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lavoro pubblicato giovedì 13 giugno 2013
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il vaso di Pandora della nostra mente.

di amensa. Letto 777 volte. Dallo scaffale Filosofia

A supporto della mia tesi espressa in "si può" inizio ad argomentare quanto , forse, molti/e provano senza essersene bene resi conto....

Cara Maria Pace

Credo che hai scoperchiato un autentico vaso di Pandora, con il tuo richiamo allo sguardo della donna, davanti allo specchio, mentre si trucca, quando “si fa bella”.

E sai perché ?

Semplicemente perché quella è una azione socialmente accettata, anzi incoraggiata ( vedi quale business ci gira attorno) dai messaggi impliciti ed espliciti che vengono mandati in continuazione da ogni tipo di media, compresi i cartelloni pubblicitari da tre metri per sei e quindi affermata positivamente e tale, quindi, considerata.

E se fino a non molto tempo addietro, tale tipo di pubblicità era riservata alle donne, da un po’ di tempo viene anche diretta al genere maschile ( meglio ampliare la base del bussiness).

Ma per non fare solo da spettatrice a tale fenomeno, per capirne il significato recondito, soprattutto umano, dovresti anche porti alcune domande, e queste allora ti accorgerai che ti porteranno lontano, molto lontano, da quello che è in apparenza il senso di tutto ciò.

Per cui la prima domanda che sorge da un modo di dire tanto banale quanto apparentemente ovvio è “cosa significa farsi bella ?”.

Non potrai negare che per ogni donna, ogni individuo, tale espressione avrà un significato diverso a seconda dell’occasione, presente o futura, reale o immaginaria, e dell’individuo stesso.

Inizio quindi a porti la domanda di base per condurti in questa analisi.

Qual è il modello al quale, “facendosi bella” tenta di assomigliare ?

E non dirmi che non esista un modello, un pensiero. L’uomo ( e la donna ovviamente) non sa pensare in termini assoluti, ma solo per paragone, per confronto.

L’alto lo definisci separandolo dal basso, la destra dalla sinistra, ecc ….. in un immaginario duale fatto ALMENO degli estremi, ma che sovente include tutto lo spettro intermedio. La prova di ciò ?

Prova ad immaginare lo “infinito” oppure il “vuoto” concetti assoluti, non confrontabili. Concetti che non ammettono un opposto o complementare, un riferimento dal quale separarli.

Impossibile vero ? come cercherai di pensare al primo penserai ad un riferimento da superare, un limite cui “andare oltre” mentre nel secondo immaginerai sempre e solo un contenitore vuoto, grande quanto vuoi, ma definito a priori.

Ecco allora che dovrai ammettere che davanti a quello specchio, con quello sguardo, ci sarà una donna che ha già un’idea di “bella” a cui volersi adeguare, voler assomigliare, e quindi cercherà con i mezzi disponibili di sovrapporre l’immagine riportata dallo specchio a quell’immagine mentale.

Ma qui, appunto ci si accorge che il vaso di Pandora comincia a vomitare domande.

L’immagine di “bella” che ha in mente non è nemmeno quella un’immagine assoluta inamovibile, sempre uguale a se stessa, ed infatti per cercare di raggiungerla una volta si pettinerà in un modo, altre in un altro, si metterà un rossetto a volte più chiaro e a volte più scuro, senza voler approdare alla scelta del vestito,autentico indicatore del fatto che ha nella mente un modello di “bella” per ogni occasione, per ogni situazione.

Ti sfido ora a pensare ad una donna che “si fa bella” pensando di andare in un luogo deserto, dove nessuno altri che se stessa potrebbe vederla se non lei nella sua immagine riflessa in uno specchio.

Hahahahaha non fregare, nemmeno nel percorso, dovrebbe incontrare qualcuno !

Ecco , vedi ? ti rifiuti di immaginarla perché questo pensiero si scontra con la tua convinzione che lei lo faccia per se stessa.

Ma per la semplice ragione che il nostro modo, umano, di pensare è sempre e solo relativo.

E di qui deriva il fatto di non riuscire a pensare un concetto assoluto.

Ma se accetti il concetto relativo, dovrai accettare il fatto che il “farsi bella” sia funzione di un’idea di incontro, di qualcuno che la possa vedere e ……… non solo vedere.

Il suo scopo vero, sincero, interiore, allora diventa di adeguare il messaggio che intende lanciare " a chi ?" e "per che cosa ?”.

Ecco allora che il “farsi bella” diventa funzionale al piacere, ( nessuna si trucca per essere repellente) a qualcuno, ma soprattutto per creare un desiderio …….. positivo, che la coinvolga.

E mi fermo qui, per ora, in attesa che tu, o qualcun altro mi smentisca, perché se accetterai quanto fin qui esposto, dovrai infine addivenire al fatto che il mio “si può” è in qualche tempo, in qualche modo, ANCHE un pensiero femminile, sovente ripudiato, non accettato a causa di educazione, moralità, religione, ecc …. ma che proprio quello sguardo della donna davanti allo specchio, in fondo al suo intimo lo evidenzia.



Commenti

pubblicato il 13/06/2013 17.01.55
amensa, ha scritto: ps. a quanto sopra, l'unica differenza tra i "si può" presentato e quello nell'immaginario femminile, sarebbe nel modo di palesarsi, di essere espresso. Nella forma quindi, ma non nella sostanza.
pubblicato il 24/06/2013 8.30.46
RossellaButler, ha scritto: Ammetto, ha colto nel segno!

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