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lavoro pubblicato venerdì 11 gennaio 2013
ultima lettura mercoledì 20 febbraio 2019

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L'imbroglio di San Martino

di tonymalerba. Letto 649 volte. Dallo scaffale Filosofia

L'imbroglio di San Martino San Martino era un cavaliere che cavalcava in una gelida giornata di novembre.Notò un povero infreddolito e si fer...

L'imbroglio di San Martino

San Martino era un cavaliere che cavalcava in una gelida giornata di novembre.

Notò un povero infreddolito e si fermò. Provando pietà per quell'uomo tagliò il mantello in due metà offrendogliene una: in questo modo amò il prossimo come sé stesso.

Proseguendo il viaggio notò un altro povero infreddolito e gli donò la parte di mantello che gli era rimasta: in questo modo amò il prossimo più che sé stesso. Dio ammirò il Sant'Uomo e per lui fece splendere un caldo sole fuori stagione, che ancor oggi dà il nome al giorno conosciuto come "Estate di San Martino".

Padre Kolbe era un prete polacco rinchiuso in un lager nazista. In una situazione così tragica dimostrava di amare il prossimo come sé stesso, condividendo le sofferenze degli altri e cercando di alleviarle.

Un giorno un prigioniero riuscì a fuggire ed i carcerieri dovettero attuare la terribile rappresaglia predisposta per queste situazioni, cioè dieci prigionieri dovettero essere condannati a morire nel bunker della fame.

I dieci furono scelti con un criterio assolutamente casuale. Tra questi uno implorò pietà invocando il fatto che doveva mantenere la sua famiglia e la scena dovette essere veramente straziante.

Padre Kolbe amò il prossimo più che sé stesso e si offrì di prendere il posto di quel malcapitato.

Lo scambio fu accettato ed in quell'orrendo bunker sicuramente il Sant'Uomo cercò di infondere il coraggio agli altri nove per affrontare quella fine orrenda, intonando canti e preghiere.

Alla fine morirono tutti e dieci.

Ci insegnano la storia di San Martino che è una favola, ma ce la raccontano come se fosse vera.

Padre Kolbe è stato un San Martino in carne ed ossa, che dopo aver donato l'intero mantello è morto di freddo.

Ecco questa è la vera fine di chi ha amato il prossimo più che sé stesso e quando vedo le vie intitolate a Padre Kolbe non posso che commuovermi.

Ma non posso fare a meno di chiedermi: quando entrò in quel bunker, lo fece da Uomo Libero o da Uomo Illuso?

Perché Dio non fece risplendere un sole caldo e luminoso in quel bunker freddo e buio?

Allora, per far favore, trattateci da Adulti: smettete di raccontarci San Martino e raccontateci Padre Kolbe!

http://www.lulu.com/spotlight/malerba



Commenti

pubblicato il 11/01/2013 18.04.58
OscuroDominio, ha scritto: ... entrò nel bunker da uomo arreso.
pubblicato il 11/01/2013 19.40.04
mariapace2010, ha scritto: ... scegliere tra un santo finto ed un vero santo?... amico mio, la finzione è sempre più allettante della realtà!
pubblicato il 15/01/2013 13.02.36
tonymalerba, ha scritto: Grazie dei commenti, noi abbiamo ricordato un uomo che non ha avuto paura di morire. Per il resto beato il paese che non ha bisogno di santi e di eroi!

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