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lavoro pubblicato mercoledì 1 maggio 2013
ultima lettura sabato 16 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Angela

di amensa. Letto 2633 volte. Dallo scaffale Eros

Voi siete un uomo maturo, vicino alla vecchiaia. Avete figli e nipoti, anche se essi vivono ormai la loro vita indipendentemente da voi. Siete un uomo di aspetto ancora gradevole, anche se un po’ appesantito dagli anni,

e viaggiate solo, essenzialmente per lavoro.

Appare una ragazza, avvenente, bella, forse appena maggiorenne, che per una qualche ragione , indipendente dalla vostra volontà, viene a contatto con voi, vi parla, e resta evidentemente affascinata.

Tutto il suo linguaggio “del corpo” ve lo comunica, i suoi sorrisi, i suoi sguardi, la sua postura, e voi vi sentite quasi un pedofilo ma non siete capaci di staccare gli occhi ed i sensi da quella creatura, anzi, la vostra virilità grida vendetta ……. Vuole emergere, appropriarsi di quel fiore. Che fate ?

Date ascolto alla ragione che vi sconsiglia qualsiasi incoraggiamento a quei segnali, o a quell’istinto primordiale che attrae l’uomo verso la donna ?

Bella domanda , vero ? ma la risposta può venire solo vivendo quella situazione.

Arrivo in albergo a mezzogiorno del lunedì, mi fermerò fino a fine settimana, per una serie di incontri di lavoro. Mi registro ottengo la chiave, salgo in camera.

È un albergo quattro stelle, la camera è perfettamente pulita , ordinata, pronta ad accogliermi.

Poso la valigia, tiro fuori abiti e biancheria, faccio una doccia, mi rivesto ed esco, vado a mangiare e poi, nel primo pomeriggio, al primo incontro.

Rientro la sera, la coperta del letto è piegata, quasi un invito ad accogliermi, la finestra socchiusa e le tapparelle a mezz’asta, nuovi asciugamani sono piegati sullo sgabello del bagno e …….. un mazzetto di fiori di campo, in un piccolo vaso, fanno bella mostra di se in mezzo al tavolo.

Profumano di fresco, sono stati colti da poco, e il loro valore commerciale è nullo, ma quello che trasmettono è un dolce “buongiorno”. Non è sicuramente parte delle “procedure” dettate dalla direzione, ma senz’altro una iniziativa personale di qualcuno del servizio.

Sta di fatto che mi fa sentire bene, quasi in un ambiente meno asettico, estraneo, e seppur solo, mi illude che qualcuno , lì, abbia avuto questo gentile pensiero per me, e già mi voglia un po’ di bene.

Non so come esprimere la mia riconoscenza, poi sfilo un biglietto da 20.000 lire e lo lascio sul tavolo.

Vado a dormire, mi alzo e mi preparo, esco ….. torno per le 12,30,la stanza è rifatta, i fiori non ci son più e il biglietto da 20.000 lire è ancora li.

Scrivo un bigliettino.

“Accetti questo piccolo segno concreto della mia riconoscenza per aver dato un tocco di calore ‘famigliare’ a questa stanza.”

Esco, vado a pranzo, vado al lavoro, torno.

Un altro mazzetto di fiori freschi è nel vaso sul tavolo, e sul retro del mio biglietto “Smonto alle 21, vorrei parlarLe, busserò lievemente alla porta, per non disturbarLa nel caso non Le facesse piacere incontrarmi.”

Alle 21, sono in camera, la porta socchiusa, ed un tocco leggero la spinge lievemente.

“Avanti”, faccio io che sono seduto alla scrivania a finire gli appunti relativi alla giornata.

“Non disturbo ? “ dice lievemente.

A quella voce così giovane mi giro, è sulla porta alta, snella, bella con un visino innocente, avrà forse 25 anni, e indossa la tuta a righe, che pur essendo un po’ informe, evidenzia un bel seno.

“ Prego, entri, son contento di poterla ringraziare di persona per quei fiori. Un pensiero gentile di una persona molto sensibile.

