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lavoro pubblicato venerdì 11 gennaio 2013
ultima lettura venerdì 10 maggio 2019

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Il primo bacio

di DanieleCasolino. Letto 773 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Il primo bacio non l’ho dato mai, il contatto fisico per i nati non puri è vietato per legge dalla grande epidemia del ’47.

Il primo bacio non l’ho dato mai, il contatto fisico per i nati non puri è vietato per legge dalla grande epidemia del ’47. I virus e i batteri mutanti stavano per conquistare il nostro pianeta ma l’uomo, da animale adattivo qual è, è riuscito a cavarsela anche questa volta.
Ormai quasi tutti i ceppi sono stati isolati e i nostri figli sono tornati a vivere all’aria aperta; la grande politica di riqualificazione dell’atmosfera a distanza di trent’anni, ha dato i suoi frutti. Sono esattamente 17 anni che i nostri bambini hanno cominciato a poter vivere senza gli scafandri. Noi della generazione contaminata no. Noi siamo il male. Siamo il male e siamo la cura, abbiamo sacrificato le nostre vite portandole ad un livello di sterilità subumano per poter finalmente procreare una generazione di nuovo pura. Io invece, come Veronica siamo nati in modalità protetta, ultimi scampoli di accoppiamenti sessuali fra umani. L’amore dei nostri genitori ci ha marchiato a vita e ci ha tolto la parte più profonda dell’amore; il contatto. Con Veronica ci siamo conosciuti all’università, il nostro amore, come avrete potuto capire è stato puramente platonico ma era talmente grande e sotto gli occhi di tutti che fummo scelti insieme ad altre 3700 coppie a partecipare per la prima volta al progetto RESET II. Le sperimentazioni sugli animali erano state un successo e le attività agricole erano state le prime forme di economia planetaria a essere rimesse in moto dopo il grande black. Ma sugli uomini i dubbi erano tantissimi, eravamo gli organismi che più si erano allontanati dalla originaria capacità di difenderci dagli agenti esterni a forza di crearne noi stessi, sempre più tossici e incontrollabili. Tanto avevamo ancora tanti livelli di autosegregazione per difendercene. Le nostre case sterili, le nostre stanze sigillate, l’assoluta assenza di rapporti fisici sopportati grazie ai programmi di socializzazione virtuali arrivati alla generazione 6.0.
Ma i virus erano più forti di noi, si sono modificati, nascosti per anni, allungato il loro tempo di attivazione. Cosicché i nostri genitori si accorsero di essere stati contaminati quando ormai era troppo tardi. 14 anni e sei mesi di incubazione avevano permesso ai virus di rimanere praticamente invisibili ai nostri occhi scientificamente avanzati, ma logicamente ancora incapaci di allertarsi se non per i più banali ed elementari rapporti di causa effetto. Occhio non vede cuore non duole. E i dolori invece sono arrivati senza essere visti. 2,7 miliardi di persone uccise in soli 3 mesi. Per via dell’amore. Il virus si diffondeva attraverso il bacio, sviluppandosi solo attraverso quella miscela magica di ormoni, saliva e respiro che un bacio sa generare, sfruttando l’accelerazione cardiaca e il picco di temperatura che ne derivano.
A quel punto, visto l’effetto, la causa fu subito trovata, ma troppo tardi per poter essere controllata.
Io e Veronica facevamo parte della seconda generazione creata in laboratorio grazie al progetto RESET I attraverso un’accurata selezione dei gameti campionati su scala planetaria. Noi siamo stati la prima generazione resistente al virus, ma ancora portatori sani dello stesso, per cui per noi il bacio era il massimo tabù.
La frase “lo sposo ora baci la sposa” era stata cancellata da ogni formula matrimoniale, ma in coscienza, anche senza averlo mai sperimentato, ognuno della nostra generazione ne conosceva, ne sognava la potenza. I governi avrebbero dovuto cancellare l’80% della letteratura mondiale per provare ad obnubilare il bacio ai nostri cuori. O avrebbero dovuto trovare in fretta un’atidoto all’amore. Fortunatamente non è stato possibile perseguire né l’una é l’altra ipotesi, e nostra figlia Chiara ha sul volto bello e candido, non seppellito nel casco che noi indossiamo, tutto il rossore che il primo bacio solo sa donare. Solo questo ha riportato il sorriso sul volto di Veronica. A trenatsei ore esatte dalla sua data di scadenza. Lei era stata concepita con il modulo del dottor Marvin. Più potente, ma in grado di garantire la sterilità e l’incolumità umana fino al compiere del quarantasettesimo anno di età. Io invece facevo parte di un ristretto campionario sperimentale che ha potuto produrre il metodo definitivo che è stato in vigore fino ad oggi, il leggendario metodo del dott. Steni. Leggendario perché a discapito di tutto il resto del mondo era stato scoperto e sperimentato in un sottoscala della’Università La Sapienza di Roma, da un assistente precario senza l’ombra di un finanziamento. Un eroe scientifico che rimise in moto l’economia del Paese finalmente su basi solide, attraendo l’attenzione di ogni altro paese dell’Alleanza e terminando per sempre ogni mira speculativa di breve durata. A Chiara sembrerà assurdo ma appena una generazione precedente quella dei suoi genitori, il guadagno meramente economico era ritenuto di maggior valore di qualsiasi progetto teso alla valorizzazione della qualità della vita. Risultati troppo incerti e con un tempo di applicabilità incapace di dare immediate risposte alla richiesta di crescita del PIL, unica misura in grado di valutare la soddisfazione umana, dicevano economisti ciechi quanto gli antievoluzionisti.
Sono da tre giorni accanto a mia moglie. Ci sorridiamo attraverso i nostri globi di vetro. Lei sorride perché il mio si appanna sempre un po’, incapace di nascondere le lacrime dietro ai mie sorrisi. Domani lei non ci sarà più.
Un amore durato una vita, senza l’ombra di un bacio.
Lei ammicca, io sorrido davvero. E’ il momento. Ci prendiamo per mano e riusciamo a sentire il calore dei nostri corpi attraverso il biolattice. Chiara è a scuola. Leggerà la nostra lettera al ritorno. Paolo mio fratello ci ha benedetto e si prenderà cura di lei. Scendiamo in cantina, entriamo nella camera iperbarica stagna. Sigillo dall’interno l’alcova tecnologica che ho progettato e realizzato negli ultimi dieci anni. Dopo stanotte da qui non uscirà assolutamente nulla e il programma di combustione anaerobica eliminerà ogni traccia.
Ora siamo nudi, per la prima volta una di fronte all’altro, pronti per il nostro primo bacio.


Commenti

pubblicato il 11/01/2013 21.26.25
cornelia87, ha scritto: Davvero suggestivo. Complimenti!
pubblicato il 11/01/2013 23.51.37
DanieleCasolino, ha scritto: @cornelia87 Grazie, davvero

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