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lavoro pubblicato sabato 12 gennaio 2013
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

... MEANDRI...

di mariapace2010. Letto 3155 volte. Dallo scaffale Fantasia

... un libro capace di scuotere gli animi..... "DJOSER e lo Scettro di Anubi" sarà presentato in settembre 2013 presso libreria ZANABONI - Torino ..


brano tratto dal libro "DJOSER e lo scettro di Anubi"

"La Conoscenza, Djoser, allievo di Ptha, è la capacità di sollevare il velo di un mistero che
ne nasconde un altro, senza restarne sopraffatti. Sollevare veli, però, comporta rischi. Tu, Djoser, figlio di Pthahotep, hai paura di osare?"

Djoser osò e la sua mente s'inoltrò ardita in quella del Dio e si confuse con essa; i loro
pensieri si avvilupparono, simili a due cobra attorcigliati.

La prima sensazione che il sangue di Djoser conobbe e acquisì da quella "fusione", fu un senso di gloria, percepito da tutte le Identità che componevano la sua essenza umana. Soprattutto lo
Spirito-Ka e l'Anima-Ba danzavano inebriati. Anche il Cuore-Ib esultava e perfino la l'Ombra-Shut brillava come un sole riflesso in uno stagno, tanto era lo Splendore all'interno del Signore del Mondo-di-Sotto. Una meraviglia infinita. Una purezza totale. Una generosità ed una tenerezza incalcolabili.

Comprese perché Ka-beut, la Dea-Freschezza, avesse scelto di essere Sua figlia. C'era
una Luce Infinita dentro il Signore delle Tenebre. Una fiamma che splendeva in mezzo al tenebrore con la potenzadel balsamo che libera da ogni dolore e paura; un fulgore grande quanto lo stesso cielo. Ma, proprio proveniente dal centro di tanto fulgore, Djoser sentì
irrompere dentro di lui una sensazione nuova e improvvisa, simile all'aria che cambia per un temporale in avvicinamento o altro grosso evento atmosferico.
Quel cambiamento gli comunicò una pena ed un'inquietudine particolari, poichè erano la pena e l'inquietudine di Anubi: infinite quanto la Sua generosità. Non erano una pena e un dolore qualsiasi. Erano emozioni che non avevano nomi per essere definite. C'era in quel dolore tutto lo sconvolgimento della Palude in cui Horo e Seth si erano scontrati per l'ultima volta; tutta la tristezza del distacco della Celeste-Nut dall'amato Geb, Signore della Terra.

La sua mente non era in grado di contenerle. Barcollò e sentì il corpo diventare rigido e
pesante. Anubi lo sostenne; quasi lo strinse a sé. Immediatamente dopo, i loro pensieri si dissociarono, ma la voce del Dio tenne la mente del ragazzo sospesa nell'aria ancora per qualche attimo, come una goccia di sangue appesa alla punta di un pugnale, prima di staccarsi e dire:

"Vorresti conoscere la storia di Anubi, figlio di Osiride?"

"O Divino Sciacallo! - proruppe il ragazzo - Vuoi degnarti di parlare a Djoser di Questioni Divine?"

"Ascolta! - fece semplicemente Anubi, con quella voce che di certo atterriva i Kau dei
defunti quando li traghettava attraverso le vie della Duat, ma che, pur facendolo rabbrividire, non lo spaventava più - Questa non è la storia che si sente per bocca dei preti. Questa è la storia vera degli Dei. Ascolta!... Ra, Padre degli Dei, la cui sostanza è Fuoco e Calore, cercava una sposa di opposta sostanza che non restasse incenerita dal suo fulgore. Latrovò in Nut, Signora del Cielo. Ra, però, non disdegnava altre compagne... " Djoser ascoltava e taceva.

"In verità, neppure la Celeste Nut era fedele. Al vecchio e bavoso Ra, preferiva Geb, forte
e vigoroso."

Una pausa e un respiro rovente che fece oscillare la fiamma del bivacco, poi Anubi fece cenno
al ragazzo di tornare a sedersi accanto al fuoco e lo stesso fece anch'Egli, accosciandosi dall'altra parte.

"Nut e Geb si accoppiarono per quattro giorni, prima che Ra li separasse."

Ancora una pausa e un profondo rossore sulla faccia di Djoser, non ancora iniziato ai misteri
dell'amore e del sesso. Anubi ebbe un sorriso indulgente che gli distese il volto e gli addolcì l'espressione dello sguardo incandescente e verde.

