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lavoro pubblicato domenica 30 dicembre 2012
ultima lettura martedì 16 aprile 2019

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Il principe e la serva

di Aleisterdarcy. Letto 527 volte. Dallo scaffale Generico

Non era una giornata fredda, il nord era sempre stato inospitale ma quella strana estate aveva portato un po’ di calore anche lì. Il principe, colpito dalla fatica del violento ozio pomeridiano, riposava sotto l’ombra di.....

Non era una giornata fredda, il nord era sempre stato inospitale ma quella strana estate aveva portato un po’ di calore anche lì. Il principe, colpito dalla fatica del violento ozio pomeridiano, riposava sotto l’ombra di un grande abete che, secondo la leggenda, era nato insieme al palazzo reale.
Quel giorno, probabilmente disturbato da una piccola ape, il principe fu costretto a svegliarsi e in quel momento, la vide: una servetta che probabilmente lavorava nelle cucine del palazzo, una servetta che camminava indaffarata nascondendo i suoi riccioli ramati sotto un piccolo cappellino.
Probabilmente doveva aver avuto l’età del principe e questo particolare contribuì a generare l’amore che improvvisamente esplose nel cuore del principe.
Scattò rapido in piedi con l’intento di seguirla, poi le sue gambe tremarono di vergogna, scattò quindi nella direzione opposta come un piccolo robot costretto a eseguire due ordini opposti nel medesimo istante. Si fermò qualche metro più avanti, il principe si vergognò del suo comportamento e senza formulare altro pensiero rientrò nel palazzo.
A cena, quando la casa sprofondava nel silenzio di piatti e forchette, il principe la rivide. La intravide per qualche secondo nella stanza adiacente a quella da pranzo, provò a vederla di nuovo e senza la presenza del re, suo padre e della regina, sua madre, il principe l’avrebbe sicuramente raggiunta.
La cena, per la sua reale famiglia, era un diritto che andava gustato in silenzio. Sua madre era una stupida, una di quelle persone che nascono col solo intento di sposare un perfetto partito. Suo padre era invece un soldato, un uomo che vede il benessere del paese strettamente legato alla riuscita delle campagne militari. Per il re, se il popolo era affamato, servivano chiaramente più soldati.
Passarono così due notti, due notti infernali in cui il principe sognò più volte quella ragazza. Appariva improvvisamente davanti a lui, si avvicinava, si lasciava osservare ma nel momento in cui il principe scattava in avanti per abbracciarla ecco che spariva.
Erano notti in cui si svegliava senza fiato e provava a strapparsi il cuore per smettere di desiderare.
E’ ben poca cosa l’animo umano davanti ai desideri, prima l’uomo vuole desiderare ma appena capisce di non poter realizzare il suo desiderio allora si ferma e piange, come un bambino affamato.
La terza notte di desiderio, però, il principe decise di scendere le scale della silenziosa casa nella speranza di trovar quella ragazza all’interno della cucina, dove ancora si poteva trovar la vita.

La ragazza dai riccioli ramati, chiamata appunto Claire, arrossiva ogni volta che qualcuno parlava del principe. Quella notte, nella cucina, la sua mica Genet sembrava invece intenzionata a parlare costantemente di lui.

Claire protestò con un filo di voce.
Claire abbassò la testa in segno di rassegnazione ma appena lo fece, la porta della cucina si spalancò e il principe stesso, bianco come una fantasma, le si avvicinò.

Claire arrossì vistosamente sotto lo sguardo del principe, poi, improvvisamente, il suo sguardo s’illuminò di rosso e si buttò su di lei.
Claire cominciò a divincolarsi ma il principe non poteva più resistere, quella notte l’avrebbe presa.
Claire cominciò a urlare e il principe la colpì più volte sul volto. Genet se ne stava spaventata in un angolo e non sembrava intenzionata ad aiutare la sua amica. Claire, quindi, con le sue ultime forze riuscì ad afferrare un tagliere che usò per colpire il principe.
Il principe cadde a terra ma si rialzò subito dopo, questa volta caricò Claire sbattendola contro un muro, in quel momento l’urlo di quella povera ragazza raggiunse le più alte stelle del cielo.
Il principe terminò di spogliarla, poi, con un grido di disgusto, osservò il rivolo di sangue che colava dalla bellissima bocca rossa di Claire. Impiegò qualche secondo a comprendere, poi si accorse che Claire, la sua amata Claire, aveva un qualcosa conficcato nella schiena.
Disgustato, si avvicinò a osservare il grosso gancio per carni che aveva messo fine alla sua vita, la piccola Claire, innamorata del principe, era morta per mano del suo amore che si era mosso a sua volta per soddisfare l’amore. La giovane Claire donava al mondo il suo ultimo sangue che come una rosa, sbocciava sulle sue labbra per poi gocciolare a terra.
Il principe bestemmiò e si arrabbiò con il mondo, poi, un gridolino spaventato, informò il principe della presenza di Genet. Il principe la osservò incuriosito, si avvicinò lentamente e si avventò su di lei.



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