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lavoro pubblicato venerdì 1 febbraio 2013
ultima lettura lunedì 24 febbraio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

CARO LETTORE,

di ilMoscone. Letto 864 volte. Dallo scaffale Amicizia

per la serie, “patti chiari, amicizia lunga”, è meglio se c’intendiamo già dall’inizio: io non sono il tuo prostituto intellettuale, io non sono la tua zoccola editoriale.Io non prometto l’amore eterno m.......

per la serie, “patti chiari, amicizia lunga”, è meglio se c’intendiamo già dall’inizio: io non sono il tuo prostituto intellettuale, io non sono la tua zoccola editoriale.
Io non prometto l’amore eterno mediante un groviglio arrugginito di lucchetti da ferramenta che deturpano il patrimonio architettonico e artistico italiano; non ti blandisco con assurde storie sentimentali, dove tutti si masturbano per anni prima di chiavare, finalmente, e si poteva farlo decenni prima! Però l’autoerotismo è più commerciale; io, prima di scrivere, non ero un comico o una conduttrice televisiva dalle grandi poppe stillanti latte o con la gonna che stranamente si straccia e si vede il pelo, o un raccomandato dallo Scilipoti di turno o uno stipendiato dal Vaticano travestito da monaco.

No, caro lettore, io sono soltanto una parte della tua dose di pesce settimanale. Sono Omega 3, magnesio, fosforo, qualcosa che nutre i tuoi neuroni.
Se non ti piace il pesce e preferisci il miele o le carote nere o il tiramisù, bè, ti basta un click e oplà, via il Moscone di torno!
Se invece vuoi fare la fatica di pensare, (al massimo poi ti prendi un moment), vorrei proprio parlare dei tuoi poteri, o lettore.

Perché ti conosco bene, amico mio, essendo un accanito lettore anch’io.
Tu hai il potere del VAFFANCULO.
Ti compri un volume a venti euro, attratto dalla copertina, dal titolo e dalle sinossi accattivanti stampanti sulle bandelle.
Leggi l’incipit e dici:?uhmm, niente male…?, poi leggi tre pagine e ahia! C’è qualcosa che non va! Questo tizio mi aveva promesso un’avventurosa storia di spionaggio e comincia a rompermi le palle con questa digressione sulla storia della C.I.A: ma che cazzo me ne frega?
E dopo altre venti pagine di storia dei servizi segreti esplodi: ma VAFFANCULO! Vaffanculo te e la C.I.A.! Vaffanculo anche alle venti euro che ho buttato nel cesso!
Ovviamente il modo che hai di dire vaffanculo non è quello di un ubriaco in una bettola, ma ha lo stile distaccato e la classe aristocratica dell’indifferenza d’alto bordo.
Pensi VAFFANCULO! ma nella realtà ti limiti a chiudere il libro e a deporlo nella tua fine libreria d’ebano antico.
La storia di spionaggio digressiva verrà dimenticata nella polvere e divorata dai ragni e dai tarli, e da qualche topolino notturno.
Esiste una forma di vendetta più subdola e fredda?

Sì che esiste, perché il male non ha limiti e confini.
Adesso siamo nell’era informatica e il lettore, al 99,99% è diventato anche comunicatore, scrittore, estensore dei suoi impulsi e delle sue emozioni.
Ma che bella rivoluzione!
Impulsi, emozioni, irrazionali convulsioni e il potere del vaffanculo!
Straordinario! Ora, se uno scrittore non scrive quello che mi garba mi basta un clic! e lo scaravento nella fossa comune degli illeggibili.
Guai a lui, se non mi blandisce con i lucchetti dell’amore, se non mi presenta un avatar in cui esibisca un bel pacco o un bel culo, se non recita la parte del personaggio divertente, comico spassoso, romantico ma anche un po’ pornografico e che diamine! Pacioso, sereno ma anche un po’ spinellato e un tantinello saggio quanto basta, perché se eccede con la predica: CLIC! KAPUTT! FATTO FUORI!

