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lavoro pubblicato mercoledì 1 maggio 2013
ultima lettura venerdì 22 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Carla: dolce gangbang al concerto metal

di Emyon. Letto 10647 volte. Dallo scaffale Eros

Mi chiamo Maria Carla, ma per tutti ormai sono Carla. Ho una cinquantina d’anni, sono alta, bionda, bocca carnosa, due belle tette ed un paio di gambe da far invidia ad una trentenne: lunghe e terminanti con un paio di caviglie che ancora gli uomini....

Mi chiamo Maria Carla, ma per tutti ormai sono Carla. Ho una cinquantina d’anni, sono alta, bionda, bocca carnosa, due belle tette ed un paio di gambe da far invidia ad una trentenne: lunghe e terminanti con un paio di caviglie che ancora gli uomini si girano a guardarle. Da qualche anno sono separata perché quello stronzo di mio marito mi ha piantata dall’oggi al domani per seguire la sua segretaria. Sembra un luogo comune, ma gli uomini giunti ad una certa età preferiscono seguire le ragazzine. A seguito della separazione ho dovuto affrontare anche periodi molto neri, in cui i soldi scarseggiavano. Una grande mano me l’ha data Gianni. Anche lui separato, un po’ più giovane di me. Vittima di una moglie arpia che non ha compreso che razza di brav’uomo sia. Nei momenti peggiori mi è sempre stato vicino, qualche volta mi ha anche prestato soldi, ma più che altro mi ha sempre cercato senza però opprimermi o richiedere qualcosa in cambio. Il nostro rapporto ha tutto l’aspetto di una tenera amicizia, anche se non nego che un paio di volte, complici le situazioni e magari qualche bicchiere di vino abbiamo finito per fare una bella e sana chiavata. Anche a letto non è niente male, è focoso, attento, premuroso e perché no..anche ben dotato. Ha due grandi passioni, la sua moto e la musica metal ed hard-rock. Un giorno, sapendo che da ragazza anch’io avevo queste passioni mi ha proposto di andare con un suo amico a vedere un concerto di un famoso gruppo di cover dei mitici ACDC. All’inizio gli ho detto che mi sentivo un po’ attempata per questo genere di cose, ma poi visto il suo entusiasmo e la promessa di un pubblico non proprio giovanissimo, mi sono lasciata convincere. Per l’occasione sono andata a rispolverare nell’armadio qualche vestito per così dire d’epoca. In una scatola ho trovato una bellissima gonnellina ed un fenomenale giubbottino di pelle, un minichiodo. Me lo ricordo, trent’anni prima quel pezzo faceva girare gli uomini per strada. Allora mi potevo divertire a mettere ben in mostra le mie splendide poppe, che ora sono forse un pochino più cadenti, ma sanno ispirare ancora tanto sesso. Il giorno del concerto arrivò veloce e mentre sentivo in lontananza il rumore delle moto, rigorosamente in style Harley mi vedo Gianni ed il suo amico parcheggiarsi davanti a casa. Scendo e mi mostro in tutta la mia sfacciata sensualità rockettara. Stivaletto nero allacciato alla caviglia con tacco dieci, gambe in un pantajazz nero un po’ corto, la gonnellina di pelle sopra, un body grigio abbastanza scollato ed ovviamente il mio mitico chiodo. Capelli vaporosi e rossetto laccato rosso. Un vero esemplare da concerto. Con lui c’è il suo amico Enrico, un bel tipo ricciolino, tipo mediterraneo, ma un po’ di poche parole. Gianni invece è sul mezzo brizzolato, con maglietta nera, collanina metallica e chiodo leggermente borchiato. Gianni mi porge un caschetto ed una lattina di birra e mi invita a salire in moto. Gli dico che sono a stomaco vuoto, ma insiste dicendomi che pensare a divertirmi. “Stai andando ad un concerto, mica ad un funerale…” Fra me penso, “Hai ragione!”