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lavoro pubblicato mercoledì 20 febbraio 2013
ultima lettura mercoledì 26 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

OSSESSIONE

di AlessandroSimonetti. Letto 645 volte. Dallo scaffale Fantasia

Sono uno scrittore famoso. Una vera ossessione per i miei fans. Un creativo, la sua fama, il suo delirio. Alessandro Simonetti.



OSSESSIONE



La telefonata del mio agente arrivò di prima mattina: - Allora Roberto sei felice ? Non si era mai visto niente del genere, siamo all'ottava ristampa, per tutti e quattro i volumi, un successo editoriale senza precedenti, una vera bomba, ha telefonato il signor Chiarelli in persona, ti vuole vedere domani sera alla festa... ci saranno tutti... una vera bomba, Roberto credimi, da cinquant'anni che lavoro qui alla casa editrice non avevo mai visto niente del genere, undici milioni di copie in tre mesi, e le vendite non accennano a diminuire, hanno intenzione di insignirti del Gran Master Award... capisci, soldi e successo, oh, Roberto auguri, tanti auguri !!! - , - Eh... si grazie Matteo grazie, ma che ne pensi dell'ultimo capitolo di " So tutto di te ", quello dove la donna uccide il personaggio principale, credi che quella esortazione, quella uccidi i tuoi incubi, forse sono stato un po forte, in fondo la donna era già di per se un personaggio traviato, credi che avremo problemi, si intendo dire, dalle associazioni che si occupano del problema... sai la donna, è spinta molto fino all'eccesso, e io in qualche modo do il colpo finale... - , - Ma no ! Non ti preoccupare, ormai la tua è un ascesa senza pari, vedrai, vedrai domani sera, ti saluto, mi raccomando continua a scrivere, e divertiti ! - , - Pronto... pronto ! - , niente, la linea era caduta, forse il mio agente era ad una festa o chissà quale occasione mondana. Smisi di preoccuparmi. Soldi e successo aveva detto.

Bé, non era poi cosi male.






1



La sera mi vestì per andare alla festa del mio editore, la festa era per me, ma sarei rimasto poco, non amo molto le occasioni mondane, in quel periodo poi uscivo molto poco, era successo tutto all'improvviso, scrivevo molto, fino a otto dieci ore al giorno, quando avevo incontrato Matteo Begni ero in un bar sulla Via Tuscolana, all'inizio di Piazzale Appio, avevamo cominciato a parlare per caso, e dopo poco tempo avevo detto a quel tipo simpatico che avevo la passione per la scrittura, - Si, genere fantastico, epico, un po di tutto, ho scritto quattro romanzi e molti racconti, ma non ho mai avuto il coraggio di darli o spedirli ad una casa editrice, sai... - , - Be, ma fai male, io, io sono un agente editoriale, lavoro per una agenzia editoriale importantissima... - , stetti a sentirlo chiedendomi quanto e come l'uomo stesse prendendomi in giro, poi quando tirò fuori il suo bigliettino da visita non ebbi di che aggiungere. - Potresti mettermi in contatto con qualcuno ? , chiesi timidamente, - Certo, quel qualcuno sono io, fammi avere i tuoi manoscritti, e poi ne riparleremo, ti aspetto nel mio ufficio, anche domani mattina, ecco, dai questo alla segretaria, ti metterà subito in contatto con me, non dovrai nemmeno aspettare, ti aspetto ciao ! - .

