! -
Il corvo ci pensò su. Alla fine accettò. - Va bene bruco, non ti mangerò! Però devi mantenere la tua promessa! -
In quel momento il corvo fu circondato da un vento vorticoso e piccoli fili di seta lo avvolsero.
- Aiuto! Cosa mi sta succedendo? - gracchiò il corvo spaventato, coprendosi gli occhi con le ali.
- Non ti preoccupare corvo. Ti stai per trasformare in un bellissimo animaletto e tutti i tuoi problemi finiranno! - rispose il bruco.
Com'era venuto, il vento se ne andò, e il corvo si ritrovò intrappolato all'interno di un bozzolo buio e appiccicoso.
- Mi hai imbrogliato! - urlò il corvo, - Mi hai intrappolato qui dentro! Lo sapevo, avrei dovuto mangiarti! Fammi uscire! Fammi uscire! - urlò disperato.
- Devi avere pazienza! - gli disse il bruco - Tra qualche giorno subirai una trasformazione e non avrai più nulla di cui lamentarti! -
Il corvo cominciò a piangere senza ritegno. Non riusciva a capire cosa gli stesse succedendo, in più si trovava in un posto completamente buio nel quale non ci si vedeva a un palmo dal becco! Continuò a piangere, piangere e ancora piangere, finché non arrivò la sera ed il corvo, stremato dalla fame e dalla stanchezza, crollò nel sonno.
Dormì per molto tempo, nessuno sa dire per quanto, ma ogni volta che si svegliava si sentiva debole e affamato. Qualche volta sentiva che fuori dal bozzolo il vento soffiava fortissimo ed il freddo entrava furioso. Lui non riusciva a muoversi, le sue piume erano tutte appiccicate da quella strana sostanza di cui era avvolto. Cosa sarebbe successo se il bozzolo si fosse rotto e lui, incapace di aprire le ali fosse precipitato dall'albero? Così, ogni volta si aggrappava con tutte le forze al bozzolo e pian piano si riappisolava.
Finché non giunse una fresca mattina ed il corvo si svegliò di soprassalto. Sentiva un rumore fortissimo provenire dall'interno bozzolo e si spaventò, quando si rese conto che quel rumore proveniva dal suo stomaco.
- Ho una fame gigantesca! Devo assolutamente mangiare qualcosa! - pensò.
Si tastò la pancia e in quel momento si accorse che qualcosa era cambiato. Come mai la sua grossa pancia piumata era diventata magra e stretta? E le sue grandi ali robuste dov'erano? Riusciva a sentire qualcosa di sottile e fragile, simile ad un petalo di fiore. Si ricordò del bruco, e del dono che gli aveva promesso.
Decise di non aspettare più. Tentò di uscire con tutte le forze ma, ahimè, non era semplice per il nostro corvo uscire, visto che le forze gli mancavano a causa del digiuno! In più, si accorse che anche il suo sgraziato becco era sparito! Al suo posto gli pareva di sentire un piccolo naso sottile e lungo! Ma, che razza di animale era diventato??
Dopo molto spingere, spingere e ancora spingere, vide allargarsi una fessura di luce che entrava nella sua piccola gabbia buia.
Con un'ultima spinta aprì il bozzolo.... ed eccolo il nostro corvo! Era riuscito a liberarsi e con leggerezza si librò nell'aria. Quanto gli era mancata l'aria fresca del bosco! Le sue ali avevano un gran bisogno di sgranchirsi. Fu così che, volteggiando sopra i prati, passo sopra l'acqua di un piccolo stagno. Quando vide il suo riflesso rimase a bocca spalancata. Non riusciva a credere di essere lui. Il bruco gli aveva fatto un dono bellissimo: le sue ali nere spelacchiate erano diventate due scintillanti ali nel quale ogni raggio di sole faceva risplendere i colori dell'arcobaleno, il suo becco era sparito e si era trasformato in un lungo naso elegantemente arricciato, mentre il suo corpo cicciotto era diventato sottile.
Era diventato una splendida farfalla!
Il corvo, o meglio, la farfalla, continuò ad ammirare per un po' il suo riflesso, finché non vide lo specchio dell'acqua incresparsi ed agitarsi. In quell'instante da sotto l'acqua apparve un'enorme pesce, pronto a balzare fuori dallo stagno ed ingoiarla in un sol boccone. In men che non si dica volò via giusto in tempo per scappare al pericolo. Con un sospiro di sollievo decise di andare a cercare del cibo. Il prato era pieno di fiori colorati e avevano tutti un'aria molto invitante. Si avvicinò a qualche fiore e cominciò a gustare il dolce nettare. Se ne stava lì a riempirsi beatamente la pancia quando alcune api indispettite le si avvicinarono.
