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lavoro pubblicato lunedì 17 dicembre 2012
ultima lettura venerdì 12 luglio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La sfida erotica

di Rosso27. Letto 6948 volte. Dallo scaffale Eros

LA SFIDA EROTICA   In quel Sabato di fine estate non avrei mai pensato che iniziasse il mese più eccitante della mia vita; ero al Pub, da solo, mi ero appena lasciato da Alessia e vagavo in cerca di qualche donna interessante, quando, all...

LA SFIDA EROTICA

In quel Sabato di fine estate non avrei mai pensato che iniziasse il mese più eccitante della mia vita; ero al Pub, da solo, mi ero appena lasciato da Alessia e vagavo in cerca di qualche donna interessante, quando, all’improvviso, entrarono quattro ragazze, tra le quali vi erano Pier Anna e Giovanna, due mie ex compagne di Liceo, che avevo sempre, segretamente, desiderato. Erano entrambe belle, diverse tra loro, ma molto sensuali, Giovanna era la classica mediterranea, non molto alta, ma ben fatta, con un viso che emanava sesso in ogni sua espressione, Pier Anna invece era leggermente più alta, un tipo più nordico, castana con pelle chiara, ma non di meno attraente. Mi salutarono con affetto e mi chiesero di unirsi al tavolo con loro. Dopo aver esaurito i convenevoli di presentazione con le altre due, insignificanti, amiche, iniziammo una conversazione intima sulle mie ultime vicissitudini sentimentali, l’atmosfera era molto frizzante, loro erano molto attente a ciò che raccontavo, mi rassicurarono sul fatto che non avrei avuto alcun problema a trovare un’altra partner, mi riempivano di complimenti, e seppur scherzando, m’invitavano ad uscire con l’una o con l’altra una sera prossima. Non mi resi conto subito della situazione, pensavo che lo facessero per amicizia, per rassicurarmi, mai avrei pensato che invece si proponevano sul serio. Dopo due ore di conversazione mi ero reso conto che le desideravo entrambe, esattamente come al Liceo, anzi di più; andai in bagno un momento, ma quando tornai erano sparite ; chiesi alle altre due dove fossero e queste mi guardarono come un’ idiota “ ma non l’hai ancora capito!?” mi domandò l’amica di Giovanna – Capito cosa? – chiesi io sorpreso – Ma come?! – continuò lei seccata – Fai gli occhi dolci ad entrambe tutta la sera e non ti accorgi che sono entrambe interessate a te? O sei scemo o sei stronzo!!! – rimasi basito – Scusa ma io non mi ero proprio reso conto di questo, ma dove sono andate? – Sono fuori a chiarirsi per te! – mi rispose acida l’amica di Pier Anna – Cristo.. mica se le daranno!? Perché non le avete seguite!? – Sono cose tra donne, devono risolverla tra di loro! – Siete due stronze! – risposi e me ne andai fuori a cercarle, ma davanti il locale non le trovai, così mi diressi verso la piazzetta adiacente, e le vidi li che stavano una di fronte all’altra, a braccia conserte, pronte a scattare come belve. Mi avvicinai a loro e le sorpresi perché le vidi arrossire entrambe, sinceramente le vedevo bellissime, due amazzoni pronte a battersi per il loro premio, l’uomo che desideravano, e quell’uomo ero io; Cosa fate qui? – chiesi loro – Niente parlavamo di cose personali – mi rispose elusiva Pier Anna – le guardai un momento, non sapevo se sorridere o stare al gioco – Le vostre amiche mi hanno spiegato tutto! – dissi in tono freddo, e loro trasalirono. Sentite ragazze, credo che dovremmo parlarne tutti e tre, senza che facciate casino, anche perché credo di aver diritto ad esprimere la mia opinione in merito , non credete? – Si guardarono e sembrarono in totale sintonia, non dissero niente – Aspettate qui, vado dalle vostre amiche a dir loro che vi riporto a casa io e così andiamo a parlare, serenamente e civilmente in macchina – Non dissero nulla, andai al pub, dissi alle altre due che avrei dovuto parlare con Giovanna e Pier Anna e tornai dalle mie amiche pretendenti. Giovanna suggerì di andare in macchina sua, visto che Pier Anna era a piedi, credo volesse il vantaggio territoriale, ma Pier Anna non fece nessuna obiezione. Una volta in macchina andammo alle scuole, per essere sicuri che nessuno interrompesse la conversazione. Vi chiedo una cosa, e ve la chiedo una volta soltanto: siete interessate a me come persona o sono solo un oggetto di desiderio? – intavolai subito l’argomento senza tante premesse – E’ dal secondo anno di liceo che sono innamorata di te, e non te ne sei mai accorto! – rispose subito Giovanna; nei suoi occhi vedevo sincerità e timore di essersi troppo sbilanciata – Io ti ho mandato mille segnali, ma tu non ti sei mai reso conto, si ti ho sempre voluto, sia come uomo che come compagno! – rispose altrettanto duramente Pier Anna , scendendo subito sul piano della sua rivale. Bene! - dissi - Voglio che sappiate una cosa: vi ho desiderate entrambe, non posso dire amate, per me l’amore nasce nel momento in cui c’è intimità sessuale, e con voi ho solo fantasticato, quindi posso dire, con assoluta certezza e verità, che siete le due donne che hanno riempito completamente il mio immaginario erotico. – Parlavo sicuro, visto che ormai si erano scoperte, volevo essere leale – Non ho mai pensato che entrambe mi amaste, mi sarebbe sembrato un sogno, vi ho sempre ritenute superiori a me e scusate se non ho mai capito i vostri segnali… rimasero sbigottite, vidi che erano praticamente senza parole, felicemente sorprese ma anche timorose del mio seguito del discorso. A questo punto credo che debba essere io, di fronte ad entrambe, a fare una scelta, perché, come avrete capito sarei felicissimo di iniziare una relazione con tutte e due, ma non posso certo pretendere di condurre una bigamia, e tantomeno, vorrei scendere nello squallido giochino di bugie e spassarmela con entrambe. - Erano completamente gratificate di questo rispetto - Non posso però scegliere così perché rimarrei con il dubbio, visto che mi piacete da impazzire tutte e due, sia come femmine che come persone, non voglio e non tollererei mai, che arriviate alle mani per me, se succedesse, non vorrei nessuna delle due, perché mi deludereste come persone e come donne. – E allora cosa intendi fare? – chiese Pier Anna – vuoi che ti giochiamo a carte? Vuoi che decidiamo noi? – Nessuna di noi due intende ritirarsi dalla competizione, questo è chiaro! – chiosò Giovanna – Lo so – le dissi – Ed è per questo che vi propongo due soluzioni; che vi prego ascoltare attentamente: se non sono in grado di scegliere è perché non vi conosco eroticamente, quindi se vi conoscessi intimamente, forse potrei decidere con più chiarezza, non perché voglia mettervi a fare a gara a chi è più troia, ma perché credo che l’intesa sessuale sia importantissima, e visto che vi conosco solo come persone e che vi trovo attraenti, credo che l’unica soluzione sia fare l’amore con una e poi con l’altra e riflettere anche sulle sensazioni del corpo, oltre che del cervello e dell’anima. Potremmo fare così, il prossimo week end lo passo con una, Scegliete voi chi, e quello successivo con l’altra, oppure niente! – Rimasero in silenzio, non si guardavano nemmeno – Sentite io esco 5 minuti fuori, vi lascio riflettere, perché capisco che magari sia giusto che ne parliate tra di voi, quando ritorno, vorrei una risposta… unanime! – Uscii, a fare due passi, mi accorsi che avevo il membro in erezione, cavolo mi facevano impazzire. Tornai dopo 10 minuti, montai in macchina – Allora? Che avete deciso? – In linea di massima siamo d’accordo – esordì Pier Anna – ma vorremmo fare in modo un po’ diverso. – Sentiamo! – chiesi curioso – Conveniamo entrambe che soffriremmo troppo all’idea di saperti nelle braccia dell’altra, quindi dovremmo fare un unico week end, una sorta di sfida erotica, fai l’ amore con tutte due assieme e poi deciderai, per lo meno non dovremo soffrire a lungo – Giusto - risposi - ma come immaginate di farlo? Avete pensato che nel momento di passione potreste perdere il controllo, non accettereste tanto volentieri di rotolarci tutti e tre assieme, vi litighereste ogni centimetro di piacere! – Ma il week end da cornuta non lo vogliamo passare, quindi che altro possiamo fare? – Ribattè Giovanna – Una soluzione ci sarebbe! – dissi con fare illuminato – Sentiamo – chiesero all’unisono – Potremmo stabilire delle prove, nelle quali vi cimentate entrambe, direi tre, anche perché questo è il mio potenziale in un pomeriggio, ossia farmi venire tre volte, quella che ottiene due prove su tre vince e mi avrà come suo compagno, e , l’altra dovrà assolutamente farsi da parte. – Quali sarebbero le prove? Chiese Giovanna con fare di sfida – Quelle che io vorrei dalla mia donna! Vorrei che mi facesse godere con la bocca, con il culo e con la fica! Siete disposte a questo? – Io si! - Rispose senza esitazione Giovanna – Puoi contarci! – disse Pier Anna – Allora siamo d’accordo, il prossimo weekend andremo a casa mia al mare e faremo l’amore tutto il pomeriggio, alla fine la vincitrice rimarrà con me e l’altra si dovrà fare da parte! – Per me va bene – disse Giovanna – A me rimane un dubbio! – disse Pier Anna – Quale? – Chiedemmo sia io che Giovanna – La dinamica delle tre prove come si svolgerà? – Semplice – risposi – inizieremo con la bocca – 5 minuti ognuna, useremo il timer , quando scoccherà, quella che mi sta pompando si farà da parte e cederà il campo all’altra, e così per il culo e per la fica, se dopo le due prime prove una di voi due mi avrà fatto venire, avrà vinto, altrimenti sarà decisiva la terza sfida, quella con la fica, chiaro? – Ma mi ci vedi se sono lì, col tuo uccello in bocca, e ti sento che stai per venire, a mollarlo per farlo venire subito in bocca a lei? – erano domande sensate, Pier Anna era già dentro la sfida, si figurava già tutto e mi faceva eccitare da morire – Non succederà perché starò sempre io sopra, al pompino, lo leverò io, se sento che sto venendo, considererò vincente l’ultima che lo pompava, ma solo se mi esce nel passaggio dalla bocca di una all’altra, se verrò in bocca alla seconda anche dopo pochi secondi, considererò lei la vincente, e così per il culo, perché starete a pecora, e per la fica, perché starete sotto. Altri dubbi? – Silenzio, due minuti lunghissimi – Ok vada per Sabato! Disse Giovanna sospirando – Pier Anna? – Va bene ci sto! – Bene dissi, allora non staremo né a chiamarci né a vederci fino a Sabato prossimo, ci troveremo a casa mia a Quercianella, ognuno con la sua macchina, alle 15 del pomeriggio, questo è l’indirizzo - Lo scrissi su due foglietti che avevo nella giacca, lo porsi e le lasciai sole, pensando a come dovevano stare insieme in macchina, visto che Giovanna doveva riaccompagnare a casa l’altra, da quel momento non dovevo mai vederle e incontrarle fino al prossimo Sabato. Passai la settimana a studiare, a cercare di non pensare a loro, mangiai bene, mi curai il fisico, assunsi cibi afrodisiaci, volevo essere al massimo della prestazione, il mio uccello avrebbe deciso quale compagna affidarmi. Arrivò il Sabato mattina, feci il bagno, accuratissimo, mi vestii leggero, presi le chiavi di casa, dissi ai miei che andavo al mare con amici e mi avviai. Erano già le due, avevo preparato tutto, il divano che avrebbe ospitato le mie calde amanti era pulito, il tappeto di stoia era stato coperto con un telo grande, temevo che avrebbero sentito male alle ginocchia, mi ero profumato e mi ero tenuto leggero, il cazzo cominciava a sussultare, dalle tre di pomeriggio avrebbe goduto come non mai. A cinque alle tre squillò il campanello, ebbi un sussulto, andai al citofono – sono Pier Anna – aprii – e la vidi arrivare sulle scale, era bella, aveva un tailleur sobrio e i tacchi a spillo. Entrò e mi baciò sulla bocca, era inebriante, eravamo imbarazzati. Giovanna? – Chiese – deve arrivare! – dissi io – sicuro? – mi chiese lei – ti piacerebbe eh? – le chiesi con fare ammiccante – No! Rispose lei! – ti rimarrebbe la voglia e mi tradiresti, questa questione va risolta oggi, sono sicura che arriverà .. ti vuole quanto me! – Vai pure in bagno a prepararti intanto! – la esortai – Non ci fai spogliare assieme? Dovrebbe essere eccitante – accennò maliziosa – E’ uguale - dissi io – Non sono un feticista dello spogliarello! - OK! - Disse avviandosi in bagno – Squillò il campanello, era Giovanna. Non appena entrata mi chiese dove fosse la sua rivale, le dissi che stava affilando le armi in bagno – Bene! – disse lei molto seria – Posso preparami in una camera ! – Fai pure , è di là, mentre il soggiorno sarà il terreno della battaglia. Mentre si preparavano mi spogliai rimasi solo con i boxer, ormai mancava pochissimo…. Entrarono! Giovanna era nuda con il reggi calze nere, aveva una passera molto scura, ben curata, pelosa ma non folta, avevo l’acquolina in bocca! Pier Anna era in reggicalze bianche, la sua fica era già umida, si vedevano le labbra, una bellissima fica bruna, curatissima. Si osservarono, era evidente che si squadravano, cercando di vedere i pregi e difetti reciproci; le feci accomodare sul divano l’una di fianco all’altra, presi il timer, e detti loro una moneta – Fate a testa o croce su chi comincia prima! – Risultò Pier Anna, presi il timer, lo regolai su 5 minuti e lo poggiai sul mobile accanto al divano, iniziava la sfida! Mi tolsi i boxer e mi avvicinai col cazzo in mano alla bocca di Pier Anna che non se lo fece ripetere due volte e spalancò le fauci cominciando a succhiare mugolando avidamente. Era bravissima , le stavo sopra, praticamente lo ingoiava tutto e pompavo come se lo tenessi nella fica, lei non batteva ciglio, ciucciava il glande, la cappella, slinguava l’asta e scendeva a dare dei morsettini alle palle, ogni tanto lo tirava fuori e lo metteva tra le tette, slinguando la cappella e facendomi una sega , mugolava come una gatta in calore, gemevamo come animali entrambi, ad un certo punto cominciò a tenerlo con le labbra e lo faceva scorrere lungo la bocca, sembrava proprio una bambina con il gelato, poi lo rimise tutto in bocca e cominciò a pompare forte.. suonò il timer… lo tolsi, vidi la sua delusione.. sperava di andare in vantaggio… riavviai il timer mentre Giovanna si avventava sul cazzo, dovetti premerla al divano, per rimetterla a sedere, lei non sentiva niente, succhiava come una forsennata, lo teneva tutto in bocca, potevo sentirle la gola, era un continuo mugolio.. poi cominciò a toccarmi le palle e a roteare sapientemente la lingua su tutta la cappella , cominciavano ad uscire i primi umori, mescolati alla saliva.. avvertivo la sua voracità mista alla speranza di prendersi il fiotto di sperma, se lo strusciava adorante su tutta la faccia, i suoi occhi mi guardavano in cerca di approvazione, poi riprese a succhiare con ritmi alternati un colpo profondo, due brevi e una rotazione di lingua a mulinello, si sentivano gli schiocchi delle labbra sul bastone di carne… cominciavo a sentire il piacere che montava sempre più irrefrenabile… ogni tanto si staccava ed emetteva un gemito di piacere che mi esaltava l’erezione, io però, per onestà, volevo durare il più a lungo possibile, volevo che si impegnassero allo spasimo per il mio sperma.. il timer suonò di nuovo, feci fatica a staccarla dal cazzo e a tenere ferma Pier Anna che si era subito fiondata sul cazzo, le loro bocche si sfiorarono sulla cappella, si guardarono ferocemente, era chiaro ad entrambe che nessuna avrebbe mollato di un millimetro, era una sfida spietata. Esaltato da quella rivalità feroce, lasciai che Pier Anna si facesse di nuovo soffocare dal mio uccello, intanto Giovanna aveva provveduto a regolare il timer. Pier Anna succhiava felice, sentiva che la mia verga era prossima al piacere, pregustava il primo successo; si mise a succhiare a ritmo regolare, era rossa in volto, i capelli erano già sudati, lei stessa sudava, come me del resto, il soggiorno si era già inondato dei nostri profumi e umori, sentivo il cazzo fluttuare fino in gola di Pier Anna, cominciava a dare segni di inquietudine, lo sperma non voleva uscire, tossì, si fermò un attimo, riprese fiato, anche perché le sue narici erano soffocate dal mio ventre, poi ricominciò a pompare ancora più frenetica, lo teneva tutto in bocca, sentivo la sua lingua avvolta all’asta, mugolava continuamente, poi staccò il cazzo, per vedere se dava segno di venire… il timer suonò ancora impietoso… Estrassi il cazzo in erezione dalla bocca famelica di Pier Anna… presi il timer, lo riavviai e Giovanna aprì la bocca, introdussi la cappella dentro e lei iniziò a fluttuare tutto il membro in bocca, lo angolava tanto da far rigonfiare le gote, ora la destra , ora la sinistra, poi cominciò a trattenere il glande dentro e lasciava che l’asta pompasse fuori della bocca; tratteneva con i denti inferiori coperti dalle labbra e sentivo il glande sbattere sul palato, ormai era una sfida tra loro due e tra me e loro due.. cercavo di resistere ma il piacere aumentava vertiginosamente, Giovanna aveva intuito la tecnica giusta per sublimare le sensazioni della cappella e dell’asta, cominciò a solleticarmi le palle e in quel momento sentii lo sperma arrivare… la inondai in bocca, lasciando ad un grido selvaggio di soddisfazione; quando cominciai a guardare vedevo Giovanna gustarsi ogni goccia, ogni residuo, fiera della sua sessualità e della sua femminilità, era piena di sperma, sui capelli, sulle labbra, in bocca, sulle ciglia, era irresistibile vedere il bianco dello sperma sulle sue ciglia nere e sui capelli corvini. Guardai Pier Anna e la vidi delusa, osservava con invidia la sua rivale che si nutriva di tutto il mio piacere. Quando Giovanna ebbe finito di succhiare tutto, tolsi il membro, ormai domato e mi alzai, c’era un silenzio di tomba: dissi alle ragazze di andare a darsi una rinfrescata, presi un tovagliolo di carta e asciugai il cazzo. Tornarono dopo 15 minuti, si erano sciacquate la faccia , lavate i denti e ed erano pronte a continuare la sfida. Presi allora, dal mio set da toilette una boccia di gel liquido, era lo strumento che mi avrebbe facilitato la penetrazione anale di entrambe. Erano tese, consapevoli che la seconda prova avrebbe potuto decretare la fine di Pier Anna o una terza prova incandescente: Giovanna sentiva il peso del vantaggio, Pier Anna era minata nella sua spavalderia iniziale, soprattutto avevano capito che le desideravo entrambe come un pazzo, lo avevano constatato con i loro occhi, sapevano che avrebbero dovuto mettercela tutta. Si erano messe alla pecorina, l’una di fianco all’altra. Presi il gel e cominciai a massaggiare i buchi del culo di tutte e due; potevo vedere le loro fiche bagnarsi nuovamente, ad ogni penetrazione delle dita, ansimavano, in silenzio, ma si sentivano bene i loro affanni carichi di desiderio e apprensione. Cominciai a sentire i loro culi più rilassati, ormai potevo tranquillamente infilarvi le tre dita della mano. Mentre dilatavo i buchetti sentii che il cazzo cominciava ad ergersi nuovamente, me lo vidi duro e fiero, pronto a possederle con famelica voluttà. Smisi di massaggiarle e detti loro di nuovo la moneta: ansimanti e tese stabilirino che avrebbe nuovamente cominciato Pier Anna. Presi il cazzo duro in mano e cominciai ad appoggiarlo sul culo di Pier Anna, Giovanna aveva fatto partire il timer, c’era tensione nell’aria, entrambe temevano di sentire dolore, probabilmente era la prima volta per entrambe. Io ero preso dal piacere che provavo nello spingere la cappella in culo a Pier Anna, la sentivo tesa, ma continuavo, premendo piano e riuscendo, ad ogni colpo entravo un po’ di più, finchè non sentii che ero dentro già per metà uccello e potevo spingere piano. Potevo muovermi lentamente, ma costante, Pier Anna non godeva, gemeva di dolore, ma mi teneva la mano sul fianco destro, per farmi capire che dovevo continuare, lei avrebbe fatto tutto quello che le chiedevo, questo mi diede la forza di continuare, sentivo le pareti delle sue chiappe stringermi il cazzo e provavo dolore e piacere, ma era più il piacere, e continuai ad affondare sempre di più, presi un bel ritmo, ormai era sufficientemente dilatato per poter ritmare i colpi con una certa frequenza, io godevo e lei cominciava ad abituarsi al dolore, vedevo che stringeva i denti, ma non avrebbe mai mollato, per nessuna ragione al mondo, poi, proprio quando cominciavo a sentire il cazzo ben piantato dentro sentii suonare il timer.. mi staccai, ma stavolta non ci fu la ressa intorno al pene, anzi Pier Anna la vidi quasi sollevata e Giovanna mi si presentava tesa e nervosa.. doveva affrontare quello che la sua rivale aveva passato. Riavviai il timer, e cominciai ad appoggiare il glande sull’orifizio di Giovanna, era molto stretto, il gel aiutava, però era difficile penetrarlo subito; cercai di rilassarla carezzandole i fianchi e il seno, cominciò a rilassarti e allora riuscii ad introdurre tutto il glande dentro, spingevo ed uscivo ritmicamente, avevamo trovato una posizione di equilibrio sufficiente per garantirmi il pompaggio regolare. Continuai a penetrare sempre di più, sentivo che a stento tratteneva le lacrime per il dolore, ma io insistevo e riuscivo quasi ad infilarlo fino a metà. Lo tolsi e bagnai il buco con un po’ di saliva e con gli umori della sua passera, dopodiché ricominciai a penetrare, trovavo eccitante il contatto del mio inguine e della coscia sinistra con la sua calza nera, io stavo veramente godendo tanto, lei invece sentiva dolore, tanto che si lasciava andare a dei mugolii di poco piacere e tanto dolore. Il timer m’ interruppe quel momento d’estasi. Anche stavolta constatai il sollievo della mia potenziale donna nel non sentirsi più stantuffare il cazzo in culo. Lo presi in mano bello duro e lo appoggiai sul culo di Pier Anna, la quale, con grande maestria, aveva continuato a massaggiarselo per offrirmelo già più propenso alla penetrazione. Entrai con molta più facilità della prima volta e cominciai a stantuffare con forza, ora il suo culo si apriva meglio e mi lasciava entrare con più elasticità, sentivo che il galoppo iniziava ad andare regolare, anche lei cominciava ad ansimare di piacere, tanto che mi prese la mano e ansimavamo di piacere all’unisono, un colpo e un mugolio di entrambi , un colpo e un ansimata all’unisono, avevamo trovato un ritmo armonico, non mi resi conto nemmeno subito che cominciavo a venirle dentro, il piacere mi assalì convulsamente, poi urlai di piacere, lei di soddisfazione, lanciò un “siiiiiii” di liberazione, mentre Giovanna gridò un “ noooo” quasi contemporaneamente. Lasciai che il piacere la inondasse, e solo quando sentii che avevo esaurito tutte le gocce di sperma , lo estrassi, ancora duro, e lei, ancora fiera del suo lavoro, volle leccarmelo, guardando con soddisfazione Giovanna, quasi ad ammonirla che con lei non si scherzava erano uno a uno e tutto sarebbe stato deciso dalle loro passere, con le quali avrebbero stabilito la felicità e la tristezza dell’una e dell’altra. Stavolta andai io per primo in bagno, pulii il mio arnese per bene, mi accorsi che non avevo trovato nemmeno un rimasuglio di escrementi, dovevano essersi preparate per bene a questo tipo di amplesso. Tornai in soggiorno dove le trovai rilassate, erano calme. Datemi ancora un quarto d’ora – chiesi – nell’ultima prova voglio darvi tutto me stesso, anche perché faremo l’atto conclusivo dell’amore, quello che genera la vita! – Mi spiegarono che entrambe si erano accordate per la pillola, al fine di consentirmi di venir loro dentro senza problemi. Accesi un po’ di Tv, tanto per rilassare l’atmosfera, carica di tensione come una finale dei mondiali di calcio. Dopo mezz’ora cominciai ad osservarle e mi accorsi che mi stavo arrapando nuovamente, ora iniziava il duello finale e sapevo che non avrei resistito tanto, perché il mio cazzo veniva facilmente dentro la fica. Siete pronte? – chiesi alzandomi dalla poltrona con tutta la mia erezione. Alla vista del cazzo duro non si fecero pregare, si misero sdraiate sul divano pronte ad accogliermi. La moneta estrasse ancora una volta Pier Anna e Giovanna andò ad avviare il timer, ma io la interruppi: No! – dissi – Prima voglio leccarvi la passera, quindi lasciami leccare bene, te lo dico io quando avviare il timer. Mi avvicinai alla passera profumata di Pier Anna e cominciai a leccare la parete superiore alla clitoride, leccavo anche l’attaccatura delle cosce, poi mi accostai alle labbra e affondai la lingua dentro, mentre il mio naso si sistemava sull’inizio della passera. Era un profumo inebriante, lei mi tirava i capelli, gemeva e ansimava come un ossesso, io slinguavo e bevevo il suo miele con avidità, e smisi solo quando sentii che avevo tutto il volto umido dei suoi umori. Avvia il Timer! - Ordinai e mi misi sopra Pier Anna , non ci volle alcun aiuto a penetrarla, lei mi si avvinghiò e sentii le sue cosce accavallarsi sulle mie, quasi volesse imprigionarmi dentro, cominciai a baciarla sulla bocca e a pompare freneticamente, “assaggia il tuo sapore” le sussuravo, e ci stringevamo forte, tanto che lei mi graffiava sulla schiena, senza farmi male ma mi voleva dentro, sembrava quasi che mi ci volesse tutto. La sua fica era dilatatissima, tanto è che fluttuavo come un treno, lei urlava ad ogni colpo, io gridavo frasi sconnesse, eravamo fronte nella fronte, sudati fradici, gocciolavamo in ogni parte del corpo, mi alzai leggermente per osservare la mia asta entrare nella sua caverna, potevo vedere il cazzo uscire e rientrare, umido del suo piacere, cercavo il solletico delle sue labbra della fica e con quelle della bocca ci mangiavamo quasi, fino a quando cominciai a stare più eretto meno schiacciato e pompavo tenendole la gamba destra sollevata, la guardavo negli occhi, mi voleva a tutti i costi… suonò il timer…. Lo tirai fuori e vidi che la cappella era rossa, mi accorsi che anche le ragazze osservavano il glande, sapevano che sarei venuto presto, Pier Anna era smarrita e Giovanna caricò il timer fiera e fiduciosa, aveva un’ occasione irripetibile.. la fermai… volevo leccare anche la sua passera… ci rimase male perché ora sapeva che avrebbe dovuto riportarmi all’acme del piacere, Pier Anna tirò un sospiro di sollievo, perché se Giovanna non ce l’avesse fatta, ero certamente suo, al terzo amplesso non avrei resistito. Mi avvicinai alla passera nera di Giovanna, già bagnatissima e golosa di cazzo, l’annusai, una meravigliosa fragranza di selvatico m’inondò le narici, i suoi peli erano setolosi e ispidi, le leccai tutto il bordo esteriore. Mentre mi carezzava la testa sentivo premere il suo ventre sulla mia faccia, quasi volesse farmici entrare, cominciavo ad assaggiare il suo miele, ero dentro la passera con naso e lingua, le labbra erano dilatate a dismisura, sentivo che stava per venire e infatti m’inondò di piacere, bevvi il suo succo avidamente, e lo passai sulle sue labbra con la lingua… Vai col Timer! – dissi a Pier Anna e cominciai a penetrarla, ero ancora bello duro, non avevo perso baldanza e subito incontrai le sue cavernose pareti calde, accoglienti e solleticanti, sentii subito che la sua passera mi calzava come un guanto, riusciva ad avvolgere tutto il cazzo, tanto che ormai avevo solo le palle fuori. Le sue gambe mi avvolgevano, ma non mi avvinghiavano, voleva che dessi il ritmo e cominciai a pompare due colpi veloci e uno lento, poi sempre più veloce, mi fermai un attimo mentre ansimava, lo estrassi, vidi di nuovo la cappella rossa, lo rinfilai subito e cominciai a spingere, mi alzai e cominciai a penetrarla quasi in piedi, sentivo meno piacere adesso, ma improvvisamente sentii come una scossa, sì, lo sperma stava per arrivare, resistetti altri 20 secondi poi detti tre colpi veloci.. fu il finimondo… schizzai dentro con un urlo belluino, Giovanna urlava solo dei “Si” forsennati , mi avvinghiava come una belva, sapeva di aver vinto e voleva godersi fino in fondo il trionfo, teneva il suo uomo dentro, poi lentamente riprendemmo conoscenza e quando ci staccammo vedemmo Pier Anna che piangeva…. Si rivestì subito, prese la sua borsa ci guardò triste, osservava il suo uomo desiderato e la sua rivale che l’aveva battuta, lealmente, senza colpi bassi, Giovanna ancora nuda e fiera del suo trionfo si alzò, le andò incontro e le porse la mano, Pier Anna ricambiò, erano state due amazzoni leali e combattive, non nutrivano rancore, ma solo fiero rispetto, consapevoli dei loro destini avversi, ma orgogliose del proprio potenziale di donna. Pier Anna uscì e Giovanna mi venne incontro, mi abbracciò – Non ti pentirai mai della scelta fatta, te lo prometto! - mi disse felice e commossa. Ci sdraiammo sul divano, abbracciati, stanchi e provati dall’agone erotico, ma nonostante tutto il mio cazzo cominciò a rindurirsi, lei se ne accorse subito e cominciò a subito a succhiarmelo, voleva il premio, la prima scopata da fidanzati ufficiali, non potevo certo negargliela, aveva sostenuto una prova difficile, e non ebbi certo difficoltà a regalarle una nuova erezione, tutta sua. Stavolta la sua lingua gustava ogni millimetro del mio cazzo, senza fretta, era uno spettacolo vederla adorante sul mio pene, lo carezzava, lo baciava, se lo strusciava sulle guance, se lo strofinava su tutto il volto e poi ricominciò a succhiarlo avidamente; non appena sentì che ero al massimo, si alzò e si mise sopra di me, lo prese in mano e cominciò a puntarlo dritto sulla fica, era meravigliosa, le sue calze nere macchiate di sperma ne esaltavano la femminilità,. Sentii il mio cazzo scivolare dolcemente nella sua fessura, e cominciò a cavalcare leggera e ritmata, stava prendendo confidenza con le mie sensazioni, mentre mi scopava sorrideva, gemeva, mi baciava sulla bocca e sentivo le sue mani avvinghiarmi, il piacere mi assaliva sempre più incontrollabile e sborrai per la quarta volta dentro di lei, mi tenne dentro fino all’ultimo cenno di vita, mi baciò e mi disse – Sei mio, sei tutto mio, voglio sempre tenerti dentro di me, il tuo cazzo deve essere parte integrante di me, ti amo amore mio… Ci addormentammo l’uno sotto all’altra, uniti ancora dall’amplesso, eravamo una coppia.



Commenti

pubblicato il 11/01/2013 19.37.24
HotIce, ha scritto: Un tantino esaltato il tuo protagonista, molto sicuro di sé...che si sopravvaluti un po' troppo...? Io avrei evitato le smancerie finali. Cmq interessante.
pubblicato il 13/01/2013 21.59.42
Rosso27, ha scritto: Grazie Hotice.... tengo a definire il mio personaggio una propagazione del mio immaginario erotico.. ovvio che è esaltato.... tutto nasce da una storia mia personale, non avvenne in quel modo (magari) ma le due in questione ebbero entrambe una relazione con me in contemporanea... si erano pure prese a schiaffi..... e la mia scelta fu quella del racconto.. anche se non scelsi per performance erotica.. ma per attrazione maggiore nei confronti di una delle due... è una fantasia.. che mi rimane da 20 anni nella testa... avrei voluto realizzarla.. la immagino e basta... concordo col finale smielato... cmq grazie del commento...

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