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lavoro pubblicato mercoledì 10 luglio 2013
ultima lettura mercoledì 21 ottobre 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Lesbica è il mio secondo nome

di ClauCat. Letto 3973 volte. Dallo scaffale Eros

"Essere Lesbica è una colpa mamma? Davvero la pensi così? Davvero sei così indietro? Mi hai fatto cadere il mondo addosso.. davvero non credevo che tu fossi così. Solo perché mi piace leccare la fica e non il cazzo?..

"Hai mai pensato al tuo futuro?"

E' questa la domanda che sua madre aveva fatto a Sara, dopo averle confessato di provare un'attrazione fatale per le donne.

"Non vuoi darmi un nipotino? Non pensi che a ME farebbe piacere avere del tempo da perdere con un bambino? E ora dovrò accontentarmi di un misero niente"

Sara aveva sbottato "E non pensi a me e alla mia felicità? Perché cazzo credi che il mondo ti giri attorno?! Sei mia madre o un insensibile involucro di carne che mi ha solo partorito?!". Sua madre l'aveva guardata con le lacrime agli occhi "Come osi dirmi queste cose! Con quale coraggio! Sono pur sempre tua madre! E tu una stupida ingrata! Ti ho tirata su da sola, nutrita, vestita, ti ho dato un tetto sopra la testa, ti ho fatto studiare, ti ho concesso ogni cosa! L'unica cosa su cui voglio dissentire è questa! E' una colpa?!"

"Essere Lesbica è una colpa mamma? Davvero la pensi così? Davvero sei così indietro? Mi hai fatto cadere il mondo addosso.. davvero non credevo che tu fossi così. Solo perché mi piace leccare la fica e non il cazzo? Io ho amato un uomo mamma e lo sai. Ma le donne mi piacciono di più, sono più simili alla mia indole. Non posso farci nulla. Non cambierò il mio essere solo perché non piace a te."

"Non pensi a cosa dirà la gente?!". Sara nel frattempo aveva preso le chiavi della macchina, la giacca e sulla soglia le aveva risposto "Sti gran cazzi della gente mamma. Io ho iniziato a sbattermi di quel che diceva la gente da un pezzo. Pensaci ancora su.. per qualsiasi cosa sai dove trovarmi".

Il suo interesse per le donne c'era sempre stato, anche quando stava con Dario, fidanzato storico da 10 anni. Si erano conosciuti quando ne aveva lei 16 e lui 18 e non si erano più lasciati. Fino al momento in cui, durante una festa di addio al nubilato di Jessica una sua amica lesbica, aveva conosciuto Viola. Viola, lesbica. Viola, forza della natura. Viola, figa spaziale che farebbe diventare lesbica anche la più etero del mondo. Mora, occhi grigi, labbra piccole e carnose, tette piene e giuste, morbide, un corpo asciutto, allenato, un culo che faceva cantare tutti gli uccelli che la vedevano. Un culo che fece bagnare Sara, uno sguardo che ti rapinava nemmeno ti rapiva. Una voce forte, calda, che dominava i presenti e che non sembrava nemmeno uscisse da quel corpo così perfetto. Viola aveva un carattere sobrio. Né troppo stronza né troppo dolce. Non si faceva prendere per culo e se voleva qualcosa, graffiava e mordeva pur di ottenerla. Era incisiva.

D'altro canto Sara, era sempre stata una ragazza acqua e sapone, molto intraprendente e desiderosa di fare nuove conoscenze. Quella sera Sara, fasciata nel suo miniabito nero traslucido che le metteva in mostra le lunghe gambe snelle, il bustino che le strizzava i seni, mostrandoli come dolci colline, aveva desiderato quella ragazza bruna, vestita di un minidress in pizzo bianco, che dolcemente le stringeva in vita e scampanato arrivava al ginocchio, che la faceva sembrare una bimba alla sua prima festa. Complice di molti drink, Sara le si era avvicinata mentre erano in una discoteca lesbo. La festeggiata stava ballando al centro della pista con alcune invitate, mentre altre avevano trovato posti appartati e oscurati per pomiciare senza venire disturbate. Avevano cominciato a parlare del più e del meno, incespicando nelle frasi per colpa dell'alcol, Sara aveva appreso che era single da molto e lesbica da quasi 7 anni. Aveva ventisei anni e viveva da sola. Aveva conosciuto Jessica grazie ad una sua amica con cui Jessica aveva scopato e da li avevano preso a uscire come amiche, un giorno un caffè un giorno in giro a fare shopping. Alla domanda di Viola "Tu da quanto sei lesbica?", Sara aveva riso. "Sono etero in realtà. Sono fidanzata da quasi 10 anni con un ragazzo. Jessica è la mia migliore amica da quando siamo bambine" "Oh scusami.. e pensare che stavo per farti.. niente lascia stare" Sara la baciò. così. Spontaneamente. "Quasiasi cosa sia, accetto". Viola ricambiò il bacio. Le promise che quella sera, l'avrebbe aspettata nella sua camera di albergo.

Quando la limousine, scaricò le ragazze ridacchianti ed ubriache davanti all'albergo a notte fonda, l'uscere le guardò malamente e fra uno "shhh" e un "vi prego, fate silenzio" riuscirono a condurle tutte nelle proprie stanze.