"Da quell'amplesso nacquero quattro figli. Il primo a lasciare il grembo materno fu
Osiride. Fu subito forte, saggio e coraggioso come suo padre. Un'ora più tardi nacque Seth, ma la sua nascita fu violenta e produsse una dolorosa ferita nel grembo di sua madre, il Cielo, attraverso cui cominciarono a passare fulmini e saette, poi... poi nacque Isis, Dispensatrice della Vita. - recitò Anubi con enfasi - Iside, che scoprì il grano e lo mostrò ad Osiride affinchè ne facesse dono agli uomini. Nacque in un cielo sereno e irrorato di rugiada. E infine... infine nacque Nefty, la più bella fra gli Immortali. Nebthet, era il suo nome ren, a ragione di tanta grazia e bellezza, ma null'altro possedeva: solo grazia e bellezza.
Non la misericordia o la generosità di Iside!"

Lo sguardo del Dio s'incupì; Djoser gli vide scuotere con veemenza il capo, tanto da far
fluttuare vorticosamente l'etra intorno a loro. Il ragazzo si portò una mano alla gola come se stesse soffocando, ma Anubi stese un braccio e l'aria tornò placida, come il tono della voce, quando parlò:

"Tu non sai, però, che anche il vecchio Ra si era accoppiato con Nut durante quei quattro
giorni!"

"Oh!" fu il commento dell'allievo di Ptha.

"Chi può dire con certezza quali dei quattro fratelli siano Figli di Ra e quali di Geb?"

Non poteva giurarci, ma a Djoser parve avvertire una nota di feroce ironia nella voce di
Signore del Mondo-Nascosto. Quasi divertita. D'altronde, se quelle cose accadevano in Cielo...

"Geb, che regnava sull'Egitto, divise il Regno tra i due fratelli: a Osiride toccò l'Egitto
Superiore ed a Seth andò l'Egitto Inferiore. Iside divenne la sposa di Osiridee Nefty fu fatta sposare a Seth. Ma... sai, tu, cosa avvenne?"

Djoser scosse il capo.

"La maledizione di Ra si abbatté su di loro. Sono Figli del Sole, andava domandandosi il
vecchio e rancoroso Padre degli Dei, oppure sono Figli del Fango e della Palude?"

(CONTINUA)

brano tratto dal libro di Maria Pace

"DJOSER e lo Scettro di Anubi" - edito da Societa' Editrice MONTECOVELLO

DA RICHIEDERE PRESSO QUALUNQUE LIBRERIA

posso chiedere se qualcuno è interessato alla lettura? costa quanto una scatola di cioccolatini, ma è più "buono" poiché sostiene il progetto SAVE THE GHILDREN - NON SIAMO SOLI



Commenti

pubblicato il 17/01/2013 18.23.10
mariapace2010, ha scritto: ... qualcuno vuole dare qualche giudizio o suggerimento su questo componimento?... Grazie! Ne sarei grata. ciao, ciao
pubblicato il 17/01/2013 19.00.42
OscuroDominio, ha scritto: Ti commento io. Di sicuro mi pare che tu abbia una vera e propria passione per il culto degli Antichi Egizi, sarà un anno che pubblichi storie che riguardano loro. Non so davvero cosa dirti, poiché io li conosco poco, forse hai delle cose in comune con Alister Croweley (non ricordo come si scriva). Comunque Anubi è una figura bellissima, una delle figure più belle nella Storia. Complimenti per aver usato lui anziché un'altro dio o dea. Anubi rulez! Bel racconto comunque, strano, un po' difficile da capire in certe parti (forse bisognerebbe leggere ciò che hai scritto prima) ma coinvolgente. Mi piacerebbe capire se Anubi sia figlio di Ra e Nut ... ;)
pubblicato il 17/01/2013 22.12.33
mariapace2010, ha scritto: ciao, Oscuro Dominio... ti ringrazio davvero moltissimo per la tua attenzione e disponibilità... Anubi è davvero la più inquietante di tutte le Divinità, non solo egizie. A me piace moltissimo e sono certa che piacerà anche a te dopo queste riga... Anubi è nato dopo una notte d'amore rubata tra Nefty e Osiride (marito di Iside) e quella pazza di Nefty lo abbandonò, appena nato, sulle rive del Nilo nella speranza che qualche coccodrillo ne facesse un sol boccone... invece un coccodrillo lo trasportò dall'altra parte e lo mise in mezzo ad una cucciolata di sciacalli fino quando Thot non avvertì Iside la quale perdonò marito e sorella (Nefty) e raccolse il piccolo... ma il bimbo era così male in arnese che la Dea nel vederlo disse: "In Put?" "Ma è proprio lui?" da cui il nome (italianizzato) Anubi... da allora, per riconoscenza verso gli sciacalli, Anubi quando si manifestava ai mortali assumeva le sembianze di uno sciacallo o di un ragazzo con nuca di sciacallo... spero di non averti annoiato troppo... ciao, ciao e grazie della pazienza...

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