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lavoro pubblicato sabato 8 dicembre 2012
ultima lettura lunedì 22 ottobre 2018

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

SEME CALDO

di Redlec. Letto 4996 volte. Dallo scaffale Eros

Uscì, con uno scatto fulmineo dalla mia bocca. Erano parecchi minuti che lo baciavo, lo succhiavo e lo leccavo. Il getto schizzò ...

Uscì, con uno scatto fulmineo dalla mia bocca.

Erano parecchi minuti che lo baciavo, lo succhiavo e lo leccavo.

Il getto schizzò veloce fra le mie labbra e la lingua. Mi aveva spalancato la bocca e costretta in ginocchio. Paolo, in piedi sul letto, grugniva soddisfatto e con la mano dirigeva il sesso verso la mia faccia. Sentivo il seme caldo colarmi in gola. Ormai avevo la bocca piena del suo dolce e aspro liquido. Gli schizzi rallentarono e alla fine diventarono solo piccole gocce.

Paolo me lo mise di nuovo dentro per farselo succhiare. Aveva goduto molto quel giorno. Me lo aveva promesso:

“Ti godrò dappertutto, davanti, di dietro e in bocca!” Ed era stato di parola. Deglutii e in un attimo ingoiai tutto il seme di Paolo.

Era da ore che immetteva liquido nel mio corpo. La prima volta mi schizzò tutto il suo amore nelle profondità del sesso. Lo sentivo entrare e farsi strada fra le umide mucose. Sentii un’orgasmo fortissimo. Avevo forti contrazioni, una dopo l’altra, e il seme appena entrato usciva a tratti bagnandomi le natiche e il sedere.

Paolo si fumò con calma una sigaretta, si riposò un’oretta e poi mi chiese di succhiarglielo ancora. Lo presi delicatamente fra le dita, sputai saliva sulla punta e iniziai a masturbarlo piano e dolcemente. Con la lingua titillavo la piccola bocca che trasudava umori vischiosi. Mi si appiccicavano sulle labbra e Paolo ogni tanto me le leccava. Lo presi del tutto in bocca e mentre succhiavo giravo vorticosamente la lingua. Era di nuovo duro come il legno. Non aspettò molto, mi chiese di girarmi e di mettermi a carponi. Poggiavo la testa sui cuscini, contemporaneamente con le mani cercavo di allargare al massimo i glutei, come mi suggeriva Paolo. Sentii la sua lingua indurita introdursi nell’anello di mucose.

“Hai tutto il culo bagnato del mio amore, sarà facile mettertelo dentro.”

Infatti quasi subito sentii la punta spingere lievemente.

Dio che bello! Mi piaceva da matti farmi inculare.

Mentre mi penetrava Paolo mi descriveva i gesti e le sensazioni che faceva e aveva.

“Ecco, la punta è entrata tutta, ora sarà tutto più facile. Ma tu amore stringi i muscoli, mi piace di più, ecco, sì, proprio così.”

Stringevo le natiche e lo sfintere più che potevo, nonostante questo lo sentivo entrare sempre di più dentro di me. Alla fine entrò del tutto. Paolo aveva un bel cazzo che mi riempiva tutta. Spingeva con forza e faceva su e giù.

“Sei talmente bagnata che mi sembra di scoparti davanti.” Io intanto avevo iniziato a toccarmi, mi bagnavo le dita col seme ancora caldo che fuoriusciva dalla fica e mi titillavo fra le piccole labbra che erano gonfie, irrorate di sangue. Ogni tanto con tre dita mi penetravo e cercavo di arrivare più in fondo che potevo. In gola e in bocca avevo sempre il sapore del seme di Paolo. Stavo godendo moltissimo, piena davanti e dietro, le dita di Paolo in bocca e sui seni. Lui mi sussurrò che stava per sentire l’amore. Il ritmo si fece più intenso. Mi chiese ancora di stringere i muscoli più che potevo. Entrava tutto e riusciva velocemente e spingeva come un matto.

“Ecco, amore, ora ti inondo di nuovo, lasciati andare, sentiamo insieme.”

Mi lasciai andare e iniziai a urlare. L’orgasmo arrivava travolgendomi come un’onda in piena. Anche Paolo urlò, spinse un’ultima volta e mi inondò col suo seme. Mi sembrava di sentire i getti caldi nel mio interno. Mi inarcai sulla schiena, spinsi forte verso Paolo e il suo cazzo e all’improvviso l’amore arrivò anche per me. Spasmi fortissimi chiudevano e aprivano il mio culo, a raffica, veloci uno dopo l’altro. Ogni volta che i muscoli si stringevano Paolo urlava e godeva. Lentamente gli spasmi cessarono, sentivo il cazzo di paolo ritirarsi lentamente e poi uscire del tutto. Dal foro allargato uscì subito copioso il liquido caldo e vischioso. Mi tappai con un dito il culo, volevo che mi rimanesse tutto dentro. Mi sdraiai esausta. Paolo, accanto a me si sdraiò e chiuse gli occhi.

Mi addormentai quasi subito, ma intanto mi godevo le sensazione di essere piena di seme, in bocca, nella fica e nel culo. Ebbi un ultimo pensiero prima di chiudere gli occhi e sognare. Immaginai di essere subito posseduta da un altro uomo, sconosciuto, e di bere il suo seme caldo, con un sapore diverso da quello di Paolo. E poi mi eccitava l’idea dei loro umori che si mischiavano dentro di me. Paolo dormiva, iniziai a toccarmi e sentii velocemente l’amore, un amore bagnato e caldo.



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