ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 20 luglio 2013
ultima lettura mercoledì 15 luglio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Destra e Sinistra

di Winter96. Letto 777 volte. Dallo scaffale Filosofia

«Quando qualcuno mi domanda se abbia ancora un senso la divisione tra partiti di destra e di sinistra, tra uomini di destra e di sinistra, la prima cosa che mi viene in mente è che la persona che mi fa questa domanda non è certamente di sinistra.» (Alai..

Scriveva Norberto Bobbio che: "Il discrimine tra destra e sinistra ruota intorno alla questione dell'eguaglianza. Mentre la destra tende a essere inegualitaria e a proporre o attuare politiche che effettivamente rendono i cittadini meno eguali, la sinistra ha l'eguaglianza come sua stella polare e cerca di promuovere politiche che contrastino le diseguaglianze".
Certamente questa è l'analisi tradizionale delle differenze tra questi due schieramenti politici, nonché quella che, se non ricordo male, viene insegnata ai nostri alunni alle scuole medie, pardon secondarie di primo grado, salvo poi far loro notare che è una definizione anacronistica, senza però rimpiazzarla con una più adatta ai nostri tempi. Questa mancanza di una esatta definizione di che cos'è la Destra, cos'è la Sinistra, come cantava Gaber, può creare incomprensioni da parte dei nuovi elettori, che si stanno accostando per la prima volta all'esercizio del loro diritto di voto, nei confronti delle ideologie portate avanti dai vari schieramenti in campo, al di là dei partiti o dei leader che li rappresentano; pensando magari che queste differenze ideologiche siano una tradizione risalente al passato, che al giorno d'oggi non ha più senso di esistere. Proposito di questa mia serie di pensieri è, in conclusione, di trovare una definizione che possa supplire a quella citata in apertura, almeno per quanto riguarda l'esempio del nostro Paese.
Per raggiungere il mio scopo, la prima cosa da fare è sfatare la convinzione, molto diffusa da un anno a questa parte, che la dicotomia politica Destra-Sinistra sia ormai superata. È necessario, a questo fine, chiamare in causa la frase citata in epigrafe, analizzandone la validità nel caso Italia. Secondo il filosofo francese, dunque, chi afferma l'insensatezza della divisione tra Destra e Sinistra non è di sinistra. In Italia, le persone che portano avanti quest'idea sono Beppe Grillo e Mario Monti. Per quanto riguarda il secondo, è evidente che, essendo sempre stata manifesta la sua appartenenza all'ala che si identificava nell'ex-DC, non può che collocarsi nell'ala di centro, ma più orientata verso una destra berlusconiana, di cui ha raccolto gli elettori delusi, che verso una sinistra rappresentata dal PD. Inoltre, le misure adottate dal Professore della Bocconi durante il suo anno di governo tecnico hanno sì salvato l'Italia dal pericolo deficit (per quanto tempo, non si sa), ma hanno anche causato la scomparsa nel Belpaese della "classe media", già duramente colpita dalla crisi, dividendo il popolo italiano in due categorie: quella di chi fatica a sbarcare il lunario e quella di chi ha denaro a volontà (spesso nei paradisi fiscali). Per attribuire un "colore" politico a queste riforme sarebbe sufficiente richiamare la definizione di Bobbio. Monti, quindi, si identifica nella Destra. Grillo, invece, rappresenta un caso più complesso. Il MoVimento 5 Stelle è un mistone creato dal malcontento verso ambedue le parti dello schieramento politico, e tenuto insieme da un leader dispotico stile Luigi XIV; il suo programma elettorale è un concentrato delle idee da bar proclamate dai più radicali tra i cittadini; e il mezzo usato per portare avanti i suoi principî è quello che gode, per sua natura, di un'illimitata libertà di dissenso, di diffamazione e di minaccia: la Rete - scritta con la maiuscola, quasi fosse una panacea, capace di guarire da ogni malattia. Va però detto che queste idee hanno fatto grandi proseliti tra i comunisti e quell'ala di elettori del PD che si è prontamente stancata di aspettare la virata a sinistra del partito, proprio quando Pier Luigi Bersani stava cercando di imprimerla. Avendo, dunque, attirato i voti delle soprannominate persone, e avendo, una volta approdato in Parlamento, portato avanti la linea politica che ben conosciamo - oltre agli attacchi quotidiani lanciati sul famigerato blog - per aver attaccato il Partito Democratico con una ferocia sconosciuta anche dalle frange più estremiste del PdL, a fronte di pochi e deboli attacchi a Berlusconi, limitati alla ridicola proposta di un'ineleggibilità che, se approvata, dichiarerebbe di fatto un black out di vent'anni nelle istituzioni repubblicane; anche il M5S viene ad appartenere in maniera lampante alle ideologie di Destra. Per capirne meglio il perché, smantellando un'apparente contraddizione con le motivazioni addotte all'appartenenza di Monti alla Destra, bisogna rendersi conto che le proposte effettive di Grillo, che appaiono di sinistra, tanto da attirare i voti dei comunisti, sono uno specchietto per le allodole, essendo chiaro, dopo cinque mesi di osservazioni, che il MoVimento è un partito per sua natura d'opposizione, che, se mai approdasse al governo, imploderebbe a causa della mancanza di feroci critiche da rivolgere ai vertici dello Stato.
È stato, dunque, appena dimostrato che chi dichiara l'anacronismo della divisione politica in Destra e Sinistra, almeno in Italia, appartiene di fatto alla Destra. È ora maturo il tempo per cominciare la nostra effettiva analisi, atta a dare una nuova definizione delle due macrocategorie politiche sopra nominate.
