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lavoro pubblicato giovedì 6 giugno 2013
ultima lettura sabato 16 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Appétit -carne fresca-

di give989. Letto 799 volte. Dallo scaffale Pulp

Inizio addentando il primo pezzo. Mmmmm.... Paradiso gustativo, così succosa e saporita. Semplicemente perfetta. Non ho mai assaggiato nulla di...

Inizio addentando il primo pezzo. Mmmmm.... Paradiso gustativo, così succosa e saporita. Semplicemente perfetta. Non ho mai assaggiato nulla di così buono. Ho preparato la cena con gli ultimi pezzi rimasti, così facendo:
- Ho tagliato la carne in fette abbastanza grosse, così da poterle assaporare meglio al sangue;
- Ho pestato la carne col martelletto, così da ammorbidirla;
- Ho preparato una base di cipolla, carote e sedano, soffriggendo tutto in padella con l'olio extravergine d'oliva;
- Ho messo poi le bistecche in padella a fuoco spento, aggiungendo ogni tanto un po' di sale e vino bianco fruttato, così da insaporire la carne;
- Ho lasciato il tutto fermo per qualche minuto;
- Quando l'esterno ha iniziato a prendere colore e il sangue si è mischiato con il soffritto, ho acceso il fuoco principale al massimo;
- Ho aspettato un minuto ed era pronta.
Cotto e mangiato.
Tolte le bistecche dalla padella le ho impiattate, aggiungendo un contorno di patate al forno con salvia ed aglio, lessate prima in pentola. Ho messo il piatto sulla tavola, sistemato le posate con il tovagliolo, acceso la candela alle rose nel candelabro d'ottone vintage in centrotavola e versato un po' di Pinot nero di Borgogna del 1996. Tutto dev'essere perfetto stasera. L'ho bevuto in un sorso, tenendo il vino in bocca, assaporandone il sapore, godendo di ogni suo più piccolo aroma. Delicato e fresco, ma deciso, sensuale e passionale, come l'ultimo bacio di una donna che non vedrai più. Assaporando il momento, una lacrima mi è scesa per la guancia ed è finita sulla carne. Il tuo ricordo così vivo, così instancabilmente insistente. Uno stalker di bella presenza che non vuoi che se ne vada, importunandolo a tua volta volontariamente, devi averlo vicino. Versai di nuovo il vino, questa volta un bicchiere bello pieno. Il calice ha un riflesso così particolare, mi sembra di scorgere il tuo viso nel cristallo. Ancora una lacrima. E abbozzando forme, credetti di distinguerti. Il mio cianotico desiderio era ancora così presente. Rimorso, picchiandomi selvaggiamente le tempie, stordito, la sensazione di non appartenenza sparì in un attimo. Ho bevuto tutto. Verso ancora.
Mi siedo e prendo le posate. Un sorriso mi invade il viso. Il sorriso di un amore appena nato. Il sorriso di un amore che vive per anni, fino alla morte. Il sorriso della felicità più pura, reale ed incontaminata. Il sorriso che avevo ogni volta che vedevo il tuo viso.
Inizio a tagliare la carne. Ecco, me ne sto qui, pensandoti mentre mastico e ingoio. Ingoio e mastico, pensandoti. E i tuoi occhi di vetro che riflettevano la mia espressione confusa, e labbra mimavano parole afone al mio udito intenzionalmente distratto. Sapevo che non volevi lasciarmi. E i tuoi occhi che non mi fissavano. Incoerenza. Il tuo sguardo sfuggente che volevo fermare. I tuoi occhi poco dopo, che perdevano la vita ed io ero li ad osservarli secondo dopo secondo. Occhi fissi ed innamorati, con occhi di carta vetrata ti guardo dentro lentamente. Sgrossandoti di tutte le paure, lucidandoti di me, ti guardo per la prima volta realmente nuda. Io che ti vedevo dentro finalmente davvero, ogni tua emozione, ogni tuo pensiero, eri un libro aperto. Il ricordo della tua gola squarciata, mentre le mie mani tenevano il tuo viso. Mastico e ingoio. Ingoio e mastico, fissando il pavimento. Il sangue coagulato che spunta ancora dalle fessure del parquet dopo settimane. Non si pulisce mai abbastanza bene. Adesso capisco perché nelle cucine è d'obbligo il rivestimento di piastrelle. Un vero macello.
Pranzo dopo pranzo, cena dopo cena, ora sei completamente dentro di me. Siamo una cosa sola. Siamo l'uno dell'altra nel senso più assoluto. Mastico e ingoio. Ingoio e mastico l'ultimo pezzo. Non mi sono nemmeno accorto di aver finito le bistecche.
Così pensai, togliendomi l'ultimo pezzetto di carne dal premolare, ti amo veramente.
Fratture traumatiche e sterno sfondato. La tua mano mi entra dentro, frugando tastando e palpando. Non sai quante parole volevo dirti, cieche insensibili mi echeggiano dentro. La mia carne assorbirà il significato. La mia carne assorbirà le emozioni. La mia carne assorbirà. Assorbirà. Vuoto a rendere mai restituito e il mio pensiero infrangibile. Resteremo per sempre insieme. Noi, pensai inghiottendolo. Nessuno potrà mai separarci adesso. Una lacrima scende ancora, sulla scia delle altre, mentre sento l'ultimo pezzetto di carne che scende la trachea. Noi, pensai massaggiandomi lo stomaco e sbottonandomi il bottone dei pantaloni. Per sempre.

"Così sono solo sogni frangibili per carillon distorti. Perché sai, anche con la cartapesta ci si può strangolare".



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