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lavoro pubblicato martedì 2 aprile 2013
ultima lettura mercoledì 15 luglio 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Ritorno alla buona, vecchia Maria

di Priapus. Letto 2669 volte. Dallo scaffale Eros

Credevo che non l’avrei rivista più, la vecchia buona Maria che mi svezzò e mi fece conoscere le delizie del sesso. Ritornai nella vecchia casa e la ritrovai, naturalmente cambiata, i capelli tutti candidi ormai, il doppio mento ancora più marcato, gra...

Credevo che non l'avrei rivista più, la vecchia buona Maria che mi svezzò e mi fece conoscere le delizie del sesso. Ritornai nella vecchia casa e la ritrovai, naturalmente cambiata, i capelli tutti candidi ormai, il doppio mento ancora più marcato, grassa come sempre, ma ancora con la pelle incredibilmente chiara e tesa. La salutai, ma lei a stento rispose al mio saluto. Mi tratto freddamente per tutta la giornata ed aveva ragione. Non avevo più chiesto sue notizie, dimostrandomi ingrato nei suoi confronti, verso di lei che mi aveva accontentato sempre e comunque, sbocchinandomi e facendomi chiavare quanto volevo. Dovevo farmi perdonare ad ogni costo. Le acquistai di nuovo un po' di mutande nere di buona fattura, sperando di non sbagliarre la taglia come aveva fatto qualche anno prima. Corredai il tutto con delle calze dello stesso nere. Una mattina, appena rimasi solo con lei, glielo detti. Restò per un secondo sconcertata, poi, timidamente, lo scartò e gli occhi le si illuminarono e accennò un piccolo sorriso. "Per farmi perdonare - dissi - e in ricordo dei vecchi tempi. Spero ti vadano bene!". Afferrò la scatola e si allontanò e mi lasciò solo una decina di minuti. Quando ritornò era radiosa. "Mi vanno benissimo, grazie". "Te le avrei voluto vedere addosso!" - le dissi. "Ce l'ho, infatti1" - rispose. E senza più profferire parola, si sollevò la gonna e me le mostrò. Aveva messo anche le calze. Mi concesse quella rapida visione e subito si ricompose. Ricordai in un lampo il passato e mi si rimescolò il sangue. Sentii il mio cazzo crescere e mi avvicinai a lei. "Sei sempre desiderabile, come una volta" - le sussurrai. "Sono troppo vecchia per te, ormai" - replicò, amara. Volle dimostrarle che non era così e poi era completamente eccitato: volevo a tutti i costi una rimpatriata. Mi incollai alle sue spalle e le titillai con la lingua il collo, mentre una mano s'infilava sotto la gonna e avanzava verso il pube e l'altra le strizzava un grossa tetta. Cercò di divincolarsi, ma la strinse a me ancora più forte. "Sssshh!" - mormorai e aderii ancora di più al suo corpo, strusciano il cazzo sul suo grosso culo. "Dai, Maria, non ti va più?" - le chiesi. Non rispose e questo fu per me un incoraggiamento a proseguire. La mano raggiunse, veloce, l'elastico della mutandina, l'abbassai repentinamente e conquistai la fica. La sentii più rada di peli. Iniziai a toccarla, mentre continuavo e morderle ora un orecchio ora la nuca, passando a stripparle entrambe le zizze. "Hai sempre la tua camera? - le domandai col respiro sempre più affannoso. Bisibiglò un debole sì, riuscì a staccarsi da me e mi fece cenno di seguirla. Entrammo in camera, dove l'aiutai a stendersi sul letto, supina. Mi spogliai rapidamente e lei mi imitò, togliendosi gonna e maglione, sottoveste, le famose mutande, rimanendo soltanto con le calze. Non portava il reggiseno. Le poppe erano enormi, materne, invitanti. Il mio cazzo era bello eretto e mi sentivo di fuoco. La fessa aveva pochi peli ingrigiti. Mi sdrai accanto a lei e cominciai a succhiarle i capezzoli, mentre con la dita cercavo d'infilarmi nella vagina. Gemette di dolore. Era normale, da anni l'aveva tenuta a riposo, sarebbe stato difficile stimolarla, ma mi ci mise di buzzo buono, delicatamente. Finché emise un Ohhh, sì e capii che era pronta a soddisfarmi. Le aprii le cosce grosse, mi si a fuoco la fica scura dalle labbra pendule e ci ficcai il cazzo, spingendo lentamente. Ripercorsi il passato in quel momento. Lei mi attirò a se, stringendomi appassionatamente e baciandomi con forza: mi aveva sempre voluto bene. Continuai con ritmo. Mi accorsi che mi corrispondeva con una certa fatica, ma non era fredda, solo l'età avanzata non le permetteva di godere a pieno. Comunque riuscii a provare una parvenza di fremiti e non volli insistere oltre. La baciai vibratamente e con un colpo di reni le venni dentro. Durante l'orgasmo mi sorrise. Fu un bel ritorno, un addio stavolta per davvero, l'ultimo fuoco della buona, vecchia, sempre disponibile Maria.


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