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lavoro pubblicato domenica 28 aprile 2013
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CECIO, IL LUPETTO DELLA FORESTA

di ANGELA PRESTIANNI. Letto 1264 volte. Dallo scaffale Fiabe

CECIO, IL LUPETTO DELLA FORESTA   C’era una volta una foresta piena, piena di alberi.  Alcuni di questi alberi erano alti come palazzi di cinque piani, altri erano piccini, ma tutti vivevano insieme allegramente nel verde de...

CECIO, IL LUPETTO DELLA FORESTA

C’era una volta una foresta piena, piena di alberi. Alcuni di questi alberi erano alti come palazzi di cinque piani, altri erano piccini, ma tutti vivevano insieme allegramente nel verde della natura.

Quando la luna illuminava la foresta, durante la notte, gli animali uscivano dalle tana per andare a caccia o per bere giù al ruscello.

Proprio sulla montagna, alle spalle della foresta viveva una famiglia di lupi grigi.

Da poco erano nati dei cuccioli che seguivano le loro mamme per perlustrare tutto il territorio.

Dall’alto della montagna, ancora carica di neve, osservavano la foresta e tutti gli animaletti che la popolavano.

Tra i cuccioli, il più piccolo si chiamava Cecio, ed era un lupetto molto simpatico e curioso.

<Mamma, cosa è quello?

A cosa serve quello?

Perché mangiamo questo e non quello?>

<Quante domande, Cecio!

Una cosa alla volta e mamma e papà risponderanno a tutte le tue richieste!>

A Cecio piaceva moltissimo perlustrare il bosco da solo e restava incantato dalle meraviglie che la natura ogni giorno gli faceva scoprire.

<Chi sei tu?>

<Sono l’acqua del ruscello che ti toglie la sete!>

<E tu invece chi sei?>

<Sono un coniglietto, ma scappo, scappo perché se no tu mi mangi in un boccone!>

<No, aspetta, io voglio essere tuo amico!>

Ma il coniglietto era già scappato lontano, lontano.

Un giorno, Cecio si allontanò troppo dalla sua tana senza accorgersene.

Si ritrovò proprio nella foresta che vedeva dall’alto della sua montagna. Quegli alberi alti, alti gli mettevano un po’ paura.

I rami degli alberi bassi, lo toccavano mentre correva come un matto da un posto all’altro.

Un sacco di piccoli animaletti più spaventati di lui scappavano veloci.

Cecio, ora era proprio stanco e spaventato, si fermò ai piedi di un altissimo abete e si rintanò tra le radici che uscivano fuori dalla terra.

La luna era alta nel cielo ed il nostro piccolo lupetto si addormentò sognando la sua calda ed accogliente tana al sicuro tra le zampe di mamma e papà.

Intanto il branco di lupi era partito alla sua ricerca. Mamma lupo era disperata, piangeva e chiamava il suo piccolo Cecio.

La fatina della foresta, allarmata per il gran trambusto arrivò al grande abete e si accorse del piccolo lupo smarrito. Fece uscire le sue piccole ali e volò sulla montagna per avvertire i lupi che il loro cucciolo era sano e salvo tra le radici del grande abete.

Il branco di lupi grigi arrivò ululando nella grande foresta per rprendere il piccolino.

Quando Cecio aprì gli occhi vide la sua mamma e scoppiò a ridere per la gioia di essere stato ritrovato.

<Biricchino, che paura ci hai fatto prendere!>

<Scusa mamma, non mi allontanerò più senza permesso>

<Bene, torniamo alla nostra tana, ma prima ringrazia tutti gli abitanti della foresta che ti hanno protetto ed aiutato, soprattutto la buona fatina>

<Grazie a tutti amici miei, un bacio grosso, grosso a tutti>

Cecio emise un ululato che rimbombò per tutta la foresta e tutti gli animaletti fecero grande festa perché l’avventura era finita bene.



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