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lavoro pubblicato sabato 12 gennaio 2013
ultima lettura sabato 2 novembre 2019

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Ripartire

di catellonastro. Letto 545 volte. Dallo scaffale Filosofia

RIPARTIRE Ognuno di noi, ad un certo punto della propria esistenza terrena, si trova in momenti nei quali si auto-porge, spontaneamente, la fatidica ...

RIPARTIRE

Ognuno di noi, ad un certo punto della propria esistenza terrena, si trova in momenti nei quali si auto-porge, spontaneamente, la fatidica domanda: ripartire… Da dove? Verso dove? Premetto che considero la vita un dono: con le sue gioie e le sue tristezze. Chi di noi non ha affrontato, durante la propria esistenza terrena, dei momenti cosiddetti difficili? Un poco tutti… Chi più, chi meno… Tutto sta a superarli ed iniziare daccapo. Alcuni partendo da zero, altri partendo da metà strada. Chi non ha il coraggio di ripartire è uno “sfigato”, come suol dirsi in termine moderno, al quale tutto va storto. Per colpa degli altri, ma in parte anche per colpa sua. “Chi si contenta, gode!!!” Dice un vecchio detto. Saper gestire la propria esistenza terrena significa, a mio avviso, avere normali capacità ed equilibrio mentale che ci portano a godere delle gioie ma anche sopportare i dolori. Quando questi ultimi sono gravi, per causa certamente non attribuibili alle nostre azioni o alla nostra volontà, la questione diventa di difficile soluzione. Allora ci troviamo impotenti e dobbiamo subire una sconfitta che senza dubbi lascia segni indelebili nel tempo e massimamente nella nostra personalità. Chi scrive non è un filosofo, ma uno che ha subito enormi mortificazioni ma, in verità, ha goduto anche di enormi successi. L’importante è non abbandonare mai le armi e combattere fino allo stremo per vincere o almeno allontanare la battaglia. Gioie e dolori non si possono evitare. In molti casi si possono scongiurare. In parole povere, se uno guida la sua auto a ottanta all’ora, corre meno rischi di quello ch va a centosessanta. E quando quest’ultimo lo fa solamente per arrivare con tre ore di anticipo sull’appuntamento, è anche un imbecille doppiamente condannabile. Fatto questo banale esempio, viene da se che ognuno è artefice dei suoi mali. A meno che questi mali non sono causati da fattori esterni, con un investimento sulle strisce pedonali, o una malattia spontaneamente sopraggiunta. Un sano equilibrio di vita, in tutti i settori della nastra azione umana, è il toccasana di tutti i mali. O almeno di tutti quelli che dipendono dalle nostre azioni. La considerazione dei valori della persona è alla base dell’operare. Chi pensa di arricchirsi spiritualmente, chi materialmente. L’arricchimento spirituale porta alla ricchezza della personalità, l’arricchimento materiale porta solo alla ricchezza della persona. Quando quest’ultima si ottiene a danno della collettività, peraltro bisognosa, si commette un crimine collettivo condannabile moralmente anche se dubbio giuridicamente. In sede legale, pretura, tribunale o corte di appello, viene emesso un giudizio legale che sovente non coincide con la morale umana. Ma chi ha ragione??? Qui non si tratta di trovare la singola ragione o il singolo torto, ma di trovare una giustizia globale valida a livello universale, al di sopra di codici civili, leggi e comma varie. La Solidarietà, scritta con la S maiuscola per distinguerla da quella che si elargisce, si attua e si propone solo a livello camorristico-mafioso, e quindi illegale non solo giuridicamente ma anche moralmente, è il motore di ricerca di tutto il ragionamento. Pensiamo e meditiamo su cosa noi buttiamo, alla fine del pasto, nel bidone dell’immondizia. Potremmo sfamare una famiglia intera. Quando comperiamo tre etti di prosciutto e ne buttiamo via due etti, non abbiamo rispettato i canoni della solidarietà umana. Nel territorio, l’Italia,la Campania, la provincia di Salerno, il Cilento, la cittadina di Agropoli ed il nostro quartiere, ci sta gente che stenta a vivere. Ci sono gli anziani con la pensione sociale, quelli che devono pagare pure i fitto di casa, quelli che devono mantenere i figli disoccupati e quindi senza reddito. Ed il problema assume dimensione cosmica. Certamente non si pretende di risolvere tutti i problemi, specialmente in un’epoca come l’attuale, ma aiutare il vicino bisognoso è il primo grande passo verso la Solidarietà. Auguri, Mondo!!!

Catello Nastro

Inviato a Mr Magazine gennaio 2013



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