Nel 1994, data di inizio della cosiddetta "Seconda Repubblica", da cui pare stiamo uscendo in questi giorni, anche se secondo alcuni, con i quali mi sento di schierarmi, vi rimarremo invischiati sino al definitivo ritiro degli attuali leader del centrodestra, la scena politica italiana era in subbuglio a causa dello scandalo, scoppiato due anni prima, di Tangentopoli. A seguito di questa inchiesta, condotta principalmente dal Pubblico Ministero Antonio Di Pietro, attualmente fondatore ed ex-leader dell'Italia dei Valori (Valori che consistono, come dimostra il senatore De Gregorio, in una certa propensione all'essere corrotti), si era sciolto il partito che aveva raccolto più proseliti in Italia fin dalla fondazione della Repubblica: la Democrazia Cristiana. Quest'ultima, lacerata dalle correnti - e se ne potrebbe trarre un ammonimento per l'attuale PD - si era frammentata, e i rappresentanti delle diverse posizioni interne al partito si diressero verso le differenti aree dello schieramento parlamentare.
Da una parte vi erano i relitti di PCI, Socialisti, Radicali, e i vari partitini che, dopo una vita breve e alquanto insignificante, tentavano di fondersi in quell'amalgama che si chiamava Margherita, poi divenne Ulivo, e ora è Partito Democratico. A questa coalizione si andarono ad aggiungere le ali progressiste dell'ex-DC, formando i rappresentanti della Sinistra.
Dall'altra parte, invece, comparve una figura singolare e del tutto senza eguali nella storia - eguali che non avrà mai, nei Paesi civili; in Italia, si vedrà - cioè quella di Silvio Berlusconi. Cresciuto all'ombra del socialista Bettino Craxi ("costretto all'esilio" per non esser costretto a vedere il sole a quadretti), il Cavaliere, ex-costruttore milanese, ebbe il merito per la Destra di unire alle aree moderate della Democrazia Cristiana tutti quei partiti, anch'essi per fortuna di ben poca importanza, di ispirazione fondamentalmente fascista. Se si aggiunge ad essi la fiducia della neonata Lega Nord - fiducia stabile quanto i flirt di DiCaprio - si capisce il motivo per cui la Destra così formata abbia dominato, anche quando rappresentava l'opposizione, questi ultimi vent'anni di storia repubblicana.
Lo schieramento dell'attuale PD, che partiva in svantaggio a causa del duro contraccolpo per le Sinistre mondiali causato dalla caduta del comunismo, ha fatto proprio lo spirito democratico, istituendo il meccanismo, oggi criticato, delle primarie, attraverso le quali i cittadini, o quantomeno quelli iscritti al partito, potevano, e ancora possono, esprimere la propria preferenza sull'uomo da porre alla guida dello schieramento post-comunista. La realtà, però, e lo si evince soprattutto da ciò che sta accadendo in questi ultimi mesi, è che non sono mai state superate le antiche differenze ideologiche e che, all'interno della sinistra italiana, vi sono molte correnti cosiddette liberal che giocano la parte del leone all'interno della dirigenza. E questo non piace alla base, vale a dire a quella maggioranza di elettori del PD per la quale il partito dovrebbe abbandonare quel centro che sta assieme alla sinistra nell'area politica cui il Partito Democratico dichiara di appartenere. È per questo, quindi, che la Sinistra in Italia non riesce a vincere neppure quando gli altri perdono: perché a quel collettivismo che la contraddistingue non vengono messi i debiti freni, causando una frammentarietà destabilizzante.
Il centrodestra, al contrario, è poco centro e molto destra, soprattutto ora che l'UDC ha abbandonato la compagine berlusconiana a favore del sogno di creare, assieme a Scelta Civica, un revival della DC. E, ancora una volta al contrario di una Sinistra che ha come principale motivo di unione l'antiberlusconismo, non vi sono reali correnti all'interno del PdL, compattamente unito attorno al proprio leader e a tratti succube del suo carisma e dei suoi eccessi personali. Se questa unione, nonché la maggior vicinanza rispetto al PD delle loro idee rispetto a quelle, in passato dominanti, dei democristiani rappresenta il maggior punto di forza di questa ideologia nel nostro Paese, sono proprio le vicende private di Berlusconi a minarne la stabilità: in politica, infatti, non si può pretendere di separare la vita privata da quella pubblico-istituzionale: tutto fa brodo, ed è fondamentale blindare il proprio elettorato facendolo affezionare a sé per quanto riguarda sia gli aspetti pubblici che quelli privati della propria vita. Ma, al di là di Berlusconi, nessuno, neppure il più accanito elettore pidiellino potrebbe negare che la riforma Gelmini sia stata deleteria per la scuola italiana, o che le uscite di Brunetta contro chi lo contesta siano nientemeno che sprezzanti del popolo italiano, o ancora che Mara Carfagna sia stata più che neutra durante i suoi anni da ministro. È, quindi, quella della Destra italiana una ideologia che ruota attorno al leader carismatico. Ma quando quest'ultimo si ritirerà dalla vita pubblica, o morirà, cosa ne sarà del partito? Questa è la domanda che dovrebbe far arrovellare i cervelli degli intellettuali moderati, soprattutto in questo periodo di fibrillazione giudiziaria.
In conclusione, la Destra si identifica per il suo personalismo, la sua attitudine a ruotare attorno all'uomo solo, mentre la Sinistra è collettivista, portatrice per sua natura di discussioni e di continuo mettere in dubbio se stessa. È questa la definizione di Destra e Sinistra che mi sento di dare per quanto riguarda l'Italia odierna, sostituendola a quella esposta in apertura. Quale dei due modelli avrà la meglio sull'altro ancora non mi sento di sbilanciarmi lanciandomi in una previsione. Ai posteri l'ardua sentenza.



