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lavoro pubblicato domenica 7 luglio 2013
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ditirambo Del Capro

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 878 volte. Dallo scaffale Viaggi

Ditirambo  Del Capro  Mattino di sole, sono partito umiliato nell' animo  mosso dal rimorso sociale ,nella  cruda gioia del vivere quanta  gente di merda  esiste in questo mondo, oltre ogni angheria ,oltre questo vivere agg.....

DITIRAMBO DEL CAPRO


Mattino di sole, sono partito umiliato nell' animo mosso dal rimorso sociale ,nella cruda gioia del vivere quanta gente di merda esiste in questo mondo, oltre ogni angheria ,oltre questo vivere aggrappato a varie incertezze ,false ideologie ,ipocrisie, navigare lontano da tutto ciò per isole paradisiache con nel cuore una giusta meta un desiderio di dimenticare , rivalersi , rinnegare ogni cosa ,aver ragione sui torti subiti. Decantare gesta o avventure mirabili ,decantare fame ,sete, miseria un essere ultimo una voce nel buio ove la fine s'approssima ad essere chi sa quale connubio . Spruzzi d’ acqua di mare che bagnano il viso, bagnano le parole, bagnano questa vita infame. Facendo rotta verso secolari isole, altri giorni, giganti della carità , giganti che emergono dall'acqua che nuotano insieme ai delfini. Ed un canto popolare corre sulla superficie del mare ,sotto le stelle ,sulla labbra della sensuale sirena. Nell' Incanto di un concetto ,arcano mistero l'oscurità chiude ogni cosa in se non lascia spazio a nulla ma una piccola porta s'apre. Attraversarla ,ritrovarsi in un magico mondo ove tutti sono uguali ove gli infami ardono nel fuoco dell'inferno insieme alle loro colpe. Il mare e una madre antica un fragile ricordo racchiuso in un onda gioiosa che spumeggiante raggiunge riva , ragionando ti conduce verso una piccola felicita. Oltre ogni convenzione , oltre ogni dissapore memore della malvagità altrui , memore di un mondo corrotto che canta e fotte , ama e fornifica poi cornifica e pretende a giusta o ingiusta ragione d'essere compreso o salvato. Deliranti frasi legate a momenti intimi , forse un muro s'abbatte un regno meraviglioso appare oltre i nostri cupi pensieri forse nel perdono nell'amore di un essere se stesso per altri. Forse la bellezza ,forse la gioia dell'avvenire le lunghe incomprensioni che sorgono quando non si ha rispetto ,educazione. Ed il viaggio continua la nave lievemente solca il mare , solca regni profondi , abissi marini luoghi d'inenarrabile bellezza. E la sirene c'inseguono affiorano dall'acqua ci salutano, c'invitano a seguirli per mondi e mari diversi. Verso la morte ,verso la nostra pietà ,verso un gioco di forme e commenti di utopie legate l'une all'altre, legate alla logica , al profitto una realtà che emerge dalle acque che tende le mani per essere salvata per essere compresa , corre non si ferma, s'alza in volo la nave galleggia nell'aria , impetuosa verso un altro porto, un altro luogo ove l'uomo si batte e cresce ,ride e predomina alza le armi ,alza le mani le parole nascono dal costato diventano personaggi incompresi un diverso domani un dono di questo viaggiare e conoscere. Un fuggire dalla malvagità altrui ,da demoni inverecondi dalle disgrazie dal malaffare. La nostra vita è una piccola barchetta in balia delle onde che prova a raggiungere un porto sicuro. Una dura lotta contro la sorte contro la notte che socchiude gli occhi e ti abbandona alle sue correnti alla solitudine al freddo. Ma dopotutto oltre ogni logica o speranza la nave sempre giunge e conduce ogni viaggiatore a ciò che desidera. Verso momenti indicibili , forse solo piccole illusioni come una evasiva sveltina un bacio , un contatto alieno ogni cosa si spezza con la propria dignità anche la speranza che ti aveva condotto lontano da guappi ,usurai , donne di malaffare , scetavaiasse ,stronzi e altre epiteti , altri termini ,colloqui incompresi di una realtà che si apre ai nuovi giorni , una finestra spalancata sulla città, sull'incanto, sulle lunghe passeggiare , su singolari ragionamenti interiori. Provare a far coincidere il bene con il male , la strada con una connessione internet , verbi volgari membra che compongono un povera poema coronando una gita fuori porta . Ed entra siediti che tiene a dicerie ? mi guardi sempre male con quegli occhi di gatto che sembrano volerti fulminare, zucare l'animo. Poi passo appresso, passo guardo oltre dopo l'incrocio dopo aver conseguito un altra laurea un altra garanzia di rimanere ancora disoccupato. E si fa ritorno insieme ai tanti dubbi ed incertezze , insieme ad un poco di sole qualche verso scritto di nascosto. Insieme ad una visione diversa bella o ribelle . Si fa ritorno con il male dentro con una mesta sconfitta con il pensiero che domani sarà uguale a quello che abbia vissuto e abbiamo provato a dimenticare . Il mare neppure ci pensa dorme beato nel suo infinito , nelle sue profondità, galleggiamo ,navighiamo, stanchi inclini a mille interrogativi a incognite conclusioni forme che si contorcono nello spirito, pigliano forma ed aspetto impettiti senza guardarti in faccia il mare come una madre in preda alla follia lascia prima annegare i suoi figli poi li rivuole indietro ,nel suo grembo, nelle sue viscere per ricongiungersi di nuovo a loro . Oggi o domani oltre quel senso comune che consuma la nostra mente un meccanismo che non risparmia nessuno. Crea o giustifica ogni reato ogni bellezza ogni cosa tu desideri , che ti fa ritornare giovane, forte ,potente, innamorato come la prima volta. Solo in mezzo al mare nel vento attraverso mille avventure , approdare infine inerme al patrio porto, principio di ogni dolore ,di ogni amore.



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