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lavoro pubblicato mercoledì 12 giugno 2013
ultima lettura mercoledì 15 luglio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cara Maria Pace

di amensa. Letto 798 volte. Dallo scaffale Filosofia

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Credo di aver trovato in te una studiosa proprio dell’intimo degli individui, addirittura attraverso le varie epoche storiche, del loro retroterra culturale espresso anche nel rapporto sessuale, che hanno interessato e interessano anche me.

Molti tuoi brani pubblicati mostrano questa tua attenzione alla descrizione del “vissuto” femminile, ma sovente anche maschile, interpretati però, e filtrati proprio da quella sensibilità femminile che tende a mettere in evidenza più la parte emotiva che le sensazioni relative all’atto sessuale.

E nel tuo commento al mio “si può”, esprimi un atteggiamento femminile sul quale concordo, almeno per cosa riguarda la generalità dei casi, lo stereotipo “normale” femminile.

Perché pochissime donne ammetteranno mai qualcosa di diverso, essendo quella la “figura femminile normale e accettata” e che qualsiasi donna vorrebbe comunicare, vorrebbe che fosse considerata SEMPRE vera, soprattutto dall’uomo che tendenzialmente è meno romantico e più pragmatico.

Vorrei anche che mi credessi se ti riporto dei dati, che sono frutto di approfondimenti da me fatti, proprio per cercare di capire cosa ha accomunato le mie due esperienze matrimoniali, finite entrambe.

Chiaro quindi che la causa di tali fallimenti, la dovevo cercare in me stesso più che nella moglie, per cui affrontai il problema del rapporto in termini scientifici.

Ora, però ti riporto alcuni dati che forse altereranno un po’ le tue certezze in merito.

A tradire il compagno con amori al di fuori del rapporto “ufficiale” sono più le donne che gli uomini.

Inoltre le donne sanno mantenere il rapporto extraconiugale, molto più a lungo degli uomini, in modo più discreto e intelligente, e si fanno “scoprire” molto meno degli uomini stessi.

Nell’uomo pare che dopo un breve periodo scatti un meccanismo per il quale cerca di essere “scoperto”, fatto di piccole stupide dimenticanze, disattenzioni, negligenze. Sembra quasi che ricerchi un rimprovero “materno”, che faccia di tutto per non affrontare il problema della propria insoddisfazione nel rapporto, delegando a lei il compito di metterlo con le “spalle al muro” e costringerlo a prendere atto della situazione, nella maggior parte dei casi, colpevolizzando lui del “tradimento”. ( e quindi ricavandone i vantaggi relativi).

Le donne portano avanti relazioni segrete anche per lunghi periodi, con una abilità nel coprirli che fa pensare o ad una loro predisposizione naturale per tale atteggiamento, o a una dabbenaggine del compagno che rasenta la stupidità.

Morale, resta il fatto che dallo psicologo sono essenzialmente donne che ci vanno, per cercare di uscire da questa “schizofrenia” che dopo, a volte anni, rende loro la vita difficile se non insopportabile.

Chiedono quindi aiuto sul “come” uscirne, o come uscire da uno perché attratte da un altro, non volendo rinunciare al compagno “ufficiale” ma nemmeno provocare scontento ed eventuali ritorsioni, da parte dell’amante.

Questi dati fanno parte di molti studi relativi ai rapporti coniugali.

Di qui, cosa ricavo ?

Che la donna, se da una parte come affermi tu, cerca l’uomo che per lei uccide il drago, perché questo la esalta, la fa sentire importante, dall’altra ricerca sovente il “qualcosa” che la faccia uscire dalla quotidianità, dalla routine, appaghi quegli stimoli che difficilmente accetta in modo esplicito, e quindi ricerca chi “intuisca” cosa vuole senza renderla responsabile di tale scelta.

È forse una piccola ipocrisia atavica, che la relega in un ruolo subalterno, o forse è proprio insita nella sua natura stessa, questo fatto di desiderare che la “prima mossa” la faccia lui.