- Ehi tu! Cosa credi di fare? Come ti permetti di rubare tutto il nostro prezioso nettare senza chiedere il permesso? -
- Non lo sapevo, mi dispiace! - si scusò la farfalla.
- Ci sono delle regole da rispettare qui, se hai intenzione di fare quello che vuoi te ne puoi andare! - replicarono quest'ultime minacciose.
La farfalla, visti i loro appuntiti pungiglioni decise di non replicare e si allontanò sconsolata. In quel momento si ricordò del bruco e decise di andare in cerca. Volteggiò leggiadra per tutto il bosco, passando di filo d'erba in fiore e di foglia in ramo. Incontrò molti insetti che al suo passaggio le fecero molti complimenti per il suo bell'aspetto, però nessuno di loro seppe dirle dove fosse il bruco che la farfalla cercava con ansia. Decise di tornare sul posto dove era avvenuta la sua trasformazione.
- Bruco, dove sei? - chiamò a voce alta. - Sono il corvo! Anzi ero un corvo, ma tu mi hai trasformata in una farfalla! -
Nessuna traccia del bruco. In quel momento vide un'ombra stagliarsi alta nel cielo fino a coprire il sole.
Guardò meglio e si accorse che era un corvo e stava volando proprio verso di lui.
- Scappa via!- gli disse una piccola coccinella che passava di lì in quel momento - Ti mangerà per merenda! -
La farfalla non si rese subito conto di ciò che stava per accadere. Era stata per tutta la vita un corvo, non aveva certo paura di uno di loro! Ma fu quando vide che il grande e grosso corvo fu quasi sul punto di fiondarsi addosso a lei con gli artigli, che si rese conto della situazione: ora non era più un cacciatore ma una preda. Volò più veloce che poté, nascondendosi prima dietro ad una foglia, poi sotto un ramo ma era del tutto inutile: le sue ali colorate risaltavano sul verde del bosco ed era visibile da distante. Volava a destra e a sinistra, in alto e in basso senza posa, con il corvo che le stava alle calcagna e non le dava tregua. Fu così che alla sera, la farfalla non avendo più energie decise di arrendersi. Si posò a terra ed allargò le ali in segno di resa.
- Va bene corvo! Sono stremata e senza forze! Se vuoi mangiarmi, non hai che da farlo! -
In quel momento, il corvo planò vicino a lei e cominciò a gracchiare forte. La farfalla stupita lo guardò; riconobbe quel modo sgraziato di gracchiare: era una risata! Il corvo stava ridendo di lei?
- Credevi che la vita di un bruco fosse più semplice di quella di un corvo? - la rimproverò il corvo. - Ebbene non è così! Un bruco deve stare per molto tempo dentro ad un bozzolo, senza cibo né acqua, in balia delle intemperie del tempo finché non sarà pronto. E quando diventa una farfalla, deve sottostare a delle rigide regole di sopravvivenza! Non può perdere il suo tempo a rimirarsi ma deve stare attenta ai predatori sempre in agguato dietro ad ogni albero! -
La farfalla era sconvolta. Un corvo le stava facendo la morale? In quel momento capì chi si trovava di fronte.
- Io ero il bruco che in dono ti ha ceduto la sua vita. In cambio ho preso la tua, e devo dire che me la sto spassando un mondo!
Volo velocissimo fin sopra gli alberi più alti senza stancarmi. Se ho fame, posso mangiare le noccioline che gli scoiattoli fanno distrattamente cadere dagli alberi, posso bere l'acqua dello stagno senza che i pesci si avvicinino e il mio bel piumaggio nero mi permette di nascondermi bene tra le fronde degli alberi quando gioco a nascondino con gli altri animali del bosco! -
La farfalla rimase a bocca aperta. Non aveva mai pensato alla sua vita come ad una cosa allegra.
- Certo non sarò l'animale più bello, non avrò una voce aggraziata, ma posso essere comunque felice della mia vita! -
- Hai ragione corvo - ammise la farfalla vergognandosi.
Avevo tutto questo e non me ne sono resa conto. Ora che ho imparato la lezione, posso avere indietro la mia vita di prima? -
- Certo che no! - gli disse il corvo sghignazzando.
Sarebbe troppo semplice! Ora hai la vita facile che desideravi.. goditela e tira fuori il meglio che puoi! Buona fortuna! -
E in un istante, con un battito d'ali volò via, sparendo tra gli alberi e l'oscurità del cielo, lasciando ancora una volta la farfalla senza parole.


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