ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 25 gennaio 2013
ultima lettura venerdì 24 maggio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Il vecchio che sognava i leoni

di DomHook. Letto 677 volte. Dallo scaffale Pulp

Dicono che gli spari echeggiarono per tutta la montagna. Qualcun altro disse che nessuna pallottola toccò il vecchio bandito. Il corpo non fu mai trovato. Il piombo non gli appiccicava. Era stregato. Forse era fuggito. O forse no.

Era un vecchio solo. Aveva alzato le braccia al cielo ma non aveva abbassato lo sguardo. Tutto intorno il bosco buio era diventato muto. Anche le cicale avevano smesso di cantare la notte. La luna, quasi piena, si posava di sbieco sugli spuntoni di roccia ricoperti di muschio. Tutt'intorno stava una squadra di carabinieri. Baffi sabaudi e fucili spianati.

Il vecchio aveva alzato le braccia ma non aveva abbassato lo sguardo. Lo teneva dritto, davanti a se. Guardava la sua vita. Giovanni Salis, il re del bosco, guardava quei fucili. Si rivide bambino a caccia con il nonno. Ricordò le grida della madre quando tornava a casa con le ginocchia sbucciate. Si vide bambino che imbracciava il fucile contro i cani randagi e gli spiriti della notte che animavano la sua fantasia.

Il vecchio rivedeva tutto. Dicono che succeda quando si sta per morire. Si rivive parte della propria vita. O forse ci si aggrappa furiosamente ai frammenti di un'esistenza che scivola via. Il vecchio teneva le braccia in alto, sopra la testa. Le tendeva alla luna, alle stelle che brillavano nel nero assoluto del cielo.

Il vecchio ora era solo. Ma non era la prima volta. Certo poteva essere l'ultima, ma ne era uscito altre volte. Ripensò a quando era iniziato tutto. Quando era diventato un bandito. Aveva seminato grano maledetto. Vendette, morti, piombo. E da quel grano erano venute fuori le spighe nere della sua latitanza. Scappava da una vita ormai. La barba lunga fino al petto era grigia. La giacca di velluto e i pantaloni erano logori. Anche la lama del suo lungo coltello era
invecchiata con lui. Era un bandito che scappava al suo destino. Chiedeva ospitalità negli ovili. Veniva nascosto dalla complicità dei pastori che non stavano né dalla sua parte, né da quella della giustizia. Avevano paura di lui, nient'alto. Giovanni Salis, il re del bosco, era invecchiato in questa fuga che durava da trent'anni. La sua strada finiva lì. Davanti a quei fucili. L'avevano preso mentre arrostiva un quarto di capretto che aveva rubato qualche giorno prima. Avevano fatto la spia. Avevano rotto il silenzio complice della montagna. I carabinieri erano arrivati a colpo sicuro, gli avevano fatto buttare le armi, intimandogli di alzare le mani sopra la testa.

Il vecchio ripensò alle donne della sua vita. Quelle che incontrava di nascosto in paese, coperto
dai festeggiamenti del Santo patrono. Ma era giovane allora. Ripensò a sua moglie che era invecchiata e morta in quella vedovanza bianca. Era come esser la moglie di un carcerato. Un bandito è esiliato in montagna. È bandito dalla comunità. Rinuncia a vivere per mantenersi in libertà.

Il vecchio ripensò alla nonna che gli aveva insegnato a riconoscere le piante e gli odori del vento. La nonna che una volta gli aveva mostrato un libro illustrato. Nessuno sapeva leggere ma c'erano le figure. C'erano i leoni. Come quelli che aveva visto lo zio in Africa. Una notte stellata come quella la nonna lo aveva portato nel bosco sopra il paese. Era la notte di San Giovanni. La nonna lo aveva fatto accostare ad uno sperone roccioso ricoperto di felce. Oggi è una notte particolare, gli aveva detto, è il 23 giugno e questa notte passa San Giovanni e sbocciano i tre fiori della felce maschio. Dovrai essere bravo a coglierli.

La nonna lo aveva fatto avvicinare ai boccioli che si inarcavano sotto la luce bianca della luna. Ora ti devo lasciare solo, gli aveva detto. Cogli i tre fiori della felce qualunque cosa accada. Poi recita uno scongiuro. Per tre volte. Il vecchio allora bambino aveva obbedito. Alla mezzanotte erano sbocciati i tre fiori della felce maschio. Uno dopo l'altro. Li aveva colti poggiandoli su un fazzoletto bianco. Lo stesso che ora aveva legato al collo, in una sacchetta cucita sotto la camicia. Era uno scongiuro contro il piombo dei fucili. La nonna lo aveva esorcizzato contro la comune morte dei banditi. Il suo destino era già scritto.

Giovanni Salis teneva ancora le mani in alto. La luna allungava la sua ombra sulle rocce. Lui, il vecchio, il nipote della strega. Lui, il bandito, il re del bosco. Guardò ancora una volta i moschetti dei carabinieri puntati contro di lui. Non abbassò lo sguardo quando alzò le mani sulla testa,tendendole alla notte stellata. Ripensò ancora una volta a quello che gli aveva insegnato la nonna. Si ricordò del libro illustrato con quei leoni che tanto lo avevano affascinato. Poi un carabiniere sfinito dalla tensione lasciò partire un colpo. Allora spararono tutti. Tutti insieme. Come liberati da un peso insostenibile.

Dicono che gli spari echeggiarono per tutta la montagna. Qualcun altro disse che nessuna pallottola toccò il vecchio. Il corpo non fu mai trovato. Il piombo non gli appiccicava. Era stregato. Dissero che era fuggito. Il brigadiere dei carabinieri giurò che era morto. Lo aveva visto cadere dal dirupo trafitto dal piombo. Il corpo del bandito Giovanni Salis, il vecchio re del bosco si era perso nell'irraggiungibile gola a strapiombo sotto lo sperone di roccia.

Il vecchio guardava ancora la luna. Illuminava tutta la vallata. Alzò gli occhi al cielo e vide una stella cadente bruciare la notte tuffandosi dietro la cima più alta. Le cicale cantavano a squarciagola la primavera. L'aria sapeva di resina e di fiori selvatici. Presto sarebbe stata di nuovo estate.

Il vecchio dormiva. Sognava i leoni.





Commenti

pubblicato il 26/01/2013 16.02.19
OscuroDominio, ha scritto: Bel racconto!

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: