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lavoro pubblicato sabato 22 dicembre 2012
ultima lettura giovedì 10 dicembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

(22capitolo) cosa vuoi che sia

di lunatica94. Letto 546 volte. Dallo scaffale Amore

Svegliai mio fratello e lo portai dalla nonna, dovevo restare da sola, dovevo riflettere su quello che avrei fatto, e senza neanche accorgermene, le mie gambe mi portarono sotto casa di Andrea, istintivamente presi il cellulare e gli inviai un messaggi...

Svegliai mio fratello e lo portai dalla nonna, dovevo restare da sola, dovevo riflettere su quello che avrei fatto, e senza neanche accorgermene, le mie gambe mi portarono sotto casa di Andrea, istintivamente presi il cellulare e gli inviai un messaggio “scendi giù” subito lo vidi affacciarsi alla finestra, mi fece un cenno con la testa e poi sparì dietro le tende, dopo 2 minuti lo vidi uscire dal portone, il suo viso era così bello con quel sorriso stampato in faccia, ma appena mi vide il suo sorriso si tramutò in preoccupazione, senza pensarci due volte mi tuffai tra le sue braccia e iniziai a piangere, lui mi abbracciò istintivamente e cercò di calmarmi, per la prima volta ero io ad essere consolata non a consolare, riuscì a calmarmi, mi sentivo protetta e al sicuro lì tra le sue braccia, sembrava che il mondo potesse sparire e che solo noi in quel momento perfetto potessimo sopravvivere. << tesoro che hai?>> mi chiese gentilmente, mi allontanai un po’ da lui per poterlo guardare meglio, avevo tutto il viso rigato per le lacrime, senza un filo di trucco e la mia tuta addosso eppure io sentivo che lui mi desiderava, mi alzai sulle punte per prendermi ciò che volevo, ciò che era mio ormai da un po’, lui mi guardò stranito, ma non si oppose al mio bacio insistente e disperato, anzi mi baciò con trasporto diffondendomi tranquillità e amore in tutto il corpo, una volta staccatosi da me riuscivo ancora a sentire il suo sapore in bocca, lui mi abbracciò in silenzio poi mi disse << amore che hai?>> non riuscivo a parlare, ma poi dissi <<mia madre se ne è andata>> lo dissi tutto di un fiato, sperando che qualcuno da un momento o l'altro mi svegliasse, ma questo non successe. Andrea era di fronte a me con uno sguardo indecifrabile, sembrava che gli avessi detto che sua madre se ne era andata,il suo viso cambiò prima meravigliato, poi deluso, poi frustrato, poi triste e alla fine addolorato, << ma….ma come? Ma che stai dicendo? Tua madre vi vuole bene>> riuscì a dire con molta fatica, << ha fatto le valigie e se ne è andata, si vede che non ci vuole così bene da rimanere con noi anche se il suo fidanzato l’ha lasciata>> dissi arrabbiata, lui mi abbracciò e mi cullo e poi mi sussurrò all’orecchio <<mi dispiace tanto, sai che puoi contare sul mio aiuto>> avevo avuto altri ragazzi che mi avevano fatto promesse simili, ma che poi non si avveravano mai, ma chissà perché quando lo disse Andrea io gli credei subito. Andrea ascoltò tutta la mia storia in silenzio, facendo solo qualche cenno per farmi capire che mi stava ascoltando, mi riaccompagnò a casa e si offrì per aiutarmi a imballare le nostre cose per il trasferimento, impiegammo due giorni i quali lui non mi lasciò mai sola, mi piaceva il modo in cui lui voleva starmi vicino, ne assillante ne distaccato il giusto proprio quello che volevo io, era l’unico a parte Lucas che sopportavo, odiavo vedere gli sguardi dei vicini di casa, le chiamate dei parenti che con quella compassione mi facevano uscire di matto, Andrea invece no, era lì in silenzio per me, la sua presenza per me significava molto e per la prima volta mi sfioro l’idea che forse io l’amavo. Mi trasferii a casa di mia nonna e i primi problemi iniziarono a sorgere, mia nonna era anziana e non riusciva a stare dietro Lucas tutto il giorno, e io dovevo dividermi tra scuola, cani, lucas e andrea e in più quella sera sarei dovuta andare in discoteca, il solo pensiero di entrare la dentro tremavo, ero ancora molto impaurita, ma dovevo andarci per tre motivi,uno perche dovevo superare la paura, due perchè c’era Andrea e terzo nonché più importante mi servivano i soldi .



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