ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 3 aprile 2013
ultima lettura domenica 18 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La lettera IV

di JeffMG. Letto 721 volte. Dallo scaffale Epistole

Stavo ascoltando una canzone di Paolo Conte e ho incominciato a riflettere sull'amore. Ti rendi conto che sta diventando una presa commerciale al sol ...

Stavo ascoltando una canzone di Paolo Conte e ho incominciato a riflettere sull'amore.
Ti rendi conto che sta diventando una presa commerciale al sol fine di fruttare soldi?
Ormai chi si ama è raro come il petrolio e mille nazioni se lo contendono digrigrando i denti. Guardiamo la televisione, quella benedetta e sacrosanta scatola magica che ci insegna la vita, che la insegna a quei giovani che ora governano le strade al posto nostro, lei ci fa vedere amori impossibili, amori pieni di speranza quando invece la metà della popolazione è sola come un cane e invece li si rincorrono come bambini con il retino e farfalle contente di farsi inchiodare al muro. L'amore è diventato sesso e il sesso il niente, perché ormai non soddisfa neanche più, diviena parte della routine e del malessere quotidiano, si fa perché si deve, perché forse poi non si è più uomini ma bestie. Quanto ci manderanno avanti con questa storia che l'amore è sacro e quella cazzate alla romanzo rosa che ci legano alla solitudine e ai cioccolatini quando ci troviamo inadatti alla solitudine? Perchè è questa che ci aspetta, quando poi non sappiamo amare noi stessi e cerchiamo qualcuno che lo faccio al posto nostro. Ma a parte questa perla di cinismo ti descrivo ancora una volta il tempo, piove. Ho riflettuto molto bene sul lavoro e su quello che comporta. Che senso ha vivere seguendo programmi altrui e sprecare tempo prezioso e veloci secondi di vita, un'esistenza che potrebbe spegnersi dopo poco e un futuro che andrò in direzione opposta ai nostri piani? Vivo in funzione del soddisfare e fare andare avanti l'economia, solo per guadagnarmi un pezzo di pane che non è più pane ma un concentrato di tranquillanti e conservanti.
Siamo statici nei nostri ruoli, non ci distacchiamo dai nostri doveri neanche con una pistola puntata alla testa, non ascoltiamo i nostri istinti e siamo come volatili in gabbia.
E' come se stessimo giocando a un gioco che non ha una vincita, un susseguirsi di giornate tutte uguali, una prosegue l'altra senza essere disinta dall'altra, si mangiano a vicenda come bestie senza mai essere sazie. Ci illudiamo di essere qui per uno scopo e invece siamo qui per riempire quello spazio di mondo che ci è toccato. Quindi ho lasciato il lavoro e penso di continuare a vivere di resti, come il pollo in frigo di due giorni fa. Qualcosa mi inventerò ala fine, si tratta solo di questo, di inventarsi qualcosa. Quando mi sono licenziato, con grande lavata di capo da parte del capo che ormai si crede mio padre, sono andato dritto ai giardinetti pubblici e ho visto due cose sconvolgenti per il mio piccolo mondo di riflessioni.
Una donna faceva urinare la figlia di almeno otto anni, nel bel praticello verde dove poi forse degli studenti andranno a sdraiarsi dopo lunghe ore di lezioni. Mi chiedo, dov'è finito il rispetto per la natura? E sopratutto la decenza? E' andata a farsi benedire, ecco! Cosa porta una madre a far usare come bagno pubblico un bel praticelo colmo di margherite? La seconda cosa che mi dice molto sul mondo, è una ragazza che passata avanti a me con dei tacchi da 12 cm, ha rischiato di cadermi addosso. Non sapeva camminarci, ormai le donne che non sanno camminarci sono molto. Sai perché? Perché non sono più donne ma bambine che giocano a farle e ci riescono male. Immagino che si sia preparata per un appuntamento, che si sia messa in "tiro" solo per l'amante ed ecco che si cade nei luoghi comuni. L'aspetto fisico è solo quello che conta. Perché ormai la nostra povera società si è ridotta a questo, a un reticolo di luoghi comuni e mal di cenze, ci ritroviamo ad esorcizzare le nostre paure con delle scarpette e delle calze a rete. Non siamo mai stati così finti e approfittatori di qualcosa che ci porterà al vuoto e all'insicurezza che cerchiamo tanto di evitare con accurata gentilezza. Ho comprato una bottiglia di whisky, di quello buono, e sto qui a fissarla da un'ora e non riesco a concepire come si possa credere che questa deliziosa bevanda possa risolvere qualche potente malessere rintanato nel nostro inconscio o nel pre conscio. Il bello è che in questa cazzata ci credo anche io e ora mi verso un bicchiere e poi forse un'altro finché la testa non mi cade sul tavolo e mi sveglio con il mal di testa. Ti lascio con una domanda, perché quando una persona è ubriaca tutti diventano gentili? Altruismo o semplicemente hanno paura di qualche acido verde sui pantaloni? Pierr.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: