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lavoro pubblicato lunedì 22 luglio 2013
ultima lettura lunedì 5 agosto 2019

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Piccola Grande Estate

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 461 volte. Dallo scaffale Fantasia

Piccola  Grande EstateHo  creduto come in tanti  in qualcosa di veramente meraviglioso in questa  strana calda estate  ,di corsa per prati in fiore , ho creduto  in una nuova realtà  ,una nuova vita  .....

Piccola Grande Estate


Ho creduto come in tanti in qualcosa di veramente meraviglioso in questa strana calda estate ,di corsa per prati in fiore , ho creduto in una nuova realtà ,una nuova vita ma oggi sono ancora qui che mi struggo di dolore ,canto sotto la luna questo mio malessere, quanta gente si accalca vicino alle transenne da qui posso ammirare una folla enorme da qui posso ammirare il mare in lontananza ,posso immaginare i bambini correre sul bagnasciuga giocare con palette e secchielli ,posso cantare un mondo ,un realtà, qualcosa che renda lieto ,da qui posso sperare. La bellezza mi regala un sorriso così cresco , cresco divento tanto grande ,grande come quel pino secolare pendulo sulla collina declinante verso il mare , posso osservare da vicino gli uccellini volare nel cielo azzurro posso guardare oltre le nuvole, posso dormire su un letto di nuvole ,essere trascinato lontano dal vento, posso sognare ascoltare le voci di questo mondo , posso ridere di me stesso di tutto quello che mi circonda .Rido mi diverto mentre il tempo passa e giunge la notte ed io ridivento piccolo , insignificante ,anonimo in mezzo ad una folla senza fine e più cammino più divento piccolo ,indifeso i pantaloni mi sommergono provo a fuggire da quell'ammasso di vestiti ,nudo mi copro con un pezzo di carta . Scappo di qua ,scappo di la chiedo aiuto mentre un gatto mi guarda leccandosi i baffi. Fuggo, ma il gattaccio non vuole perdere la sua succulenta preda ,correndo perdo il foglio di carta ,vola via nel vento io piccolo ignudo ,corro ,disperato nessuno mi sente , nessuno mi può ascoltare poi per incanto ridivento alto ,grande più grande del pino che ospita tra i suoi rami le civette e le colombe come è bello ritornare ad essere grande e forte come e bello guardare tutto e tutti dall'alto in basso. La polizia si mobilita gridano dai megafoni m'invitano ad arrendermi a coprire le mie nudità. Gigantesco il mio pene fa ombra ad un gruppo di turisti provenienti dalla Finlandia in molti mi fotografano io arrossisco ,provo vergogna ,provo un profondo senso di fastidio per quello che mi sta capitando vorrei ritornare ad essere di nuovo piccolo anonimo poi la consapevolezza delle mia forza mi fa vincere ogni pudicizia ogni falsa moralità . Mi tuffo in mare e nuotando m'immergo nelle profondità marine le mie lunghe gambe diventano la coda di un pesce così nuoto veloce. Nell'immensità del mare scendo giù ,sempre più giù una strana gioia m'assale, quasi mi consola . Nuoto nell' immensità del mare libero da ogni pregiudizio da ogni male ,da ogni calunnia ,da ogni cattiveria. Nuoto senza mai voltarmi indietro ogni ricordo svanisce come una bolla d'aria che sale verso la superficie del mare per poi svanire nel cielo azzurro. Come tante bollicine svanisce questa mia personale storia di piccolo uomo diventato prima un gigante poi cibo per gatti infine un pesce libero nei mari di questa terra. Acqua che bagna le coste che s’infrange sui scogli .Sole che sorge ed illumina il mondo indora spiagge stracolme di gente e rende questa estate una dolce vacanza come tanti e tanti anni fa .



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