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lavoro pubblicato martedì 9 luglio 2013
ultima lettura lunedì 18 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'Orso Golosone e la Magia del folletto

di ClauCat. Letto 3104 volte. Dallo scaffale Fiabe

C'era una volta, in un paese incantato chiamato Cristallandia, un orso polare di nome Bobo. Viveva, unico nel suo genere, nel tronco cavo di un immenso albero secolare, che lo aveva invitato a soggiornare nel suo caldo ventre ogni inverno, foderandogli...

C'era una volta, in un paese incantato chiamato Cristallandia, un orso polare di nome Bobo. Viveva, unico nel suo genere, nel tronco cavo di un immenso albero secolare, che lo aveva invitato a soggiornare nel suo caldo ventre ogni inverno, foderandogli quel caldo nascondiglio di foglie e provviste. Sta di fatto che l'orso, come ogni anno, svegliatosi dal letargo, uscì per fare una passeggiata, ma non immaginava che stava per vivere una...dolce avventura.

Lo ricodava come fosse ieri. Era arrivato a Cristallandia per caso; qualche anno fa, quando era ancora cucciolo e troppo intraprendente, si avventurò imprudentemente sul lago ghiacciato, cosa che la mamma gli aveva sempre rimproverato "Ricordati Bobo!Non andare sul lago ghiacciato! Mai e mai sia! Perché può accadere che il ghiaccio si rompe e le correnti ti portano via". Ma Bobo non se ne curò mai e un giorno, ciò che nel profondo temeva, avvenne.

Pianse tutte le sue lacrime, incolpandosi per non aver dato retta alla sua mamma "ahimé, che stupido son stato! Perché dal pericolo non mi son guardato! Dovevo alla mia mamma dar retta..come sarà in pena ora, poveretta..", così triste, stanco ed esausto si addormentò. Fu svegliato da una voce fina e fastidiosa che gli diceva "Ehi tu! Ehi Tu! Svegliati, svegliati! Lo so che respiri non son mica scemo! Alzati amico, alzati in un baleno!". E Bobo a quel punto si sentì tirar su dalle caviglie e con una certa paura si costrinse a guardare il suo interlocutore. Si stupì quando si accorse che a tenerlo per i piedi era un cosino poco più grosso del suo naso. "Mettimi giù! mettimi giù ti dico! Voglio camminar per terra! Sei proprio un maleducato lo sai? La tua mamma non te lo ha detto mai?" e ricordandosi che la sua mamma l'aveva persa, ricominciò a piangere disperato. Il folletto, vedendolo così, facendo un gesto con la mano, lo mise a testa sopra e lo riposò sul pezzo di ghiaccio. "Mi dispiace in qualche modo di averti offeso, ma sai, mi è sembrato il modo giusto per svegliarti, alzarti di peso!". Bobo prese a scrutarlo e poco dopo prese a ridere senza riuscire a fermarsi. Fu così che Bobo l'orso polare e Pizzi il folletto divennero amici, lo portò a Cristallandia e lo fece conoscere a tutti gli alberi, i fili d'erba, le ninfe e gli animaletti.

Insomma, appena uscì da Padre Albero, Bobo s'incamminò per il boschetto. D'un tratto, incrociò Zampalesta la lepre, che aveva uno sguardo stralunato, anche troppo e molto sospetto, data la sua natura frettolosa e a volte anche scorbutica. "Buondì Zampalesta!Che succede mia cara leprotta? Per caso hai dato una gran botta?", la lepre si scosse da quello stato, lo guardò e disse "Ah! Bobo! No no, ma che ne puoi sapere?! Nel bosco è comparso un castello di zucchero filato, io fossi in te, lo andrei a vedere!!" e corse via, lasciando Bobo esterrefatto. Vinto dalla curiosità, si mise in marcia per raggiungere questo castello meraviglioso.. Arrivato nella pianura dei frutteti, intravide, nel bel mezzo del Grande Campo, un altissimo castello sbrilluccicante, grande come non ne aveva mai visti, finestre fatte di zucchero fuso e colorato, portoni di cioccolato e ghirigori di glassa bianca e praline arcobaleno.

Si ritrovò a sbavare e visto che era appena uscito dal letargo e la sua pancia brontolava, si assicurò di essere solo guardandosi bene intorno, si avvicinò a una parete del castello e prese a leccarla. Si sentì tirare indietro da una forza magica e subito gli comparve davanti al naso Pizzi il folletto "Sciocco! Non hai letto la targa? Questo posto è stregato e ora tu sei condannato!" Bobo lo guardò furibondo e chiese "Di che targa parli folletto? Mi hai preso per un orsetto?". Il folletto lo guidò davanti al grande portone di cioccolato, e, sopra di esso un bassorilievo fatto di zucchero citava la frase "Colui che non legge e tentare da questo castello si farà, da un sol morso o da un tocco di lingua, condannato sarà, per il resto dell'eternità!". Bobo spaventato chiese aiuto al suo amico folletto. Il folletto Pizzi allora si fece serio e gli disse " Bene e così sia! Non posso far granché, ma ora, dovrai dar retta a me. Non posso eludere l'incantesimo per molto, ma ciò ti sia da lezione, stolto! Ormai il castello hai iniziato a mangiare, ora lo dovrai trangugiare! Per rompere l'incantesimo un pedaggio dovrai pagare: tutto intero il castello dovrai vomitare! Cosicché il patto si infrangerà e il castello scomparirà!".

Bobo ascoltò rapito e disgustato le indicazioni di Pizzi ma dato che era l'unica via per uscire fuori da quel pasticcio si mise all'opera. Iniziò dalla base, mangiò il portone, le finestre, i ghirigori di glassa, i confetti e le praline, quando stava per finire si fermò e si guardò: aveva una zavorra pesantissima e grandissima al posto della pancia e si spaventò tanto che cercò, non riuscendoci, di scappare. Fu allora che il folletto lo incoraggiò "Non mollare orso, Non mollare! Ricordati del pegno che devi pagare!" e spinto dalla disperazione mangiò, in un sol boccone, la bandierina che era in cima alla torre più alta. L'orso si sentì sballottare a destra e sinistra come se qualcosa volesse uscire dal suo stomaco. Fu allora che aprì la bocca e tutto ciò che aveva mangiato, prese a costruire una copia identica del grande castello e appena fu tutto intero, iniziò a brillare ed esplose in minuscoli pezzi.

Bobo si guardò intorno spaesato e trovò il folletto Pizzi appoggiato a un Padre Albero. Si rese inoltre conto, che tutta Cristallandia era li ad applaudirlo come fosse un eroe. "Grazie amico folletto per avermi salvato, davvero, te ne sono molto grato! E a voi tutti, non fate di me un salvatore provetto, fate di me un imprudente e goloso orsetto, non mi caccerò mai più nei guai, ve lo prometto!". Da allora l'orso polare Bobo divenne molto prudente e si informò sempre delle cose che faceva e quando qualcuno gli offriva un dolcetto, lui garbatamente rispondeva " Mi dispiace, ma devo rifiutare! Ho scoperto che con lo zucchero, non ci si può mica scherzare!".

Fine



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