È da notare che i momenti nell’arco dei cicli temporali in cui tale desiderio diventa forte, tanto da provocare il desiderio di essere accontentata, sono pochi, percentualmente parlando ……. La condizione normale è una certa tranquillità sessuale, mentre per l’uomo il desiderio, lo stimolo è banalmente facile da stuzzicare ed assolutamente indipendente dalla condizione fisica, se solo si esclude la stanchezza allo stremo, cosa che lo rende completamente insensibile a qualsiasi stimolo sessuale.

Forse, una certa importanza ha proprio la possibilità femminile di simulare, di accettare un rapporto anche in assenza di stimoli precisi, di “accontentare” il partner anche quando ne farebbe volentieri a meno.

Purtroppo non rendendosi conto che questo è uno dei motivi per cui muore l’interesse reciproco nella coppia, ma questo è un altro discorso.

È bellissimo il richiamo allo sguardo femminile quando, davanti allo specchio, si abbellisce.

È vero, sono d’accordo con te, che prima di tutto la donna vuole piacersi.

E anche questo pensiero ha un fondamento psicologico nel collegamento con la propria identità.

Senza troppi fronzoli, si può definire come “io sono quella che gli altri (soprattutto i maschi) vedono guardandomi” mentre per l’uomo il discorso diventa “io sono”, punto e basta, ed al massimo “cerco di non essere disgustoso” .

Questo nell’approccio, perché poi il maschio è soggetto a tutta una serie di incertezze, debolezze, timori, che lo rendono sovente infantile e patetico.

Quindi il messaggio implicito della seduzione, essenzialmente femminile, è :”ti darò il mio sesso, ma prima dovrai inginocchiarti davanti a me, voglio io il controllo su di te, sul nostro rapporto” o come dici tu, dovrai prima uccidere un drago.

Tutto ciò per dire quanto quegli individui che appaiono arroganti, fastidiosamente volgari, sovente hanno molto successo con le ( o almeno molte) donne.

Perché la loro abilità sta nel saper “intuire” i momenti, che si manifestano in quasi tutte, in cui è lei a desiderare di esser presa, perché già soggetta ad uno stimolo fisico, sovente non accettato e quindi represso, e che la porta a desiderare che un lui si prenda la totale responsabilità del rapporto, lasciando a lei solo una tiepida volontà di assecondarlo, o una timida ritrosia, proforma.

È lo stesso meccanismo che, spinto al massimo, porta molte donne ad accettare anche la violenza su di se, con un masochismo difficilmente spiegabile se non dal: “non POSSO far diversamente”, ovvero dall’assumere la posizione succube, e pertanto, irresponsabile.

Quindi, alla tua espressione io concordo pienamente per cosa riguarda la maggior parte delle donne e dei tempi, se accetti alcune eccezioni individuali e temporali, in cui il tutto si capovolge, ed allora è la donna addirittura a desiderare il “macho”.

Io non so se hai letto due miei lavori ( ma solo uno è “mio”). Il primo è “una cena fantastica” in cui rivivo un mio momento molto bello, eccitante, travolgente, e cerco di narrarlo come io l’ho vissuto.

Poi, dopo un paio di mesi dalla pubblicazione ricevo una lettera, bellissima, addirittura direi poetica, da parte di quella donna che incontrai e che ne descrissi l’incontro in quel racconto.

Mi son domandato spesso, se fosse davvero scritto da una donna, da “quella” donna, e non fosse invece lo scherzo di qualcuno. Alcuni particolari che solo noi conoscevamo, mi ha fatto escludere la possibilità che non giungesse da lei.

Ho conservato quella lettera per un po’ di tempo, come un mio gioiello, come una mia esclusiva bellezza, poi ho deciso di condividerla, perché per me, quanto è bello è ancora più bello se condiviso.

Leggila, è riportata con copia/incolla nel mio “anche questo succede” e domandati , come tante volte mi son domandato io, se è stata scritta davvero da mano femminile, perché contraddice appunto la tua affermazione, descrivendo, un vissuto femminile che esula dallo stereotipo da te espresso, addivenendo così alla mia teoria della “normalità” interrotta da alcuni momenti in cui lo stimolo fisico si manifesta, e cambia comportamenti e aspettative.

Come vedi, anch’io ho fatto dell’approfondimento dello spirito umano un oggetto di studio , almeno relativamente ad alcuni comportamenti, ma limitatamente all’ambiente attuale, mentre tu , pare, ti diletti a studiarlo come evoluzione antropologica.

