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lavoro pubblicato domenica 10 marzo 2013
ultima lettura sabato 2 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Omnibus

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 425 volte. Dallo scaffale Viaggi

OMNIBUS L'eco delle voci  salgano lentamente dall'animo é  un ruggito nel buio, nella città che fa fatica ad alzarsi in piedi ,d'andare al bagno ad urinare tutte le maledizioni liquide che gli corrono nel suo corpo arrotolat.............

OMNIBUS


L'eco delle voci si rincorrono nel silenzio di un tempo avvenire che non regala nulla di buono, affiorano lentamente nella mente in preda alla disperazione e alla solitudine nascosti nell'animo della grande madre. E un ruggito nel buio, nella città che fa fatica ad alzarsi in piedi ,d'andare al bagno ad urinare tutte le maledizioni liquide che gli fluiscono nel suo corpo arrotolato, ammaliato ,straziato, deturpato eppure non credo di aver mai visto qualcosa di simile credo che neppure in tempo dI guerra potevi osservare questa cupa malinconia che dipinge i volti della gente. Strade bagnate di sangue ,muri sporchi da milioni di scritte sovversive. Faccio tardi a prendere l'autobus all’uscita da lavoro lo rincorro alzando le gambe fin dietro la testa vorrei aver le ali , fare un salto e giungere in quel mezzo pubblico affollato in un attimo. La sera scende, amara quasi dolce ed incolore ,vera femmina in calore sotto le stelle con un passato alle spalle con mille storie da raccontare. Non farsi prendere per i fondelli ,farsi abbindolare da qualche furbastro ,qualcuno travestito da donna ,da controllore ,da persona perbene. Non credere che sia una cosa facile . Sull'autobus c'è una signora che me magna con gli occhi, l'autista guarda fissa la strada che attraversa nel vuoto del tempo ,nello spazio virtuale luoghi di inenarrabile bellezza. Un grosso grattacielo sembra voler aprire la bocca e mangiarsi tutte le nuvole sparse nel cielo grigio. Un cagnolino robot saltella nell'autobus forse abbaia forse parla ed impreca contro chi gli ha calpestato la coda. Poi l'autobus apre le ali ed incomincia a volare sorvola la città ed io vedo dall'alto come e ridotta sta infingarda città, lussuriosa e dannata misera cagna in calore. Dietro alle ultime file c'è chi fuma e se la ride ,continuiamo a volare ad andare verso una meta sconosciuta .Non so più dove sono diretto, su quale fermata debbo scendere . Vorrei svegliarmi ,pensare razionalmente su tutto quello che mi sta accadendo ,di come sia finito su questo pullman pazzesco. Mi ritrovo in poco tempo in luoghi familiari vedo dall'alto la mia piccola casa ,vedo il macellaio che scuoia il coniglio ,vedo il truffatore che si ubriaca ,vedo me stesso che legge libri e sogna di fuggire lontano, vedo e divento quel personaggio, quella figura che cerca di giungere presto a casa di salire su un autobus zeppo come un uovo guidato da un bischero autista ,incosciente di cosa sia la vita in quel momento per un passeggero in preda ad una crisi di nervi. Di cosa sia essere passeggeri e personaggio in qual tempo in una storia senza lieto fine ,una frase tira l 'altra ed io giungo sul ciglio della mia strada ne riconosco l'odore, l'aspetto angusto, il centro e lontano una breve tregua per questo fine settimana poi lunedì si ritorna a combattere a seguire la moltitudine dei selvaggi passeggeri nel loro virtuale viaggio verso l’aldilà.



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