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lavoro pubblicato mercoledì 10 luglio 2013
ultima lettura lunedì 18 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Rodolfo Fordolo, morto per errore.

di Tolkien. Letto 1126 volte. Dallo scaffale Sogni

Che strano sogno... https://www.facebook.com/pages/Il-Mondo-di-LaSt%C3%B2rya/337723289578242..................................................

L'uomo si destò al levarsi gentile del vento, che ne spettinò i capelli così farebbe una mano passando a rovistare dentro libri ingialliti e di poco interesse.

Scortosi che in luogo buio era riposto, con le mani cercò di capire quale fosse la dimora in cui ora era riverso, e tastò con mano inferma a dritta e a manca; quasi gli mancò il fiato, quando scoperse che in bara scoperta si trovava. Lo trovò allarmante...

Le polpastrella rastrellavano nei pompeiani rivestimenti in fine raso, e poiché, tempo di riacquisire le perdute sensibilità, sentore ebbe che qualcosa fra le nerbe gambe gli fosse stato infilato di soppiatto, privar non si volle di quella che gli sembrò essere -poiché infatti era- una lanterna cieca.

E cieco era, in quel fitto buio sconquassato dal vento... ma non s'arrese, e, prestando nuovamente a se stesso il giuramento che mai egli, Rodolfo Fordolo, si sarebbe arreso anche nella più nera delle sorti e delle iatture possibili, tentando di vincere il forte e smarrente spaesamento, e l'ancor più forte mal di mare, essendo che a quel legno nemmeno il più classico vantaggio dell'immobilità, gl'era stato dato in dono, si sollevò un poco dopo aver acceso la lanterna, che illuminò fiocamente il quadro che aveva davanti: e quadro era, e mare pure, perché la bara che aveva per imbarcazione, era la macabra e nobile bara che s'era prefigurato nel tastare, e il quadro... la più nera delle Isole della Morte del noto romantico Bocklin.

Le cime dei cipressi erano tirate dal vento come se un dio le avesse scambiate per delle candele da spegnere, e fra le squamose foglie feteolenti, il suo gridare si faceva ancor più acuto e isterico...

Rodolfo accostò a quel quadro (ad egli famoso) la cieca lanterna, con la sua luce pastosa e soffusa, inerme a tanto buio disparso... del mare, schiumoso sulle creste, ma come una larga pozza d'inchiostro; del cielo, verde oliva, ma velato di lutto in lungo e in largo; dell'isola, ferma come un traguardo irragiungibile...

E irragiungibile sarebbe rimasta, se quella sua stupida bara avesse insistito nel proponimento di galleggiare, cavalcare, sì, ma rimanendosene nello stesso identico punto, come fissa per via d'un'oscura volontà fra quelle onde contrastanti e sempre uguali a se stesse.

L'egregio signor Rodolfo, stretto nel suo vestito ottocentesco, un bel frac e gemelli ai polsi, vide bene che la sua bara, o il suo naviglio, era nondimeno munito di remi legati ai loro scalmi d'ottone...

Ne impugnò saldamente le estremità, e pur non riuscendo a ricollegare quel momento ad altri della sua vita, iniziò a remare di buona lena, cercando, per quanto era nelle sue mani, di raggiungere il lido nonostante l'imperversante furore della procella.

Tirò in avanti e spinse all'indietro, tirò in avanti e spinse all'indietro, e i remi gli facevano dolere i reni; quell'esercizio mal svolto, nel quale comunque impiegò tutte le energie di cui disponeva, gli ricordò prestamente che l'unico che aveva esercitato in vita era quello della scrittura.

Aveva narrato di molte avventure, e quella gli parve essere la sua prima.

Triste, se fosse stato morto, il rendersi conto che sarebbe stata, oltre che l'unica, anche l'ultima...

Ma erano pensieri fugaci, perché in realtà egli non voleva annegare; non voleva rimanere lì in eterno, e non voleva rimanerci senza aver speso sforzo alcuno; e allora remò, remò, e il mare mormorò, mormorò...

E quel mare gli parve essere tutte le onde contrarie che aveva accumulato in vita ogni qual volta più che sfruttare una spinta gl'andò contro, insistendo e insistendo, e ritenendo questo come gran coraggio e forte personalità.

Ed ora, vile e fiacco qual era, non si sentì più di quanto realmente poteva valere in una situazione del genere, e cioè: quanto un'esca infilzata sul suo amo...

Alzò gl'occhi al cielo, e turbe di nuvole sottili e verdastre, incupite dal buio della notte, gli parve di vedere quali nubi di fantasmi che rincorrono l'isola e che lì l'avrebbero atteso.

Imbarcava acqua, ma fortuna spariva da un foro centrale.

Il remo destro incontrò una lunga pistola a pietra focaia, che galleggiava al pari della bara e che ruotò sul pelo dell'acqua a contatto col remo come fosse stata un salvagente.

Si ricordò dunque delle sue difficoltà di scrittore, e a tutte le volte che quella gli parve poter essere la pronta soluzione... e se ne dispiacque.

Intanto la marea non diminuiva, e i remi, col loro movimento sincronico, raccoglievano tanti fogli bianchi sparsi ovunque nel mare, fogli che vi si appiccicavano come meduse testarde; Rodolfo allungò uno sguardo su di loro, e gli parve di riconoscere storie vecchie alle quali mai aveva dato un corpo, forse per pigrizia, o forse per codardia, o perché ritenendosi inabile, o inabile per quelle... o vattelo a pesca te.

Solo si sentì molto stupido, ora che le vedeva bell'e compiute, stilate da capo a piedi in una forma impeccabile; non desiderò sapere di quelle, perché anche questo era un ulteriore insulto alla sua ragione e alla forma che aveva dato alla sua lunga o breve vita terrena -non avrebbe saputo dirlo, né dire a se stesso se di anni ne avesse spesi uno o mille, in luoghi che forse non distavano troppo dalla Toscana.

Poi fu un colpo di scena... poiché il vento, che sempre forte soffiava da quelle parti, gli parve che liberasse la bianca mummia messa all'in piedi sul ciglio delle acque dai suoi putridi indumenti di salma, e dunque di veder svolazzare e sbandierare quel lungo nastro bianco col quale s'è soliti avvolgere i morti quando dall'intaccatura della morte li si vuol preservare.

E vide tal nastro farsi sempre più lungo, e più lungo, e correre pazzamente pei venti come fosse dotato di vita propria, e poi sperdersi e smarrirsi sulle acque come un lungo papiro ancora da scrivere...

Ma sorpresa più grande lo colse man mano nello scoprire di qual donzella si trattasse, poiché non ebbe dubbi, a un certo punto, che della Venere del Botticelli stesse scorgendo le nudità... ed ella sollevò le mani verso lui, delicate come quelle d'una sirena, e un canto lirico e drammaticamente melodico si liberò dalla sua bocca, come per trarlo in salvo o verso sé, o entrambe le cose.

"Ei! Ei!" gridava Rodolfo Fordolo con quanto più fiato avesse in gola; ma di forze più non ne aveva, per proseguire la sua dura traversata... "Eiii!".

E il canto, pur vinto dal vento, proseguiva; e la barca, o bara, pur invasa dall'acqua ne perdeva; e la testa, pur pulsando di ragione, non più ne ebbe... 'sì che l'uomo sdebitar a suo modo si volle di quel canto, e contando diverse bracciate, sbracciò nell'acqua col desiderio d'approssimarsi alla riva... ma colto che lo ebbe un malore, si sentì man mano trasporre il pensiero e il corpo e l'anima nel pensiero, nel corpo e nell'anima di colei, che al canto non poneva fine... e scoperse così che il pensiero era volto tutto su di lui, e che il corpo, il corpo suo bramava, e l'anima, soprattutto, d'una calda fusione ardeva.

E quando, ormai privo di sensi, ma non di vita, le acque trasportarono a riva il moribondo (o forse che non v'annegò mai? Non lo nego...), quegli riprese subitamente coscienza al bacio di lei, che però era lui, e si può ben dire che la morta prese vita per mettersi nei panni del morto.

E quando l'amor si volle fare, egli mosse se stesso nei panni di lei, e gli parve cosa molto strana; ma poiché da vero amore e profonda attrazione era attratto, non ne disdegnò il risultato, il quale lentamente lo riportava nell'antica sede.

Re dell'Isola, gli sembrò di essere, e Re di se stesso; e la Venere, affianco a lui dormiente, sul suo braccio, rivolta così, con quel sorriso armonico e soddisfatto sulle labra, non l'aveva mai vista prima d'ora, e gli parve dover essere cosa assai grande nascere e morire per codesto motivo.

E quando si sollevò, e ripensò al percorso percorso, mai precorso prima d'allora, trovò che in fondo non fosse grave danno, il finire inghiottito nell'Isola dei Morti: in fondo -pensò riguardando la sua nuova sposa, morbidamente sopita sulla spiaggia, con quel sorriso caldo ed avvolgente che ne impreziosiva tutto il candore- v'aveva trovato la Vita.

[abbiamo trasmesso gli ultimi pensieri del Sign. Rodolfo Fordolo, nato e morto a Vinci nel 1888; solo il cane pianse e si rese conto della vita nel morto, ma nessuno gli diede retta. Dunque il morto morì]



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