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lavoro pubblicato martedì 28 maggio 2013
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

QUI RAMSETH, PASSO E CHIUDO - Cap: 1° OMIKRON

di mariapace2010. Letto 803 volte. Dallo scaffale Storia

Era proprio un bel telescopio ed Emma corse sul balcone per vederlo; la sacca di jeans con i libri di scuola volò nella stanza e finì su...


Era proprio un bel telescopio ed Emma corse sul balcone per vederlo; la sacca di jeans con i libri di scuola volò nella stanza e finì sul letto.

Poggiato su una base di legno, il telescopio puntava la canna dalla lente a specchio contro il cielo e pareva aspettare solamente l'occhio umano per spiare remote distanze.

"E' splendido! - esclamò, girandosi a guardare sua madre, che l'aveva raggiunta alle spalle - Non potevate farmi regalo più bello."

Sedici anni, un po' rotondetta, un musetto sbarazzino, Emma era una ragazza dinamica ed allegra. Aveva due splendidi occhi neri grandi e luminosi sotto un morbido caschetto che andava a posarsi sulle spalle e che conferiva al suo volto un'espressione tipicamente romantica.

Emma aveva due grandi passioni: le stelle e il computer. Passava mattinate intere in compagnia di Omikron, il suo computer, in una sfida eccitante e sempre più stimolante e serate intere dietro un cannocchiale puntato contro il cielo.

Si era anche iscritta ad una specie di club per appassionati di stelle ed era in contatto epistolare con riviste scientifiche astronomiche che, per la sua giovane età, l'avevano accettata come socio onorario.

Cercare "quel che di profondmente nascosto dietro le cose", come diceva Einstein, ecco ciò ch appassionava Emma e suo padre l'assecondava nella ricerca.

Il professor Curti era uno scienziato. Era un ricercatore nel campo della Intelligenza Artificiale e uno studioso, tra i più insigni d'Italia, della visione artificiale e della memorizzazione di una macchina. I suoi progetti erano ambiziosi e competitivi come quelli americani e giapponesi.

"Ti prometto solennemente... - la ragazzina si portò la mano al petto - che per un mese intero laverò i piatti."

"Ah.ah.ah... - rise sua madre, poi, guardando l'orologio - Santo Cielo! Sono in ritardo. Devo correre all'aeroporto. L'aereo di tuo padre atterra tra meno di un'ora."

"Posso venire con te, mamma?"

"Certo! Ma credevo che ti saresti attaccata al tuo telescopio." sorrise la donna.

Piera Curti era una donna moderna, dinamica, giovanile. Fisicamente Emma le somigliava moltisimo; fece una carezza a sua figlia poi si voltò per raggiungere la porta.

"Sono ansiosa di vedere papà.Ha sempre tante cose da raccontare quandotorna dai suoi viaggi."

La macchina era già fuori del garage, nel vialetto alberato di tigli; madre e figlia la raggiunsero.

"Sono ansiosa di vedere i regali che papà mi ha portato dall'Egitto." disse Emma, prendendo posto accanto alla madre, già alla guida.

Trovarono il professor Curti al bar del''areoporto di Caselle che stava prendendo un caffè in compagnia di un signore.

Alto, leggermente brizzolato, un paio di occhiali posati quasi con noncuranza sul naso, il professore era un uomo dall'aria simpatica. Lo sguardo un po' svagato, tipico dell'uomo di studio, il mento volitivo, la mascella quadrata, Ernesto Curti era una persona tranquilla
dall'aria cordiale.

Al contrario, l'uomo che lo accompagnava, molto giovane, simpatico, affascinante, occhi e capelli nerissimi, colorito bruno, era un bel ragazzo davvero e non passava di certo inosservato.

Si chiamava Dario Cardiff, da poco laurato in Fisica Nucleare ed era un collega del professore.

"Ciao, papà!" gridò la ragazza, correndo incontro al padre.

"Ciao, piccola! Tutto bene? - il professore l'abbracciò, poi abbracciò la moglie - Ti presento il dottor Dario Cardiff - disse rivolto alla donna, poi al giovane - Lei è mia moglie Piera e questa signorina è Emma."

"Lieta di conoscerla, dottore." salutò la ragazza tendendo la mano.

"Niente dottore. Mi chiamo Dario." sorrise il giovane.

"Ciao, Dario!" Emma rispose al sorriso.

"Sono felice di conoscerla, signora." riprese Dario girandosi verso Piera Curti.

"Fa molto piacere anche a me."


(continua)


Commenti

pubblicato il 28/05/2013 7.28.14
vannibravi, ha scritto: Racconto che si prefigura subito avvincente e che crea forti attese per i capitoli successivi. Sono ansioso di vedere cosa scoprirà Emma con il suo telescopio (spero che sia un bel Schmidt-Cassegrain!). L'aeroporto di Caselle mi evoca molti ricordi, non la parte dell'aerostazione normale, quanto quella dell'aviazione generale, in fondo a destra: in quante occasioni ho preso voli charter per Stoccarda della mia azienda (velivoli da ca. 10 posti) in occasione di importanti riunioni; più rari i ricordi di voli di linea. Ciao VB
pubblicato il 29/05/2013 7.09.47
mariapace2010, ha scritto: ciao, Vanni... siamo nell'era tecnologica... computer o telescopio: a volte mi sorprendo a pensare a cosa avrebbe potuto fare un genio come Imhotep (progettista di piramidi) o anche Leonardo, se avesse potuto disporre della moderna tecnologia... ciao, ciao
pubblicato il 29/05/2013 7.10.13
mariapace2010, ha scritto: ciao, Vanni... siamo nell'era tecnologica... computer o telescopio: a volte mi sorprendo a pensare a cosa avrebbe potuto fare un genio come Imhotep (progettista di piramidi) o anche Leonardo, se avesse potuto disporre della moderna tecnologia... ciao, ciao

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