Spero quindi tu legga questa mia, ed onestamente e sinceramente la commenti, invito, ovviamente esteso a tutti i lettori.



Commenti

pubblicato il 13/06/2013 13.55.18
mariapace2010, ha scritto: caro amico sei troppo buono... mi stai collocando su un piedistallo,ma io soffro di vertigini... dopo di ché, una premessa: come la moneta, anche l'amore ha due facce per cui, a ben filosofare, abbiamo ragione (e anche torto...) tutti e due e ... dopo un sì lungopreambolo, veniano a noi. Da almeno (e forse più) quattromila anni, nel DNA femminile è stato "insinuato" uno specifico che solo a partire dall'inizio degli ultimi cinquanta anni, la donna sta tentando di estirpare, ma... devo aggiungere, senza troppo successo: quello di essere un individuo pari e diverso dall'uomo... lo hai, sia pur garbatamente e velatmente ammesso anche tu con qual "non POSSO fare diversamente"... (vado e torno)
pubblicato il 13/06/2013 13.56.28
mariapace2010, ha scritto: ... r
pubblicato il 13/06/2013 14.25.47
amensa, ha scritto: è veramente un diletto, comunicare con te ..... sei veramente acuta e intelligente e pare ti sia già accorta di dove vorrei portare la discussione. dal famoso "vive la difference" pronunciato nel parlamento francese in poi, io assisto soltanto a tentativi maldestri del mondo femminile di acquisire pari DIGNITA' con quello maschile. Prima negando il maschio, poi cercando di imitarlo, di scimmiottarlo, e magari essere più "maschio" di lui, poi di nuovo cercando di sedurlo, di affascinarlo o addirittura porsi in posizione subalterna, ed infine, per molte, ignorarlo. Io vorrei invece delle donne che pur restando donne, acquisissero la consapevolezza della loro importanza del loro peso, della loro missione, ma degna e importante almenoi quanto quella del maschio. Vorrei un mondo femminile che smettesse di sentirsi subalterno, e quindi diventare consapevolmente volitivo, come possono essere sia le cellule del cuore quanto quelle del fegato, ma anche come quelle del buco del c...o ( scusa la volgarità ma quando ce vò ce vò). Ruoli diversi, ma essenziali a quella struttura chiamata società, ammettendo le diversità ed accettandole, e cambiando le regole morali, in funzione della natura delle persone, e non reprimento le persone in nome di una morale tanto assurda quanto violenta, soprattutto sulle donne. Di questo vorrei arrivare a discutere, da una analisi del come sia la società attuale, e cosa potrebbe mutarla in questa direzione. in uno dei miei lavori ho affermato di esser stato in Svezia, e li di aver visto un mondo, se non ideale, almeno avviato a divenirlo, ma purtroppo tarlato dal troppo benessere. Ecco cosa vorrei, e dove vorrei arrivare.
pubblicato il 13/06/2013 14.31.35
mariapace2010, ha scritto: rieccomi qui... (è il terzo tentativo)... andrò a leggere la lettera di cui parlo, per intanto... l'approccio? Per millenaria convenzione è stato sempre maschile, ma non giurerei che la donna del terzo millennio abbia voglia di portare avanti questa consuetudine... la seduzione femminile: un'arma per assicurarsi la sopravvivenza, anche se, quando si parla di "perpetrare la specie" è al maschio che si pensa... un tempo era solo l'uomo a cercare ilpiacere, dopo essersi assicurarato la "discendenza", oggi è anche la donna che, come dici tu, è assai più abile... l'approccio maschile arrogante? No! Non credo che abbia davvero successo... qualche caso patologico, forse... non di più! Neppure un atteggiamento troppo condiscendente, però... Ci vuole equilibrio! A meno che non ci sia la passione... autentica, bruciante (a volte distruttiva) passione! Ma anche questa non è destinata a durare... Ah, caro amico... ho un progetto: dopo aver scritto (del tuttoarbitrariamente, naturalmente) dei "Vizi e Virtù" della donna, intendo farlo anche per l'uomo... ciao,ciao...
pubblicato il 13/06/2013 14.36.24