. Tracanno la birra che tuttavia grazie al sole che batte, mi da subito un po’ alla testa. Appena salgo sulla moto e sento il potente colpo di gas, la mia figa ha un sussulto, quella vibrazione potentissima la sta eccitando da matti. Il contatto con Gianni, il suo odore maschio pulito e profumato unito all’effluvio del capo di pelle mi fanno davvero inebriare e bagnare. Mentre andiamo in moto non riesco a trattenermi ed in un paio di occasioni allungo le mani sulla sua patta e sento che il suo cazzo è duro come un cannone della Regina Elisabetta. In questo momento mi piacerebbe fermarmi in qualche prato e farmi scopare senza freno. Mi viene in mente tutte le scappatelle di quando ero ragazzina…Sempre mentre andiamo mi tengo al corpo di Gianni. E’ proprio un bell’uomo, il suo tronco è possente e muscoloso. Non è scolpito perchè gli anni passano anche per lui, ma di sicuro non mi sono mai pentita di aver fatto delle belle chiavate con lui. Adora scoparmi a pecorina. Mi mette sul letto, mi fa sdraiare di pancia e affonda il suo cazzo con vigore nella mia carne piena di desiderio. Dopo un’ ora di viaggio arriviamo nella periferia di Milano. Fa caldo e anch’io non scherzo. Mentre venivamo al concerto ci siamo fermati in un paio di baracci per motociclisti e non abbiamo risparmiato sul bere. A me gira la testa fortemente, ma so resistere. Entriamo nel locale e mi rendo conto che si tratta di una specie di discoteca. Al di fuori il parcheggio è costellato di moto custom con tante cromature ed i serbatoi serigrafati. Dentro è quasi buio e piano di gente. Sono quasi tutti uomini di mezz’età malamente vestiti con abbondanza di magliette nere e giubbotti di pelle. L’aria è satura di fumo, di birra e di odore di sudore. Devo essere sincera che il tanfo è pesante anche se carico di ormoni. A guardarmi in giro non ho potuto fare a meno di notare che tanti maschi mi stanno guardando e molti si danno una strofinata ai loro gioielli in segno di approvazione. Tanta ignoranza, m i fa un po’ rabbrividire, ma dall’altra mi fa anche molto piacere perché significa che sono ancora una bella donna. Sicuramente i mie sandaloni Entriamo e co sediamo in un angolo a parlare. Gianni si avvicina a me e mi sussurra “Oggi sei davvero bella…la mia ex moglie non sarebbe mai venuta in un posto così e soprattutto non avrebbe mai messo in mostra tanta bellezza…sai non voglio dirti che sono innamorato di te, ma sicuramente sei la donna a cui voglio più bene…e poi mi piace quando mi fai eccitare mentre sono in moto. E’ davvero la sensazione più bella che posso provare…” Anche se ero un po’ ubriaca stavo capendo benissimo il senso di tutto questo suo discorso. Lui era innamorato di me, ma non aveva paura di rovinare il nostro rapporto. Anche a me lui mi piace molto e mi fa sentire una vera donna. Dopo un mezz’ora il concerto stava per iniziare, tutta la ressa si è ammassata verso il palco e mio mi ritrovavo schiacciata in mezzo ad un’orda di motociclisti festanti e sicuramente arrapati. Il concerto comincia e tutto il gruppo comincia a pogare. Sento tanti spintoni, ma non solo. Sento mani furtive che quasi casualmente mi toccano e mi palpeggiano. Sento mani sul culo, sui fianchi, perfino un paio di pizzicotti sulle tette. Tutto ciò è orribile ed eccitante da matti. Sono vittima di effusioni e non so da parte di chi. Gianni è dietro di me, ma sembra tranquillo, in fondo si sta godendo il concerto con la sua birra in mano e non ha bisogno di palpeggiarmi perché sa che mi può scopare come e quando vuole. Tutto intorno a me ci sono uomini ingoiati, il calore è immenso e a me gira da matti la testa. In un momento di mancamento, dovuto anche ad un sonoro spintone del gruppo alle mie spalle mi appoggio alla vita di un biondo davanti a me. E’ molto più alto di me ed appena le mia mani cingono la sua vita lui afferra energicamente i miei polsi e me li attira a sé direttamente sulla sua patta. Mentre mi sto rendendo conto di questo vedo nero davanti a i miei. Oddio mi stanno bendando! In men che non si dica mi ritrovo in mezzo ad un’orda chiassosa, incatenata e bendata. Non posso neanche urlare perché nessuno mi sentirebbe. Intanto che comincia Hell’s bells e la folla esplode in un urlo sento che molte mani cominciano a toccarmi. Mi stanno palpeggiando ovunque, non so dire quante siano, saranno almeno una decina. Che meraviglia, questo trattamento mi sta facendo davvero impazzire, sono tutte mani diverse che mi palpano, mi accarezzano, mi graffiano delicatamente. Un brivido misto di paura e di totale lussuria mi pervade da capo a piedi. Il biondo davanti a me mi ha messo il cazzo in mano. Sento una sberla di carne bollente nel palmo della mia mano. Non riesco a fare a meno di cominciare a menarlo. Intanto che la canzone prosegue, sempre in mezzo a tanti spintoni sento due mani che afferrano i miei pantaloni attillati e li calano a mezze gambe, così che la mia figa fradicia rimane protetta solo da una piccola mutandina nera. In mezzo a tante spinte sento una mano sulla nuca che mi afferra e mi fa ruotare la testa. In men che non si dica la mia bocca viene riempita da una grossa cappella. Facendo fatica a leccarla, questo grosso arnese mi finisce in fondo alla gola e comincia a sfottermi la bocca come se fosse una figa. Da dietro sento che una mano rude mi sta infilando sotto alle mutande e sta spalmando i miei umori su tutta la figa e sul buchetto del culo. Ad un nuovo sussulto dell’orda sento un bel cazzo che si appoggia sulla mia fica e mi trafigge impartendomi lo stesso ritmo di spinta del pubblico. Sto godendo davvero da matti, questa situazione di ignoto e di branco, l’odore di sudore, le mani che mi toccano e tutto il resto mi stanno facendo uscire di cervello. Un’altra mano completa l’opera afferrandomi intorno al seno ed impartendo al mio capezzolo sinistro un sonoro strizzone. Oddio non sto capendo più niente…sono totalmente in estasi. Ho un cazzo duro in mano, uno in bocca, uno che mi pompa con foga la figa, non ci vedo ed uno sconosciuto maniaco mi sta tormentando un capezzolo. Grazie a questa sensazione ho sentito una vampata di calore ed ho provato una serie infinita di orgasmi. Ovviamente non ho potuto urlare, anche perché tanto non avrebbe sentito nessuno. Che situazione strana. Mi sono sentita vittima e profondamente troia in un sol colpo. Sul finire della canzone ho sentito tutti i cazzi che stavano sborrando. La mia mano era piena di sperma, sperma mi colava dalla bocca ed in mezzo alle gambe. Finita al canzone come tutto è cominciato, è scoppiato un urlo da parte di tutto il pubblico e mi sono ritrovata magicamente libera. Dopo qualche secondo in cui mi stavo riprendendo dal violento godimento sento la voce di Gianni che afferrandomi per la vita mi toglie la benda e mi dice con voce molto dolce “Lo sai Carla che ti amo!” Mentre mi aiutava a risistemarmi le mutandine ed il pantajazz mi rendevo conto che il suo cazzo era fuori dai pantaloni ed era fradicio del mi odore di sesso…che meravigliosa chiavata! Penso che nella mia vita nessun uomo era mai riuscito a farmi godere tanto. Mentre il cantante annunciava la canzone finale…ovviamente Thunderstruck…mi girai e baciai Gianni come non avevo mai baciato nessun uomo. A termine del bacio gli dissi “portami a casa tua e finisci quello che hai iniziato” Gianni mi prese energicamente per una mano, mi accompagnò in direzione del bagno e mi disse “Carla ti aspetto fuori con la moto accesa!”…quella serata finì con una delle più grandi scopate della mia vita. Lo facemmo ovunque, in ogni posizione, senza freni e senza risparmiarci. Per me fu l’inizio della mia nuova vita….ovviamente insieme a Gianni.


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