ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 11 dicembre 2012
ultima lettura sabato 18 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Lo zampognaro

di garufolo. Letto 517 volte. Dallo scaffale Fiabe

Giungeva in città ogni anno, a inizio dicembre, non si sapeva da dove venisse, né come si chiamasse, dal momento che alla domanda sulle sue origini rispondeva "Provengo da ogni parte del mondo" e a quella sul suo nome diceva &qu..

Giungeva in città ogni anno, a inizio dicembre, non si sapeva da dove venisse, né come si chiamasse, dal momento che alla domanda sulle sue origini rispondeva "Provengo da ogni parte del mondo" e a quella sul suo nome diceva "Io sono lo zampognaro". Ebbene sì, lui suonava la zampogna, il suo adorato strumento con il quale allietava le frenetiche camminate delle persone. Arrivava durante il periodo natalizio e si posizionava nella stessa via, nel medesimo punto, e cominciava a suonare, con il cappello per terra a chiedere qualche monetina ai più buoni di cuore. Le persone avevano bisogno di cellulari, orologi, vestiti, lui si accontentava di un po' di bontà d'animo. Ma la gente, si sa, prima di Natale impazzisce un po', inghiottita dal consumismo, mentre lui consumava solo il fiato. Regali, regalini, auguri che volavano rapidi di bocca in bocca, abbracci, erano il suo spettacolo mentre suonava ed erano il motivo per cui il primo anno che era arrivato lì, quasi era passato inosservato, come spesso capita a chi, come lui, chiede l'elemosina per strada. Ma la musica, quella c'era e, volenti o nolenti, le persone ne erano condizionate, perché la musica è magia, ti condiziona, ti cambia il passo, perfino le idee regalo, e lui pure, era magico per davvero.
Dopo anni di presenza costante, lo zampognaro era noto a tutti: gli adulti gli davano qualche spicciolo (non troppi perchè c'erano i regali da comprare), i bambini lo salutavano e si stupivano sempre di come resistesse al freddo, in quella posizione statica, ma quando uno di essi gli aveva chiesto il trucco, lui aveva risposto "Mi scaldo con la musica". Ed era così, non pareva essere turbato dal freddo, né stancarsi di fronte a quel viavai infinito di persone: se ne stava lì a suonare, con quello sguardo profondo, umano, buono, di chi è segnato dalla vita, dalla povertà, ma non se ne fa né un cruccio esagerato né un motivo di commiserazione.
Erano passati dieci anni da quando lo zampognaro aveva messo piede la prima volta in città e l'atmosfera natalizia si stava impossessando ancora una volta delle strade cittadine; ma quell'anno lui non arrivò, nessuna traccia dello zampognaro. Le persone si chiedevano dove potesse mai essere andato, magari aveva cambiato posto; probabilmente è andato in ogni parte del mondo, si diceva qualcuno. I bambini, loro si interrogavano, domandavano ai genitori, ma lo aspettavano, oh sì che lo aspettavano e lo avrebbero aspettato ancora, proprio come si aspetta Babbo Natale.


Commenti

pubblicato il 11/12/2012 12.35.46
garufolo, ha scritto: Stavolta non so cosa sia successo, lo ripubblico la terza volta, altrimenti vorrà dire che non s'ha da pubblicare... : - )

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: