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lavoro pubblicato sabato 22 giugno 2013
ultima lettura venerdì 17 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

QUI RAMSETH, PASSO E CHIUDO - Cap. III OSORKON (1° parte)

di mariapace2010. Letto 786 volte. Dallo scaffale Storia

... continua il contatto telepatico di Ramseth ed Emma, due ragazzi divisi da uno spazio-tempo di quasi 3500 anni e continuano le loro strabilianti avventure che faranno conoscere un po' di più il mondo egizio agli appassionati del genere......

La colazione era pronta: pane, latte, burro e marmellata e la mamma di Emma
consultò l'orologio appeso alla parete della bella cucina americana, bianca e
profilata di rosso.

"Quella benedetta ragazza starà ancora dormendo. - pensò - Chissà quanto tempo
ancora sarà rimasta alzata a gurdare le stelle, questa notte."

Pochi attimi dopo la raggiunse nella sua stanza; Emma era ancora lì, con la
testa appoggiata al braccio, sul tavolo e stava dormendo profondamente.

La donna scosse il capo; andò ad aprire il balcone poi le si avvicinò.

"Ma benedetta ragazza! - le fece una carezza, leggera, per non spaventarla -
Non sei andata a dormire" aggiunse, gettando un'occhiata veso il letto.

Emma sollevò il capo, si stropicciò gli occhi e guardò il volto un po'
preoccupato di sua madre.

"Mi sono alzata presto, ma poi mi sono appisolata sul tavolo. Ero stanca."

"Appisolata?... Dormivi profondamente!" sorrise la donna.

"Davvero?"

"Davvero! Ora, però, in bagno e poi a far colazione."

"Agli ordini, caporale!"

Emma si alzò, un comico saluto marziale e si allontanò di corsa verso il bagno.

"Che strano sogno ho fatto. - pensava intanto - Un momento... ma è stato proprio
un sogno?... Ma certo! - si disse, guardando la propria immagine riflessa nello
specchio - Che sciocca sei, Emmolina! Era proprio un bel ragazzo, però... quello
del sogno... Meglio di tutti i rospetti che conosco... meglio perfino del
protagonista di quel film... Com'è il titolo? Avatar... Sì! Avatar! O di quel bel
lupo-mannaro. Ah.ah.ah... E come si chiamava?... Ramseth!... Si
chiamava Ramseth... però..."

Però non si diresse verso la cucina, appena fatta la doccia, ma tornò in camera
ed infilò il c.d. nel computer.

"Se è stato un sogno... ma se non è stato un sogno - pensò a voce alta - qui deve
esserci la prova... "

Armeggiò con mani febbrili e molta eccitazione e infine:

"Ti chiamerò colei che parla attraverso la pietra di luce - ascoltò col cuore
in gola - Ma di quale pietra stai parlando..."

"Questa è la mia voce e l'altra... "

Un'indicibile emozione le afferrò la gola, impedendole quasi di respirare, poi
salì alla testa e nuovamente scese giù, fino allo stomaco, per risalire ancor
più velocemente al cervello. Non sapeva cosa fare, ma non voleva parlarne con
nessuno.

"Devo avvertire papà... Egli neppure immagina che tipo di macchina abbia creato...
Un ragazzo dell'Antico Egitto..." ed intanto camminava su e giù per la stanza,
senza, però, riuscire a prendere una decisione.

"Meglio non parlarne con nessuno, per ora. Nemmeno con la mamma... Mi
spedirebbero dallo strizza-cervelli... Con Dario... Forse con lui potrei parlare....
Accidenti! Ma è possibile?... Cosa diceva Ramseth?... Che si mette tutte le mattine
in adorazione del Sole... Forse potrei captare... Oh, Emma, ma che accidenti stai
dicendo? Captare... captare..."

Emma lasciò la stanza. A tavola fu piuttosto taciturna.

Sua madre pensò che fosse la stanchezza, le fece una carezza e poi la guardò
dalla finestra mentre svoltava l'angolo per andare a scuola.



Il primo pensiero di Emma, tornata
a casa, fu di chiamare il professor Cardiff. Lo fece appena si ritrovò da sola
nella sua stanza e non si perse in preamboli.

"Ho bisogno di parlare con lei, Dario. - disse, sollevando la cornetta del
telefono e dando al telescopo, sul balcone, una veloce occhiata - Si tratta di
una questione molto seria. Ho qualcosa da mostrarle e devo farlo
immediatamente." aggiunse.

"Di che cosa si tratta?" fece una voce dall'altro capo del filo.

"Non posso parlare per telefono. Dovrebbe..."

"Facciamo così. - la interruppe Dario, impressionato dal tono concitato della
voce della ragazza - Passo da te fra dieci minuti. Dovrò fare quella strada per
andare in Laboratorio."


Meno di mezz'ora più tardi, Dario era nella
camera di Emma che, senza perdersi in chiacchiere, gli mostro il c.d.
Ascoltarono insieme la registrazione.

"Stupefacente! - sbalordì il giovane - Veramente stupefacente. Raccontami tutto. Con
ordine e senza trascurare nulla."

"Quando mi sono alzata questa mattina, all'alba, per seguire al nuovo telescopo
una costellazione, mi sono accorta che Omikron... - Emma ebbe un sorriso, che le
stemperò un po' la tensione - ... il mio computer - spiegò; anche Dario sorrise -
mi sono accorta che era acceso, ma ero sicura di averlo spento, ieri sera,
prima di andare a letto...."

Il racconto ebbe inizio e alla fine:

"...allora ho riascoltato il c.d. e mi sono resa conto di non aver affatto sognato
e che non si trattava neppure di uno scherzo." concluse.

"Dici che quel ragazzo poteva avere la tua stessa età?"

"Ne sono certa."

"Fantastico! - non riuscì a trattenersi il giovane - Sembra di ascoltare un
racconto di fantascienza: una ragazza moderna che riesce a stabilire un
contatto telepatico con un ragazzo della Diciottesima Dinastia dei Faraoni."

"Come sa che si tratta proprio della Diciottesima Dinastia?" domandò la
ragazzina.

"Thut-ank-Ammon!... Non hai detto che quel ragazzo... Come si
chiama?... Per la Miseria! Ne parlo come se si trattasse della telefonata di un
tuo compagno di scuola. Come hai detto che si chiama?"

"Ramseth. Si chiama Ramseth."

"Ah, sì! Dicevo che quel ragazzo... quel Ramseth, parlava di due Faraoni:
Ekhnaton e Tutankammon e tutti e due questi Faraoni appartenevano alla
diciottesima dinastia."

"Già! L'ho letto anch'io nell'enciclopedia. Ma... lei parlava di telepatia."

"Un'ipotesi!" replicò il giovane.

"Vuol dire che, per qualche inspiegabile ragione, la mia mente è riuscita a
stabilire un contatto telepatico con un ragazzo vissuto tanti anni fa?"

"Tremilatrecentosettanta anni... anno più... anno meno!"

"Un'altra cosa: Ramseth mi parlava nella nostra lingua. Come lo spiega?"

"Questa, forse, è l'unica cosa spiegabile... Dico forse!.." aggiunse con un
sorriso Dario; quel sorriso aperto e gioviale che gli guadagnava le simpatie di
tutti.

"che cosa vuol dire?" replicò la ragazza.

"Se il computer ha fatto da tramite fra voi due, si è espresso nell'unico modo
possibile: nel linguaggio in cui è stato programmato."

"Non capisco! - confessò Emma - Un dispositivo di traduzione simultaneo?"
chiese.

"Oh, no! - sorrise Dario - Non credo proprio che l'antica lingua egizia sia
compresa nel data base di un computer."

"Allora?"

"Ammettiamo che un fenomeno, pur difficilmente spiegabile come la telepatia tra
due persone separate da uno spazio-tempo così lungo possa essersi verificato,
quale proprietà... quale meccanismo ha potuto tradurre in suoni e quindi in
parole, questo contatto? Un meccanismo o una proprietà deve esserci... Bisogna
scoprire quale sia. Ecco tutto!"

"Non potrebbe essere stato quel cristallino con cui papà ha potenziato la
memoria di Omikron?... Non può avergli dato questa possibilità?"

"Un po' difficile crederlo."

"Ramseth parlava di una Pietra-di-luce. Lo hai sentito anche tu... Oh, scusi!
L'ha sentito anche lei." si corresse la ragazza scuotendo il capo.

"Dammi pure del tu, piccolotta. - sorrise Dario - L'ho sentito chiaramente. Si
tratta di un meteorite. Non c'è dubbio."

"Non potrebbe essere lo stesso cristallo che papà ha trovato tra le rovine
della Valle dei Re, in Egitto?"

"Oh, no! - tornò a sorridere Dario - Questa sì, che sarebbe fantascienza!"

"A me sembra tutto un capitolo di fantascienza." replicò la ragazzina.

"Una spiegazione deve esserci. Una spiegazione c'è sempre a tutte le cose!"

"Una spiegazione logica?" cavillò la ragazza, come catturata da un divertente
gioco.

"Logica... logica sarebbe se la comprendessimo! Ci sono cose di cui nemmeno
suppioniamo l'esistenza, fino a quando la scienza... o altro... non ce le fanno
scoprire. Possiamo fare una cosa, intanto: ritentare il contatto nella stessa
ora e nelle stesse condizioni."

"Credi che si ripeterà?"

Dario scosse ilcapo.

"Non lo so! Però, credo che dovresti riprovarci e... - si schiarì la voce - e credo
che dovresti avvertire il professore."

"Gli ho già telefonato. Sarà qui domani, ma non gli ho spiegato nulla per
telefono. Gli ho soltanto detto che ci sono novità che riguardano Omikron."

"Bene! Adesso devo andare. Ti chiamerò. Ciao."

"Ramseth! - rimasta da sola, la ragazza cominciò a pensare a bassa voce - Sono
sicura che neppure Ramseth sarà tanto tranquillo!"

Ed aveva ragione!

*************

(continua)







Commenti

pubblicato il 23/06/2013 11.49.55
mariapace2010, ha scritto: ... lettura d'evasione (ma non solo) adatta per gli amanti del genere storico-fantasy e storico-fantascientifico... il tutto, ai piedi delle Piramidi... quelle egizie... l'autrice... ciao, ciao

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