Quello che feci l'indomani mattina fu quello che il signor Matteo Begni mi aveva consigliato di fare, presi tutti i miei scritti contenuti in una grossa scatola di cartone e glieli portai, la sera mi arrivò subito una sua telefonata. - Roberto... SONO FANTASTICI !!!, Dico davvero, ti voglio domani in redazione, firmeremo un contratto, vedrai, vedo per te delle ottime possibilità ! - . Il tutto si è avverato, dodici milioni di copie vendute, otto ristampe, tutti i miei racconti pubblicati e ripubblicati, anche i minori, anche quelli su cui non avrei scommesso un centesimo di euro. La gente cominciava a riconoscermi per strada, ovunque casalinghe e ragazzi sotto i diciotto anni mi fermavano per chiedermi un autografo, alcune persone si erano tatuate la mia fotografia sulla pelle ( Matteo l'aveva usata per la fronte dei libri ), durante il rifornimento alla pompa di benzina gli uomini addetti, spesso mi chiedevano autografi o oggetti che avevo nell'auto in quanto loro collezionisti, le donne volevano che baciassi i loro bambini. Stavo impazzendo, anche stasera, stasera che mi sto recando alla festa, poco fa una famiglia dopo che mi ha riconosciuto al distributore automatico delle caramelle ha voluto a tutti i costi regalarmi il pacchetto che avevo scelto di comprare. Avevo provato a rifiutare, ma l'uomo e la donna, con appresso il loro bambino, come presi da un ossessione volevano a tutti i costi che me lo fossi fatto regalare, avevo insistito che non era il caso, che avei voluto comprarmelo da solo, - Non lo gusterò come se lo facessi !... -, l'uomo mi aveva guardato con in viso un aria di sfida. Era come se nessuno avesse potuto toglierli quel piacere, - Nessuno mi impedirà di regalarti queste caramelle - , mi guardava negli occhi con un aria profonda di sfida, - Ti ho riconosciuto, tu sei Roberto Tantani, lo scrittore, abbiamo letto tutto di te... ma come fai ? Cristo Roberto, quelle atmosfere, quei soldati, quegli scontri, sei uno scrittore pieno, completo... - . Aveva continuato cosi fino a che non mi ero indispettito ritirandomi in macchina, e nonostante questo lui e la moglie ed esortando il figlioletto a farlo, continuavano a toccarmi, partì di colpo, per poco non misi sotto con la mia macchina la donna ed il bambino, l'uomo... visto dallo specchietto retrovisore continuava a salutarmi con il gesto di uno dei miei protagonisti. Il figlio accanto tossiva per colpa della polvere da me alzata.






3




Raggiunsi il grande ristorante con vista sul laghetto dopo qualche minuto, il mio sistema nervoso cominciava ad andare in pezzi, era quasi un anno ormai che dovunque andassi trovavo gente che mi riconosceva, una volta una signora in un supermercato lo aveva fatto grazie alle mie mani, ero furioso, ma avevo davanti a me una serata di gala, sarei dovuto essere stato carino con il Commendator Chiarelli per qualche ora, avrei firmato autografi, discusso della mia linea editoriale e salutato Matteo. Sarebbe bastato per il tutto poco più di un ora. I fans sono fans da ogni parte.

Resistei fino intorno alle 23:00, poi dopo il taglio della torta, con l'effige del mio ultimo romanzo " So tutto di te ", andai a casa, sul parabrezza della mia auto trovai due biglietti. Su uno c'era scritto : - Sei il migliore -, sull'altro, - Solo te... sempre e solo te - .

Andai a casa guidando in modo nervoso ed irritato, non riuscivo da tempo ad avere un po di calma, certo il mio conto in banca era lievitato del duecento per cento, ma la mia vita sembrava avere preso una strada senza ritorno. Una strada costellata ai suoi due lati dai fans.

Le cose andavano sempre peggio, ovunque andassi, qualsiasi cosa avessi in mente di fare, prendere un barattolo di sottaceti dallo scaffale di un negozio, comprare una bottiglia di profumo, o cambiare una gomma di scorta c'era sempre qualcuno disposto ad aiutarmi, le mie mani tremavano al solo pensiero di dovermi cimentare in qualsiasi impresa che avesse potuto concedere l'intervento umano.

Sbottai di rabbia quando una mattina, mi resi conto di come dei ragazzi avevano imbrattato il muro perimetrale della mia abitazione, avevano costellato il muro dei loro nomi e del mio, dei titoli dei miei romanzi e dei miei racconti, avevano disegnato cuori con il mio nome trafitti da frecce, le ragazzine vedendomi, saltavano in aria urlando ogni volta di un tono più alto, non ne avevo mai viste di quel genere, e la cosa che più mi atterrì fu quando incontrai l'amministratrice del piccolo stabile in cui abitavo. La prima cosa che mi disse, nonostante l'imbrattatura di tutti i muri fu: " Signor Robertooo... Risvegli Inaspettati, è fantastico !!!- , presi a correr giù per le scale che portavano al giardino, montai velocemente in macchina dribblando alcuni fans e colpendone lievemente altri e mi diressi in un bar isolato sulla Via Nomentana, era molto tardi quando fui completamente ubriaco, un avvenente del locale che puzzava di alcol quasi quanto me non si decideva a lasciarmi andare, mi tirava la maglietta strofinandosi poi addosso a me e citando frasi dei miei personaggi con voce biascicata e lasciva. Stavo impazzendo, lo colpi forte con una spinta buttandolo a terra, non volevo essere cosi deciso, ma le mie braccia erano partite quasi involontariamente dato lo stress a cui ero sottoposto. L'uomo era caduto fracassando alcuni bicchieri e lo sgabello su cui a malapena si reggeva. Il padrone del locale aveva chiamato la Polizia, che era accorsa subito dopo che si era fatto il mio nome. Uno dei due agenti giunti mi aveva chiesto l'autografo, e l'altro, bé, credo che l'altro si sia fermato solo per rispetto alla divisa. Ma mi sorrideva, mimando con gli occhi un tic che aveva l' Ispettore Caverli, uno dei miei personaggi, quello di sbatterli entrambi quando era vicino alla soluzione di un caso. Impazzì, quella sera credetti di impazzire, e cosi decisi di trasferirmi, sarei andato a nord, dove il sole è più tenue e il buio la sera avvolge tutto, la nebbia mi avrebbe aiutato, sicuramente sarei stato meglio, avrei cambiato domicilio tenendolo assolutamente segreto, e avrei cambiato parrucche, abiti, qualsiasi cosa avesse fatto parte della mia vecchia vita. Ero deciso, i tremori alle mani erano aumentati, e ora una sorta di terrore recondito verso gli altri cominciava ad assalirmi ogni volta che uscivo da casa. Non potevo continuare cosi, non potevo.






4




Comunicai la mia decisione a Matteo, il mio agente, - Ma dai, non puoi abbandonarmi cosi... - , - Oh ma io non ti abbandonerò, non editorialmente, stai sicuro, solo che non ce la faccio più Matteo, sto impazzendo, vedi io non posso più uscire di casa, non so come hanno scoperto anche il mio numero di telefono, qualcuno deve averglielo dato, ascolta, domani stesso partirò, ho trovato casa su verso nord, ma tu non ti preoccupare, abbiamo un contratto che ci lega, vedrai, avrai i miei manoscritti cosi come li avevi prima, non ti preoccupare, è solo un cambio di residenza - , -D'accordo, ma fammi sapere quando arrivi, e a proposito, come va il tuo ultimo romanzo ? Ho letto " La casa di Elena ", l'ho trovato fantastico !!! - , - Si.. si, va bé Matteo, lo finirò il prossimo a breve, ora ti saluto, fra poco partirò, ma non ti dirò la strada che faccio, hai il mio telefono, non darlo a nessuno, pena... - , - Si , si ho capito, a presto, e riguardati. FORZA ANCORA AVANTI !-.

Aveva citato una frase dell'Ispettore Caverli, avevo attaccato subito. Mi ero sentito solo. Solo.





5



Partì la sera stessa, non ce la facevo più a stare a Roma, ovunque andassi c'era gente che mi conosceva, che voleva stringermi la mano, un signora sui quaranta poco dopo che avevo inserito tutti i miei bagagli in auto aveva provato ad infilarsi in essa facendomi proposte a dire poco esplicite. La feci uscire con decisione, ingranai la marcia e in men che non si dica fui all'imbocco dell'autostrada.

Il viaggio che intrapresi fu calmo e solitario, avevo deciso di guidare con prudenza, anche perché il mio stato d'animo e la mia coscienza me lo imponevano, mi tremavano le mani, e gli occhi mi lacrimavano in continuazione, credo che il mio sistema nervoso mi stesse dando il benservito con tutti gli onori. Sembrava la mia vocina interna dirmi , - Ehi amico, non ce la faccio più, si, hai capito bene, qui sotto, io, il pancreas, lo stomaco... non ce la facciamo più, è meglio se ti calmi, o rischierai di stamparti addosso ad un albero, comunque per adesso nisba, niente tracollo, ma vedi di calmarti. Calmati ! - . Stavo uscendo di senno, guidai tutta la notte, e dopo poche ore fui a Modena, la città era avvolta nella nebbia, e cosi dimenticai presto, si, dimenticai presto i commessi della società Autostrade che entrambi, ai due cambi autostradali mi avevano chiesto un autografo citando una delle frasi dei miei personaggi, ero molto stanco.

L'albergo che avevo prenotato era fuori mano e dava su una piazzola tranquilla e con poche macchine parcheggiate. Scesi lentamente poggiando a terra una delle due valigie che mi ero portato. Fu allora che lo vidi, l'uomo usciva da una delle porte danti sulla piazzola, aveva addosso un assurdo perizoma con disegno di leopardo. Era evidentemente ubriaco, lo capì dal fatto che dondolava su se stesso e da un non trascurabile particolare, l'uomo aveva in bocca una trombetta.

Suonò due volte in maniera normale prima di riconoscermi, poi i suoi suoni si fecero lunghi e ripetuti, ritmati, interminabili, le due donne che erano con lui subito lo raggiunsero uscendo dalla stanza: - Roberto Tantani... sei tuuu !!! - , corsi velocemente via, riuscì a mettere in macchina solo una valigia, le donne dietro di me urlavano, una era caduta a terra, l'uomo, con il suo orrendo perizoma correva dietro l'auto suonando la trombetta e citando a tratti frasi dei miei libri !

- No... NNNOOO !!! - , pensai, e imboccai una strada statale, fra qualche ora sarei arrivato, e la nuova città mi avrebbe visto sotto un profilo diverso.







6




Guidai ancora per diverse ore, gli occhi mi lacrimavano, le mani mi tremavano sul volante, indicibilmente, cominciai poi a tossire forte, come se dentro di me nascesse un forte senso di repulsione persino per l'aria. Guidai ancora, e all'improvviso mi accorsi che aveva cominciato a nevicare. Quello che successe dopo avvenne in pochi secondi, la macchina sbandò sulla corsia di destra dopo un mio improperio per quattro stazioni radio che parlavano solo di me.

Vidi l'albero avvicinarsi velocemente e la neve alzarsi da terra in spruzzi altissimi ed interminabili. L'urto fu forte. Secco. Deciso, l'impatto distrusse quasi tutto il frontale della mia auto. Mi guardai intorno vedendo solo alberi. Poi i miei occhi si chiusero.

L'Ispettore Caverli avrebbe detto: - Avanti, ancora avanti ! -

Mi svegliai in un letto caldo e morbido, me ne resi conto appena fui in grado di percepire quello che succedeva intorno a me.

Vedevo delle piccole luci di vario colore intorno al perimetro del mio letto, contenute in una specie di muro, mi strofinai gli occhi, potevo appena muovere il braccio destro, le gambe credo che fossero entrambe rotte, era una libreria !!! E conteneva tutti i miei volumi.

Svenni.

La donna mi venne incontro con una vestaglia nera e piena di pizzi.

- Roberto ! Sarai il mio capitano Caverli, sarai il mio soldato Sperti... sarai il mio amante Edoardo e dopo questo, ti darò retta, sai ho letto tutti i tuoi libri, non vivo che per te, e ora guarda ! Guarda !!! - , aveva tirato fuori da sotto la vestaglia un rompighiaccio a lama quadrangolare. -Farò come dici... Ucciderò i miei incubi !!! - .

Il telefono trillò forte quella mattina. Era Matteo, il tipo che avevo conosciuto al bar la sera prima.

- Che mi dici Roberto... hai deciso di darmi i tuoi manoscritti ? Ho pronto per te un contratto stupefacente - .

Depositato in SIAE il 28 / 10 / 2011

Grazie di avermi letto.

E -mail: alessandro.simonetti398@virgilio.it



Commenti

pubblicato il 20/02/2013 23.16.01
AlessandroSimonetti, ha scritto: Salve, per prima cosa vorrei ringraziarvi per avermi letto, spero vi siate divertiti. Ci sono altri racconti da me pubblicati nella mia pagina. Spero li troviate di vostro gradimento. Se volete lasciate un commento. Grazie, e arrivederci.

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