Detto questo, caro lettore, volevo dirti che io non ho bisogno di te. Tu non mi somigli e io non ho nessuna intenzione di assomigliarti e di scrivere QUELLO CHE VUOI TU.
Quanti mi mandano mail disperati (fintamente) consigliandomi:
?Mosco, ma sei matto! Se vuoi fare lo scrittore non rivelare le tue idee politiche, non spifferare tutto il marcio che vedi dentro al mondo editoriale italiano, devi fare finta che tutto vada bene e sia bello e pulito e profumato come il sederino di un neonato! Ma tu sei fuori di testa! Non vincerai mai lo “Strega”?.
Vabbè, cari amici, vincerò il “Merlino”, pazienza. Ma che l'editoria italiana considera tutti i lettori dei bambocci da nutrire con la Rowling e la Tamaro, lo voglio dire. Ma che ci sono squadracce di editor prezzolati che vogliono trasformare tutta la letteratura d'indagine e di pensiero in fiction per decerebrati ed eterni Peter Pan, lo voglio dire.

Finirò sotto i ponti, e sarò in buona compagnia di questi tempi, pazienza. Ma che sono nipote di un partigiano, e che sono un socialista e un comunista democratico, e pure un cristiano gnostico, lo voglio dire.

Mi cremeranno dentro una bara di legno di cassetta da frutta, e le mie ceneri saranno disperse nell’Olona, tra lucchetti e preservativi usati, pazienza. Ma che questo mondo della competizione globale, della guerra di tutti contro tutti mi fa cagare e spero sorga una nuova Comune di Parigi internazionale, LO VOGLIO DIRE!

Sia ben chiaro che io non voglio assomigliare a chi mi legge.
Questo è il fallimento che non posso tollerare.
Chi mi legge non è “il lettore esplicito”, come dicono quei tromboni delle Accademie che non sanno nemmeno redigere la lista della spesa, perché da buoni borghesi, delegano la fatica alla moglie schiava.
Chi mi legge è una persona dotata di NOME E COGNOME e cervello fosforeggiante e palle o ovaie grosse così!
Non ha bisogno di un ennesimo anonimo scrittore di fiction alla Dan Brown, con in bocca Gesù e la Maddalena e la tasca piena di milioni di sterline.
Chi mi legge ha bisogno di qualcuno che fornisca loro una parte della sua dose settimanale di pesce.
Ha bisogno di qualcuno che non abbia la benché minima intenzione di conformarsi o omogeneizzarsi (al gusto di tacchino) al gusto del lettore medio del centro commerciale o del sito letterario web.
Ha bisogno di qualcuno che gli faccia capire che il suo potere di mandare a fanculo con l’indifferenza chi lo fa pensare è qualcosa di orrendo, autentico fascismo quotidiano minimale.
Ha bisogno di qualcuno che abbia finalmente la forza di scrivere:
“io non assomiglio a nessun altro, come tu non rassomigli a nessun altro, caro lettore. Siamo unici e nessun potere può fotterci.”
Hai bisogno di Mauro Moscone.
Io invece non ho bisogno di te, come lettore, ma di te come amico.
La mia forza è che da un momento all’altro posso rinunciare alla letteratura e fare un falò dei miei libri e gettare in discarica la mia tastiera.
Per questo il potere non potrà mai fottermi e se capirai questo, caro lettore, il potere non potrà fotterti e non avrai più bisogno di leggere Mauro Moscone, lo manderai giustamente a farsi fottere e sarai te stesso.



Commenti

pubblicato il 01/02/2013 9.23.05
Alliew, ha scritto: Mi è venuta voglia di mandarti a fc!!! :))))
pubblicato il 01/02/2013 9.23.07
Alliew, ha scritto: Mi è venuta voglia di mandarti a fc!!! :))))
pubblicato il 01/02/2013 9.24.26
ilMoscone, ha scritto: bè, vista la natura del pezzo, mi sembra doveroso!
pubblicato il 01/02/2013 14.48.02
willy, ha scritto: Graffiante, ironico, corrosivo e irritante... Mi hai lasciato a bocca aperta.... Bravo... Mi sembra sbagliata solo la categoria del pezzo...

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