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lavoro pubblicato giovedì 20 dicembre 2012
ultima lettura domenica 17 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le Muse

di EndlessMind. Letto 630 volte. Dallo scaffale Fantasia

Realtà e fantasia. Scienza e Arte. due opposti che si intrecciano, ma quale dei due può salvarci dalla realtà? -Scritta e non riletta-....

Quando Achille compì tutte le sue imprese, tornò alla sua dimora, stanco ma non ancora soddisfatto di aver vinto guerre e ucciso innumerevoli soldati.
Non capiva perchè sentiva un vuoto, cosa gli mancasse perchè potesse morire contento della sua vita.
Un giorno, al sorgere dell'alba chiara, scomparve nel nulla e la notizia si diffuse dapprima che il sole raggiungesse il mezzogiorno.
Furono interpellati i suoi alleati, torturati prigionieri di guerra per capire se nascondessero qualcosa, si chiese ai filosofi e agli scienziati di quel tempo.
Nessuno seppe dar la risposta, ma questi ultimi, dalla loro lingua acuta e saggia, lasciarono trapelare delle parole : "Che le Muse possano salvarlo".
Le Muse erano tante, ispiratrici di musicisti, artisti e scrittori, ma tre di loro erano la voce di tutte : Sibilla, Artemisia e Melos.
Lo stesso giorno, quando il sole raggiunto il suo apice cominciava la sua discesa verso il tramonte, apparvero agli occhi delle genti. La notizia si diffuse, e in breve, anche i contadini di villaggi lontani accorsero.
Nel mezzo pomeriggio chieserò all'unisono alla folla, con la loro voce tonante dal cielo : "Noi salveremo Achille, come tutti voi".
Nessuno fiatò di quella platea, Sibilla Artemisia e Melos dissiparono le loro figure eteree.
Achille era rinchiuso sulla cima di una torre, ai confini del mondo.
la torre era alta e perfettamente quadrata, non era fatta di pietra, ma di pura luce condensata nelle sue linee dritte e fredde, intangibile.
Artemisia, la musa dell'arte, si sentì offesa al vedere quelle linee precise e innaturali, lasciandosi dipingere dagli artisti con tratti morbidi e vivaci.
Achille era muto, rinchiuso in una prigione cubica, confuso.
Quando si avvicinarono le tre ninfe, da dietro la torre avanzarono altre tre figure :
Astra, Phisis e Mathema.
Le tre ninfe, capeggiavano le ninfe della scienza e del cosmo.
Astra illuminava le stelle nel cielo della notte, la luna era la sua primogenita e il sole suo marito. Physis era colei che forgiava i fulmini, muoveva qualsiasi cosa e con le sue mille braccia teneva a terra i piedi delle creature. Mathema aiutava le menti a comprendere l'universo con i suoi infiniti calcoli e numeri. Tutte e tre volevano rinchiudere l'uomo nella realtà, far sì che la sua mente si abbandonasse al mondo in cui era nato, comprendendo la scienza, ma non l'anima della vita.
Artemisia, Sibilla e Melos invece erano i loro antipodi.
Artemisia donava i colori perchè il mondo potesse esprimersi, sfumava l'alba bianca e il rosso tramonto e ispirava chi volesse dipingere tanti altri mondi su una tela di carta.
Sibilla sussurrava, perchè la musa della parola tiene custodita ogni sillaba, perchè preziosa. Lasciava scorrere le voci e le mani che le scrivevano, facendo sì che le idee si mescolassero e così i popoli.
Infine Melos, tanto conosciuta, spirava dai flauti che suonavano, seminava la musica nelle menti di chi aveva il desiderio di trasformare i suoni del mondo in una melodia.
Le tre Muse delle arti volevano liberare Achille, l'umano, dalla sua prigione, qual'è la realtà e quel poco che offre, incatenando a sé l'animo umano, trascinandolo con sé nell'abisso della mortalità. Achille sperava di trovare le chiavi della sua prigione nelle mani di Astra, Mathema e Physis, molto più sagge ai suoi occhi, cosìcchè potesse comprendere la trama stessa della realtà. Illusione, com'è la sua stessa speranza.
La guerra non si fece attendere e sibilò così furiosa fra i due opposti.
Il cielo pesava come un macigno sulle spalle delle tre Muse dell'arte, gli astri abbagliavano i loro occhi, i fulmini serpeggiavano ostili verso di loro, e mathema le confondeva con i suoi infiniti numeri.
Artemisia incalzava, i colori erano la sua spada, e le sfumature il suo scudo. Melos lasciava riecheggiare la sua voce inarrivabile e penetrante nell'aria. Sibilla formulava incanti, rituali e maledizioni con i suoi sussurri, lasciando che le parole fossero acuminate punte per le avversarie.
La lotta finì in pochi attimi, millenni per l'umanità, proclamando vincitrice la Scienza e le sue figlie.
Il libero arbitrio dell'uomo aveva scelto la scienza. Mathema, Physis e Astra gli consegnarono una falsa chiave.
La tanto agognata chiave per comprendere il mondo che circonda l'uomo, apriva la porta dell'illusione senza fondo che la realtà potesse essere compresa con calcoli e teorie.
Artemisia, Melos ed infine Sibilla ne uscirono sconfitte, ripudiate dall'uomo che infine non era riuscito ad fuggire dalla sua gabbia, correndo verso il nulla, illuso.
Nella corsa infinita, Qualcosa brillò nella mente di Achille, una consapevolezza.
Capì che stava rifiutando l'alba che tanto agognava.
Le invocò ad alta voce, mentre fuggivano sconfitte, le tre muse.
Nel suo richiamo si udiva il perdono che Achille chiedeva alle sue tre vere salvatrici.
Loro, sentendolo, gli concessero il perdono, tornando da lui.
Mathema e le sue sorelle erano ancora lì, ghignanti del loro misfatto e della triste fine di Achille.
Artemisia, Melos, Sibilla raggiunsero l'anima di Achille.
Così, Achille, che rappresenta l'uomo, e le tre muse, che incarnano le arti, sfuggirono alle ire delle tre serve della ragione e logica.
Con l'arte, Achille, come qualunque uomo, può creare e originare, forgiando infiniti altri mondi, fantasie e possibilità.
E' così, evade dalla prigione in cui è nato, la realtà, forgiandosi da solo la vera realtà in cui intende vivere.


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