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lavoro pubblicato giovedì 6 giugno 2013
ultima lettura lunedì 14 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

QUI RAMSETH, PASSO E CHIUDO Cap. II - RAMSETH (ultima parte)

di mariapace2010. Letto 869 volte. Dallo scaffale Storia

Emma e Ramseth, pur separati da uno spazio-tempo di quasi 3300 anni comunicano telepaticamente... sarebbe interessante se qualcuno dicesse qualcosa in proposito (a parte l0aspetto fantasy, naturalmente)....





Se Emma avesse potuto vederlo, avrebbe stentato a riconoscere il ragazzo dall'aspetto regale che leera apparso sul video, nel ragazzo che stava percorrendo una stradina che correva verso la periferia della città, con i fianchi coperti da un breve perizoma. La figura era armoniosa e prometteva per l'età matura un fisico saldo e muscoloso.

Aveva lasciato le mura interne della città e stava dirigendosi verso i quartieri poveri.

All'interno di quelle mura, templi, palazzi e ricche dimore splendevano di ricchezza ed opulenza, ma all'esterno, capanne e modeste abitazioni indicavano un altro tenore di vita:
uno stridore netto e privo di qualunque eccezione.

Quei quartieri, polverosi e sterrati, si affacciavano sulle rive del Nilo segnati da stretti vicoli. Qui
viveva ogni sorta di gente: operai, soldati, pescatori, gabellieri e perfino
qualche medico per gente di poche risorse.

Quei quartieri ospitavano anche taverne e Case di Piacere; queste, però, frequentate da tutti: ricchi e poveri.

Proprio dietro una di queste Case, il vecchio Pahor teneva i suoi corsi di Teologia, lettura e scrittura; all'aperto, in un un praticello davanti alla sua casetta e setto o otto allievi
lo scoltavano attentamente. Stavano seduti per terra, a circolo, intorno a lui
che sedeva su uno scanno, tenendo in mano due o tre tavoltte d'argilla.

Uno di quei ragazzi era Ramseth.

Il vecchio scriba doveva conoscerlo molto bene ed aveva per lui un rispetto quasi reverenziale, ma lo trattava come gli altri, dal giorno in cui il ragazzo gli aveva detto:

"Riserba il tuo onore, di cui ignoro la ragione, per quando sarò diventato il più grande astronomo d'Egitto. Per adesso sono soltanto un ragazzo in cerca della verità!"

In verità, il vecchio prete sapeva bene cosa volesse dire quel "ricercare la verità": interminbili dispute teologiche a cui il ragzzo lo sottoponeva con assalti di domande pungenti come il pungiglione delle api del suo alveare. Unico in tutto il quartiere e il cui miele attirava i suoi allievi forse ancor più che la voglia di sapere.

Il vecchio attese la prima domanda, ma questa non venne. Anzi, era chiaro che il suo discepolo preferito avesse lo spirito e la mente presi da altre cure, tanto da spingerlo ad alzarsi
e ad allontanarsi senza dire una sola parola, seguito dal profumo di ciambelle
appena fritte che una donna stava portando al gruppetto.

Quello delle ciambelle era un odore caratteristico di quel quartiere, assieme all'odore di vino, proveniente dalle taverne e di pesce, di cui erano sature le vie.

Quando, però, una delle tante porte delle mura che separavano quel quartiere dalla zona dei ricchi si apriva, allora arrivavano profumi di mirra, incenso, frutta e lavanda e si disperdevano
lungo i moli a cui erano attaccate le barche dei pescatori e tra le loro capanne.

Ramseth lasciò quel posto e tornò sui suoi passi, fino alla porta attraverso cui era passato prima. Trovò ad attenderlo la lettiga con i due portatori neri: due giganteschi nubiani.

"Al Grande Tempio." disse.

Il Grande tempio era il Tempio di Ammon, sulla riva orientale del Nilo.

Tebe, come tutte le città egizie, era divisa in due: la Città dei vivi sul versante orientale del fiume e quella dei morti, sull'altra riva.

Sia la Città-dei-Vivi che la Città-dei-Morti erano ricche di splendidi, colossali monumenti. Più a nord, c'era il Santuario di Karnak, con i Templi per onorare Ammon, Osiride, Iside e
Ptha; più discosto c'era il Sacro Recinto del Dio-guerriero Montu, dalle
sembianze di Falco Divino. A sud c'era il Santuario della dea Mut, Sposa di Ammon.

Il Santuario di Luxor, con il Grande Tempio e il Santuario di Karnak, erano collegati dalla Strada Sacra, una via ricoperta da lastre di pietra provenienti dalle cave dei monti circostanti,
le stesse in cui erano scolpite le colossali statue: quasi ottocento arieti
seduti che stringevano tra le zampe posteriori un statua del Faraone Amenopeth
il Terzo. Attorno a questi complessi colossali, si radunavano templi minori ed abitazioni.

Sulla riva occidentale, invece, proprio di fronte ai due grandi Santuari, si stendeva la
Città-dei-Morti con i numerosi Templi funerari.

La lettiga attraversò alcune strade, fiancheggiò viali alberati, case e giardini, poi la tendina si scostò e il ragazzo ordinò ai portatori:

"Fermatevi! - scese dalla lettiga e disse - Portate a casa di mia madre il prete Pahor."

I due portatori si inchinarono fino a toccare con le mani le ginocchia, la schiena madida di
sudore, poi risollevarono la lettiga, fecero un giro a semicerchio e tornarono indietro.

Ramseth si incamminò a piedi; proseguendo, però, si allontanò dal centro e prese la direzione del fiume.

Il Nilo scorreva lento e maestoso, regale, tra i canneti, giuncaie e alti fusti di palme.

Ramseth si fermò a guardare le barche. Cercava un danabian, imbarcazione dalle veli di pelli.

"Osorkon si è spinto fino alla grande isola." pensò a voce alta.

Uno stormo di uccelli acquatici si levò in volo ed alcune anatre starnazzarono; dietro di loro era
comparso un coccodrillo.

Ramseth rimase a guardarlo mentre afferrava per un'ala una di quelle grasse malcapitate. Allontanò lo sguardo dalla scena; laggiù, sull'altra riva, il sole bruciava sulla Città-dei-Morti.

Cespugli odorosi di muschio lo invitarono; sedette e chiuse gli occhi; da lontano gli giungevano striduli versi di uccelli, rumori di remi e le voci dei pescatori.



Commenti

pubblicato il 06/06/2013 13.24.10
vannibravi, ha scritto: Quanta cultura 'specifica' occorre per scrivere uno di questi brani, calato in una realtà di qualche millennio fa, nella cultura e nella religiosità di allora, con un vocabolario anche appropriato ?!?!? Ciao MariaPace. VB. p.s.: questa mattina la mia libraia non aveva avuto ancora riscontro dei libri ordinati alla Montecovello! :-(
pubblicato il 06/06/2013 22.45.50
mariapace2010, ha scritto: ciao, Vanni... eh, sì! la mia è un'autentica passione. Io non credo nella reincarnazione, ma se così fosse, certo quell'epoca mi sarebbe nota... (a proposito dei libri: farò pressione) salutami principessa... ciao, ciao, Maria... hai visitato i siti che ti ho indicato? Fammi sapere cosa ne pensi.
pubblicato il 06/06/2013 22.58.12
vannibravi, ha scritto: Se intendi il sito mariellapace.altervista.org , sono stato più volte a visitarlo. Quando si approssimerà il tempo della visita al Museo penso che, più che visitare, dovrò studiare un poco, per non venire a Torino troppo sprovveduto. Ciao. VB

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