Sara si tolse le scarpe e uscendo dalla propria stanza, si sbrigò ad entrate in quella di Viola. Non parlarono per nulla. Entrambe si sbrigarono l'una a spogliare l'altra, in un miscuglio di odori. Sara annusò la pelle di Viola, le leccò il collo, i capezzoli, meravigliata della propria scioltezza nel toccare baciare e leccare un corpo che era simile al suo e trovarlo gradevole, arrapante, desiderare farlo suo, in tutti i modi umanamente possibili. La condusse sul letto padrona nel suo ruolo di dominatrice, le sali sopra, mentre strusciava il suo piacere a quello di Viola. Lei sospirava e la guardava vogliosa, gatta, offrendole tutto quel ben di Dio a un prezzo che non avrebbe mai e poi mai rifiutato. Scese sulla pancia mentre una mano giocava con un seno, alzava gli occhi di tanto in tanto e si alzava anche lei per nutrirsi di quella bocca che non la saziava mai, poi ritornava sui seni, li leccava li succhiava, e affamata senza aspettare, fiondò la lingua in quel posto nascosto che lei aveva solo accarezzato in una fredda stanza quando Dario non c'era, magari davanti un porno o con un uomo immaginario che non era il suo. La leccò e ne sentì il sapore: le piaceva e ne voleva ancora. Prese il clitoride tra le labbra e lo succhiò come piaceva a lei, mentre Viola allargava le gambe al limite, tenendole la testa, indirizzando la lingua verso il suo piacere, assecondandola con gemiti sospirati che facevano bagnare Sara. Si succhiò due dita, le lubrificò e le affondò in quella calda e umida grotta, ne toccò le pareti mente la lingua guizzava tra le piccole labbra e piena e bagnata coccolava il clitoride.

Comparve "magicamente" un giocattolo erotico. "E questo?" chiese Sara. Viola non rispose, lo prese tra le labbra ed iniziò a succhiarlo. Lo attaccò a delle mutandine speciali e le disse "Ti prego, scopami come se fossi un uomo. Io sarò la tua puttana". Sara acconsentì, le allargò le gambe e la penetro, dando forti colpi di bacino e facendola urlare di godimento. Sara si distese e Viola la cavalcò. Per la prima volta in vita sua Sara desiderò avere il cazzo e godere come un uomo, scoparla come un uomo ma con il cervello di una donna, per una volta voleva sborrare in quella fica perfetta e calda.

Viola godeva e ansimava, era irrefrenabile, scese da li e offrì la fica succosa a Sara, che le afferrò quei glutei per averla attaccata alla bocca e le fece esplodere un piacere enorme.

Quando toccò a Sara, si stupì dell'immenso piacere che una singola donna potesse farle provare e in pochi minuti, ravvicinati, avere una moltitudine di orgasmi. Passarono dal sesso al fare l'amore. A Sara tanto bastò per capire tutto. Perché con Dario non era mai stata felice completamente e soprattutto perché, quando passava qualche bella ragazza, le piaceva fantasticare su quel bel culo o su quelle belle tette, o sulle labbra. Era Lesbica. Era lesbica e non lo sapeva.

Il giorno dopo, all'alba, Sara prese i suoi vestiti, baciò Viola sulla fronte e sgattaiolò nella sua stanza. Iniziò a prepararsi per il matrimonio. Las Vegas baby. Dato che in Italia non potevano sposarsi, Jessica e Marilynn avevano fatto le cose in grande. Una casa e un matrimonio a Las Vegas. Quel giorno, lo ricorda con gioia e sensi di colpa. Aveva mollato Dario. Aveva fatto l'amore per la prima volta con una donna. E quella donna era ora la sua donna, la sua puttana, la sua amica, la sua amante, una fica da cui attingere ogni qualvolta le andava.

Dario aveva cercato più e più volte di contattarla di provare a riconquistarla. Aveva desistito quando aveva detto a Sara "Sei solo una stupida, adesso ti piace fare così poi vorrai tornare da me!" lei gli aveva risposto "Mi spiace che stai così. Sono stata bene non posso negarlo. Ma non posso nemmeno negare questo. Lesbica è il mio secondo nome".

Una telefonata la svegliò nel cuore della notte "Ho bisogno di te". Era questa la parola d'ordine di Viola quando voleva una leccata. E a lei non dispiaceva dargliela.



Commenti

pubblicato il 12/07/2013 19.56.45
Perikle, ha scritto: Mica male. Bello, non avevo mai letto di lesbiche, sei sta brava. Il racconto è molto scorrevole, nel senso che chi legge non si annoia, anzi tutt'altro è molto intrigante. Credimi questo è un mio pensiero sincero, non sto sviolinandoti, non è nella mia indole. ...Ah un ultima cosa mi sono eccitato, cosa rara se non vengo toccato il pacco. Bye Perikle.
pubblicato il 12/07/2013 22.46.22
ClauCat, ha scritto: Grazie mille caro :) Mi fa piacere averti trasmesso queste.. sensazioni ;)
pubblicato il 13/07/2013 19.46.08
Perikle, ha scritto: Grazie a te per avermi dato modo di leggerti. E' vero quando dici: Sarebbe carino, se chi gestisce il sito, inserisca un pulsante per seguire in modo più diretto la persona che interessa seguire. Visto che non c'è ancora lo facciamo noi. Eccoti un mio nuovo parte 1. http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=65865
pubblicato il 13/07/2013 19.48.14
Perikle, ha scritto: Sai come fare per leggere il link? Vai col cursore come se dovessi copiare, il resto lo capirai da sola.
pubblicato il 19/07/2013 20.07.50
smart230, ha scritto: bello
pubblicato il 19/07/2013 20.07.52
smart230, ha scritto: bello

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