“Ho visto subito che non arrivano da un fiorista, ma son freschi di campo, e questo vuol dire che è un pensiero suo, non della direzione dell’albergo. Le confesso che mi ha reso davvero contento il vederli li, sul tavolo, ed ho cercato di dimostrarle con un piccolo riconoscimento concreto quanto mi aveva fatto piacere”

Al che lei, entrando, mi disse: ”Parte di cosa volevo sapere, me lo ha detto lei, dandomi del lei e non del tu.

Lei mi rispetta, nonostante la mia età e la situazione, lei il cliente, io la cameriera. Sono rimasta orfana giovane e, per vivere mi sono anche prostituita. Poi ho smesso quando ho trovato questo lavoro che non mi rende molto ma mi permette di vivere.

Quanto lei ha messo come mancia rappresenta quasi metà della mia paga giornaliera, pertanto mi è parsa eccessiva. Non so come e non so da chi, ma è già accaduto che un cliente sapesse del mio passato, e cercasse di approfittare di quel mio vecchio mestiere.

Trovando una mancia così generosa ho temuto volesse da me quanto ora concedo solo più a chi piace a me.

Ma come mi ha accolta mi ha chiaramente indicato che non era questa la sua intenzione, e quindi le sono doppiamente grata.”

Ed io replicai :” Chiarito il dubbio chiedo due cose, di provare a darmi del tu, il mio nome è Andrea, e vorrei esser chiamato così per sentirmi anche un po’ meno vecchio, l’altra cosa che vorrei sapere è se per tutti i clienti, coglie fiori e li pone sul loro tavolo”.

“ Accetto volentieri, ed il mio nome è Angela, e no, non a tutti, anzi a pochissimi offro questo mio pensiero.

Ti ho visto arrivare, ieri, e ho percepito in te un uomo triste e solo …… ed ho pensato che quel piccolo segno potesse farti sentire un po’ a casa tua. Sbaglio ? E scusami se magari sono invadente e presuntuosa, ma ho imparato, con cosa facevo prima, a cogliere la tristezza e la solitudine negli occhi di certi uomini”.

“Senti, Angela” continuai “ siediti un momento , mi fa piacere parlare con te, sempre tu non abbia altri impegni …….. hai perfettamente ragione …… nonostante due matrimoni, un certo numero di figli, oggi sono solo, mi sento solo perché i miei sono distanti, non riesco più ad avere rapporti decenti con loro, e quindi accetto anche di viaggiare, per sentire meno il peso di questa solitudine.”

“ Strana la vita, vero ? Tu non hai problemi economici, ma ti manca l’affetto, io ho un gran desiderio di avere e donare affetto, e ho appena di che vivere”.

Ed io replicai “ Accetta quanto ti darò per quei bellissimi fiori, l’affetto, il sentimento non si comprano, ma permettimi di esprimerti a mio modo quanto mi fanno piacere, e un po’ di denaro è l’unica cosa di cui dispongo.”

Continuammo a parlare per quasi un’altra ora, poi lei dicendo che doveva alzarsi presto, l’indomani, mi salutò e se ne andò.

Appena uscita mi domandai cosa mi stava accadendo con quella ragazza …….. mi sentivo attratto da quell’innocenza, quella sensibilità quella trasparenza e da quel bellissimo corpo giovane e sodo, ma razionalmente non volevo nemmeno pensarla come donna , come amante,ma quel pensiero tornava, insistente.

Mi misi a letto ma non mi addormentai subito, e quasi senza volerlo mi masturbai fino ad avere una abbondantissima eiaculazione ……. Mi spostai sull’altro lato del letto e finalmente mi addormentai.

Il giorno dopo, il tutto si replicò, identico al giorno prima, con la sola eccezione, che alle 21 il tocco alla porta fu più deciso, ed al mio “avanti” entrò con un radioso sorriso e un dolcissimo “buonasera, Andrea”.

“Posso stare un po’ con te ? se ti disturbo dillo, me ne vado subito, ma avrei alcune cose da dirti”.

Purtroppo il mio pensiero andò subito al suo bel corpo, al suo dolce viso, ed al fatto che fosse lei, ad esser venuta da me ….. ed io la riconobbi subito come donna, come possibile, dolcissima amante, e il mio pensiero si manifestò subito nei miei calzoni, dato che un’erezione forte si era consolidata ……. Lei sorridendo mi guardò li, e poi mi disse dolcemente “ieri sera, nel letto mi son masturbata, pensando a te ….. si lo so, che sei molto più grande di me, ma i tuoi modi, i tuoi occhi son dolci, e nutri per me molto rispetto.

Poi, stamattina, ho cambiato le tue lenzuola perché ho visto che anche tu hai provato qualcosa, la stessa cosa che stai provando in questo momento, anche se non hai il coraggio di chiedermelo …….. io lo desidero e sotto questo grembiule non ho nulla ……. Mi vuoi ?” .

“ Si , è vero, ti desidero anche se mi sento un po’ male al pensiero della differenza delle nostre età ……. Potrei essere tuo padre, ed anzi, i miei primi figli son sicuramente più vecchi di te, e per questo sono molto combattuto tra il desiderio e la ragione.”

“Mettiamoci a letto, io desidero soprattutto essere abbracciata, sentire del calore umano, dell’affetto sincero, poi se faremo del sesso sarà perché hai superato ogni resistenza, in caso contrario, capirò”

“Sei di una dolcezza straordinaria, Angela, ed io non so come compensare questa tua offerta”

“ Non sognarti di pagarmi, mi offenderei, abbracciami e stringimi a te, voglio sentire il tuo corpo contro il mio, questo desidero adesso”

Così mi svestii, lei si tolse il grembiule e ci coricammo.

Si aggrappò subito a me, con la testa appoggiata sulla mia ascella, ed il suo seno contro il mio fianco, e il pube contro la gamba che leggermente accarezzava, la mia.

A me venne voglia di accarezzare quella schiena liscia, quel fianco, quella nuca, quei capelli, e quella coscia.

La accarezzavo e la baciavo prima sulla fronte, sulle gote, e poi sulla bocca. Lei accettò subito le schermaglie con le lingue, mentre con la mano ero giunto a toccarla sotto sentendola già abbondantemente bagnata.

“Vienimi dentro, ti prego”, mi sussurrò con un filo di voce, e dopo averla girata leggermente le fui sopra, e poi dentro.

Le sue gambe si strinsero attorno alle mie, tirandomi sempre più dentro di lei, finchè dopo essermi trattenuto al massimo venni, dentro di lei.

Aveva goduto, ma sicuramente non aveva avuto un orgasmo, e di questo mi scusai.

“Guarda che mi è piaciuto molto, e mi sento molto soddisfatta …… “

Schernendomi le dissi che, sapevo fare molto meglio, ma che questo nostro incontro mi aveva almeno fatto superare ogni remora nei suoi confronti …..

“Se mi vorrai ancora, domani sera sarò di nuovo qui.”

“ Se vuoi puoi anche fermati qui, stanotte, e quando vorrai, l’averti, mi farà felice “

Andò in bagno, tornò e indossò il grembiule, mi diede un dolce bacio ed uscì.

Le due sere successive tornò ed io la accolsi senza più alcuna remora, e la portai per due volte all’orgasmo.

Fu bellissimo il come si lasciò andare al piacere, rimanendo sfinita ma beata, per il tanto piacere provato.

L’ultima sera, prima che mi lasciasse l’abbracciai forte, la baciai intensamente e la ringraziai per il tanto che mi aveva dato. Gioia, tenerezza, un godimento intenso, mi aveva dato un raggio di felicità “Anche a me hai dato tanto piacere, sono davvero stata bene con te” replicò.

L’indomani partii, con un grosso dubbio sul mio comportamento, su quanto era accaduto, su quanto quella ragazza mi aveva donato, senza chiedermi nulla.

Ma così è la vita …… carpe diem, cogli l’attimo con chi te lo offre e non domandarti troppi perché. Tu non lo saprai, ma l’universo lo sa.



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