amensa, ha scritto: Ma poi, vorrei lasciare il tema "amore" ad altri tempi ed altre occasioni. Reputo l'amore , come la paura, i sentimenti generatori di tutti gli altri, positivi o negativi ma da collocare ad un livello diverso, per non mescolarli con le umane piccolezze. Come Russell nella spiegazione del paradosso, dimostra che si può usare la stessa parola per concetti diversi, di ordine d'importanza diversa, anche nel caso dei sentimenti umani, ci si crea la stessa confusione che crea il paradosso, se non si determina a priori il "livello" del concetto espresso. Non voglio qui apparire il "professore" dando per scontato che tu non sappia a cosa mi riferisco ..... ma se non lo sai dillo,te lo spiegherò volentieri in termini assolutamente comprensibili. Come a chiunque altro lo richieda.
pubblicato il 13/06/2013 14.39.58
mariapace2010, ha scritto: ciao, Andrea... chi dice di non essere sensibile ai complimenti è un emerito bugiardo... tu mi hai appena elogiata ed io ne sono felice... ed ora veniamo a noi... Sai cosa sta succedendo alla donna comune (tra le quali mi metto anch'io)... quello che è successo ai Paesi governati per troppotempo dalla dittatura: nel momento di "utilizzare" la tanto agognata libertà, ne hanno fatto scempio... Non tutte le donna sanno gestire quella che hannoereditato da grandi donne di un passato appena trascorso e si comportano proprio cone hai scritto tu: scimmiottano, imitano l'uomo senza saper pretendere quello di cui davvero hanno diritto: parità e non uguaglianza. L'uomo e la donna non sono e nonsaranno mai uguali... ma pari. sì!
pubblicato il 13/06/2013 14.48.25
amensa, ha scritto: ecco Maria Pace :"L'uomo e la donna non sono e nonsaranno mai uguali... ma pari. sì!" se per "pari "intendi pari "dignità" siamo esattamente in sintonia. E soprattutto per arrivare a ciò, io credo sia veramente necessario per la donna separare la sua sessualità dalla maternità, come per l'uomo si è quasi completata la separazione tra "maschio" e "colui che provvede alla famiglia con il suo lavoro", che è stato uno dei temi più importanti per farlo scendere da un gradino di dominatore, a quello di componente. Una donna che sia consapevole di avere il diritto di godere del sesso, come di tante altre cose, al di fuori della sua missione naturale, è una di quelle "liberazioni" che mi auguro possano realizzarsi, per noi maschi, ma soprattutto per voi, donne.
pubblicato il 13/06/2013 15.06.36
mariapace2010, ha scritto: ciao, Andrea... accadrà! La donna riuscirà a scrollarsi di dosso fastidiosi orpelli (come quello dell'Angelo del Focolare e simili sciocchezze), ma ci vorranno almeno due generazioni... ma dovrà farlo sostenuta dall'uomo, quando, cioè, questi, (una minoranza assai attiva, purtroppo) smetterà di considerarla " territorio di caccia" e quando quella piaga che è lo sfruttamento sessuale, lo stupro, lo stolking... non saranno solo articoli sulla carta. E dovrà farlo rieducando se stessa: evitare di castigarsi (vedi burka e simili) per non indurre in tentazione il maschio, pretendere rispetto, ma avere anche rispetto di se stessa (vedi donne maltrattate da mariti o padri-padrone). Non si può pretendere che siano gli altri a fare quello che puoi fare da te!
pubblicato il 13/06/2013 15.30.13
amensa, ha scritto: hahahahaha , cara Maria, non darti la zappa sui piedi .... se ne fai una questione di educazione allora dovresti pensare a "chi è" che oggi incide maggiormante sull'educazione dei figli ...... io credo che solo donne adulte, consapevoli e determinate, che abbiano ben interiorizzato il problema, aiutate e supportate da uomini di ampie vedute etico/morali, potranno operare questo cambiamento a partire dai loro figli, educandoli , appunto, alla pari dignità dei sessi.
pubblicato il 13/06/2013 15.36.09
amensa, ha scritto: ps. iniziando ad educare i maschi a cucinare, lavarsi i panni, pulire il proprio ambiente, fare la spesa, ecc.... ed alle femmine portarle a pretendere l'alternanza in ogni mansione.

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