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lavoro pubblicato giovedì 27 giugno 2013
ultima lettura venerdì 13 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

"L'amore ai tempi della precarietà..."

di Alejandro. Letto 900 volte. Dallo scaffale Amore

Il testo che vi presenterò è una interessante e toccante riflessione d'un mio caro amico e fratello... Buona lettura!..

Di Iskhandar Al-Iskhandariyah,"L'amore ai tempi della precarietà."



Sembra che i precari vivano oggigiorno nell'illusione di poter, chissà quando, amare e costruire un rapporto di coppia per, poi, farsi una famiglia; e, pur tuttavia, non raggiungono questo obiettivo data la mancanza di quegli appigli materiali (nella fattispecie di natura economica) che garantiscano loro di poter amare senza, in maniera più o meno inconscia, deprezzarsi.

C'è da chiedersi quanto dipendano, e in quale modo, le condizioni materiali in cui si trova a vivere una persona perché possa avverarsi nella medesima il sogno di poter amare qualcuno o qualcuna e, di conseguenza, costruire quel rapporto di coppia che prelude la vita matrimoniale e di famiglia. O, se vogliamo, semplicemente e liberamente amare ed essere ricambiati nell'amore...

Sembra che oggigiorno l'amore sia un affare di gente ricca o, quanto meno, di cittadini piccolo borghesi (o se vogliamo, di piccoli e comuni borghesi). Questo perché le anzidette categorie di persone si trovano nella condizione materiale di poter modellare e/o scegliere il tipo d'amore che vorrebbero per sé o, più precisamente, le persone che vogliono amare, forse facendo qualche distinguo per l'ultima suddetta categoria. Ecco, le possibilità di scelta che la loro condizione materiale od economica permette sono abbastanza, se non, in taluni casi, molto ampie. Un esempio, seppur un po' lungo nella sua trattazione e ponendoci alcune domande, potrebbe esser questo, ovvero, secondo voi, una donna che conosce un uomo, che cosa nota in lui o, meglio ancora, cosa vuole sapere principalmente di lui? Vediamo, lei vorrebbe sapere se è una persona intelligente, onesta, di buoni sentimenti e leale nei suoi riguardi? Magari, ma ciò per lei, seppur sia importante, non è sufficiente. Nota forse com'è vestito, come profuma e che scarpe porta, se è magro oppure un po' arrotondato? Ciò potrebbe essere altamente probabile; voi sapete, checché se ne dica, l'apparenza o, detto in altro modo, l'immagine nel nostro attuale contesto sociale, economico e culturale se non è tutto, è quasi tutto, probabilmente anche prima, ma attualmente è un aspetto fondamentale da non sottovalutare. Andiamo avanti, se magari lei chiede a lui: "hai la macchina?" e lui malauguratamente, poiché è precario che non può neppure permettersela, le risponde: "no", allora, miei cari amici e mie care amiche, qui, si presenta già per lei un criterio inequivocabilmente, direi anche indiscusso, di discernimento o, se vogliamo, di selezione del aspirante compagno o "partner" da frequentare e, in determinati casi, da avere. Qui vi assicuro che la scelta si orienta il più delle volte in tutt'altra direzione rispetto a quella che desidererebbe il nostro "malcapitato" amico precario. E non crediate che ciò accada solo con gli uomini. Anche quando la donna è precaria, proprio perché è donna, nonostante la tanto conclamata "parità" dei sessi, il più delle volte ama o amerebbe, e non negatelo care amiche, essere "scarozzata" (come molte amano dire) da qualche leggiadro cavaliere, e se non è tanto leggiadro, non importa, va bene lo stesso, ma l'importante è che abbia la macchina per farle evitare tante rotture di scatole, che potrebbero essere tante. D'altra parte, e ripeto: nonostante la tanto conclamata parità dei sessi e ciò che esso a rigore implica, farsi portare da un uomo o, cosiddetto "cavaliere", è bello, non è vero? In ogni caso, come accade negli uomini che condividono la sua situazione, lei proietta in loro la sua difficile e, talvolta, devastante condizione interiore e, quindi, diventa alla pari in quanto a disavventure relazionali con l'altro sesso.

Il lungo esempio appena citato, riflette chiaramente come il verificarsi di una data condizione materiale od economica adeguata stia alla base dell'accadimento di certe situazioni e non altre. Posso dirvi che ci sono uomini che pur di avere una macchina sono capaci d'indebitarsi, oppure, pur di mantenerla, sono disposti, addirittura, qualora non abbiano le possibilità economiche per farlo, di non pagare l'assicurazione e/o il bollo della macchina affinché abbiano la possibilità di poter "scarozzare" la loro beneamata. Caspita, se ci pensate, quanti rischi un uomo può assumersi pur di soddisfare la sua donna o, realisticamente parlando, pur di non essere abbandonato da lei. La terribile paura del rifiuto, insito in ogni essere umano...

Detto questo, c'è da chiedersi, in questi tempi, quanto l'amore sia un diritto naturale del precario. E già, visti i tempi che viviamo, ossia, il contesto storico, culturale ed economico in cui ci troviamo, bisogna formulare la suddetta domanda; e questo perché la qualità dei sentimenti e delle emozioni di un essere umano dipendono molto del contesto in cui esso vive e, in modo interdipendente, con la qualità della sua coscienza, la quale riflette, ancora una volta, le condizioni in cui un individuo si trova a dover vivere o, se è libero di scegliere, semplicemente vive. Questo ragionamento mi spinge a formulare il seguente pensiero, ovvero, la precarietà materiale, economica, lavorativa, produce in tempi rapidi una precarietà di tipo coscienziale, la quale si ripercuote sui sentimenti ed emozioni del soggetto percepente e, quindi, nei suoi rapporti con l'alto sesso. Ciò comporta un sottile, ma devastante senso di sottostima di sé il quale può essere, in certi individui, già operante nella fase coscienziale della precarietà. Se poi ci sono delle dinamiche o fattori esterni, quale il rapporto avuto fin da piccoli con la famiglia d'origine o l'educazione da essa appresa, allora la problematica diventa assai complessa.

Insomma, l'amore è affare di gente ricca e/o di piccoli e comuni borghesi o anche di precari? E' possibile l'amore e l'innamoramento in condizioni di precarietà lavorativa? Mi viene in mente questo pensiero che contiene in sé una speranza, visti i tempi che viviamo, il quale espressi qualche giorno fa:

"Ecco, bisogna avere il coraggio e la fiducia necessari per saper nutrire il vero amore ai tempi della precarietà, malgrado tutto... Se ci pensate, anche il fiore di loto può crescere in uno stagno sozzo e puzzolente; e, poi, cosa possiamo dire delle piante e fiori, anche belli, che nascono nel cemento armato? Ecco, questo è il contesto attuale che a tantissima gente tocca vivere, per lo meno lo è di coloro che malgrado le loro circostanze non vogliono rinunciare all'amore..."

Ma, chiedetevi, com'é possibile che in uno stagno sozzo e puzzolente possa nascere un bel fiore di loto, oppure, una piccola ma bella margherita sul cemento armato? Ciò sta a dire che hanno in sé una forza, una potenza che permette loro di crescere e vivere bene, seppur precariamente, in quel contesto, non vi pare? Ecco, perché non possiamo amare liberamente e serenamente bene nella precarietà? Sta a noi ricercare quella forza, quella potenza di cui siamo partecipi, che ci permetta amare comunque, ma ce ne dobbiamo rendere conto e metterla in pratica...


Iskhandar Al-Iskhandariyah (A.C.)



N.B.: Da parte dell'autore avviso che questa sua personale ed originale produzione letteraria è stata già pubblicata altrove in luoghi e date ben precisi quale garanzia, a scopo dissuasivo, contro ogni forma di plagio.



Commenti

pubblicato il 28/06/2013 15.25.44
amensa, ha scritto: credo che, in questo lavoro, non si evidenzi abbastanza quella che è una moda, uno stereotipo, un modo imprescindibile di vivere. Avere l'auto, soprattutto se s vive in città non è una vera necessità. Se una persona qualsiasi si facesse i conti reali, verrebbe anche a capire che 4-5 corse al mese in taxi costano molto meno del mantenere un'auto propria, senza contare il car-leasing. Con questo non voglio dire che avere un'auto propria non sia bello , confortevole, ecc ...... cosa voglio dire è che non è indispensabile. Conosco coppie che hanno rimandato il matrimonio, solo perchè non avevano i soldi per il banchetto o tutti gli accessori ritenuti "indispensabili." Forse di indispensabile c'è solo un monolocale in affitto dove ripararsi, mentre moltissime delle cose che vengono mostrate come "indispensabili" non lo sono. probabilmente si tornerà a dover decidere se si vuole come priorità stare vicino alla persona amata, o disporre di tutte quelle cose che ci hanno convinto essere "indispensabili"

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