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lavoro pubblicato venerdì 31 maggio 2013
ultima lettura lunedì 30 settembre 2019

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ANTICO EGITTO - LA SCRITTURA (2° parte) Carattere magico-rituale

di mariapace2010. Letto 872 volte. Dallo scaffale Storia

Un vecchio si aggirava tra le grandiose rovine di Karnak, a Tebe.Germanico, proconsole romano in Egitto, si aggirava anch'egli fra quelle spettacolar...



Un vecchio si aggirava tra le grandiose rovine di Karnak, a Tebe.

Germanico, proconsole romano in Egitto, si aggirava anch'egli fra quelle spettacolari testimonianze di un grandioso passato e ammirava, attonito e stupito, i misteriosi segni incisi su quelle pietre, che raccontavano, in un linguaggio misterioso, qualche meraviglia.

Il vecchio gli spiegò che quegli splendidi e misteriosi "segni" narravano la gloriosa storia di Tebe e che poteva ritenersi un uomo fortunato, poiché egli era il solo in grado di saperli leggere.

Purtroppo, soltanto da lì a poco, quel vecchio rimase ucciso da un soldato. Forse per errore. Forse no! E nessuno poté più "leggere" quei "segni"

Quel vecchio era l'ultimo dei sacerdoti del Tempio in rovina e l'ultimo uomo ancora in grado di leggere l'antica scrittura egizia.

Questo accadeva circa due mila anni or sono.

In realtà, già qualche migliaio di anni prima, a conoscere quegli straordinari "segni" erano davvero in pochi, poiché il privilegio di "maneggiare" quei "segni era appannaggio di poche, pochissime persone. Persone così gelose di quel privilegio, da indurre il popolo ignorante
a starne lontano a causa della loro grande pericolosità.

Era il mistero della scrittura: il suono che si trasformava in segno e il segno che prendeva vita e vigore.

Era uno dei misteri più profondi, per l'antico abitante del Nilo: era il mistero della Scrittura! Un mistero a cui accostarsi con cautela e solo con le dovute precauzioni.

Era un "mistero divino"

Medu Neter! Così erano chiamati: Bastoni divini.
Accostarsi al divino era proibito, perché pericoloso per la propria sicurezza fisica e spirituale.

C'è da stupirsi? Direi proprio di no!

Il sapere e la conoscenza sono spesso stati appannaggio di pochi. In qualunque epoca e in qualunque civiltà. Questo perché, sapere e conoscenza costituivano un mezzo di potere. Lasciare il popolo nell'ignoranza ha costituito sempre la forza dei potenti... almeno fino a quando
è stato possibile!

Proprio come accadde in Egitto.

All'inizio quei "segni", tanto pericolosi, erano usati solo in campo magico-rituale: Testi delle Piramidi, pitture parietali di tombe,...

Al popolo si lasciava credere che il segno (bisogna tener presente che si era ancora allo stadio della scrittura ideografica), senza le dovute precauzioni, prendeva vita nello stesso momento
in cui veniva tracciato.

Così, ad esempio, a riprodurre nella scrittura la sagoma di un coccodrillo o di un pugnale, si correva il rischio di un assalto o una ferita.

Poi, qualcuno cominciò a porsi qualche domanda: cosa poteva accadere al Ka (spirito) del povero defunto che occupava quelle tombe ricoperte di "segni"?

Ed ecco nascere la figura del chery webb, il "Puro di voce", sacerdote esorcista, che con Rew ed he-kau, Incantesimi e Formule magiche, neutralizzava il potere di quei "segni".

Insieme a lui c'era il sem, che con l' Urreka, strumento magico, toccava figure e segni.

A volta capita di incontrare sulle pareti, in mezzo alla scrittura, strani geroglifici: sembrano spezzati a metà. E lo sono! Un'arma, un oggetto, un animale pericoloso... Lo scopo era di renderli inoffensivo dividendoli in due.

Fino a quando durò tutto questo?

Fino a quando la scrittura ebbe carattere esclusivamente magico, come per i Libri dei Morti per le Stele magiche o anche per i vasi ridotti in cocci per rituali magici. (vedere la Maledizione dei
Faraoni)

Sarà così fino alla fine del II millennio, quando la Scrittura riuscì finalmente a liberarsi di tale condizionamento. E sarà soltanto alla fine dell'Antico Regno, durante il quale era stata solo
d'uso regale e templare, che la Scrittura verrà estesa alla società con cambiamenti grafici che la renderanno più semplice e scorrevole.

Con questa svolta, farà la sua comparsa la figura dello SCRIBA.


(continua)


Commenti

pubblicato il 31/05/2013 6.40.33
vannibravi, ha scritto: Mi viene spontaneo trasferire quanto ho letto alla Bibbia. "...accostarsi a divino era proibito..." e pericoloso. Solo Mosè poteva avvicinarsi al Monte Sinai: chiunque altro sarebbe stato messo a morte (Es 19). Ma non solo, fino a tempi recenti (prima del Concilio Vaticano II) anche la mia religione cattolica riservava la lettura della Bibbia ai sacerdoti, e, ancor oggi nel Catechismo che solo il Magistero della Chiesa può esserne autentico interprete (preferisco non commentare!) Ciao. VB
pubblicato il 31/05/2013 12.59.58
mariapace2010, ha scritto: ciao, Vanni... sì! Accostarsi al divino è stato, nel passato più remoto, appannaggio solo di pochi... pochissimi, perché la superstizione, ancella del divino, era lo strumento più potente e pesante in possesso di quei pochi... fino a quando qualcuno non ha verificato da vicino... ciao, ciao

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