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lavoro pubblicato sabato 11 maggio 2013
ultima lettura domenica 20 ottobre 2019

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IL PATTO - I Giorni della vendetta (ultima parte)

di mariapace2010. Letto 821 volte. Dallo scaffale Storia

(seguito)Ignaro degli ultimi avvenimenti, il figlio di Galeazzo Pisano rientrò al castello quello stesso giorno con le ultime luci del pomerigg...


(seguito)

Ignaro degli ultimi avvenimenti, il figlio di Galeazzo Pisano rientrò al castello quello stesso giorno con le ultime luci del pomeriggio.
Appena messo piede nel cortile, i fanti del Duca lo fermarono e circondarono lui e i due cavalieri che lo accompagnavano, intimando loro, con le lance puntate, di smontare di sella.

Prima che il giovane Pisano potesse fare o dire qualcosa, il messo del Duca gli si parò di fronte con una pergamena in mano; due fanti, intanto, avevano afferrato per le briglie il cavallo che cominciava a dare segni di nervosismo.

Stesa la pergamena con gesto solenne, il messo del Duca cominciò a leggere:

"Investito dell'autorità di Console Ducale, io, Guglielmo Galeno, per volontà del mio signore, Francesco Sforza, Duca di Milano per grazia divina, visti gli atti del processo solennemente svolti dal Tribunale alla presenza del Duca, vista la convocazione dell'accusato, Galeazzo
Pisano, davanti al Duca e l'esecuzione di detta convocazione, esaminati gli atti di istruttoria raccolti sul caso, le deposizioni e le attestazioni dei testimoni: dichiariamo non avente diritto alcuno sui beni e sul nome dei conti Pisano, il detto Alfonso, figlio del già citato Galeazzo, Capitano di Ventura, sottoposto a processo. Ordiniamo..."

Alfonso, che dopo un primo comprensibile atto di collera e di sconcerto aveva finalmente compreso la situazione, non lasciò al funzionario del Duca il tempo di finire la lettura.
Guardandosi intorno con l'espressione dell'animale braccato, con un violento, quanto imprevisto strattone si liberò dei due fanti che lo avevano preso in consegna, riuscì a neutralizzare altri due o tre soldati e si dette alla fuga in direzione delle segrete.

Gli si posero tutti alle calcagna.

"Non può andare da nessuna parte. Resterà intrappolato là sotto." esordì Spaccamontagne che stava arrivando in compagnia di Raniero.

"Io so bene dove quel serpente vorrebbe andare a nascondersi. - replicò Raniero - Seguitemi."

Correndo in direzione del portone e del ponte levatoio e trascinandosi dietro fanti e servitori, il ragazzo raggiunse il muro esterno della Torre Piccola e qui si fermò, come in attesa.

E l'attesa durò solo pochi attimi e subito dopo, una porticina abilmente occultata nel muro, si aprì cigolando e nel vano si stagliò la figura di Alfonso.

"Credevi di essere l'unico a conoscere i passaggi segreti che conducono fuori del castello? Per tua disgrazia anche io li conosco. Tutti... uno ad uno... Venivo a nascondermi per evitare frustate."

"Maledizione!" imprecò il fuggiasco.

"Ehi, moscardino! - Spaccamontagne lo prese per una delle ricche maniche sbuffanti della tunica - Dove credevi di andare?"

"Da qualche sgherro fedele... se ancora ne ha!" disse suotendo il capo Raniero.

"A giudicare dalle chiacchiere di quella locanda... ah,ah.ah... non credo proprio." ghignò
Spaccamontagne, stritolandogli l'esile braccio nella ferrea presa della mano poderosa.

" Alfonso Pisano, - Raniero tornò serio - ti consiglio di metterti nelle mani della Giustizia."

"Hai sentito il tuo padrone, piccolo lestofante? - interloquì ancora Spaccamontagne - Il tuo signore ti ordina di metterti nelle mani della Giustizia."

"Basta così! - riprese Raniero - Prendetelo e portatelo via." ordinò ai fanti del Duca, poi si girò in direzione di Letizia che stava giungendo, correndo trafelata e lo chiamava.

"Raniero... Raniero, cosa accade?"

"Nulla, mio bene. Non succederà più nulla che possa turbare la pace di questa casa." rispose il ragazzo tendendo le braccia, ma un urlo, alle sue spalle, lo costrinse a voltarsi: appena in tempo per ricevere in pieno petto il pugnale di Alfonso, che gli si era avventato contro con furia cieca.

