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lavoro pubblicato domenica 9 giugno 2013
ultima lettura mercoledì 30 gennaio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Introspection

di give989. Letto 443 volte. Dallo scaffale Pulp

Ah........Ed eccomi qua, ultima vodka liscia, seduto su questo sgabello di ruggine e falsa apparenza. Una vista che si distrae tra conversazioni di co...

Ah........Ed eccomi qua, ultima vodka liscia, seduto su questo sgabello di ruggine e falsa apparenza. Una vista che si distrae tra conversazioni di contorno e monologhi interiori in acido. Scrausa crepa in un' esistenza non salutare e di saltuaria felicità. Mi alzo di scatto, scaraventando l'arredo in un luogo imprecisato. Spero di aver procurato almeno qualche ematoma. Barcollo a ritmo tachicardico. Discosto una persona, ne discosto un'altra. Barcollo. Mi muovo nella pista cercando l'uscita. Barcollo. Sono il divo illuminato da insensibili strobo a risparmio energetico in una società in declino. Discosto. Discosto. Occhi vitrei e persi nel vuoto.
"Che cosa stai fissando? Che cosa stai sognando?".
Perso in un'orgia di arti e sudore etilico mi lascio trasportare dal momento. I piedi che si muovono indipendenti e il mio viso in piena estasi esistenziale. Oh sì!!! sorriso a cinquantaquattro denti e plastica pallida, la tua timida escrescenza è acne comune d' un puberale idealista. Credi per vivere, nulla è semplice, vivi per credere. L'idea è, e punto.
"Non sono più così sicuro nella sicurezza. Non sono più così fiducioso nella speranza. Non posso fare altro che starmene qui, isolato in questa collettività notturna. Solo e circondato da persone. Solo insieme a tanti. Muovendomi. Muovendomi. Muovendomi e standomene qui, anestetizzato dal suono, rapito e strafatto di vita. Qui. Non potrei desiderare altro. Salubre. Il mio Ego si stabilizza in armonie universali. Forse era questo che volevo. Il punto più vicino è quello più lontano e la felicità è un tristezza mal riuscita".
Qui, il gomito di nessuno alzato a caso che mi colpisce il naso. Shot ematico che mi scende per la gola e il suo sentore metallico mi riportano alla realtà. Ah vita...ed abbozzando forme, credetti di distinguerti. Il mio cianotico desiderio era ancora così presente. Nostalgia, picchiandomi selvaggiamente le tempie, stordito, la sensazione di falsa appartenenza sparì in un attimo. Discosto. Discosto. Un perenne "barcollo ma non mollo", ambiguo motto afroamericano che mi perseguita. Spallate, occhiaie, bicchieri rotti, vestiti macchiati, vestiti strappati. Acido gastrico. Rigurgito. Mi appoggio all'uscita d'emergenza. La salvezza verde e bianca ad intermittenza. La mia mano fissa sulla sbarra. Appoggio l'altra sulla porta grigia opaca d'acciaio. Rigurgito.
"Sono salvo".
Mi toccano la spalla e girandomi intravedo una sagoma biondaocchiazzurriduebombeassurde. Mi saluta. Rigurgito. Inizia una conversazione/monologo d'anfetamina. Rigurgito. Il mio sguardo in focus sul vestito in raso glicine "Dolce & Gabbana primavera-estate 2012". Mille e settantacinque euro. Apro la porta con un conato in fotofinish sul soggetto. Me la chiudo così alle spalle finalmente, accompagnato da uno strillo d'estrogeni che si fa via via sempre più labile.
"Ah... Sono salvo. Sono finalmente salvo".


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