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lavoro pubblicato giovedì 30 maggio 2013
ultima lettura lunedì 20 maggio 2019

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Passaggio

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 437 volte. Dallo scaffale Viaggi

PASSAGGIO Lasciando tutto il male di questa vita  bruciare in discariche abusive    insieme alle molte  vane parole dette , legate   ad affetti e sentimenti vari ,alla  rabbia dalle gambe storte.   In c.......

PASSAGGIO

Lasciando tutto il male di questa vita bruciare in discariche abusive insieme
alle molte vane parole dette , legate ad affetti e sentimenti vari ,alla rabbia dalle gambe storte.
In coda insieme a generazioni d’impiegati e studenti . inseguendo le rime salterine che allegre gozzovigliano all’ombra di giorni difficili tutto diviene irrazionale travolti in una vorticosa danza , girandola di sinistri presagi , ove si compie il destino d’ognuno .
Passeggiando lungo strade affollate incontro al domani , legati al fato e all’accidia ad una strana sopraffazione che incalza e corre a perdifiato per rivoli insanguinati e inquinati .
Versi crudeli per vicoli malfamati, con un peso sulla coscienza salendo sulla metro o a piedi fino al santuario della beata vergine. Momenti difficili , vinti dall’invincibile sorte ha reso
tutto ciò possibile, ha generato in noi un mostro crudele ,un essere metà animale metà
chi sa che cosa che si nutre d’ illusioni e speranze . Nel ricordo dell’ore passate insieme ,
labbra carnose cornice del tuo dolce sorriso , il cuore batte all’unisono stretti l’uno all’altro .
Fu così che fui fermato in quella pubblica manifestazioni mentre gridavo la mia rabbia giovanile , incapace di cambiare il corso degli eventi , incapace di essere qualcuno o qualcosa.
E maggio giunse dopo le tante piogge e un messaggio venne a galla , una piccola speranza ,
un desiderio di poter cambiare quella triste esistenza .
Dopo mesi di prigione tu m’attendesti fuori il penitenziario un raggio di sole illuminò
la mia vita ,alla tua vista corsi verso di te , ma era già troppo tardi lentamente mi spegnevo , s’esaurivano le mie forze , la mia volontà . Attraversammo la città in sella alla tua moto
e ci fermammo a mangiare un gelato , t’abbracciai come tanto tempo fa’ e sentii rinascere
in me la voglia di tornare a lottare d’andare avanti di non fermarmi .
Ma era troppo tardi , ogni cosa era compiuta , ogni cosa era giunta alla fine , il volto oscuro
di una vita misera aveva reso strani e folli migliaia di giovani come noi , incapaci di essere economicamente indipendenti , resi inermi da un sistema simile ad un incubo dove scivola
e svanisce dentro la morte e l’amore.



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