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lavoro pubblicato martedì 1 gennaio 2013
ultima lettura giovedì 11 luglio 2019

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Favola Per Il Nuovo Anno

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 599 volte. Dallo scaffale Fiabe

FAVOLA PER IL NUOVO ANNO Spunta l’alba  di un nuovo anno dai grandi seni ,dalla grande bocca spalancata  sulla città pronta ad ingoiare tutto il male da essa generata. Parole  stanche   riposano in angoli oscuri , fanno .....



FAVOLA PER IL NUOVO ANNO



Spunta l’alba di un nuovo anno dai grandi seni ,dalla grande bocca spalancata sulla città pronta ad ingoiare tutto il male da essa generata. Parole stanche riposano in angoli oscuri , fanno festa i verbi e gli apostrofi eretti e circonflessi in forme surreali uniti in gruppo pronti a dar battaglia ai verbi del pianeta delle vocali canterine. Le umiliazioni svaniscono in un crescendo di reminiscenze , difficile diventa il cammino alla ricerca della bella principessa regina delle fiabe. Prigioniera del malvagio drago ,guardiano d’un dialogo millenario tra alfabeti in conflitto, che vola sulle metropoli ad ali spiegate sputando fiamme e dimenando la coda. Inseguito da un prode eroe che brandendo la sua spada l’affronta in ogni luogo , una lotta senza pari che lascia spegnere a volte il sorriso sulla bocca degli stolti ed ogni cosa che è stato un tempo dolore sembra diventare così per incanto un canto d’amore.
Continuare a sentirsi perduto in questa città ,appiccicato con il mondo intero, aspettando finisca questo altro anno infame , crudele ,senza cuore. Fa tanto freddo la strada è deserta un grande albero illuminato splende nel buio ,sopra vi pendano miriade di palline colorate con su disegnate tante facce , una strana atmosfera vi regna intorno a quel luogo vorrei vincere questa morte, questo incubo che s' attorciglia dentro che non mi da pace. Una morte senza speranza, senza tempo , rassegnato dalla sorte passando tra umiliazioni ed affanni . Come è buio a parte fora non c'è sta chi niente sono rimasto solo , aspettando a sciorta ,ai margini di un precipizio osservo quando all'intrasatte un angelo mi getta una corda, m'arrampico provo a salire. Mentre salgo vengo risucchiato dentro a un vortice, dentro una bocca che si spalanca e ingoia ogni cosa. Sotto a questo cielo sono passate tanta gente , sono passati eserciti ,soldati ,ambasciatori sono passati ad un altra vita ad altre glorie . Salgo in fretta m'arrampico agile giungo in cima così mi ritrovo in un altra dimensione tra altra gente. Ascolto una doce canzone una tenera melodia mi pervade l'animo. Una delicata aria natalizia delle voci bianche cantano benvenuto tra noi buon anno a te sconosciuto che hai creduto nell'amore e nella sua forza di cambiare ,benvenuto tra noi tu che ti sei seduto davanti all'umile grotta che hai messo il tuo cuore vicino al nostro ,riscaldati ora vicino alle nostre passioni, vicino alla fiamma
dell' eterno divenire. Una gioia immensa m'assale ,corre lungo il mio corpo sento il mio corpo libero da ogni male, un nuovo spirito , una forza nuova e m'appare la diritta via smarrita e gli angeli e mille volti conosciuti lungo il viaggio mi sorridono tra loro colei e infine lui ed io m'addormento stanco , solitario sopra una panchina raggomitolato immobile il gelo
s 'impossessa del mio corpo lo rende rigido come una statuina in mezzo a tante altre appaio così insieme a loro all'interno di un vecchio presepio.



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