Raniero barcollò; con una mano si premeva la ferita al fianco, mentre le dita si tingevano di rosso. Tese l'altro braccio verso Letizia, ma il terreno gli mancò sotto i piedi. Senza una parola, si lasciò scivolare a terra e l'ultima cosa che gli riempì lo sguardo, prima di perdere coscienza, furono due grandi ali scure alle spalle di Letizia: la Morte era arrivata puntuale, ma non aveva l'aspetto orrendo di Comare Secca. Era l'Angelo della Morte, quello che sovrastava la figura
della sua Letizia ed era lì per lui.

I fanti del Duca, intanto, accorsi per sostenerlo, erano chini su di lui e Spaccamontagne, in un impeto di collera irrefrenabile, aveva fatto giustizia dell'assassino, conficcandogli nel petto il suo pugnale fino all'impugnatura.


segue: EPILOGO


Commenti

pubblicato il 11/05/2013 21.15.33
vannibravi, ha scritto: Ho letto volentieri, cara MariaPace, come pure gli altri tuoi lavori. Pur avendo un'idea di una immensa cultura (storica in particolare) che ti appartiene, mi chiedo che sforzo di ricerca ci sia dietro un lavoro come il Patto. Oppure c'è una notevole ricaduta di altri tuoi lavori? Codialmente VB
pubblicato il 12/05/2013 10.08.24
mariapace2010, ha scritto: ciao, Vanni... grazie dell'interessamento... sì, c'é sempre della ricerca dietro un lavoro storico-letterario, anche di modesto spessore... nessuna ricaduta o scopiazzatura da altri miei lavori (se ho capito la tua domanda). Sia "Il Patto", che molti dei miei altri lavori, sono nati come libri didattici adottati come testi di Narrativa nelle Scuole Medie e Biennio Superiore (per cui dovevo stare bene attenta a quel che scrivevo)... in questa sede, naturalmente, li ho un po' ridimensionati ed adattati (ad. esempio, ho sacrificato la veste didattica). I lavori di ricerca più approfonditi, ad ogni modo, riguardano soprattutto l'Antico Egitto ... alla prossima, ciao, ciao
pubblicato il 12/05/2013 10.30.05
vannibravi, ha scritto: Cara amica, mi scuso perché temo di aver usato non correttamente il vocabolo 'ricaduta'. Pensavo ad esempio più a un 'adattamento' di un lavoro più complesso, per dargli una veste più consona a questo sito. In ogni caso, a te, soprattutto quando sei nelle tue vesti 'egizie' ma non solo, la mia stima e ammirazione. Chissà, mi piacerebbe incontrarti realmente, prima o poi, nella tua città dove ho lavorato per anni (Lungo Stura Lazio e Viale Puglie) . E piacerebbe anche a mia moglie che, a quanto ho compreso, come insegnante a riposo, conosce e apprezza la Mariapace 'didattica'.
pubblicato il 12/05/2013 18.47.40
mariapace2010, ha scritto: ciao, Vanni... sei gentilissimo, come sempre... Sì! ho fatto proprio come dici: ho adattato i lavori a questo sito... A proposito di Torino e dell'Egitto, sarete certamente stati al Museo Egizio, tu e tua moglie... Potrebbe essere un'occasione per incontrarsi di persona, soprattutto sapendo che tua moglie è stata un'insegnante e le farebbe piacere una rimpatriata... Fino a quattro o cinque anni fa ho portato quasi tutte le scolaresche di Torino (all'interno di un progetto didattico) a visitare il Museo... Se vuoi saperne qualcosa in più potresti visitare i seguenti siti: mariellapace.altervista.org mariapace2010.altervista.org intanto ti mando un caloroso saluto che abbraccia anche tua moglie... ciao, ciao
pubblicato il 12/05/2013 19.24.01
vannibravi, ha scritto: Carissima MariaPace: mia moglie insegnante delle Medie Inf. per una vita (a riposo credo dal 2002 o 2003) credo abbia condotto scolaresche al Museo Egizio almeno un paio di volte. Ergo: ci sono discrete probabilità che vi siate incontrate. Comunque quando le ho accennato che era in contatto con te e le ho accennato alle tue competenze 'egizie' si è messa davanti a Google e in pochi minuti aveva individuato il tuo sito internet. Abbiamo fatto più volte il proposito di visitare insieme il Museo, ma finora non l'abbiamo fatto. Però si può rimediare. Mi sembra di ricordare che il Museo di Torino venga subito dopo il Cairo. O forse c'è di Mezzo anche Londra? L'abbraccio è cordialmente ricambiato. Magari il prossimo in Via Accademia delle Scienze n.6
pubblicato il 12/05/2013 19.38.15
vannibravi, ha scritto: Col il permesso di MariaPace: un saluto a Lucertolina!
pubblicato il 13/05/2013 14.44.52
mariapace2010, ha scritto: ciao, Vanni... ti passo i saluti di Lucertolina... ciao, ciao...

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