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lavoro pubblicato martedì 11 giugno 2013
ultima lettura martedì 24 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

SOLSTIZIO INVERSO

di Giovanni Mazzei. Letto 1123 volte. Dallo scaffale Poesia

Di che colore sono i miei occhi? Li cerco nelle onde del mare striate d’anice di quest’oggi. Senza di te non so più capirlo. Non riesco più a vedere i miei occhi senza pensare ai tuoi.   I tuoi occhi so..

Di che colore sono i miei occhi?

Li cerco nelle onde del mare

striate d’anice di quest’oggi.

Senza di te non so più capirlo.

Non riesco più a vedere i miei occhi

senza pensare ai tuoi.

I tuoi occhi sono limpide fonti

alle quali bere con l’impeto

del prigioniero assetato.

I tuoi occhi sono i gomitoli

che mia nonna lavorava ai ferri.

I tuoi occhi sono il fremito delle foglie

nel cadere di un mandarino.

I tuoi occhi, se li toccassi

risuonerebbero, come

una campana: spettacolo di purezza.


Un cuore in tumulto è poetico

ma la stasi della bonaccia

non è già poesia?


Scortico gli agresti

campi del tuo corpo.

Albicocca.

Appagato dal mio struggimento

ritrovo in te la floridità

degli armenti, le profumate

vigne nelle quali, stringendoti

la mano, far l’amore.

Seme di grano.

Soffio sulle praterie del tuo corpo

alzando turbini di sabbia.

Soffio nel tuo incavo,

musicale conchiglia inchiostrata

dalla luce del sole,

invocando la semplicità

del mare e della natura.


Le tue labbra sono barchette

di carta che si accartocciano

in un bacio sulle mie labbra.

I tuoi baci portano

campanacci al collo,

lasciali pascolare

sull’erba del mio corpo.


Vorrei aprire le mie vene

nelle tue vene, mescolare

il nostro sangue e con esso

dipingere note musicali

sul pentagramma formato

dai tuoi capelli.

Simulacro dell’arte.


Dispensi bellezza

senza mai perderne un po’.


Il profumo della tua voce

cementifica ogni vuoto,

chiude ogni spiraglio

non lasciando spazio

alla noia.

Alchimia d’umanità.

Il primo caldo estivo

porta il tuo nome,

adagiandosi sul molle ventre

delle tegole di casa mia.

Il tuo nome si stampa

sulle mie bottiglie d’acqua.

Mi hai donato occhi nuovi

e protezione

verso gli sguardi altrui.

Lasci accarezzare

la tua sensibilità

di salice piangente.

Non riesco a distinguere

il rumore della pioggia, dal vento

fra le fronde degli alberi.

Sento solo la tua voce,

odo solo la tua voce:

marea su di me.

Improponibilmente rosa

il sole si rincorre

sulle tue gambe.

Ritrovare.

Gioia di una cosa bella.

Ritrovo il mio sorriso,

sassi mal messi

su un castello di sabbia.

Una cosa bella è una gioia per sempre.


Raccogli i miei occhi

come castagne lucide

di nuova annata

in un giorno qualunque.

Raccogli i miei occhi.

Raccoglili nella pioggia battente.

I tuoi occhi:

anteprima del film sulla mia vita.


Un inverso solstizio d’estate

ti ha battezzato bionda

come la schiuma del mare.



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