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lavoro pubblicato mercoledì 1 maggio 2013
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL PATTO - I Giorni della Vendetta (1° parte)

di mariapace2010. Letto 941 volte. Dallo scaffale Storia

... giunti i giorni della vendetta, che cosa succederà?... riuscirà il nostro eroe a sfuggire alla Morte che lo insegue da quattro anni?



Avvistarono Corvo, il primo villaggio della contea dei Pisano, con le prime luci del giorno.

Raniero e Spaccamontagne avevano cavalcato quasi tutta la notte, il giovane voleva arrivare nella sua casa prima del messo del Duca, cui aveva chiesto ed ottenuto di tornare in incognito. Per scoprire, aveva spiegato, gli amici e i nemici, prima di essere reintegrato ufficialmente nel rango che gli spettava di diritto.

Corvo era un agglomerato di case piccole e basse, inerpicate addosso alla collina come un gregge di capre sparse; tutte, però, erano solide e munite di inferriate alle finestre.

Ecco l'insegna del fabbro, dello speziale, del ciabattino e proprio in fondo, quella dell'osteria.

Fu in quella direzione che i due amici puntarono i cavalli.

Sulla veste di maglia di ferro, i due portavano solamente un corsetto di metallo e sul capo l'elmo, la cui visiera, però, il ragazzo portava abbassata, nel timore che qualcuno potesse riconoscerlo.

Il compagno, che non aveva di queste preoccupazioni, esibiva, invece, la folta capigliatura che, secondo l'uso guerresco, s'era lasciata allungare fino all'altezza del collo.

Raggiunta l'osteria, i due amici legarono i cavalli ad una staccionata ed entrarono.

Vi trovarono poche persone, contadini e paesani e tutti si girarono verso di loro.

I due giovani occuparono un tavolo ed ordinarono da bere e da mangiare e subito dopo presero d'assalto un fumante piatto di pasta e lenticchie.

Raniero, che aveva dovuto togliersi l'elmo, sperando che i quattro anni trascorsi, i capelli allungati e l'accenno di barba gli avessero alterato la fisionomia del volto, pose orecchio alle chiacchiere bisbigliate che giungevano alle loro orecchie.

Le conosceva tutte quelle persone. Nomi e mestieri: lui non aveva dimenticato una sola di quelle facce. C'era Bortolo il porcaio, Finuccio il pastore e qualche altro.

"Saranno soldati del Duca."

Era la voce del porcaio, quella che lo raggiunse alle spalle.

"Ora che la guerra con Venezia è finita, - faceva eco una seconda voce - tornano alle loro case."

"E' tornato anche Gualtiero, il figlio del fornaio ed ha portato, si dice, ricchi doni per la futura sposa."

"Oh! - sentì replicare il porcaro con accento ironico - Alla bella sposina non resterà che il ricordo di tutti quei doni: Gualtiero doveva già venti denari allo speziale, per la tassa che il conte Galeazzo ha imposto a chi si arruola."

"Ed altri venti ne dovrà pagare, - interloquì una terza voce - se vorrà sposare Isolda."

"Già! Isolda la Bella non possiede altra ricchezza che la propria bellezza e non avrebbe avuto di che pagare per avere il permesso di sposarsi, se non ci avesse pensato Gualtiero."

"Il conte Galeazzo non dorme di notte per inventare qualche nuova tassa da imporre a noi povera gente."

"Stai zitto! Vuoi finire nelle segrete del castello?" lo redarguì il pastore Finuccio che fino a quel momento aveva rivolto la sua attenzione unicamente al piatto che gli stava davanti.

"No, davvero! Non sai che i disgraziati rinchiusi nelle segrete del conte devono pagare anch'essi una tassa per sostenersi?"

"Dici davvero?"

"Come no!... Altrimenti restano a digiuno. Quel tiranno..."

"Ma vuoi tacere, mastro Certaldo? Vuoi stare zitto?"

"Zitto, zitto, zitto!... Dobbiamo sempre stare zitti, noi altri? Dobbiamo sempre chinare la testa e farcela schiacciare come l'Arcangelo Michele fa con il demonio?"

"E cos'altro vuoi fare?.. Cosa possiamo fare?"

Spaccamontagne sollevò il capo dal piatto; aveva preso solo poche cucchiaiate, interessato a quella conversazione e parve sul punto di intervenire, poi, con una scrollatina di spalle, si ributtò sulle lenticchie.

"Molto si può fare. - ancora la voce che il pastore aveva chiamato Tibaldo - Ora che la guerra é finita, il Duca dovrà pur sapere cosa accade fuori della corte di Milano."

"Sei un illuso, mastro Certaldo. - replicò l'altro, attaccandosi con le labbra alla bottiglia, quasi cercasse sostegno nel vino - Il conte Galeazzo é un vassallo del Duca e noi siamo povera gente. Chi credi che ascolterebbe in una disputa con il padrone, ehhh?... Chi ascolterebbe?...I signori si danno sempre mano l'un l'altro."

Raniero alzò il capo dal piatto.

"Vieni, andiamo. - disse al compagno - Ho ascoltato abbastanza!"

Lasciarono la locanda e cavalcarono per un pezzo.




(continua)


Commenti

pubblicato il 01/05/2013 18.34.28
johnbrown41, ha scritto: Mi è piaciuto leggere questo lavoro. Trovo buoni il racconto e la cornice storica. Aspetto con interesse il seguito. JB41
pubblicato il 02/05/2013 5.54.00
mariapace2010, ha scritto: ciao, JB41... lietissima di conoscerti e bene arrivata... grazie del lusinghiero commento al mio lavoro, ma devo dire che trovo piacevole anche il tuo... soprattutto la storia di Rossana, che mi ha riportato indiettro ai tempi della scuola... un caro saluto... ciao, ciao
pubblicato il 02/05/2013 11.41.53
johnbrown41, ha scritto: Gentile amica, ho scritto questo commento al tuo scritto in un modo un po' naïf, quando non avevo ancora un'idea della tua vasta produzione letteraria (sia in estensione che in profondità). Dopo aver fatto una ricognizione in tal senso, la mia stima è ulteriormente cresciuta. Grazie anche del tuo cordiale benvenuto. Spero che rimanga tale anche dopo che ti avrò confessato che il mio pseudonimo è JohnBrown... non per caso. Io sono di sesso maschile (spero ben lateralizzato), marito, padre e nonno felice. Spesso però nei miei racconti, in gran parte non pubblicati, cerco di riflettere sulla psicologia e sulla sessualità femminile; spero in modo non troppo maldestro. Per quale motivo lo faccio? Forse perché sono convinto che la "donna" (prima di tutto quella che ho sposato) sia una creatura meravigliosa, molto più interessante dell' "uomo". Spero di non averti troppo ... sconcertato. JB41
pubblicato il 03/05/2013 11.57.59
mariapace2010, ha scritto: ciao, JB41... ciao, caro amico... il tuo è un meraviglioso elogio alla donna e di questo non posso che compiacermene, soprattutto in tempi in cui il "femminicidio" sembra diventato quasi una moda... devo anche ringraziarti per il giudizio favorevole che esprimi nei miei confronti... ho anch'io dei nipotini meravigliosi e molti degli scritti sono stati ispirati proprio da loro... a scuola, poi, progettavo trame assieme ai miei alunni... ti rinnovo ancora il bene arrivato e aspetto di leggere altro di te... ciao, ciao.

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