Commenti

pubblicato il 20/08/2013 9.29.54
vento, ha scritto: "Quale dei due modelli avrà la meglio sull'altro ancora non mi sento di sbilanciarmi lanciandomi in una previsione. Ai posteri l'ardua sentenza.". Questo ti chiedi ed io ti rispondo: speriamo nessuno dei due! I profili di destra e sinistra che individui, sono praticamente il comunismo ed il fascismo, che si sono già esibiti tragicamente nel novecento. Occorre guardare all'Europa di oggi o all'Italia risorgimentale, per trovare dei principi fondativi decenti. Operazione coraggiosa di autocritica che gli italiani difficilmente avvieranno.
pubblicato il 20/08/2013 9.37.23
Winter96, ha scritto: Ci sono tanti italiani di sinistra che supererebbero di poter chiamare comunista il PD, invece è un centrosinistra molto più centro che sinistra, e ora, con la praticamente sicura ascesa di Renzi, si avvierà ancora di più verso la destra. In quanto al fascismo della destra italiana, pur mantenendone i toni violenti e aggressivi, Berlusconi è tutt'altra cosa. Se non altro, gli avversari politici li uccide attraverso scandali che fa scoppiare per il fatto che controlla le testate d'informazione di praticamente tutta Italia...
pubblicato il 20/08/2013 9.37.24
Winter96, ha scritto: Ci sono tanti italiani di sinistra che supererebbero di poter chiamare comunista il PD, invece è un centrosinistra molto più centro che sinistra, e ora, con la praticamente sicura ascesa di Renzi, si avvierà ancora di più verso la destra. In quanto al fascismo della destra italiana, pur mantenendone i toni violenti e aggressivi, Berlusconi è tutt'altra cosa. Se non altro, gli avversari politici li uccide attraverso scandali che fa scoppiare per il fatto che controlla le testate d'informazione di praticamente tutta Italia...

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: