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lavoro pubblicato mercoledì 10 luglio 2013
ultima lettura martedì 27 ottobre 2020

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Lucynda e Gastòn (parte II)

di CELLARNOISE98. Letto 817 volte. Dallo scaffale Amore

  -Una bella storia- disse Ramona,stiracchiandosi le braccia e mugugnando qualcosa di incomprensibile. -Torniamo a casa?- le suggerì Lucy. -Ok dai andiamo- detto questo prese la sua A-Stile sulle spalle e inizio a scendere i pochi gradini c...

-Una bella storia- disse Ramona,stiracchiandosi le braccia e mugugnando qualcosa di incomprensibile. -Torniamo a casa?- le suggerì Lucy. -Ok dai andiamo- detto questo prese la sua A-Stile sulle spalle e inizio a scendere i pochi gradini che vi erano. Erano stanchissime entrambe camminarono fino allo stop, e poi si salutarono.

Un messaggino appare sulla schermata del telefono. Lucy è ancora a dormire e vorrebbe restarci ma la curiosità la acceca e prende in mano il cellulare per vedere chi sia. Gastòn. Chiede di rivederla e se va tutto bene. Gli risponde all'istante e poi lascia scivolare l' LG nella tasca del pigiama mentre va a prepararse qualcosa da mangiare. Sono soltanto le dieci,e si pento amaramente di essersi svegliata ma ormai è tardi e decide di stare sveglia. Nel pomeriggio lei e Ramona andarono a prendere una granatina,per stare un po' in compagnia tra amiche. -Domani torno a casa,poi ti faccio sapere quando vengo di nuovo- dice Lucynda mentre succhia velocemente il succo d'amarena sul fondo. -Ok. Comunque scommetto che ti vedi con quel tipo. In bocca al lupo,in questo caso-. -Sì,ci vediamo fra qualche giorno.- . -Sono contenta per te..Forza,andiamo a fare un giro- . mentre passeggiavano,Lucy ha costantemente lo sguardo appiccicato al display del cellulare,cosa che Ramona le fa notare spesso ma lei non le da' peso, è troppo contenta. Per strada incontrano i loro migliori amici,compreso Andrea. Il loro gruppetto è scherzoso e amichevole,e quando cercano di flirtare con Lucy e la sua amica lei risponde -Mi dispiace ma Lucynda è impegnata- lo disse sottolineando con accento civettuolo la parola "impegnata". Impegnata. La sottoscritta Lucy che non riesce a guadarsi allo specchio per più di dieci secondi era impegnata. Pensava che il suo nome suonasse male in quella frase, sembrava la cosa più strana del mondo da dire. Eppure in un certo senso era vero.

La macchina sfrecciava sulla strada rapida,per farla arrivare in tempo mentre Lucy cercava di ascoltare la musica e non dare nell'occhio. Stava tornando a casa,un po' amaramente ma stava tornando per vedere lui. Avrebbe voluto tanto restare ancora con Ramona ma non poteva. Il sole batteva forte sul grigio metallizzato dell'auto e non vi era una nuvola che coprisse il cielo a parte il suo cattivo umore. La sua valigetta che era gonfia di oggetti viaggiava di qua e di là sui sedili anteriori. Quando arrivò, si catapultò automaticamente sulla bicicletta e pedalò più veloce di quanto non avesse mai fatto. Aveva i polmoni che bruciavano come legna da ardere e il fiato grosso che le impediva di respirare affondo. Quando lo vide le si aprì un sorriso lunghissimo e cretino che cercò di togliere quasi subito. Era la seconda volta che lo vedeva,eppure c'era qualcosa che le diceva che non stava sbagliando. La loro "solita" camminata,ma stavolta trovarono uno sprazzo di erba vicino al grano e ci restarono mentre lui le raccontava della sua vita. E la faceva ridere. Era questa la cosa che più le piaceva di Gastòn,le tirava su il morale. Le donava un sorriso e si sentiva spensierata e libera quando era vicino a lui. La sensazione più bella che avesse mai provato fino ad allora. Mentre andava a prendere la bici lo vedeva in lontananza guardare il telefono con le mani che tremolavano. Le venne da ridere a quella scena. Prima di andarsene la strinse in un abbraccio e le baciò la guancia. Poi Lucynda si fermò ad osservare i suoi impenetrabili occhi verdissimi che si incontrarono con i suoi color cioccolato. Quell'istante se lo ricorda ancora oggi. Di quando lui si avvicinò al suo candido volto e le sue labbra sfiorarono le sue per qualche secondo,per poi tornare più decise ma sempre morbide e dolci. Il cuore le martellava in gola e non riusciva a farlo andare ne su e ne giù. Le carezzò i capelli,piastrati e senza volume,perfettamente lisci scorrevano tra le sue dita. Era in ritardo. Non ebbe neanche il coraggio di dirgli ciao,lui uguale a lei,le rivolse un ultima occhiata e poi si voltò mentre Lucy montava sulla bici e attraversava la statale. Non riusciva a tenere i piedi piantati per terra,era già a fare castelli in aria sulla sua nuvoletta rosa. Arrivò a casa gettando la borsetta sull'attaccapanni e piroettandosi in camera da letto a digitare il numero di Ramona per poterle raccontare ogni più piccolo particolare. -Come stai?- fece lei dall'altro capo del telefono,-Non lo so,mi sento strana. Non so spiegare-. -Sei innamorata,amica mia.-.



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